Too Much Happiness

By

Publisher: Vintage

3.9
(821)

Language: English | Number of Pages: 320 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , German , Swedish , French , Chi traditional

Isbn-10: 0099552442 | Isbn-13: 9780099552444 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , Others , Library Binding , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
Brilliantly paced, lit with sparks of danger and underlying menace, these are dazzling, provocative stories about Svengali men, and radical women who outmanoeuvre them, about destructive marriages and curdled friendships, about mothers and sons, about moments which change or haunt a life. Alice Munro takes on complex, even harrowing emotions and events, and renders them into stories that surprise, amaze and shed light on the unpredictable ways we accommodate to what happens in our lives. A wife and mother, whose spirit has been crushed, finds release from her extraordinary pain in the most unlikely place. The young victim of a humiliating seduction (which involves reading Housman in the nude) finds an unusual way to get her own back and move on. An older woman, dying of cancer, weaves a poisonous story to save her life. Other stories uncover the 'deep holes' in marriage and their consequences, the dangerous intimacy of girls and the cruelty of children.
The long title story follows Sophia Kovalevsky, a late nineteenth-century Russian emigree and mathematical genius, as she takes a fateful winter journey that begins with a visit to her lover on the Riviera, and ends in Sweden, where she is a professor at the only university willing to hire a woman to teach her subject. Munro's unsettling stories turn lives into art, expand our world and our understanding of the strange workings of the human heart.
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  • 5

    Troppo umani, troppo veri

    A volte la scrittura è l’elaborazione di un dolore proprio o altrui da cui lo scrittore riesce a prendere le distanze, trasformandolo in frutto prelibato.
    E' il caso di questa raccolta di racconti, pi ...continue

    A volte la scrittura è l’elaborazione di un dolore proprio o altrui da cui lo scrittore riesce a prendere le distanze, trasformandolo in frutto prelibato.
    E' il caso di questa raccolta di racconti, piccolo gioiello della letteratura contemporanea in cui la perfezione dello stile - serio o scanzonato in varie modulazioni - si adatta a personaggi e situazioni come un abito dal taglio impeccabile.
    Intensa la prima storia, quanto può esserlo quella di una donna annientata, madre di tre bambini uccisi dal loro stesso padre.
    Sorprende lo sviluppo emozionante e paradossale della trama, spiazzano le parole del genitore assassino, il suo amore per i figli, le agghiaccianti, struggenti certezze di chi ha toccato il fondo:
    “Il Paradiso esiste. Ho visto i bambini. Li ho visti e ho parlato con loro”.
    La fine del racconto chiude in qualche modo un cerchio doloroso, ma eccone un altro, ecco un’altra esistenza che si dispiega sotto gli occhi del lettore che a poco a poco scopre pensieri, emozioni, errori contro cui è impossibile puntare il dito: troppo umani, troppo veri.
    C'è la donna che lasciata dal marito guarda avanti senza rancore verso un nuovo inizio e quella che con un po' di vergogna si scopre nel ruolo “dell'amante giovane, della spensierata rovinafamiglie”, mentre il destino riserva qualche imprevisto.
    Magistralmente costruita la cronaca del delitto perfetto che non ti aspetti, consumato da due bambine spinte da un odio inesorabile (“...il culmine esistenziale del nostro essere noi”), e di grande impatto il confine tra la vita e la morte, tratteggiato con sfumature delicate che sfociano quasi nel surreale: la vita che se ne va con un senso di vertigine, la morte che arriva in punta di piedi rendendo vana ogni cosa terrena.
    L’ultimo racconto - quello che dà il titolo alla raccolta - possiede la grazia delle atmosfere dei grandi classici russi ed è un omaggio a Sof’ja Kovaleskaja, brillante matematica vissuta a fine Ottocento.
    Un'intelligenza fuori dal comune, un amante invidioso dei suoi successi (ma in cui lei si ostina a credere), qualche amico sincero, un’immensa voglia d’amore, di libertà, di vita.
    “Troppa felicità” - sembra siano state le sue ultime parole - estremo luccichio di una stella solitaria.

