Todo modo

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi)

4.0
(2037)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 121 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese , Olandese

Isbn-10: 8845917584 | Isbn-13: 9788845917585 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Politica

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Descrizione del libro
Se dovessimo indicare una forma romanzesca capace di rivelare come si compone e come si manifesta quell'impasto vischioso del potere che la politica italiana ha avuto per lunghi anni il funesto privilegio di produrre, basterebbe rimandare alle asciutte pagine di "Todo modo", alla scansione crudele dei suoi episodi, che solcano come una traccia fosforescente una materia informe, torbida e sinistra. Non meraviglia dunque che questo libro, pubblicato nel 1974, possa essere letto come una guida alla storia italiana dei decenni successivi.
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  • 5

    In assoluto la migliore opera di Sciascia. Con maestria mescola il giallo alla filosofia, si serve di un lessico scorrevole ma articolato e abilmente giostrato per tenere il fiato sospeso. Numerosi ri ...continua

    In assoluto la migliore opera di Sciascia. Con maestria mescola il giallo alla filosofia, si serve di un lessico scorrevole ma articolato e abilmente giostrato per tenere il fiato sospeso. Numerosi riferimenti alla letteratura e all'arte in generale. Maestosa descrizione dei personaggi, tra tutti spicca la figura di Don Gaetano, raccontato e descritto con profondo spessore emotivo, lampante ingegno e notevole sapienza. Desueta la scelta dell'ambientazione, in sole centocinquanta pagine ha fuso le mille componenti di un racconto intrecciato e ricco sotto ogni punto di vista. Uno dei migliori capolavori del nostro tempo.

    ha scritto il 

  • 5

    Ennesima perla regalataci dallo scrittore siciliano che in poco più di cento pagine riesce a condensare politica, filosofia, religione, arte e riferimenti culturali, i dialoghi come si può apprezzare ...continua

    Ennesima perla regalataci dallo scrittore siciliano che in poco più di cento pagine riesce a condensare politica, filosofia, religione, arte e riferimenti culturali, i dialoghi come si può apprezzare anche dall'ottimo film omonimo di Elio Petri sono eccezionali, intramontabile.

    ha scritto il 

  • 5

    Davvero eccezionale

    Non me ne vogliano capolavori come A Ciascuno il Suo e Il Giorno della Civetta, ma questo a mio avviso è il miglior Sciascia in assoluto.

    Intrigante, miserioso, profetico. Mi ha davvero stregata (e am ...continua

    Non me ne vogliano capolavori come A Ciascuno il Suo e Il Giorno della Civetta, ma questo a mio avviso è il miglior Sciascia in assoluto.

    Intrigante, miserioso, profetico. Mi ha davvero stregata (e ammetto di averci messo un po' per realizzare fino in fondo il significato delle ultime pagine)

    ha scritto il 

  • 4

    E' un giallo filosofico che parla di politica, religione, arte, relazioni umane, tutto questo condensato in poco più di 100 pagine con una capacità di sintesi rara e assolutamente lodevole. Certo il n ...continua

    E' un giallo filosofico che parla di politica, religione, arte, relazioni umane, tutto questo condensato in poco più di 100 pagine con una capacità di sintesi rara e assolutamente lodevole. Certo il narratore non ti rende la vita facile proprio perché la vita non è facile leggerla, interpretarla, conoscerla, è più facile viverla o morirne. L'ambiguità, la sfaccettatura, le interpretazioni, la soggettività, la complessità, la relatività, qui ci sono tutte ma perché la verità non è una sola, ci sono tante verità e anche se la puoi intuire non la puoi afferrare. Sciascia è maestro nel raccontarci tutto quello che non è raccontabile, tutto quello che non è visibile, e se è visibile lo è talmente per un attimo che anche se siamo testimoni non riusciamo a trattenere neanche un barlume di verità. La cosa che forse inquieta di più è che non solo non riusciamo a leggere la realtà singolarmente ma non riusciamo a farlo neanche se siamo in gruppo, se siamo più di uno, neanche se siamo in tanti, neanche se siamo lì davanti, testimoni diretti, neanche se siamo chiamati per professione o per talento a doverlo fare. Todo modo.

    ha scritto il 

  • 5

    Da leggere

    Romanzo all'apparenza semplice in quanto è' un giallo ma non si scopre mai l'assassino.Una analisi profonda sui legami tra stato e chiesa cattolica ma non è' un saggio.belle le citazioni che ci riman ...continua

    Romanzo all'apparenza semplice in quanto è' un giallo ma non si scopre mai l'assassino.Una analisi profonda sui legami tra stato e chiesa cattolica ma non è' un saggio.belle le citazioni che ci rimandano a Voltaire o a Antonello da Messina e geniali le conversazioni tra Don Gaetano e il pittore.da leggere e rileggere per capire la sua modernità che ci lascia sempre l'amaro in bocca;l'Italia che non cambia mai.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi accorgo di essere ripetitivo dicendo ogni volta "Il mio primo libro di (...)".
    M'è piaciuta molto la scrittura riflessiva, i temi trattati e gli scambi intellettuali a senso compiuto dei protagonis ...continua

    Mi accorgo di essere ripetitivo dicendo ogni volta "Il mio primo libro di (...)".
    M'è piaciuta molto la scrittura riflessiva, i temi trattati e gli scambi intellettuali a senso compiuto dei protagonisti.
    Un bel "giallo" che l'ascia un po' l'amaro in bocca per il finale.
    Peccato.
    Sicuramente approfondirò l'autore!

    ha scritto il 

  • 5

    Piccolo gioiello della nostra letteratura è essenziale al pari de "Il giorno della civetta". Avvincente ed efficace, tratteggia un quadro nitidissimo dell’Italia del tempo, della corruzione dilagante ...continua

    Piccolo gioiello della nostra letteratura è essenziale al pari de "Il giorno della civetta". Avvincente ed efficace, tratteggia un quadro nitidissimo dell’Italia del tempo, della corruzione dilagante e delle collusioni tra i poteri forti.

    ha scritto il 

  • 4

    "Lo stato non è un borsaiolo" disse con indignazione , il ministro.
    " Certo non è un borsaiolo" confermò, con più moderata indignazione, il presidente.
    " Ma signori" disse don Gaetano al ministro e ...continua

    "Lo stato non è un borsaiolo" disse con indignazione , il ministro.
    " Certo non è un borsaiolo" confermò, con più moderata indignazione, il presidente.
    " Ma signori" disse don Gaetano al ministro e al presidente "spero non mi darete il dolore di dirmi che lo Stato c'è ancora...Alla mia età, e con tutta la fiducia che ho avuto in voi, sarebbe una rivelazione in sopportabile.Stavo così tranquillo che non ci fosse più..." pag 111

    ha scritto il 

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