Tutti i racconti

Di

Editore: Bompiani

4.4
(317)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 601 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8845221059 | Isbn-13: 9788845221057 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Ida Omboni ; Curatore: Marisa Caramella

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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Descrizione del libro
"Quelle della O'Connor non sono rappresentazioni realistiche della scena sociale in cui è nata e vissuta, ma rappresentazioni del divino come appare a chi abbia una visione antropocentrica del mondo: i suoi personaggi lo vivono come una violenza, un'offesa, un intervento distruttivo che sconvolge l'equilibrio del mondo umano. A tal punto che la visione religiosa che si ricava dai racconti è spesso opprimente. D'altra parte, morte, sofferenza, disordine, sono invece i mezzi attraverso i quali un personaggio passa da una comprensione meschina, superficiale, dell'esistenza al mistero nel quale l'uomo vive e muore". (Dall'introduzione di Marisa Caramella)
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  • 4

    Ogni racconto è un piccolo mondo a sè, sarebbe da recensire con puntualità ognuno di essi. Ma diciamo che più di 600 pagine di fila della O'Connor non sono una passeggiata.
    Fortunatamente, passati i p ...continua

    Ogni racconto è un piccolo mondo a sè, sarebbe da recensire con puntualità ognuno di essi. Ma diciamo che più di 600 pagine di fila della O'Connor non sono una passeggiata.
    Fortunatamente, passati i primi 4-5 racconti - nei quali ho faticato a trovare qualcosa di interessante - il livello letterario cresce, e il mio coinvolgimento pure.
    Si trova una America laterale e razzista, capace di crudeltà che ora saremmo soliti attribuire ad algidi slavi, o a criminali anaffettivi.
    Sono riportate affermazioni di chiara matrice cattolica, e altrettante affermazioni che questa matrice cattolica la bistrattano, la vilipendono e la deridono. Ho trovato tanta rabbia in questi scritti - che preziosamente sono presentati in ordine cronologico: rabbia anzitutto della O'Connor - e non me ne stupisco, data la sua degenerante malattia - che viene poi distillata in molti caratteri precisamente dettagliati. Non c'e' quasi mai (forse mai) nessuno che ride: sono tutti cupi, sospettosi, disincantati, cinici.
    Verso gli ultimi racconti emergono a tratti ventate di involontario umorismo spietato, che per assonanza mi hanno ricordato - come fossero antichi semi - quello che Lansdale struttura poi con ben piu' ampio respiro.

    In ogni caso, e aldila' di ogni opinione, una letteratura fatta per rimanere.

    ha scritto il 

  • 5

    Una donna che scrive cose da uomo meglio di un uomo

    Devo molto a Flannery. Se ho imparato qualcosa su come si scrive un racconto, è grazie a lei. Nelle sue storie c'è sempre un punto di inizio e un punto di arrivo, un intreccio, personaggi e azioni cre ...continua

    Devo molto a Flannery. Se ho imparato qualcosa su come si scrive un racconto, è grazie a lei. Nelle sue storie c'è sempre un punto di inizio e un punto di arrivo, un intreccio, personaggi e azioni credibili. C'è atmosfera, ci sono luoghi. E al di là di tutto questo, sospeso, c'è qualcosa che noi non possiamo capire. Perchè il fulcro della sua narrativa è sempre l'evento davanti al quale la razionalità cade, si infrange. Ma è proprio questo che tocca i suoi personaggi, e li cambia, così come accade a noi.

    ha scritto il 

  • 5

    Quest'anno mi sto dedicando molto alla lettura dei racconti. Ho letto i racconti della maturità di Cecov ed alcuni racconti di Gogol, entrambi maestri indiscussi del genere, ma anche quelli di Raymond ...continua

