Troppo piombo

Di

Editore: Instar Libri

3.9
(336)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Altri

Isbn-10: 884610109X | Isbn-13: 9788846101099 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Qualcuno uccide le giornaliste di "Paris24h", noto quotidiano parigino. Ci sono pochi indizi, nessun sospetto, troppi pettegolezzi. Questo è un lavoro per les italiens. Tutto sembra legato ad una sfilata di moda durante le rivolte nelle banlieues, ma qual è il legame tra il giornale e le periferie in fiamme? In una Parigi invernale, dove tutto viene lentamente ricoperto da una nevicata senza fine, ogni cosa è diversa da quello che sembra: per stanare l'assassino il commissario Mordenti dovrà destreggiarsi tra riunioni di redazione, rivalità, ambizioni e inganni, distratto dalla presenza di Nadège, una bella giornalista di colore che forse ha qualcosa da nascondere.
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  • 3

    Gialli, ma non cinesi - 19 set 16

    Avevo lasciato il primo episodio de “Les Italiens” con un mio dubbio, o forse dimenticanza, sull’identità del narratore. Ecco che, in questo secondo romanzo della serie viene subito fuori anche questo ...continua

    Avevo lasciato il primo episodio de “Les Italiens” con un mio dubbio, o forse dimenticanza, sull’identità del narratore. Ecco che, in questo secondo romanzo della serie viene subito fuori anche questo nome: Jean-Pierre Mordenti. Fatto questo debito raccordo tra i due libri, dico ancora a ruota che Pandiani continua ad essermi simpatico. Per la scrittura in generale, con questo tono tra lo scanzonato e l’impegnato, e, soprattutto, per quel continuo rimando interno alle avventure di un mio mito d’adolescenza: il mitico commissario Sanantonio del francese Frédéric Dard (anzi, per essere precisi, San-Antonio, vero Luana?). Certo un rimando mentale, dovuto più che altro alla base delle trame, piuttosto che alla caratteristica lingua franco-inventata di Dard. Pandiani non usa giochi di parole, invenzioni ed altro, ma si mette nel bel mezzo di un nero d’azione, con tanto di sparatorie, condito da scene di letto, che facevano la gioia di noi adolescenti negli anni Settanta. Riuscendo alla fine ad imbastire un romanzo che, partendo dal mitico commissario francese, si imparenta con le trame grandguignolesche di Jean-Pierre Manchette, restituendoci un romanzo gradevole, con alcuni colpi di scena, ed una trama abbastanza avvincente. Solo avvincente, in questa seconda uscita, che qui ci sono meno echi di tematiche sociali, anche se qualcosa viene fuori, in controluce, rispetto ad uno stupro perpetrato ed alla relativa vendetta. Ma ora corro troppo, che del romanzo è forte l’impatto “macaronì” degli italiani immigrati in Francia e negli anni integrati nel tessuto nazionale. La brigata del commissario Mordenti, infatti, come ricorderete dal primo episodio, è composta tutta da oriundi: il vice, Alain Serandoni, ed i tre ispettori, Michel Coccioni, Didier Cofferati e Leila Santoni (anche se Leila è di origini corse più che italiane). Mordenti ed i suoi sono questa volta chiamati a risolvere il mistero delle morti di alcune giornaliste del quotidiano Paris24h, a partire dalla prima, Therèse Garcia, massacrata di botte e poi uccisa, lasciando intorno al cadavere un gran numero di scarpe. Pandiani gioca già nel titolo tra il piombo delle pistole e quello usato per stampare i giornali. Che tutto ruota intorno al giornale. Una seconda uccisione dalle stesse caratteristiche, ma con abiti invece che scarpe. Una foto che ritrae quattro redattrici del giornale. Mordenti, bazzicando il giornale, si fa anche irretire dalla giornalista di colore Nadége Blanc (unico tocco “dardiano”, una negra di cognome bianco…). Si indaga, si entra nei misteri dei rapporti mai facili in un ambiente competitivo. Dove sembra appunto che le quattro di cui sopra siano abbastanza stronze ed abbastanza incavolato con il successo di Nadége. Tanto da mandarla ad una sfilata alternativa che si tiene il 1 ottobre nella banlieue di Parigi. Ma le danno un indirizzo sbagliato, complottando con tal Gaspard di farle prendere uno spavento. Con lei è l’autista del giornale, Daphne. Ma Gaspard si fa prendere dagli scrupoli e porta Nadége in salvo. Non così sarà per Daphne, violentata a ripetizione e salvatasi miracolosamente. Sarà il suo amante a proteggerla, nasconderla, ed organizzare il massacro dei colpevoli. Prima Gaspard, ucciso e torturato per avere i nomi delle giornaliste. Poi le giornaliste stesse. Anche Nadége sta per cadere nella trappola, salvata miracolosamente proprio dal commissario, con cui stava per andare a letto. Mordenti fatica un po’ a trovare il bandolo della matassa, ma, mettendo insieme pezzi sparsi, agnizioni ed illuminazioni varie, ritrova Daphne, scopre l’identità dell’amante, fino alla scena conclusiva, dove questi sequestra Nadége, propone uno scambio (con un bel meccanismo complicato che non vi sto a narrare). Sarà sempre Mordenti a trovare l’idea per mandare tutto all’aria, anche se alla fine (pur in maniera inferiore del romanzo precedenti) contiamo cinque (o forse sei) morti ammazzati, un ferito in quasi coma e due ispettori con trami e ferite varie. Niente ovviamente ai più di venti della prima uscita. Sul lato divertimenti e citazioni posso comunque collocare la macchina di Mordenti (una Karman-Ghia, una specie di evoluzione telaistica e cabriolet del Maggiolone Volkswagen), la super band che Mordenti e Serandoni ipotizzano di costruire per passare il tempo (per gli amanti del rock: John Bonham dei Led Zeppelin alla batteria, Jack Bruce dei Cream al basso, Alvin Lee dei Ten Years After alla chitarra solista, Randy Rhoads della Ozzy Osbourne Band alla chitarra ritmica, Ray Manzareck dei Doors alle tastiere e Robert Plant sempre dei Led Zeppelin alla voce; mitica idea, peccato che, a parte, Plant, siano tutti morti!). due soli appunti di precisione: la rivolta delle banlieue parigine ebbe inizio il 27 ottobre e non il 27 settembre, e la coppia comica, citata correttamente a pagina 17 con il suo nome (Abbott e Costello) in Italia è meglio nota come Gianni e Pinotto. Peccati veniali, per un divertente libro di hard-boiled italiano. Ah, dimenticavo, un altro appunto, ma di metodo: Mordenti miete donne a profusione (Océane nel primo libro, Nadége in questo), peccato che poi svaniscano come neve al sole, lasciandoci qualche rimpianto in testa. Noi siamo esseri puntigliosi, che vogliamo sempre sapere cosa succede a tizio o caia, anche dopo l’ultima pagina del libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Veramente notevole

