Tre millimetri al giorno

Urania 277

Di

Editore: Mondadori (Urania)

3.9
(1036)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: A000026216 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Scott Carey è un uomo come tutti, che fa vita che fanno tutti, oggi, in molti paesi. Ha una moglie, una figlia, una casa, un gatto, un'automobile Ford, un impiego. Ma a partire da una certa data, dopo una gita in barca, questo mondo così normale, familiare, civilizzato, comincia a trasformarsi in una giungla. La vita di Scott Carey diventa un incubo a occhi aperti, una lotta disperata per durare. Tutte le persone, gli animali, gli oggetti che lo circondano assumono via via proporzioni mostruose, nascondono pericoli mortali. Solo che non sono cambiati loro; è lui, a cambiare, ora per ora, mese per mese, con implacabile regolarità, come gli dimostra ogni mattino la riga millimetrata. E ogni sera, quando si chiude nella scatola, Scott Carey si pone quella che è diventata la domanda più importante della sua vita: che cosa c'è al di sotto dello zero? Una storia da mozzare il fiato. Semplice e ossessiva.
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  • 5

    Terrificante, angosciante, geniale

    Questa recensione sarà breve. Mi vengono così, quando un libro mi piace tanto da non riuscire a trovargli difetti e allo stesso tempo quando a renderlo un buon libro sono pochi elementi orchestrati ma ...continua

    Questa recensione sarà breve. Mi vengono così, quando un libro mi piace tanto da non riuscire a trovargli difetti e allo stesso tempo quando a renderlo un buon libro sono pochi elementi orchestrati magistralmente. È il caso di questo romanzo abbastanza breve di Matheson. Esso racconta la vicenda singolare di un uomo che, a causa di una nube radioattiva, ha sviluppato una patologia che lo sto facendo rimpicciolire di tre millimetri al giorno.
    La storia si svolge su due piani temporali che scorrono in parallelo. Uno narrato dal protagonista ormai piccolissimo e bloccato nel seminterrato di casa sua, dove deve lottare quotidianamente per procurarsi da mangiare e sopravvivere agli agguati di un ragno enorme (dal suo punto di vista). Nel secondo, invece, il personaggio ripercorre gli eventi che l’hanno portato da uomo normale a un essere tanto piccolo da non riuscire a uscire dal seminterrato.
    Durante la lettura l’immedesimazione col protagonista è totale. La sua vergogna mentre diventa sempre più piccolo è anche del lettore, come pure il terrore che prova nel destreggiarsi nell’ambiente ostile del seminterrato che diventa ogni giorno più grande. Da una parte sei curioso di sapere come mai è finito là sotto e apparentemente a nessuno importi, dall’altra vuoi scoprire cosa accadrà quando arriverà il giorno in cui la sua altezza dovrebbe azzerarsi. E l’autore gioca bene le proprie carte, facendo accrescere la tensione al massimo per poi passare all’altro piano temporale, e quindi ripetere lo stesso crescendo.
    E così, nell’andare avanti con la lettura, non hai mai idea di cosa potrà accadere nella pagina successiva e lo stesso finale, meraviglioso e geniale nella sua semplicità, ti lascia a bocca aperta.
    Aggiungo inoltre che, nonostante si tratti di un libro con qualche decennio sulle spalle e di cui ho letto una traduzione non recentissima, sembra quasi contemporaneo. Non ho notato, né nel linguaggio né nel modo in cui si sviluppa la narrazione, alcuna ingenuità o altro aspetto che mi ricordasse la sua età. Ma ciò non mi stupisce più di tanto, poiché finora è stato quasi sempre così con i romanzi di Matheson.

    ha scritto il 

  • 3

    Una pietra miliare nel genere fantascientifico, una penna già garanzia di grandi scritti...nella parte centrale, però, sembra un po' appesantirsi e non prendere il lancio. il finale nobilita il tutto ...continua

    Una pietra miliare nel genere fantascientifico, una penna già garanzia di grandi scritti...nella parte centrale, però, sembra un po' appesantirsi e non prendere il lancio. il finale nobilita il tutto e lascia tante domande aperte splendidamente non completate.

    ha scritto il 

  • 2

    Mi sono fidata ciecamente di Matheson, dopo aver letto il suo "Io sono leggenda", ho pensato che andavo sul sicuro leggendo qualcosa di suo.
    Purtroppo mi sono sbagliata: a parte qualche flash-back del ...continua

    Mi sono fidata ciecamente di Matheson, dopo aver letto il suo "Io sono leggenda", ho pensato che andavo sul sicuro leggendo qualcosa di suo.
    Purtroppo mi sono sbagliata: a parte qualche flash-back della vita passata del protagonista, delle varie fasi terribili del tempo in cui era sempre più piccolo, il libro risulta ingiustamente lungo, sproporzionato il numero di pagine, volutamente e inutilmente prolisso.
    Insomma se ne avesse fatto un racconto, sarebbe stato sicuramente meglio.

    ha scritto il 

  • 2

    Non fa per me

    Il protagonista di questo romanzo di fantascienza è condannato a rimpicciolire di tre millimetri ogni giorno.

    Sempre più piccolo, sempre più piccolo. Cosa succederà quando arriverà a zero?