    Quest'anno mi sto dedicando molto alla lettura dei racconti. Ho letto i racconti della maturità di Cecov ed alcuni racconti di Gogol, entrambi maestri indiscussi del genere, ma anche quelli di Raymond Carver, di David Foster Wallace e, più di recente, di Flannery O'Connor.
    Che donna!
    Scrittrice per vocazione, allevatrice di pavoni per mestiere, nata e cresciuta in Georgia, nel profondo sud dell'America, bianca e di fede cattolica, morta a soli 39 anni dopo una lunga malattia, ha scritto in tutto una trentina di racconti, due romanzi, tante lettere ed alcuni saggi brevi riuniti in un paio di raccolte.
    I suoi racconti sono pervasi dal Mistero e dalla Grazia, parole cristiane che lei conosceva bene. Sono storie spesso attraversate dall'ironia, con sfumature grottesche e colpi di scena improvvisi. Anche l'uomo peggiore può essere strumento di Dio, anche la situazione peggiore può svelare o contenere in sé il Mistero della vita, anche il pregiudizio più radicato cede all'oggettività del reale, anche l'indignazione più profonda può essere frutto di preconcetti malsani, anche la paura più remota può svanire se ci si affida all'Eterno.
    Il sud che descrive è un sud ancora diviso tra bianchi e neri e lei non perde occasione per screditare chiunque pensi di appartenere ad una razza superiore o disprezzi i semplici.
    Alcuni racconti mi hanno profondamente segnata: GLI STORPI ENTRERANNO PER PRIMI, BRAVA GENTE DI CAMPAGNA, IL PROFUGO, MALATTIA MORTALE, IL NEGRO ARTIFICIALE tra gli altri.
    Ho atteso più di vent'anni prima di leggere la raccolta di racconti scelti che avevo in casa, ma appena finita, mi sono recata in biblioteca per prendere in prestito quelli mancanti.
    So che molti non amano questo genere consiglio vivamente di leggere i suoi racconti.
    Non bisogna essere né credenti né cattolici per apprezzarla, ma aperti e disponibili, forse anche un po' puri di cuore!
    Taluni l'hanno definita gotica, tal altri razzista, non è né l'uno né l'altro, secondo me.
    È una maestra di vita.

    ha scritto il 

  • 5

    L'azione della grazia nei racconti di Flannery O'Connor

    Nei racconti di Flannery O'Connor il vero protagonista è il mistero, l'inspiegabile che si compie nelle diverse manifestazioni della grazia e nelle azioni che i protagonisti decidono di intraprendere ...continua

    Nei racconti di Flannery O'Connor il vero protagonista è il mistero, l'inspiegabile che si compie nelle diverse manifestazioni della grazia e nelle azioni che i protagonisti decidono di intraprendere o, meglio, nel modo in cui gli stessi scelgono di gestire la nuova consapevolezza in relazione al libero arbitrio.

    Continua su: http://www.scratchbook.net/2015/09/racconti-oconnor.html

    ha scritto il 

  • 4

    Leggere uno dietro l’altro tutti i racconti di Flannery O’Connor lascia dentro delle tracce. Già quei tre che stavano su un libretto uscito due anni fa con Il Sole 24 Ore mi avevano folgorato: li ho r ...continua

    Leggere uno dietro l’altro tutti i racconti di Flannery O’Connor lascia dentro delle tracce. Già quei tre che stavano su un libretto uscito due anni fa con Il Sole 24 Ore mi avevano folgorato: li ho ritrovati nell’integrale Bompiani che riunisce tutti i racconti disponendoli in ordine cronologico e nella sostanza quella prima impressione non è stata smentita.
    Flannery O’Connor ha avuto vita breve e sofferta e a trentanove anni, nel 1964, è morta della stessa terribile malattia che aveva già ucciso suo padre. A guardarla nelle foto, con il filo di perle, l’occhiale da brava ragazza studiosa, sembra impossibile che abbia potuto concepire queste short stories di angosciante tristezza, ambientate quasi tutte in quel Sud nel quale era nata e cresciuta. Sono storie di agricoltori e di gente di provincia, oppressa dalla cappa soffocante dell’ignoranza e della miseria e dall’ossessione per "i negri". Sono racconti durissimi, che non fanno nessuna concessione al romanticismo o alla voglia di lieto fine e nelle quali la storia della padrona di una fattoria maciullata da un toro inferocito prende quasi il ruolo di intermezzo rilassante fra quelle del nonno che spacca la testa alla nipotina, del figlio che uccide la madre per errore o del ragazzino che si impicca a una trave della soffitta. Questi momenti terribili sono raccontati con un tono mai compiaciuto del dettaglio orripilante: la voce della O’Connor sembra voler mantenere una sorta di distacco emotivo da ciò che racconta, su tutto calando piuttosto un velo di tristezza sconfinata.
    Non sappiamo la fine della povera ragazza minorata abbandonata al bar di una stazione di servizio dal balordo che l’ha sposata solo per fregarle l’automobile. Forse la madre la ritroverà ma questo non ci consola. Il volume è uno di quei libri che si lasciano con un sottile, anche se inconfessato, senso di liberazione. Con tutto ciò Flannery O’Connor è una scrittrice da leggere: magari al momento giusto, quando i meccanismi di autodifesa sono al loro posto e prontamente reattivi.

