Tre camere a Manhattan

I grandi romanzi, 12

Di

Editore: RCS - Corriere della Sera

3.8
(2069)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Svedese

Isbn-10: A000033786 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Laura Frausin Guarino ; Contributi: Giulio Nascimbeni

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
Si era alzato di scatto, esasperato, alle tre di notte, e si era rivestito così in fretta che per poco non usciva in pantofole, senza cravatta, con il bavero del soprabito rialzato, come quelli che portano fuori il cane la sera tardi o di buon mattino. Poi, nell'attraversare il cortile di quella casa che, dopo due mesi, non riusciva ancora a considerare una vera casa, si era accorto, alzando meccanicamente la testa, di aver lasciato la luce accesa, ma non aveva avuto la forza di risalire.A che punto era la situzione, lassù, da J.K.C.? Chissà se Winnie stava già vomitando... Probabile. Con il solito accompagnamento di gemiti, dapprima soffocati, poi sempre più forti, che finivano in un'interminabile crisi di pianto...
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  • 3

    Non ho letto ancora molti libri di Simenon, e quelli che ho letto li ho amati. Questo non mi ha convinta del tutto. Questa coppia di "vagabondi" disperati mi deprimevano, mi trasmettevano ansia. In pa ...continua

    Non ho letto ancora molti libri di Simenon, e quelli che ho letto li ho amati. Questo non mi ha convinta del tutto. Questa coppia di "vagabondi" disperati mi deprimevano, mi trasmettevano ansia. In particolar modo ho preso immediatamente in antipatia Kay, era più forte di me, la classica antipatia che ti prende irrazionalmente: l'ho trovata superficiale e complimente oca! Io l'avrei piantata da sola a vagabondare sui suoi tacchi alti e la sua pelliccia da fatalona. Invece era un disperato pure lui per la serie Dio li fa poi li accoppia. Quello che mi piace davvero tanto di questo magnifico scrittore e la sua capacità di trasmetterti i sentimenti ed i disagi dei personaggi.

    ha scritto il 

  • 3

    Il libro di cui vi parlo oggi è "Tre camere a Manhattan" di Georges Simenon.
    Una notte a New York, questo è lo sfondo e l'aria di una di quelle notti in cui ci si trascina senza decidersi ad andare a ...continua

    Il libro di cui vi parlo oggi è "Tre camere a Manhattan" di Georges Simenon.
    Una notte a New York, questo è lo sfondo e l'aria di una di quelle notti in cui ci si trascina senza decidersi ad andare a dormire.
    Lei e lui, seduti al bancone del bar per l'ennesimo bicchiere: lei accompagnata dalla solitudine, lui dalla consapevolezza di essere rimasto solo.
    Bevono, per dimenticare l'isolamento, per scacciare i fantasmi del passato, fantasmi colmi solo di emarginazione di cui questi corpi si sono cibati da molto tempo, forse troppo.
    Sì spiano, spiano i segni della disperazione dell'altro, come per esorcizzare la propria.
    Alla lunga decidono di riversarsi in strada, tra la folla dei bar e della gente sui marciapiedi, tutto sembra più facile e rende deliziosa persino la loro solitudine equivoca continuando a non sapere niente l'uno dall'altro, eppure mai due esseri sconosciuti, due corpi umani si erano riconosciuti con disperato furore, perché nutriti solo dalla solitudine.
    Saranno tre notti in camere diverse di Manhattan a far tornare alla vita questa coppia nata dall'ultimo bicchiere nell'ultimo bar squallido mettendo l'ultimo disco del jubox e giocando alla vita.
    Fino a quel momento erano rimasti al di fuori del quotidiano, ma a un certo punto, volenti o nolenti, avrebbero dovuto rientrarvi.
    Come saranno le loro vite adesso, assieme, dopo aver vissuto solo la notte sui marciapiedi di New York assumendo superalcolici, non come amanti ma come due esseri che dopo aver vagato a lungo nella solitudine hanno finalmente ottenuto la grazia sperata di un contatto umano.
    Voto 7/10 - Voto copertina 9/10
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    Grazie lettori 💜

    ha scritto il 

  • 4

    TRE CAMERE A MANHATTAN - GEORGE SIMENON 4 stelle per un noir "romantico"?

    L'ho letto in un soffio. Storia che me ne ha ricordata una mia. Succede. Però lui non mi è piaciuto (soprattutto in un punto che non posso descrivere per non "spoilerare"). Tutto tormentato dall'inizi ...continua