    Ecco, il pu ...continua

    Il protagonista di questo romanzo di fantascienza è condannato a rimpicciolire di tre millimetri ogni giorno.

    Sempre più piccolo, sempre più piccolo. Cosa succederà quando arriverà a zero?

    Ecco, il punto è questo. Che ho passato 250 pagine a pensare che non mi interessasse granché sapere ciò che poteva succedere.

    Il libro non è riuscito a coinvolgermi, una lotta per la sopravvivenza che mi ha annoiato. Mi ha ricordato "Non conosco il tuo nome", dove il protagonista per una strana malattia sconosciuta non poteva evitare di camminare tutto il giorno. Possono essere drammatiche storie impossibili? Non so. A me questa ha lasciato indifferente.

    Salvo del libro le ultime due pagine, di vera fantascienza. Una stella per pagina. Certo che.... 2 pagine interessanti su 252 sono un po' poche...

    ha scritto il 

  • 5

    Straziante

    "La maledizione vera era la consapevolezza del rimpicciolimento, non il rimpicciolimento in sé."

    Matheson ha l'incredibile capacità di riversare nel lettore tutta l'angoscia, il terrore, la disperazio ...continua

    "La maledizione vera era la consapevolezza del rimpicciolimento, non il rimpicciolimento in sé."

    Matheson ha l'incredibile capacità di riversare nel lettore tutta l'angoscia, il terrore, la disperazione e le emozioni negative che capitano ai protagonisti delle sue storie.

    La trama è semplice ma ben organizzata, con flashback continui che evitano di renderla piatta.

    Sono passati tanti anni da quando è stato scritto questo libro, ma l'inquietudine che lascia è reale e profondamente attuale.

    ha scritto il 

  • 4

    Ora, può sembrare una trama già vista, ma immaginatevi l'ansia che questo romanzo ha potuto provocare negli anni in cui è stato pubblicato, gli anni 50.
    Matheson si conferma, anche con questo romanzo ...continua

    Ora, può sembrare una trama già vista, ma immaginatevi l'ansia che questo romanzo ha potuto provocare negli anni in cui è stato pubblicato, gli anni 50.
    Matheson si conferma, anche con questo romanzo, un precursore della letteratura horror, e fantascientifica, degli anni successivi.
    La recensione completa sul mio blog: http://capitolonero.blogspot.it/2015/12/tre-millimetri-al-giorno-richard.html

    ha scritto il 

  • 3

    Originale

    Se questo libro ha una pecca, e ahimé ce l'ha, è quella di perdersi in inutili lunghissime descrizioni delle imprese di Scott nell'atto di scalare gli oggetti divenuti sproporzionatamente enormi. Per ...continua

    Se questo libro ha una pecca, e ahimé ce l'ha, è quella di perdersi in inutili lunghissime descrizioni delle imprese di Scott nell'atto di scalare gli oggetti divenuti sproporzionatamente enormi. Per il resto la storia è molto originale e coinvolgente. Ti incolla alle pagine il racconto incredibile di quest'uomo cui succede un fatto straordinario. Bella lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Scott Carey, un metro e ottanta, felicemente sposato e padre di una bambina, incorre in una terribile casualità destinata a cambiargli la vita: nel corso di una gita in barca viene avvolto da una nub ...continua

    Scott Carey, un metro e ottanta, felicemente sposato e padre di una bambina, incorre in una terribile casualità destinata a cambiargli la vita: nel corso di una gita in barca viene avvolto da una nube tossica il cui effetto è che da quel giorno in poi è soggetto a rimpicciolirsi di tre millimetri al giorno. Incontriamo Scott in cantina, alto pochi millimetri, alle prese con la scalata di sedie che sembrano l'Everest, con il superamento di un po' di sabbia per terra che per lui rappresenta il deserto e un terribile nemico: una vedova nera che gli da una caccia senza tregua. Attraverso una serie di flashback riviviamo la decrescita di Scott alla quale corrisponde un progressivo allontanamento dalla famiglia. Come essere ancora un padre autoritario quando si è alti come una bambola? quando per parlare ci si deve servire di un microfono? come rimanere un buon marito quando si è costretti a dormire nella casa delle bambole? Un'analisi di come variazioni fisiche finiscano inevitabilmente per influire anche sull'io interiore. Una bella lettura anche se a volte le descrizioni delle varie scalate di Scott e delle battaglie con il ragno sono fin troppo minuziose e rendono alcuni tratti della storia un po' noiosi.

    ha scritto il 

  • 2

    nella botte piccola c'è l'aceto

    La storia è originale, niente da dire. Un uomo comincia a rimpicciolire (scopriamo anche il perché) e la sua vita cambia.
    Ma, mio dio, che noia assurda! L'azione è lenta, il protagonista senza persona ...continua

    La storia è originale, niente da dire. Un uomo comincia a rimpicciolire (scopriamo anche il perché) e la sua vita cambia.
    Ma, mio dio, che noia assurda! L'azione è lenta, il protagonista senza personalità, le descrizioni lunghissime, infinite, inutili.
    Mi aspettavo un po' di introspezione, non pagine e pagine di "ho bisogno di fare sesso" e "ho fame". Persino il ragno poteva essere un protagonista migliore.

    ha scritto il 

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