Tutti i nomi

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica, 2218)

4.0
(1545)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 223 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Francese , Catalano , Tedesco , Olandese

Isbn-10: 8807722186 | Isbn-13: 9788807722189 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Rita Desti

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Filosofia

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Descrizione del libro
Due sono i luoghi attorno a cui ruota la vicenda del romanzo: l'Anagrafe e il Cimitero Generale di una città senza nome. Nel primo sono ospitati tutti, vivi e morti, i cui nomi sono lì raccolti assieme, rispettivamente negli schedari dei viventi e dei defunti. Trasferire i nomi da un archivio all'altro in caso di trapasso è compito degli impiegati dell'Anagrafe, nei cui uffici tutto viene fatto ancora a mano e il lavoro è organizzato secondo una rigida burocrazia e gerarchia. Al Cimitero, invece, stanno i soli defunti con tutti i loro nomi incisi sulle lapidi. Protagonista della storia è il Signor José, l'unica persona ad avere un nome proprio nel romanzo, uno scapolo cinquantenne che lavora come scritturale ausiliario della Conservatoria Generale dell'Anagrafe. Oscuro impiegato ligio al dovere, ama collezionare articoli o schede anagrafiche di personaggi famosi, ma un giorno si imbatte nella scheda di una donna sconosciuta che cattura la sua attenzione e gli muta radicalmente la vita. Il Signor José inizia infatti a indagare sul conto di lei, mosso dall'oscura ossessione di saperne tutto... In questa sobria e lucida descrizione di una parabola esistenziale, Saramago si serve dell'allegoria e dell'assurdo per dare corpo e consistenza a identità sfuggenti, imprigionate nei ruoli e sospese tra passato e presente, tra vita e morte.
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  • 3

    Nonostante gli indubbi meriti letterari, morali, filosofici e antropologici di questa grande e intelligente allegoria della condizione umana, non si può fare a meno di evidenziare la poca fruibilità d ...continua

    Nonostante gli indubbi meriti letterari, morali, filosofici e antropologici di questa grande e intelligente allegoria della condizione umana, non si può fare a meno di evidenziare la poca fruibilità del testo. non mi riferisco solo al grosso ostacolo dell'assenza di punteggiatura dialogica, tratto tipico dello stile di Saramago, ma anche allo stesso corpo del narrato, che oscillando fra secchezza e ridondanza sembra non trovare mai il suo passo. Sembra sempre fuoti tempo, leggermente sfasata, la narrazione degli eventi. Peccato, perché la storia è architettata e strutturata con maestria ed è assolutamente significativa, il libro ha uno spessore letterario assoluto ed è di grande impatto immaginifico. Il suo punto forte sono a mio parere le descrizioni, lo stile di questo scrittore è estremamente visivo e ciò porta il lettore in forte empatia con quanto legge. La prolissità, a volte controporducente nella narrazione di stati d'animo e dialoghi, diventa punto di forza nella dimensione del racconto, appaiando questo testo ai grandi prodotti ottocenteschi della narratività d'impianto solido tipica solo dei classici. Grande inventore di storie, Saramago, innovatore della cifra del racconto in una namiera che però non può convincere fino in fondo.

    ha scritto il 

  • 4

    Il Signor José...

    ...(tra l'altro l'unica persona che compare nel romanzo ad essere indicata da un nome) è un anonimo impiegato dell'anagrafe, anzi uno scritturale ausiliario della Conservatoria Generale. Ha una vita n ...continua

    ...(tra l'altro l'unica persona che compare nel romanzo ad essere indicata da un nome) è un anonimo impiegato dell'anagrafe, anzi uno scritturale ausiliario della Conservatoria Generale. Ha una vita normale, piuttosto grigia, l'unico hobby sono le raccolte di ritagli di personaggi famosi, un giorno decide di arricchire le cartelle con i dati anagrafici dei personaggi. Approffittando del fatto che abita in un appartamento comunicante con l'ufficio in cui lavora, sera dopo sera raccoglie le schede e le ricopia in bella copia in casa sua prima di riporle al loro posto. Una sera, per la fretta di prendere le schede che gli servono, raccoglie per errore anche quella di una donna sconosciuta. Inizia così un'indagine ossessiva su questa donna, il Signor José viaggia a ritroso nel tempo e segue la donna nella casa in cui è nata, nella scuola che ha frequentato e così via. E' un'indagine tortuosa e poco pratica ma il Signor José è fatto così, non riuscirà a scoprire il volto della donna sconosciuta, incontrerà la morte invece della vita ma in qualche modo riuscirà a sconfiggerla, anche con l'aiuto di un personaggio davvero inaspettatto. Uno degli aspetti più affascinanti del romanzo è la descrizione e la spiegazione dell'organizzazione burocratica in cui consiste la Conservatoria Generale, un labirinto impressionante di schede e schedari nei cui meandri l'oblio è sempre in agguato. Potrebbe essere una storia d'amore, forse in qualche modo lo è, ma è soprattutto la storia del modo in cui stiamo al mondo: nasciamo, viviamo, lasciamo labili tracce di noi, moriamo, veniamo dimenticati... e forse è meglio così.

