Tortilla Flat

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4.0
(1348)

Language: Español | Number of Pages: 662 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , German , Italian , French , Swedish , Polish , Chi traditional , Catalan , Portuguese , Dutch , Danish

Isbn-10: 8474541808 | Isbn-13: 9788474541809 | Publish date: 

Also available as: Softcover and Stapled , Paperback , Hardcover

Category: Fiction & Literature , History , Humor

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Book Description
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  • 3

    Non è uno dei migliori di Steinbeck.
    Vino a ettolitri, vite in di persone in grande penuria economica ma votate al dolce far niente, piccoli imbrogli, grande solidarietà. Una lettura piacevole, anzi d ...continue

    Non è uno dei migliori di Steinbeck.
    Vino a ettolitri, vite in di persone in grande penuria economica ma votate al dolce far niente, piccoli imbrogli, grande solidarietà. Una lettura piacevole, anzi direi quasi divertente, ma con un fondo amaro. Peccato per la traduzione, datata 1939, di un giovane Elio Vittorini, traduzione che mostra impietosamente il peso degli anni. Con tutto il rispetto per il grande Vittorini, che ho amato ne Il Garofano rosso e Uomini e no. Però frasi come "l'aere splendeva di mesto splendore", "desioso di una sigaretta", "Nessuna conclusione morale noi si trae" inacidiscono la lettura.

    Lungo le strade della città, grasse signore, con negli occhi quella stanca saggezza che spesso si nota negli occhi dei suini, passarono in automobili lussuose dirette al mare e al gin dell'Albergo Dal Monte. In via Alvarado il sarto Hugo appese alla porta della bottega un cartoncino che diceva: "Ritorno tra cinque minuti" e se ne andò a casa per il resto della giornata. I pini si muovevano con voluttuosa lentezza al vento. In centinaia di cortili le galline si lamentavano sottovoce della loro sorte.

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  • 4

    Eravamo quattro amici al bar

    Una combriccola di amici, ubriaconi, debosciati, inconcludenti, in un quartiere californiano che formicola e sopravvive. Gente povera, che si arrabbatta alla giornata. Ma amici. In modi strani e talvo ...continue

    Una combriccola di amici, ubriaconi, debosciati, inconcludenti, in un quartiere californiano che formicola e sopravvive. Gente povera, che si arrabbatta alla giornata. Ma amici. In modi strani e talvolta illegali. Tra galloni di vino, donne, grandi cene scaldate sulla stufa - quando il pane c'è e la legna pure.
    Cosa mi ha ricordato? "La confraternita dell'uva di Fante e, chiaramente, il picaresco di don Chisciotte. Steinbeck vincerà il Pulitzer due anni dopo, con Uomini e topi. La critica alla Depressione americana, con Furore, è ancora lontana.
    Qui si strizza l'occhio alla povertà, ma senza pesantezza di giudizio. Ogni personaggio ha una sua storia (bizzarra) e le sue disavventure, che lo portano a una casa ereditata da uno di loro e condivisa alla bell'e meglio.
    Comico, molto semplice nello stile, godibilissimo: una raccolta di favole, quasi. Al chiaro di luna. Tra i fumi dell'alcol. Tipo: storie attorno al fuoco.
    Unica pecca: la traduzione. I personaggi, in certi dialoghi, parlano toscano... (ah, Vittorini, Vittorini).

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  • 4

    Divertente. Questa è la prima parola che mi è venuta in mente appena terminato il libro ed è strano che sia questa considerato chi ha scritto il romanzo. Non credevo che Steinbeck potesse essere anche ...continue

    Divertente. Questa è la prima parola che mi è venuta in mente appena terminato il libro ed è strano che sia questa considerato chi ha scritto il romanzo. Non credevo che Steinbeck potesse essere anche leggero considerato i temi che affronta nei suoi libri e invece lo è. Una storia leggera questa di Danny e dei suoi particolari amici, ispanici californiani che vivono di espedienti e piccole furbizie, ma che allo stesso tempo hanno un’alta considerazione dell’amicizia ed in suo nome agiscono per gli altri. Negli ultimi due capitoli si ritrova lo Steinbeck di Furore e La Valle dell’Eden, i toni tragici e la vita che non fa sconti e non soddisfa anche quando si fa di tutto per prenderla con leggerezza.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    "E' un enigma come la vita possa continuare per il suo stupido corso in giorni simili."

