Tutti i racconti

Di

Editore: La Tartaruga

3.9
(158)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 344 | Formato: Altri

Isbn-10: 8877380322 | Isbn-13: 9788877380326 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Francesca Duranti , Adriana Bottini

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Sistemati in ordine cronologico i racconti rivelano la trama della carriera di scrittrice della Woolf. Come l'autrice stessa confessa, si divertiva a costruire un racconto molto più che a impegnarsi nella stesura di un romanzo. Divertimento che comunica senza dubbio anche al lettore.
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    Mi sono piaciuti questi racconti, e non è una captatio benevolentiae in vista di quello che sto per scrivere. Però.
    Non ho paura di Virginia Woolf. Però.
    Mi hanno provocato le riflessioni sulla condiz ...continua

    Mi sono piaciuti questi racconti, e non è una captatio benevolentiae in vista di quello che sto per scrivere. Però.
    Non ho paura di Virginia Woolf. Però.
    Mi hanno provocato le riflessioni sulla condizione e emancipazione della donna, che cominciava a chiedersi se l’unico valore sociale lo poteva conquistare con un buon matrimonio. Però.
    Però.
    Leggendo i racconti della parte centrale del volume, quando l’autrice era decisamente matura e non si era del resto lasciata andare al linguaggio criptico e quasi sperimentale delle ultime composizioni, non ho potuto fare a meno di notare che qualcosa di analogo lo avevo già letto. Persino certi titoli mi evocavano altri titoli simili. Ma soprattutto i temi: la maschera che indossiamo, o che ci fanno indossare, quando affrontiamo quel mondo che ci fa paura; incomunicabilità, esclusione, presa di coscienza di sé e osservazione ossessiva delle cose. Ecco: tutto questo lo conoscevo già.
    E allora non me ne voglia chi considera Virginia Woolf sotto una luce di vera ammirazione, e perché donna, e perché ipersensibile, e perché tragica nella sua fine. Ma i racconti più notevoli della sua produzione mi viene da definirli con un unico aggettivo.
    Pirandelliani.

    ---

    Phyllis e Rosamond
    Ognuno di noi, ho sentito auspicare l’altro giorno, dovrebbe annotare i dettagli di una propria giornata di lavoro; la posterità sarebbe felice di quella cronaca quanto lo saremmo noi se disponessimo di un reperto analogo su come l’usciere del Globe, o l’addetto ai cancelli del Parco trascorse la giornata di sabato 18 marzo dell’anno del Signore 1568.

    Il misterioso caso di Miss V.
    […] e cominciavo a domandarmi se le ombre potessero morire […]

    Il diario di Joan Martyn
    * Comunque, la storia di Elena è antica; secondo mi madre risale a molto prima dei suoi tempi; e incendi e ruberie continuano anche adesso.
    * Perché, sinceramente, non c’è niente nel recinto dei miei giorni che meriti di essere riferito; e la registrazione si fa tediosa.

    Note biografiche di una romanziera
    * Che diritto ha il mondo di sapere di uomini e donne? Che cosa può dirgli un biografo? e poi, in che senso si può affermare che il mondo ne tragga vantaggio?
    * Una terribile coscienza di sé la possedeva […]

    La festa serale
    * «Adesso che ci penso, la letteratura non è che la registrazione del nostro scontento».
    «Il distintivo della nostra superiorità; il nostro titolo alla promozione. Ammetti, le persone insoddisfatte ti piacciono più di tutte».
    * «Si hanno così tanti amici che… e poi ogni giorno esce qualcosa di nuovo che… che…»
    «Che non si legge».
    * «È il giardino… voglio dire il mondo. Ecco quello che mi spaventa.»

    Partecipazione al dolore
    […] prima di assumere alcuno dei travestimenti della vita.

    Una società
    «A che pro se gli uomini scrivono delle idiozie del genere, le nostre madri avrebbero sacrificato la propria giovinezza per metterli al mondo?».
    «È tutta colpa nostra. Ognuna di noi sa leggere. Ma nessuna, salvo Poli, si è mai presa la briga di farlo.»