    ha scritto il 

  • 4

    Scrive dannatamente bene Flannery O'Connor, ma non riesce a piacermi fino in fondo per quel moralismo di fondo che inevitabilmente avverto, per quel Gesù dolorante senza redenzione che me la rende, ed ...continua

    Scrive dannatamente bene Flannery O'Connor, ma non riesce a piacermi fino in fondo per quel moralismo di fondo che inevitabilmente avverto, per quel Gesù dolorante senza redenzione che me la rende, ed è un mio limite, estranea come a lei devono essere sembrati estranei molti dei suoi personaggi.

    ha scritto il 

  • 0

    racconto n. 2: senza luce

    ho incontrato una luce. ci siamo chiusi a chiave in una stanza nelle compressioni gravitazionali del sesso. nei buchi neri si colpisce con spade di damocle nei lineamenti del viso dove una lacrima è l ...continua

    ho incontrato una luce. ci siamo chiusi a chiave in una stanza nelle compressioni gravitazionali del sesso. nei buchi neri si colpisce con spade di damocle nei lineamenti del viso dove una lacrima è la misericordia di un corso d'acqua orfano del mare. non dovevo vederla più. non ci siamo più visti.

    http://www.youtube.com/watch?v=b1QhFEo9C9A

    sì, questa canzuncella perché mi viene da ridere quando frequento i parlamenti del mio quartiere, quando mi hanno chiesto chi volevo come presidente della repubblica: ho risposto pepito impastato perché ormai dovrebbe avere l'età giusta. belén rodriguez mi ha chiesto chi fosse. senza luce.

    a quella luce che riceve i regali giusti. io sono il fruttarolo che scarta le bucce invece gli ubriachi sono liquido cloacale che comunque finisce al mare. oppure scatenano le tempeste di lacrime. la regola dell'universo va avanti a colpi di fo'c o di etty hillesum. porca vacca, a volte un racconto è più lungo di un romanzo.

    ha scritto il 

  • 5

    La vita che salvi

    Non si può fuggire alla capacità dei racconti della O'Connor di cambiarti in profondità nel corso di pochi minuti, dentro a quel labirinto eterno e ineffabile di significati implacabili e di fatti pri ...continua

    Non si può fuggire alla capacità dei racconti della O'Connor di cambiarti in profondità nel corso di pochi minuti, dentro a quel labirinto eterno e ineffabile di significati implacabili e di fatti primordiali, affilati come lame di pugnali, letali come il veleno di un serpente. La O'Connor ci sospinge al di là del buio, nell'oscurità che non possiamo conoscere; come autrice si trasforma in un destino che ci guida, attraverso le sfide del vivere, le domande senza risposta, la lotta per affermare di esistere, la violenza che ha origine dalla colpa. Preparatevi a sentirvi al contempo brav'uomo e assassino, storpio e essere superiore pieno di grazia, prete e confessore, mendicante e cinico giudice. Con i suoi archetipi informali, nei luoghi capitali e esemplari dove ambienta le storie, Flannery O'Connor ci comunica che esiste un'attrazione verso il male, verso la disgrazia e il delitto, così come sono possibili la fede, il perdono, la trascendenza; qualcosa di superiore che, forse umano forse no, muove le gesta dei personaggi e la penna della scrittrice. Magnetismo: la caratteristica che connota maggiormente queste pagine, questi racconti straordinari costruiti sulla scoperta, lo stupore, il turbamento e la follia. I racconti sono un'investigazione tragica e sublime di alcuni interrogativi: cosa scorre nel nostro corpo, di cosa sono fatte le nostre passioni, cosa significa credere che ciascun essere umano è unico. Alla fine eccovi dentro al cuore profondo del mistero, al segreto della sapienza abissale e biblica: la trasfigurazione di una realtà narrata in mitologia evocata e predestinata, tramite parole di spietata potenza.

    ha scritto il 

  • 5

    Leggere questi racconti è come affrontare Tyson sul ring: nulla ti sarà risparmiato, nessuna delle tue convinzioni reggerà, nessuna difesa sarà possibile, sperimenterai la violenza, e poi la vedrai in ...continua

    Leggere questi racconti è come affrontare Tyson sul ring: nulla ti sarà risparmiato, nessuna delle tue convinzioni reggerà, nessuna difesa sarà possibile, sperimenterai la violenza, e poi la vedrai in te stesso e nei valori che hai più cari. La Grazia opera nella terra del male, e pare averne pure bisogno...

    ha scritto il 

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