Triste, solitario y final

Di

Editore: Einaudi (ET)

3.8
(1605)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 165 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 880618184X | Isbn-13: 9788806181840 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Glauco Felici

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
È soprattutto un omaggio a Raimond Chandler ed al suo eroe metropolitano, il detective Philip Marlowe, questo “Triste solitario y final” dell’argentino Osvaldo Soriano che per l’appunto trae il titolo da una citazione de “Il lungo addio”. Ma è anche un’omaggio alla capitale della celluloide ed ai suoi eroi. Eroi ormai vecchi e dimenticati dall’industria del cinema, come Stan Laurel e Oliver Hardy, eroi vecchi ma ancora sulla cresta dell’onda come Charlie Chaplin o John Wayne, eroi, o meglio eroine, nascenti, come Jane Fonda o Mia Farrow. Il tutto però concepito in una situazione fortemente influenzata dalle vicissitudini biografiche dell’autore, che svilupperà questo suo primo romanzo in Argentina, durante un periodo in cui non gli viene permesso dedicarsi al giornalismo, e che visiterà finalmente la Los Angeles dei suoi eroi cinque mesi dopo la pubblicazione dello stesso. Un testo dal sapore onirico, in cui non si cerca una successione logica tra i vari eventi, ma ricco di atmosfera e della pungente ironia dell’autore. “È l’eroe, è tutto. Un uomo completo, un uomo comune eppure un uomo come se ne incontrano pochi. Dev’essere, per usare un’espressione un poco abusata, un uomo d’onore, per istinto, per necessità, per impossibilità a tralignare.”
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  • 4

    Sorseggiando Hollywood

    L’autore riporta in scena le stelle più significative della “vecchia Hollywood” attraverso questo breve romanzo. Laurel & Hardy (Stanlio e Ollio), Dick Van Dyke, John Wayne, Charlie Chaplin…. Per cita ...continua

    L’autore riporta in scena le stelle più significative della “vecchia Hollywood” attraverso questo breve romanzo. Laurel & Hardy (Stanlio e Ollio), Dick Van Dyke, John Wayne, Charlie Chaplin…. Per citare quelli maggiormente presenti. E non dimentichiamo uno dei protagonisti: Philip Marlowe, il detective creato da Raymond Chandler e magistralmente rispolverato da Soriano, che sarà al suo fianco in quest’avventura. Avete capito bene: lo stesso autore diventa personaggio. Un aspetto che ho particolarmente apprezzato.
    Il romanzo scorre molto bene, trascinati da una trama fantasiosa, ben articolata e positivamente confusa. I due si troveranno faccia a faccia con le stars, creando un grosso scompiglio nel quale non mancheranno note drammatiche o attimi di suspense.
    Si legge in metà pomeriggio, come un rilassante tè da guastare con curiosità e fascino. Sicuramente molti di voi sono cresciuti con i divi citati prima e ricordarli è una maniera per non dimenticare gli anni in cui la società apprezzava un film principalmente per le doti degli attori, senza cercare quelli che ora si definiscono “effetti speciali”.

    Insomma: un tuffo nel cinema, nel dramma, nella comicità, nel giallo. Un cocktail interessante.

    ha scritto il 

  • 2

    Postmoderno: lo scrittore come protagonista, un personaggio di un altro scrittore e dei personaggi cinematografici famosissimi. Per il resto c'è poco, Soriano certo sapeva scrivere, l'idea è buona, ma ...continua

    Postmoderno: lo scrittore come protagonista, un personaggio di un altro scrittore e dei personaggi cinematografici famosissimi. Per il resto c'è poco, Soriano certo sapeva scrivere, l'idea è buona, ma non ci si riesce veramente ad appassionarsi né al contempo si è stimolati intellettualmente a sufficienza.

    ha scritto il 

  • 0

    è partito benissimo, ero piena di entusiasmo. poi, con l'arrivo di soriano, il genere di chandler prende il sopravvento. almeno presumo sia così, perché non ho mai letto chandler. non leggo gialli, po ...continua

    è partito benissimo, ero piena di entusiasmo. poi, con l'arrivo di soriano, il genere di chandler prende il sopravvento. almeno presumo sia così, perché non ho mai letto chandler. non leggo gialli, polizieschi o thriller. non mi piacciono. quindi la parte di cinema e hollywood che c'è qua dentro mi è piaciuta, l'idea di accostare stan laurel e philip marlowe mi è piaciuta. rapimenti, sparatorie e simili mi hanno annoiata a morte come di consueto.

    ha scritto il 

  • 2

    Scazzottate senza senso

    L'idea di base e l'inizio del libro non sono affatto male.Soriano stesso e Marlowe,noto detective nato dalla penna di Chandler si incontrano per caso nei pressi della tomba di Stan Lauren e insieme va ...continua

    L'idea di base e l'inizio del libro non sono affatto male.Soriano stesso e Marlowe,noto detective nato dalla penna di Chandler si incontrano per caso nei pressi della tomba di Stan Lauren e insieme vanno alla ricerca di notizie sulla sua vita e sulla sua morte.Ma perchè tutte quelle scazzottate inutili e senza alcun senso?Una trama davvero esile esile.Inutile dire che mi aspettavo molto di più.

    ha scritto il 

  • 3

    E' un delizioso omaggio a Stanlio e Ollio, i due protagonisti Philipp Marlowe e lo stesso Soriano vanno alla ricerca di notizie sulla vita di Stan Lauren, ma si imbattono in John Wayne, in Charlot, in ...continua