    Un college femminile dall’esterno
    Puri nomi, nient’altro che nomi.

    La signora Dalloway in Bond Street
    Ma perché, se uno non crede? Per amore degli altri, pensò, prendendo il guanto in mano.

    L’abito nuovo
    * Perché una festa rende tutto o molto più reale o molto meno reale, pensò […]
    * Ah, che tragedia, quell’avidità, quel gran vociare di esseri umani che stridevano e sbattevano le ali come una fila di cormorani, per ottenere comprensione: davvero tragico, se solo si fosse riusciti a provare della pena autentica, anziché limitarsi a simularla!
    Ma nel suo abito giallo, stasera, non avrebbe potuto spremerne una goccia di più; le serviva tutta, tutta per sé.

    Felicità
    * Era questo che non riusciva a concepire, disse con uno scatto di disperazione della testa bruna dalla chioma lucente: essere felici perfettamente da soli.
    * Non era qualcosa che si potesse distruggere. No; ma se arrivava in modo così inesplicabile, allo stesso modo poteva scomparire […]

    La presentazione
    * Ecco il famoso posto: il mondo.
    * […] questa fragile e splendida creatura, davanti alla quale gli uomini si inchinavano, questa creatura limitata e circoscritta che non poteva fare quello che avrebbe voluto, una farfalla con migliaia di sfaccettature negli occhi e il piumaggio fine e delicato, oppressa da difficoltà e timori e tristezze innumerevoli; una donna.
    * […] come cedendo alla pressione di una forza indiscutibile, cioè la convinzione che non toccava a lei dominare, o asserire; ma piuttosto arieggiare e abbellire questa vita ordinata dove tutto era già stato fatto […]

    L’uomo che amava i suoi simili
    * Doveva restare, doveva restare lì finché si fosse giustificato.
    * […] ma la radice delle cose, quello che si aveva tutti paura di dire, era che la felicità costa dannatamente poco. Che la si può avere per niente. La bellezza.

    Una melodia semplice
    Non stava cercando di imporre a degli esseri umani, per loro stessa natura opposti, differenti, in conflitto, una pretesa forse incongrua… l’attribuzione di una semplicità estranea alle loro nature? L’arte ce l’ha […]

    La signora riflessa nello specchio: un’immagine riflessa
    * Era la sua più intima essenza che si voleva afferrare e tradurre in parole, quella condizione che è per la mente ciò che il respirare è per il corpo, ciò che si chiama felicità o infelicità.
    * Pur senza mettere nitidamente a fuoco alcun pensiero – perché era una di quelle persone le cui menti riservate intrappolano i propri pensieri in nuvole di silenzio – era piena di pensieri. La sua mente era come la sua stanza […]
    * Ed ecco la donna in sé. Era nuda in quella luce impietosa. Ma non conteneva nulla. Isabella era perfettamente vuota. Non aveva pensieri. Non aveva amici. Non si curava di nessuno.

    Tre quadri
    […] non possiamo non essere dei quadri uno per l’altro.

    Miss Pryme
    Era meglio dell’amore coniugale; meglio dei bambini; era il potere di migliorare il mondo; il potere sugli infermi; sugli analfabeti; sugli ubriaconi.

    Ode scritta parzialmente in prosa nel vedere il nome di Cutbush sopra una macelleria a Pentonville
    Dall’erto campanile cadono note ferrigne:
    avvisando Louie Louie del tempo e del tè […]

    Ritratti
    […] che ne sarà di noi, uccelli, uomini e donne, se l’uomo medio prenderà il sopravvento, e ci sarà soltanto un sesso medio, ma niente più amanti o amici?

    Lappiti e Lapinova
    Ma quanto dura una felicità del genere? si domandarono; e, ognuno si rispose in base alla propria esperienza.

    Il simbolo
    «La montagna», scrisse la signora, seduta sul balcone dell’hotel, «è un simbolo…».