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  • 4

    生存之道

    讀孟若的小說似乎需要一點人生的經歷,只有這樣,才能感受她刻薄犀利筆鋒背後所勾勒的生命韌性。

    那些角色們都不是完好的,每個人身上或多或少都披著一些傷疤。孟若用一種冷靜而平淡的口吻細述著生命中的種種衝擊,輕描淡寫那些看似殘缺而斑駁的人生/命運。

    雖然以太多幸福做為集結小說的書名,事實上,收錄的都是一則則關於不幸的故事,幸福的定義究竟是什麼?答案或許因人而異,然而孟若想告訴讀者的究竟是什麼呢? ...continue

    讀孟若的小說似乎需要一點人生的經歷,只有這樣,才能感受她刻薄犀利筆鋒背後所勾勒的生命韌性。

    那些角色們都不是完好的,每個人身上或多或少都披著一些傷疤。孟若用一種冷靜而平淡的口吻細述著生命中的種種衝擊,輕描淡寫那些看似殘缺而斑駁的人生/命運。

    雖然以太多幸福做為集結小說的書名,事實上,收錄的都是一則則關於不幸的故事,幸福的定義究竟是什麼?答案或許因人而異,然而孟若想告訴讀者的究竟是什麼呢?

    人生本來就不是完美的,也無法事事如己所願,所謂的幸福,也不過就是勇敢地接受生命裡看似不幸的那些陰影。 一種幸福,關乎著一種生存之道。

    said on 

  • 5

    Accattivante bellezza

    Cosa vuole comunicarci Alice Munro con questi racconti? Me lo sono chiesta spesso, mentre i miei occhi scorrevano curiosi sulle sue accattivanti storie.
    Straniamento.
    E ho pensato quanto spesso ques ...continue

    Cosa vuole comunicarci Alice Munro con questi racconti? Me lo sono chiesta spesso, mentre i miei occhi scorrevano curiosi sulle sue accattivanti storie.
    Straniamento.
    E ho pensato quanto spesso questa parola viene usata per descrivere "Cecità" di Saramago e quanto la Munro sia lontano dal tono moralistico e infondo speranzoso che impregna l'opera dello scrittore portoghese.
    La Munro, di certo, non vuole trarre una morale dalle sue storie, non vuole comunicarci un qualsivoglia messaggio, nè tessere un seppur labile filo di speranza.
    La Munroe, semplicemente, racconta delle storie. E queste storie raccontano perlopiù di eventi che a un certo punto sono accaduti nella vita di una persona e l'hanno sconvolta per sempre. Eventi con cui una persona, nel bene e nel male, è costretta a fare i conti per tutta la vita.
    E non ci sono messaggi rassicuranti, morali da trarre, lezioni da imparare. Sono semplicemente storie di cruda verità e accattivante bellezza, vissute da personaggi che, descritti con poche battute dall'autrice, riescono a balzare immediatamente fuori dalle pagine nella loro tridimensionalità.
    Quanto è vicino tutto ciò alla vita vera?
    The answer is of course, and for a while, and never.

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  • 4

    總共有十個故事,每個故事的篇幅都不長,大都寫得很精彩,故事或簡單或複雜,但用語總是平靜沈穩,很喜歡這樣的文字敘述風格,但最後一個故事,也是這本書名的同名短篇故事,篇幅最長,但幾乎讓我看不下去,寫的是十八世紀末一個女數學家死前的一小段生平,這個故事的寫作方式和前面的所有故事明顯不同,少了沈穩的用詞,多了凌亂的敘述,原本篤定要給五顆星的,因為最後這篇故事而只給了四顆星的評價。

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  • 4

    "In your life there are a few places, or maybe only the one place, where something happened, and then there are all the other places."

    said on 

  • 5

    生存之道

    讀孟若的小說似乎需要一點人生的經歷,只有這樣,才能感受她刻薄犀利筆鋒背後所勾勒的生命韌性。

    那些角色們都不是完好的,每個人身上或多或少都披著一些傷疤。孟若用一種冷靜而平淡的口吻細述著生命中的種種衝擊,輕描淡寫那些看似殘缺而斑駁的人生/命運。

    雖然以太多幸福做為集結小說的書名,事實上,收錄的都是一則則關於不幸的故事,幸福的定義究竟是什麼?答案或許因人而異,然而孟若想告訴讀者的究竟是什麼呢? ...continue

    讀孟若的小說似乎需要一點人生的經歷,只有這樣,才能感受她刻薄犀利筆鋒背後所勾勒的生命韌性。

    那些角色們都不是完好的,每個人身上或多或少都披著一些傷疤。孟若用一種冷靜而平淡的口吻細述著生命中的種種衝擊,輕描淡寫那些看似殘缺而斑駁的人生/命運。

    雖然以太多幸福做為集結小說的書名,事實上,收錄的都是一則則關於不幸的故事,幸福的定義究竟是什麼?答案或許因人而異,然而孟若想告訴讀者的究竟是什麼呢?