    ha scritto il 

  • 3

    TUTTI I NOMI

    Protagonista principale, e unico personaggio ad avere un proprio nome nel romanzo, è Il Signor José, scrupoloso impiegato presso la Conservatoria dell’Anagrafe di una città senza nome. Il suo unico pa ...continua

    Protagonista principale, e unico personaggio ad avere un proprio nome nel romanzo, è Il Signor José, scrupoloso impiegato presso la Conservatoria dell’Anagrafe di una città senza nome. Il suo unico passatempo è far collezione di articoli o schede anagrafiche di personaggi celebri. Tutto scorre in una rassicurante routine quando, improvvisamente, il ritrovamento della scheda di una donna sconosciuta cambierà al sua vita.
    Il romanzo si presta ad una serie di interpretazioni metaforiche e di considerazioni filosofiche che non mi hanno coinvolto. Saramago scrive con lucidità, ma non mi sa parlare, o forse sono io che non ho l’orecchio giusto per saperlo ascoltare. Insomma, non siamo in sintonia. Peccato.

    ha scritto il 

  • 4

    E' un romanzo molto profondo, mi ha lasciato una forte impressione. La scrittura e le vicende narrate hanno certamente un valore fortemente simbolico, che può prestarsi a letture diverse. Senza tentar ...continua

    E' un romanzo molto profondo, mi ha lasciato una forte impressione. La scrittura e le vicende narrate hanno certamente un valore fortemente simbolico, che può prestarsi a letture diverse. Senza tentare di addentrarmi in complicate spiegazioni che forse non sarei nemmeno in grado di dare, mi limito a dire che la storia che Saramago racconta qui mi ha fortemente, fortemente coinvolto, e non solo per alcune incidentali somiglianze tra il mio lavoro e quello del protagonista. Ho voluto cogliere soprattutto il messaggio che secondo me è il nucleo essenziale del libro: a volte, a partire da qualche particolare insignificante, capitato "per caso" (ma è veramente solo un caso?) , possono aprirsi nella vita, anche nella più umile, malinconica e ripetitiva delle esistenze, degli squarci improvvisi, spalancarsi delle visioni su una possibilità di vita completamente diversa, più autentica, più viva, dove simpatia, solidarietà, AMORE possono veramente restituire il gusto e lo scopo della vita a chi pare essersi da lungo tempo rassegnato a non cercarlo nemmeno più. Un messaggio che mi sento di poter confermare assolutamente, al di là e a prescindere dagli esiti e dalle ripercussioni che il "risveglio della vita" finisce poi con il determinare nell'esistenza di chi ne è investito e di chi gli sta intorno.

    ha scritto il 

  • 0

    Aunque considero que Saramago tiene mejores libros, esta es una buena historia, del amor, de la obsesión de un hombre por una mujer a la que ni siquiera conoce y también es una dura crítica al sistema ...continua

    Aunque considero que Saramago tiene mejores libros, esta es una buena historia, del amor, de la obsesión de un hombre por una mujer a la que ni siquiera conoce y también es una dura crítica al sistema burocrático.

    ha scritto il 

  • 5

    Un Saramago esilerante & tragico

    Davvero divertente, il piu' divertente Saramago finora letto.
    Naturalmente con grottesca tragicita' in sottofondo.
    Fa parte di una trilogia per comunanza di temi: "Cecita'", "La caverna", "Tutti i nom ...continua