    La stazione balneare
    E nella magica luce dei lampioni si distingue lo scheletro soltanto.

    ha scritto il 

  • 4

    "Prova d'Autore"

    "Prova d'Autore" ed oltre in questi racconti di Virginia Woolf dal 1917 (quattro antecedenti)) al 1941, anno della sua morte.
    -
    Racconti, racconti brevi, racconti brevissimi (degli schizzi), racconti ...continua

    "Prova d'Autore" ed oltre in questi racconti di Virginia Woolf dal 1917 (quattro antecedenti)) al 1941, anno della sua morte.
    -
    Racconti, racconti brevi, racconti brevissimi (degli schizzi), racconti che in qualche caso fluiranno nei suoi romanzi.
    -
    Aspetto interessante della Woolf narratrice nel "corto", racconti spesso criptici, misteriosi, molti personaggi ed ambientazioni.
    -
    Sempre presente "il tocco" ed i temi della grande narratrice.
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    Suggestiva l'immagine di copertina, intonata al fascino che le acque (laghetti, stagni e fiumi) esercitavano su di lei e "strumento", cosi' sempre ben descritto, che sara' usato per la sua fine.
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    https://it.wikipedia.org/wiki/Virginia_Woolf

    http://www.virginiawoolfsociety.co.uk/

    ha scritto il 

  • 2

    Sono rimasta un po' delusa da questa raccolta di racconti, alcuni a dire il vero erano molto belli ma la maggior parte, forse anche per il fatto che molti fossero opere giovanili, non mi hanno entusia ...continua

    Sono rimasta un po' delusa da questa raccolta di racconti, alcuni a dire il vero erano molto belli ma la maggior parte, forse anche per il fatto che molti fossero opere giovanili, non mi hanno entusiasmato. Tra i miei preferiti "Il diario di Joan Martyn", "Oggetti solidi", "L'uomo che amava i suoi simili" e "Il lascito".

    ha scritto il 

  • 4

    Suonata come poche, geniale, inimitabile

    Nonostante il mio affettuoso trasporto nei confrotni di Virginia Woolf, pensavo che sarei invecchiata tenendo questo volume di racconti sul comò: il comò, il bicchiere con la dentiera, e la raccolta d ...continua

    Nonostante il mio affettuoso trasporto nei confrotni di Virginia Woolf, pensavo che sarei invecchiata tenendo questo volume di racconti sul comò: il comò, il bicchiere con la dentiera, e la raccolta della Woolf.
    E invece no, ce l'ho fatta.
    Ho impiegato mesi a terminarlo per il semplice fatto di essermi imposta di non saltare nessun racconto, nemmeno quelli brutti, quelli stralunati,quelli sperimentali e quelli inconcludenti. Bisogna ammettere che certi racconti sono davvero criptici e le seconde riletture (che non sempre hanno portato a qualcosa) mi hanno portato via del tempo.
    Per fortuna, come nella bottega del rigattiere, in mezzo a tanto ciarpame si trovano degli autentici gioielli.

    ha scritto il 

  • 2

    Non mi piace la Woolf. No, scusate, proprio no. La trovo terribilmente pretestuosa, finta, poco obbiettiva. Il problema infatti non è tanto lo stile, il tratto che si snoda (che almeno nella Signora D ...continua

    Non mi piace la Woolf. No, scusate, proprio no. La trovo terribilmente pretestuosa, finta, poco obbiettiva. Il problema infatti non è tanto lo stile, il tratto che si snoda (che almeno nella Signora Dalloway, tempo e tempo fa, avevo un pochino, ino, di più apprezzato), ma proprio il fatto che mi urta i nervi. Mi innervosisce in una maniera clamorosa, non ce la faccio proprio. Quando ho finito i racconti ero sollevata, come quando ci si libera di una persona sgradita che continua a sparlare benché non te ne freghi un beneamato niente. Scusate, sono una persona orribile forse (sì), ma proprio no.

    ha scritto il 

  • 5

    Il linguaggio è una vecchia rete lacera, attraverso la quale i pesci sfuggono mentre gliela si getta addosso. Forse il silenzio è migliore. Proviamo con quello. Vieni alla finestra.

    Una scrosciante, i ...continua

    Il linguaggio è una vecchia rete lacera, attraverso la quale i pesci sfuggono mentre gliela si getta addosso. Forse il silenzio è migliore. Proviamo con quello. Vieni alla finestra.