    E' un delizioso omaggio a Stanlio e Ollio, i due protagonisti Philipp Marlowe e lo stesso Soriano vanno alla ricerca di notizie sulla vita di Stan Lauren, ma si imbattono in John Wayne, in Charlot, in un fratello troppo geloso e in una ragazza fedifraga. Un romanzo poliziesco molto rocambolesco. Curiosamente Soriano cita nel testo Sam Spade, protagonista dei romanzi di Dashiell Hammett, ci siamo, il libro somiglia un po' a Il falcone maltese e Philipp Marlowe somiglia un po' a Sam Spade.

    ha scritto il 

  • 4

    Un omaggio a Stan Laurel e Oliver Hardy, al mondo del cinema con le sue luci e molte ombre e soprattutto al grande Chandler e al suo personaggio Marlowe. Una strana indagine che vede affiancati Marlow ...continua

    Un omaggio a Stan Laurel e Oliver Hardy, al mondo del cinema con le sue luci e molte ombre e soprattutto al grande Chandler e al suo personaggio Marlowe. Una strana indagine che vede affiancati Marlowe e il ciccione argentino, cioè Soriano nei panni di se stesso, un simpaticissimo personaggio che non mastica una parola di inglese e a cui Marlowe si rivolge in castigliano. Io penso che il romanzo sia iniziato così, come un'indagine sul perchè due bravi attori come Stalio e Olio a un certo punto non abbiano più trovato uno straccio di lavoro. Ma poi l'incursione nel mondo del cinema si è trasformata in un'incursione nel mondo della letteratura: un'incursione per il gusto dell'incursione in cui anche un ciccione come Soriano che magari si alza si e no dalla sedia può prendere a botte terribili gangster, può puntare un mitra contro qualcuno, può saltare su un treno in corsa, viaggiare attaccato al tetto del treno come un agente 007, venire rapito, rapire, minacciare attori del cinema, fare inseguimenti rocamboleschi il tutto scambiandosi battute con il più simpatico investigatore di tutti i tempi, quello che non riesca mai a riempirsi le tasche. A un certo punto ci ha messo pure una bionda in mezzo, già che c'era, ma con poca convinzione. Il mondo del cinema in ogni caso sembra peggio di quello della letteratura.

    ha scritto il 

  • 3

    e ½ - Furfante di un Soriano, ti prederei a cazzotti…

    Letta l’ultima frase di “Triste, solitario y final”, mi sono chiesto se mi sia divertito più io a leggerlo oppure Osvaldo Soriano a scriverlo. Senza indugi e/o difficoltà sono giunto alla conclusione ...continua

    Letta l’ultima frase di “Triste, solitario y final”, mi sono chiesto se mi sia divertito più io a leggerlo oppure Osvaldo Soriano a scriverlo. Senza indugi e/o difficoltà sono giunto alla conclusione che si sia divertito di più lui. Approfittando del fatto di essere uno scrittore, quindi una specie d’impostore - gli scrittori sono così, secondo me, oltre ad essere dei pettegoli-impiccioni un po’ immorali e pure mariuoli -, l’autore argentino si è catapultato in una Los Angeles forse un po’ troppo piovosa ma nella quale è diventato amico nientemeno che di Philip Marlowe. Sì, quel Philp Marlowe. Lui, Soriano, si trova a LA per cercare informazioni su Stan Laurel (vi ricordate Stanlio e Ollio? ecco, quello Stan) e del tutto casualmente s’imbatte nel “figlio” di Raymond Chandler. Insomma, senza aggiungere altro sulla trama, vi basti sapere che Marlowe decide di aiutare l’argentino e che in coppia ne combinano di cotte e di crude, finendo nei guai una pagina sì e l’altra pure.

    Il romanzo è, chiaramente, un omaggio a Chandler, a Stan Laurel & Oliver Hardy, e a quello che ha tutta l’aria di essere uno dei personaggi letterari più amati da Soriano ma, attenzione, è anche un modo per vivere un sogno. Finire in mezzo a risse e sparatorie spalla a spalla con Marlowe non è male, ancora meglio - almeno per quanto mi riguarda - è essere baciati da Jane Fonda o “dolcemente coccolati” da una hippie bionda e sexy distesi su un prato californiano (a quest’ultimo potrei anche rinunciare, in fondo un prato vale l’altro…) -; tutte cose che Soriano poteva solo sognare … o viverle scrivendo! Farabutto di uno scrittore, ti prenderei a pugni, ti prenderei!

    PS: Citazione divertente (pensando alla compagna Maria Francesca eccetera eccetera): Marlowe tenta di spiegare il comportamento non propriamente ortodosso di Soriano - «Lei lo sa come sono questi argentini: Miami è piena di cubani per colpa di uno di loro.»

    PPS: Per gli appassionati di traduzione funambolica: «“Smettetela di parlare in cispadano! Fuori di qui!” gridò van Dyke.» - Eh, come, C.I.S.P.A.D.A.N.O? Il prode traduttore Glauco Felici mette una nota sulla parola “cispadano” spiegandoci, bontà sua, che nel testo originale Soriano aveva scritto “cocoliche” (ma dai?! E pensare che Salvini stava già cercando l’indirizzo dell’autore per fargli dono di un prezioso foulard verde!), e che Cocoliche era un personaggio (napoletano che parlava una lingua inventata e incomprensibile) nato dalla penna dell’argentino Eduardo Gutierrez e reso popolare dalle svariate rappresentazioni teatrali (la prima datata 1884) tratte dal romanzo di quest’ultimo. Esimio Felici, e se mettevi “cocoliche” e nella nota spigavi che cazzarola significava non era meglio? Misteri!

    ha scritto il 

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