    Davvero divertente, il piu' divertente Saramago finora letto.
    Naturalmente con grottesca tragicita' in sottofondo.
    Fa parte di una trilogia per comunanza di temi: "Cecita'", "La caverna", "Tutti i nomi".
    -
    Una storia semplice e pseudo-surreale, ma relativamente plausibile; in Saramago tutto e' plausibile, anche l'impossibile.
    -
    Straordinaria e' l'ambientazione metafisica e la "costruzione" dei personaggi, il protagonista in particolare.
    -
    Suspense, pathos, sviluppo, intreccio dei fatti: un meccanismo narrativo perfetto.
    -
    Splendido, semplicemente splendido

    ha scritto il 

  • 4

    Mi dicono che ci sono due atteggiamenti distinti quando si è indecisi tra due ragazze. Il primo risponde alla domanda: Quale mi piace di più? Il secondo alla domanda: quale delle due la darà più facil ...continua

    Mi dicono che ci sono due atteggiamenti distinti quando si è indecisi tra due ragazze. Il primo risponde alla domanda: Quale mi piace di più? Il secondo alla domanda: quale delle due la darà più facile? Cambiamo livello: i libri sono come le ragazze: possono benissimo dirti di no. Anzi, proprio come le ragazze lo fanno spesso e con sadico piacere. Io ho iniziato due libri: “L'età delle promesse” e “Io confesso”, rendendomi ben presto conto che il primo prometteva tesori nascosti, ma il secondo dava segnali più espliciti. Quando ne scorrevo le pagine (è di carta) rispondeva. Non so se mi spiego. Tanto che mi sono detto: "oh, si preannuncia una bella cosa". Poi, però, passeggiando sotto i portici di via Cernaia, ecco una bancarella di quelle serie, con un bouquiniste di quelli che hanno letto tutto, ed ecco superare l'odore di muffa “Tutti i nomi”. È finita che tra i primi due ha prevalso il terzo. Ma ha prevalso cosa? L'insoddisfazione, come è naturale che sia. È stata una passione fugace, condita dai sensi di colpa. Si può amare con distrazione? Sì, ma non si chiama amore, è una perdita di tempo e soprattutto di occasioni. “Tutti i nomi” mi ha sedotto con quell'atmosfera senza tempo, senza colori e senza nomi che pochi, pochissimi scrittori sanno evocare. Con un personaggio seriamente ottuso come mi sento io. Ma intanto pensavo agli altri due libri, in attesa. Ma sarà poi un'attesa? Mi domandavo: "Mi aspetteranno?" Non lo so ancora. Proverò a riallacciare i rapporti facendo finta di niente. Dove eravamo rimasti? Con le ragazze non funziona. Ma in verità non lo so. Parlo per sentito dire.

    ha scritto il 

  • 4

    Claustropoetico

    Togliete riferimenti geografici, temporali, storici. Potremmo essere ovunque, nel tempo, nello spazio. Solo Saramago può raccontare in 140 pagine circa una vita fatta di routine, di burocratismi, di m ...continua

    Togliete riferimenti geografici, temporali, storici. Potremmo essere ovunque, nel tempo, nello spazio. Solo Saramago può raccontare in 140 pagine circa una vita fatta di routine, di burocratismi, di meccanismi infernali sempre uguali a loro stessi accendendo lentamente ed abilmente delle piccole scintille. E pian piano anche nei quotidiani passi qualcosa cambia. La curiosità per una vita umana appena sfiorata sovverte, mina, diventa una via di fuga, di pseudo ribellione. Ad un tratto non importa più nulla se non quel piccolo filo cui attaccarsi per seguitare ad andare avanti. Inspiegabilmente, la frattura non distrugge l'elemento dissidente. Pura poesia.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelle e mezza!

    Uno stile, quello di Saramago, sempre particolare ed avvincente; dei dialoghi che talvolta sembrano quelli di Alice col cappellaio matto; una storia che ti spinge avanti nella lettura perchè vuoi cap ...continua

    Uno stile, quello di Saramago, sempre particolare ed avvincente; dei dialoghi che talvolta sembrano quelli di Alice col cappellaio matto; una storia che ti spinge avanti nella lettura perchè vuoi capire dove cavolo vuole andare a parare! Ma come spesso avviene nei viaggi migliori l'importante non è il punto di arrivo, ma la strada che percorri.
    Prendetevi un po' di tempo, mettete da parte la logica e lasciatevi guidare in questo stravagante percorso. Troverete dei passaggi memorabili. E magari scoprirete di avere anche voi un soffitto saggio!

    ha scritto il 

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