    人生本來就不是完美的,也無法事事如己所願,所謂的幸福,也不過就是勇敢地接受生命裡看似不幸的那些陰影。 一種幸福,關乎著一種生存之道。

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  • 4

    È il primo libro della Munro che ho letto (ho già recensito il secondo), e devo dire che non mi è dispiaciuto affatto. I racconti sono piuttosto impalpabili, senza un vero e proprio filo narrativo, fo ...continue

    È il primo libro della Munro che ho letto (ho già recensito il secondo), e devo dire che non mi è dispiaciuto affatto. I racconti sono piuttosto impalpabili, senza un vero e proprio filo narrativo, forse la scrittrice si è semplicemente lasciata andare da un narrare placido e lento, forse a tratti un po' pensante. Alcune storie hanno uno sfondo oscuro e minaccioso appena accennato, che ci dà un vago senso di malessere e disagio. Altre, per qualche paggina, sembrerebbero un giallo, salvo poi ritrovarsi poi in un semplice racconto su un amore finito. In tutti i racconti vengono narrate delle vicende apparentemente quotidiane e minimali, dentro le quali si nasconde un segreto a volte tragico, a volte meno, al centro di tutto troviamo nodi irrisolti e decisioni del passato dei protagonisti che possono sempre ritornare: il tempo possiede il potere di alterare le vite, e ci ricorda che viviamo in un mondo mortale, effimero.
    In "Dimensioni" Doree, il personaggio femminile, in un attacco di rabbia esce da casa sua e quando torna trova i cadaveri dei suoi tre figli, strangolati da suo marito. Non era la prima volta che litigavano, ma era la prima volta che era scappata di casa. Se non lo avesse fatto, i bambini sarebbero ancora con lei. L'ha superato? Non proprio. Ha perdonato il marito? Forse.
    Anche in altri racconti come "Racconti", "Wenlock Edge", "Buche-profonde" e "Troppa felicità" la Monroe ti fa sedere e contemplare le scelte/decisioni dei personaggi in alcuni momenti delle loro vite. Decisioni che se fossero state prese diversamente avrebbero cambiato tutto.
    In "Wenlock Edge" una ragazza viene umiliata da un certo signor Purvis che chiede la sua presenza a cena a casa di lui. Senza vestiti. La ragazza accetta, e arriva persino leggere ad alta voce di fronte all'uomo, che neanche la tocca. Il lettore, o perlomeno questa lettrice qui, inizia a farsi domande sulla moralità degli esseri umani. I capricci nei momenti deboli della nostra vita potrebbero portare a decisioni affrettate e irreversibili.
    Penso che ci possa piacere molto "Troppa felicità", che racconta la storia di un'erudita matematica, Sophia, che diventa famosa pur avendo una famiglia umile. Il suo viaggio e le decisioni che aiutano a farle trovare un posto nella Società l'aiutano anche ad essere felice?
    Mi è piaciuto in particolare il racconto "Legna", il più conciso di tutti ed enigmatico come gli altri nel suo senso finale, studiato e meditato, ma anche "Bambine", un vero pugno allo stomaco. Nel complesso questi racconti corti ma forti sottolineano l'inutilità dell'uomo, perso in un labirinto di conseguenze causate dalle loro decisioni. Forse dovremmo pensarci due volte prima di prendere le nostre?

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  • 4

    È la prima volta che leggo una raccolta di racconti e la Munro, solitamente tendo ad affezionarmi ai personaggi, a detestarli o a provarne empatia quindi non sapevo proprio cosa aspettarmi. Ne sono st ...continue

    È la prima volta che leggo una raccolta di racconti e la Munro, solitamente tendo ad affezionarmi ai personaggi, a detestarli o a provarne empatia quindi non sapevo proprio cosa aspettarmi. Ne sono stata piacevolmente colpita, ogni racconto ha in comune una tematica: il dolore, storie di vita nei suoi aspetti più crudi e devastanti.. Il racconto bambinate secondo me è "un calcio sui denti". Ho apprezzato molto lo stile di scrittura della Munro, periodi brevi ma allo stesso tempo curati.. Leggetelo.