    Il romanzo dei leggeri di cuore, mi vien voglia di chiamarli così, Danny, Pilon e i loro bizzarri e squattrinati amici. Leggeri come l'aria, leggeri perchè il peso del denaro non conta, il peso della ...continue

    Il romanzo dei leggeri di cuore, mi vien voglia di chiamarli così, Danny, Pilon e i loro bizzarri e squattrinati amici. Leggeri come l'aria, leggeri perchè il peso del denaro non conta, il peso della proprietà nemmeno. Leggeri e non stupidi, perchè vedere la vita con lievità è un modo per dare un peso giusto alle cose che contano (vedi l'amicizia). Ma il peso della vita a volte riesce a vincere anche le resistenze di certi amanti della vita, e Danny lo sa.
    "E' un enigma come la vita possa continuare per il suo stupido corso in giorni simili. Come è possibile che Mamie Jackson si curasse di innaffiare il pezzo di marciapiede davanti alla sua casa? Come è possibile che George W. Merk scrivesse la sua quarta lettera di improperi alla società dell'acqua potabile? Come è possibile che Charlie Marsh fosse non meno sconciatamente ubbriaco del solito? Era un sacrilegio. Era un oltraggio."

    said on 

  • 3

    Lo Steinbeck di Pian della Tortilla mi convince molto meno di quello di Furore o di Uomini e topi.
    I capitoli sembrano storie semi indipendenti accomunate dalla presenza di alcuni personaggi. I paisan ...continue

    Lo Steinbeck di Pian della Tortilla mi convince molto meno di quello di Furore o di Uomini e topi.
    I capitoli sembrano storie semi indipendenti accomunate dalla presenza di alcuni personaggi. I paisanos protagonisti di questa storia vivono alla giornata, per lo più di espedienti (piccoli furti e astuzie), si ubriacano e menano le mani. La povertà non è un problema, anzi! Al punto che Danny che riceve due case in eredità si preoccupa che questo possesso lo possa rovinare.
    Potenzialmente personaggi negativi, sono riabilitati dalla loro simpatia e dall'amicizia e dal senso di lealtà reciproca che li lega.
    Carino, ma preferisco altri libri di Steinbeck.

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  • 2

    Avete presente la banda bassotti? Quelli coi numeri di matricola cuciti sul petto: 176-671 761-167 ecc? tutti con il golf rosso e la mascherina sugli occhi? Ecco non mi sono mai stati simpatici, nemm ...continue

    Avete presente la banda bassotti? Quelli coi numeri di matricola cuciti sul petto: 176-671 761-167 ecc? tutti con il golf rosso e la mascherina sugli occhi? Ecco non mi sono mai stati simpatici, nemmeno antipatici. Piuttosto mi hanno sempre annoiato. Non distingui uno dall'altro e fanno sempre le stesse cose: progettano furti e rapine ai danni di PdP.
    Ecco, i personaggi di Pian della Tortilla sono come i bassotti: non li distingui uno dall'altro se non per i nomi, Danny, Pilon, Pablo... e per qualche caratteristica fisica, ma pensano tutti alla stessa cosa: come procurarsi mezzo gallone di vino per ubriacarsi. Ero in un periodo di entusiasmo per Steinbeck e questo libro opera come un sedativo nei suoi confronti. Alla fine l'ho trovato così noioso che leggevo una pagina sì e una no. La dico tutta? Devo ancora leggere il capito conclusivo che potrebbe cambiare il giudizio, ma non credo. Sembrano tante storie slegate, quasi un libro di racconti. Credo di avere qualche Topolino in cantina, Mi rifarò con un'avventura di Paperinick.

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  • 4

    Un classico della letteratura americana. In un periodo di crisi economica rileggo Pian della Tortilla. Diverse sono le sensazioni da me percepite rispetto a quando l'ho letto la prima volta. Sono rapp ...continue

    Un classico della letteratura americana. In un periodo di crisi economica rileggo Pian della Tortilla. Diverse sono le sensazioni da me percepite rispetto a quando l'ho letto la prima volta. Sono rappresentazioni intense, le attese ansiose e inconfondibilmente povere d'impegno, creano atmosfere che emozionano ancora pur arrivando da molto tempo fa e da contesti differenti. E a continuare i personaggi sono pieni, ancora indifesi di fronte alla crisi dell’io, puri nel loro saper riconoscere la purezza, birboni e ormai vivi, per noi contemporanei si rintracciano solo nei ricordi di un tempo passato. Questa è comunque la California, luogo che fa da sfondo alla storia e che ha un nome messicano.

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  • 4

    amici miei...

    Divertente! Steinbeck, con una vena ironica che non gli conoscevo, descrive quella che, con buona pace degli storici di professione, puo' essere definita come - La vita quotidiana nella California "me ...continue

    Divertente! Steinbeck, con una vena ironica che non gli conoscevo, descrive quella che, con buona pace degli storici di professione, puo' essere definita come - La vita quotidiana nella California "messicana" del primo dopoguerra - . In realtà, quelle che l'autore descrive, sono le vicende di un gruppetto di ragazzi che vivono alla giornata tra piccoli furti, sotterfugi e truffe il tutto per procurarsi qualche gallone di vino da dividersi. Significativo notare come l'amicizia sia vissuta dai protagonisti, non senza qualche interesse personale, ma allo stesso tempo come questi siano totalmente refrattari all'idea di "proprietà" che vivono, anzi, come una responsabilità troppo pesante.

    P.S....nella speranza che le prossime edizioni del libro vengano tradotte un po'meglio.

    said on 

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