    Finalmente un poliziesco che mi ha trascinata, appassionata, fatta innamorare dei personaggi. Già mi era piaciuto Les Italiens, ma questo mi ha affascinato di più. La storia è più emotiva e al tempo s ...continua

    Finalmente un poliziesco che mi ha trascinata, appassionata, fatta innamorare dei personaggi. Già mi era piaciuto Les Italiens, ma questo mi ha affascinato di più. La storia è più emotiva e al tempo stesso più ragionata, la scrittura – pur conservando gli elementi di novità che già avevo individuato nel primo della serie – si è evoluta in scorrevolezza e ricchezza.
    Gran personaggio, quel Mordenti, ma quelli che gli stanno intorno non scherzano niente. La trama è adrenalinica, le figure di contorno non scadono mai nella macchietta, gli eventi si susseguono a un ritmo adrenalinico e non manca il sesso e il sentimento ma, grazie al cielo, senza sforare mai nel melodramma o nel porno soft, vizio ormai assai diffuso.
    Continuo a pensare che Pandiani è uno dei migliori in Italia nel genere.

    ha scritto il 

  • 4

    e 1/2

    Un tantinello violente le storie di Pandiani per i miei sensibili gusti, però scrive troooppo bene, le battute di Mordenti e c. mi fanno sganasciare dal ridere.

    ha scritto il 

  • 4

    Un altro Pandiani che rimette in sesto: trama appassionante, la giusta spolverata di intrigante sensualità, e dinamico ma con noçalance…senza strafare, giusto quel tanto che non arrivi a sconvolgere q ...continua

    Un altro Pandiani che rimette in sesto: trama appassionante, la giusta spolverata di intrigante sensualità, e dinamico ma con noçalance…senza strafare, giusto quel tanto che non arrivi a sconvolgere quell’indolenza tutta francese.
    Ancora brillanti “les italiens”, ancora coinvolgenti questi guasconi!

    ha scritto il 

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