    Una scrosciante, immensa, tuonante cascata di perle, bianche, azzurre, rosse, tonde, lisce, ruvide, pesanti, leggere, grandi, piccole. Un fiume in piena di emozioni argentee che stende, lascia privi di sensi, ma che riprende e rialza, e abbraccia forte. Una mano che passa oltre il costanto e tocca il cuore, per poi strapparlo via e lacerarlo. Delle labbra che parlano, sussurrano, ma urlano e piangono, e chiedono aiuto. La disperazione, la morte, i colori, Bond Street, le illusioni, il silenzio, la malinconia, il tempo.
    Sì: Virginia Woolf.

    Mentre Stuart Elton si chinava a scostarsi un filo bianco dai pantaloni, quel gesto banale, accompagnato com’era da una slavina, da una vera e propria valanga di sensazioni, gli parve la caduta di un petalo da una rosa; raddrizzandosi per riprendere la conversazione con la signora Sutton, Stuart Elton si sentì composto di tanti petali, saldamente ammonticchiati uno sull’altro, tutti arrossati, scaldati, ravvivati dallo stesso inesplicabile lucore. Cosicché, ogni volta che si chinava, un petalo cadeva. Quand’era giovane non ne era stato cosciente, no, ma adesso che aveva quarantacinque anni doveva solo chinarsi a togliersi un filo dai pantaloni per avvertire in tutta la propria persona quello splendido, ordinato flusso di vita, quella slavina, quella valanga sensoriale, quell’armonia dell’essere, rizzandosi di nuovo dopo l’aggiustatura.

    ha scritto il 

  • 4

    Uno sguardo insolito su una scrittrice tanto amata. Racconti vari e variegati, alcuni pregnantemente suoi, altri più inaspettati. Giocando tra aleatorio, mistico, ironico, dolce e amaro, riscopriamo a ...continua

    Uno sguardo insolito su una scrittrice tanto amata. Racconti vari e variegati, alcuni pregnantemente suoi, altri più inaspettati. Giocando tra aleatorio, mistico, ironico, dolce e amaro, riscopriamo ancora una volta una delle più grandi scrittrici moderne.

    ha scritto il 

  • 3

    Alcuni racconti sono veramente belli e immaginifici. Oltre a ciò contengono in nuce tutti i germi della potenza espressiva della futura Woolf romanziera.
    Ma altri racconti, invece, li ho trovati noi ...continua

    Alcuni racconti sono veramente belli e immaginifici. Oltre a ciò contengono in nuce tutti i germi della potenza espressiva della futura Woolf romanziera.
    Ma altri racconti, invece, li ho trovati noiosi quando non pesanti. Senza dubbio, s nota come la scrittrice, in questi primi tentativi letterari, stia cercando uno stile proprio. La continua sperimentazione, però, a volte risulta decisamente penalizzante per l'equilibrio di talune vicende e per la costruzione di alcuni personaggi, che sembrano mancare di una definizione sicura, senza sbavature.

    ha scritto il 

  • 5

    In questo prezioso libro c'è tutta l'arte di questa magnifica scrittrice e sfortunatissima donna.Raramente capita di leggere racconti intrisi di una tale dolcezza,di una tale sensibilità,ma anche di u ...continua

    In questo prezioso libro c'è tutta l'arte di questa magnifica scrittrice e sfortunatissima donna.Raramente capita di leggere racconti intrisi di una tale dolcezza,di una tale sensibilità,ma anche di una forza interiore travolgente.Il più emblematico di tutti è,a mio avviso,"Il lascito"una storia di donna circondata dagli agi ma infelice dentro che al momento della sua decisione di abbandonare colui che l'aveva trattata sempre come soprammobile perde l'amato con il quale voleva ricostruirsi una vita basata sull'amore e non sulla mera apparenza.Decide allora di seguire il suo amato nell'aldilà lasciando una lettera testamento a suo marito che è un capolavoro di dolcezza,sofferenza,forza interiore femminile,orgoglio,sensibilità,amore,tanto amore.

    ha scritto il 

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