Tonio Kröger

Edizione con testo a fronte

Di ,

Editore: Einaudi (ET Scrittori)

3.7
(1418)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 179 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco , Inglese , Giapponese , Spagnolo

Isbn-10: 8806128159 | Isbn-13: 9788806128159 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Anita Rho

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Adolescenti

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Descrizione del libro
Scritto nel 1903, questo racconto è la storia del lento pervenire del giovane Kroger alla coscienza della propria diversità dai coetanei. In una condizione di totale isolamento la sua sensibilità si dibatte nell'antinomia tra origini borghesi e attrazione per l'arte. Il contrasto fra arte-malattina da un lato e borghesia-normalità dall'altro - matrice della poetia di Thomas Mann - si manifesta nel silenzioso idillio con Ingeborg Holm e nell'incompresa amicizia per Hans Hansen: le due figure che costituiranno per sempre i limiti della solitudine e della gelosia di Tonio Kroger. Il racconto affronta i grandi temi, fra romanticismo e decadentismo, che Mann svolgerà in tempi più maturi. Arte come decadenza, come malattia fisica, come acuirsi della sensibilità, come male morale: i lineamenti del giovane Kroger anticipano, in parte, quelli dello scrittore Aschenbach della Morte a Venezia e del compositore Leverkuhn del Doctor Faustus.
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  • 4

    Forse uno dei più bei romanzi di Thomas Mann. Credo che sia assolutamente indispensabile per comprendere il valore sociale, morale e etico che per Mann è sotteso al significa delle parola arte e nello ...continua

    Forse uno dei più bei romanzi di Thomas Mann. Credo che sia assolutamente indispensabile per comprendere il valore sociale, morale e etico che per Mann è sotteso al significa delle parola arte e nello stesso tempo quanto per lui rappresenti l'artista e la sua creatività.
    Una visione poetica che non nega anche il ruolo fondamentale delle picccole cose della vita è insita nel Tonio Kröger in cui viene premiata la capacità spirituale dell'individuo nel momento che riesce distinguersi dall'omologazione imposta da una società priva di coscienza e unicamente finalizzata a una visione esteriore dell'essere.
    In tal senso le parole conclusive di Tonio Kröger sono illuminanti: "Ammiro coloro che, fieri e impassibili, spregiando l''uomo', si avventurano sul sentiero della grande, demoniaca bellezza: ma non li invidio. perché se qualche cosa è realmente in grado di fare di un letterato uno scrittore, è appunto questo mio borghese amore per l'umano e il vivo e l'ordinario".

    ha scritto il 

  • 5

    Sto fra due mondi, non mi sento a casa mia in nessuno di essi.

    Recensire Thomas Mann richiede umile dedizione, profonda conoscenza del personaggio, una padronanza assoluta della letteratura e una panoramica della storia letteraria che lo circonda. Cose che io non ...continua

    Recensire Thomas Mann richiede umile dedizione, profonda conoscenza del personaggio, una padronanza assoluta della letteratura e una panoramica della storia letteraria che lo circonda. Cose che io non mi sento di possedere in toto, nonostante il mio mestiere e la mia passione.
    L’unica cosa che posso scrivere è la mia verità: ovvero di essermi completamente vestito con i panni del protagonista della novella. Percepire il contrasto fra l’arte e la vita, fra la poesia e la realtà del mondo in movimento. Indovinare i conflitti spirituali, introspettivi di Tonio Kröger.
    Thomas Mann è un pittore eccezionale. Dipinge le parole sviscerandone il significato e servendolo al lettore su un piatto dorato. Sta a quest’ultimo imbarcarsi in un’analisi interiore e letteraria, indubbiamente complessa e articolata. Qualunque definizione, espressione o esternazione è degna di un’accurata riflessione sulla quale catapultare il nostro vissuto e ciò che si presenterà nel futuro.
    Solo questo posso dire, per non vendere le parole in un’analisi dove andrebbero degnamente regalate e cucite come uno degli affreschi maggiormente meritevoli d’ammirazione e di un posto immortale nella storia letteraria.

    ha scritto il 

  • 2

    Evanescente

    Raramente mi capita che un libro non mi dica nulla. Ma proprio nulla, né in positivo né in negativo.
    Eppure è questo che è capitato con "Tonio Kroger". Scritto né bene né male, racconta una storia né ...continua

    Raramente mi capita che un libro non mi dica nulla. Ma proprio nulla, né in positivo né in negativo.
    Eppure è questo che è capitato con "Tonio Kroger". Scritto né bene né male, racconta una storia né interessante né noiosa.
    Se questo è un capolavoro letterario...mah.