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  • 0

    una vena di tristezza in ogni racconto... descritta come scrittrice che stupisce, ma per me non è stato così... a volte ho avuto difficoltà a cogliere il senso di alcuni racconti. non riuscita a termi ...continue

    una vena di tristezza in ogni racconto... descritta come scrittrice che stupisce, ma per me non è stato così... a volte ho avuto difficoltà a cogliere il senso di alcuni racconti. non riuscita a terminare l'ultimo racconto...

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  • 1

    Troppi dubbi

    Troppi dubbi per me. Racconti impalpabili, dove non si avverte sempre secondo me quello che dovrebbe essere ispirato dalla quarta di copertina dove si sono dati da fare illustri penne del romanzare e ...continue

    Troppi dubbi per me. Racconti impalpabili, dove non si avverte sempre secondo me quello che dovrebbe essere ispirato dalla quarta di copertina dove si sono dati da fare illustri penne del romanzare e del recensire che parlano di sottile accortezza narrativa o visioni del mondo tanto ricche quanto inafferrabili, per me anche troppo e comunque più questo che la ricchezza. Alcuni di questi racconti, finanche non lunghi, ma certamente prolissi e che in definitiva non suscitano interesse, sembrano non avere un vero filo narrativo e la loro ragion d’essere può essere solo data dal semplice narrare e questo può stare anche bene in una forma fluida e nitida oppure viceversa nel più ardito sperimentalismo. Qui non c’è né l’uno è l’altro e lo scorrere del narrare pigro e senza sussulto alcuno a volte farraginoso e pesante e in alcuni casi non meglio identificato, causa in un lettore sicuramente non attento come me a non cogliere tutte quelle accortezze inafferrabili, una sicura e solida fatica a portare a termine la lettura stessa. Penso a “Certe donne”, “Bambinate”, “Racconti”. Altrove si avverte uno sfondo oscuro e minaccioso che potrebbe svolgere la sua funzione di climax narrativa ma rimane sempre anche questo appena accennato, sussurrato, senza nemmeno una forza impressionistica che lo giustifichi e se solo questo sfondo lancia i suoi riverberi sulle esistenze che gravitano intorno non ha mai questo una forza, una predominanza ed una pregnanza narrativa o affabulatoria tanto che ci si domanda quale sia la sua funzionalità. Ne sono diversi gli esempi. Ero partito con le migliori intenzioni leggendo qualcosa che aveva lo sponsor di un Nobel, (quanti dubbi a questo punto) lo ho fatto anche con Modiano e la mia soddisfazione è stata ben diversa, anche nella raccolta “La vista da Castle rock” a dir la verità le impressioni erano migliori, cosa che mi ha fatto continuare con un altro titolo del Nobel canadese, ma dopo questo nutro seri dubbi che continuerò, a meno che qualcuno qui presente non mi faccia cambiare idea, non so insomma se mi addentrerò ancora in altri titoli della Munro. “Troppa felicità” che da il titolo alla raccolta sembra voler essere un grande romanzo dell 800, un romanzo in miniatura, con tanto di contesto storico, personaggi e intrecci, il romanzo, questa grande aspirazione tradita della scrittrice, spiegata dalla stessa a più riprese, fosse che non spiega nei ringraziamenti finali lo spunto tratto da storia vera e personaggio storicamente esistito, paventando grandi doti documentaristiche di ricerca e ricostruttiva che non possono essere messe in discussione. Fra tutti infine “Legna” è il migliore secondo me anche perché il più conciso anche se come gli altri enigmatico nel suo senso finale anche dove questo debba essere studiato e/o meditato se si da per scontato che ve ne sia uno e non sia solo quello come suggerisce la quarta di copertina la ”sottile accortezza” e “visione del mondo ricca e inafferrabile”, per me qui ribadisco in linea generale più inafferrabile che ricca, ma forse qualcuno sa spiegarmi che non è così.

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