    L'ho letto in un soffio. Storia che me ne ha ricordata una mia. Succede. Però lui non mi è piaciuto (soprattutto in un punto che non posso descrivere per non "spoilerare"). Tutto tormentato dall'inizio alla fine. Troppo. Sono felice di averlo finito... e tutto sottolineato! A matita. Una lettura un po' sofferta. Ci sono delle parole, dei momenti, semplici, eppure tanto comuni. Universali? "Stava per arrivare il momento delle confidenze? Lo temeva e lo sperava insieme." - tutti l'abbiamo provato, o lo proveremo - "Nella solitudine altrui vedeva rispecchiata la propria." - sempre, anche quando non lo si è ufficialmente - "E' la donna già un po' vissuta che però è rimasta bambina." - tipico ragionamento maschile(/ista? Ci sto ragionando) - "Quando una donna risponde a una domanda con un'altra domanda, significa che sta per mentire." E' VERO. Però lui è antipatico lo stesso. Nonostante soffra, la difenda... e non dico altro. Dico solo che Simenon scrive benissimo, si sa (a chi piace, a chi meno, ma scrive divinamente). Ma questo libro mi ha creato molta tensione. Un noir romanticheggiante, ma non romantico. Ossessivo. L'ossessione contiene una piccola dose di sadismo, secondo me. Si pungola, si interroga, si controlla, si sovrasta anche... Eppure molti sostengono che l'amore sia soprattutto ossessione. Non è ciò che resta quando le farfalle nello stomaco sono volate via??

    ha scritto il 

  • 0

    Bè, scrive bene Simenon (mi sembra di averlo già detto), stavolta si misura con l’invenzione di una breve e bella storia d’amore. Si può trovare il rapporto tra Francois e Kay alienante, violento, pro ...continua

    Bè, scrive bene Simenon (mi sembra di averlo già detto), stavolta si misura con l’invenzione di una breve e bella storia d’amore. Si può trovare il rapporto tra Francois e Kay alienante, violento, problematico, eccessivo e scricchiolante, ma è anche pieno di un amore disperato e coinvolgente. L’ultima chiamata per entrambi, l’ultima possibilità. Entrambi sono adulti, entrambi delusi, entrambi nudi e senza falsi veli e false aspirazioni. Un romanzo molto bello.

    ha scritto il 

  • 3

    una storia d'amore triste, direi cupa che solca binari della gelosia, della dedizione più al bere che all'amore vero dell'amore.
    Direi che Simenon avendolo scritto in così breve tempo non era nello st ...continua

    una storia d'amore triste, direi cupa che solca binari della gelosia, della dedizione più al bere che all'amore vero dell'amore.
    Direi che Simenon avendolo scritto in così breve tempo non era nello stato d'animo favorevole nè incline all'ottimismo.

    ha scritto il 

  • 4

    Angoscia e odio

    Questi sono le emozioni e i sentimenti che mi ha suscitato questo romanzo. È scritto molto bene, accattivante al punto giusto, sicuramente anche l'ambientazione nelle strade di New York è ottima. Ma l ...continua

    Questi sono le emozioni e i sentimenti che mi ha suscitato questo romanzo. È scritto molto bene, accattivante al punto giusto, sicuramente anche l'ambientazione nelle strade di New York è ottima. Ma l'odio che mi ha suscitato il protagonista Combe e l'angoscia del suo rapporto con Kay....Ho avuto istinti omicidi. Non credo nella redenzione delle persone? No...forse no...Non degli uomini come Combe. Un uomo ferito, che non riesce a superare la ferita, perché non si sente più uomo a causa di quella ferita, che ha bisogno di ferire a sua volta, e anche di colpire con violenza, e di essere violento nei gesti, negli ordini, nella crudeltà di pensare prima di tutto, o solo, a se stesso. Ecco, io non credo nella redenzione di questo tipo di uomo così ben raccontato, esageratamente ben raccontato, da Simenon. E purtroppo esistono le donne come Key che permettono a questo genere di uomini di crescere e prosperare, e magari un giorno riprodursi, e che si sentono in colpa per la violenza degli uomini, si sentono in colpa per una gelosia retroattiva che non ha la minima ragion d'essere, e che inquietante in modo così profondo che ho avuto, davvero, non lo nego, istinti omicidi...
    Ottimo racconto, mi piacerebbe troppo sapere cosa ne pensasse l'autore del suo personaggio!

    ha scritto il 

  • 3

    La peggiore bestia che possa colpirti è la gelosia.

    Un libro che provoca ansia. Che mi fa, ancor di più capire, quanto gli uomini temano un passato (chiuso, sbarrato, concluso) e quanto ne siano gelosi. Perché per alcuni uomini, come il nostro protagon ...continua

    Un libro che provoca ansia. Che mi fa, ancor di più capire, quanto gli uomini temano un passato (chiuso, sbarrato, concluso) e quanto ne siano gelosi. Perché per alcuni uomini, come il nostro protagonista, il passato di una donna gli appartiene, come la stessa donna. Nella loro testa è inconcepibile che una donna possa aver passato del tempo con altri, con alcuni che non siano loro. La donna invece ha tagliato i fili con il passato e non teme nulla, solo che il suo uomo possa soffrire di qualcosa che non esiste più: nel momento in cui la nostra protagonista incontra il suo lui, si veste di un'altra vita, smette di essere quella del passato e ama incondizionatamente solo il suo presente.
    La donna ama l'uomo, anche il suo passato perché è grazie a quello che oggi è quel che lei può amare. L'uomo ama la sua donna, ma detesta il fatto che abbia un passato... Finché questo non impallidisce all'orizzonte perché l'amore che essi provano reciprocamente è troppo forte.

    ha scritto il 

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