    ha scritto il 

  • 5

    "Il martirio e l’orgoglio del conoscere"

    Beati i semplici, perché conosceranno la vita
    Beati quelli con gli occhi azzurri, perché conquisteranno la terra
    Beati i normali, perché sorrideranno e danzeranno
    Ma beati anche i diversi, perché attr ...continua

    Beati i semplici, perché conosceranno la vita
    Beati quelli con gli occhi azzurri, perché conquisteranno la terra
    Beati i normali, perché sorrideranno e danzeranno
    Ma beati anche i diversi, perché attraverseranno il Sublime.

    ha scritto il 

  • 3

    L'artista eterno

    Forse Tonio è la figura dell'artista di ieri e di oggi, con gli stessi sentimenti e le medesime sensazioni che mutano solamente in qualche virgola, ma con la presenza comune di un'incapacità di vivere ...continua

    Forse Tonio è la figura dell'artista di ieri e di oggi, con gli stessi sentimenti e le medesime sensazioni che mutano solamente in qualche virgola, ma con la presenza comune di un'incapacità di vivere in società. Oltre a questo aspetto ben visibile, si nasconde parte della biografia di Thomas Mann e forse Tonio è proprio Thomas.

    ha scritto il 

  • 3

    punti di vista

    spunto interessante sulla solitudine intellettuale. al giorno d'oggi un carattere come quello del personaggio protagonista non interessa più nessuna forma di arte.
    peccato per la brevità della storia ...continua

    spunto interessante sulla solitudine intellettuale. al giorno d'oggi un carattere come quello del personaggio protagonista non interessa più nessuna forma di arte.
    peccato per la brevità della storia

    ha scritto il 

  • 5

    Uomini per l'arte

    La sofferenza dell’uomo sensibile, del vero artista - non uno che ha l’arte come professione borghese, ma per cui l’arte è predisposizione e condanna - che costretto per natura a guardare dentro sé, a ...continua

    La sofferenza dell’uomo sensibile, del vero artista - non uno che ha l’arte come professione borghese, ma per cui l’arte è predisposizione e condanna - che costretto per natura a guardare dentro sé, a sviscerare fino in fondo la propria anima, dov’è tanta angoscia e malinconia, non riesce a trattenere un bruciante struggimento, venato d’invidia, per tutti quanti al contrario godono di una personalità semplice, gaia e appassionata, pieni della genuina grazia di chi possiede occhi che mai giungono all’interno delle cose, là dove esse si fanno complicate e tristi.

    Ad essere stupidi, si diventa amabili e si è amati. Bellezza e serenità sono compagne selettive: affiancano solo chi rifugge la profondità, chi ne ignora l’esistenza.

    E così egli avanza, cullando mille modi di esistenza, in lui presenti ma inaccessibili, come altrettante impossibilità. La sola via praticabile abbraccia lo spirito, l’espressione. Ad attenderlo è una vita estranea al bonario, una vita di solitudine, inevitabile conseguenza di quel martirio che è il conoscere. E mentre cammina, grigio e insignificante, muto e invisibile, tutto fuorché uomo vivente, tra sofferenze atroci egli crea l’eccellenza, poiché le opere di valore gettano radici in realtà inquinate, negative e difficili. Colui che serenamente vive, non crea. Chi è ben nato, sano e ammodo, non scrive, né recita, né compone. Per essere creatori, bisogna essere morti: si tratta di rappresentare l’umano, senza prenderne parte.

    Inghiottito dal disagio abissale di sapersi in contrasto con gli altri, eterno straniero tra i normali, tra la gente ordinaria, sempre brucerà nell’artista il malinconico anelito ad una felice esistenza di calmo decoro, in mediocre e perfetto accordo con Dio e con il mondo. Brucerà sempre la nostalgia - o è più tenerezza? Invidia? Disprezzo di sé? - per le cose innocenti, banali e vive, a lui negate in quanto eterne contrapposte del sentire, dell’arte.

    Le foglie, le dorate foglie di alloro poetico, si colgono a prezzo della vita.

    ha scritto il 

  • 3

    Sentimenti contrastanti, mi sembra che in così poco spazio si alternino momenti bellissimi (il primo capitolo è un capolavoro) ad altri che leggi solo per amor di completezza. Sarà che non sopporto gl ...continua

    Sentimenti contrastanti, mi sembra che in così poco spazio si alternino momenti bellissimi (il primo capitolo è un capolavoro) ad altri che leggi solo per amor di completezza. Sarà che non sopporto gli artisti che parlano d'arte... ma naturalmente è un limite mio.

    ha scritto il 

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