Tutto quello che gli uomini sanno delle donne

Editore: Newton Compton (Newton Pocket; 127)

4.7
(41)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 885413161X | Isbn-13: 9788854131613 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Filosofia

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Descrizione del libro
Che cosa sanno gli uomini delle donne? Grazie a questo agile volume il lettore e la lettrice possono finalmente trovare la risposta all’annosa questione: nulla, il libro è completamente bianco. E non poteva essere altrimenti. Vi è mai capitato di domandare a un uomo che genere di problemi abbia con la propria compagna? Oppure, che cos’è che la rende felice? O ancora, perché sono settimane che lei non gli rivolge la parola? Elettroencefalogramma piatto. Gli uomini ne sanno di donne quanto i calciatori di filosofia. Sebbene l'opera sia composta da 128 pagine bianche, e non ci sia dunque nulla da leggere, si potrà utilizzare come taccuino per prendere appunti e potrebbe rivelarsi un regalo divertente da fare a mariti, fidanzati, colleghi e parenti.
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  • 5

    TUTTO QUELLO CHE GLI UOMINI SANNO DELLE DONNE – ANONIMO 5 gloriose stelle

    (18/06/16 h 23:25 Recensione quasi domenicale, per sorridere e darci coraggio, ne abbiamo troppe in questo periodo, pure i ballottaggi... dos cojones...)
    (Potete leggere fino a LA LEGGENDA escluso. Fa ...continua

    (18/06/16 h 23:25 Recensione quasi domenicale, per sorridere e darci coraggio, ne abbiamo troppe in questo periodo, pure i ballottaggi... dos cojones...)
    (Potete leggere fino a LA LEGGENDA escluso. Fate voi. E' una storia vera)
    --
    Molti lo conosceranno già, è un testo di divulgazione scientifica famosissimo.

    Me l'hanno regalato un paio di anni fa (chissà chi e chissà il perché?), ma lo possedevo già, essendomelo procurato anni e anni fa (nel 1996), dopo aver conosciuto l'autore e volendo sovvenzionarlo per la geniale trovata artistica.*
    Io vi chiedo, se già non lo possedete, di procurarvi questo libricino che costa pochissimo, € 1,90 (all'epoca costava L. 1.000).
    Poi vi chiedo di leggere attentamente ogni pagina. Ma molto attentamente e ogni singola pagina.

    Infine agli uomini chiedo di provare a fare un riassunto, perché lo ritengo un esercizio costruttivo (parola scelta non a caso).

    Alle donne, per favore, chiedo di non infierire come spesso fanno. Questo è il momento di tacere, aspettare. Sorridere appena appena, in modo lieve e silenzioso, sarebbe apprezzato.

    * LA LEGGENDA:
    Ho conosciuto l'autore (o presunto tale, e sottolineo presunto tale) poco dopo la pubblicazione originaria (anni '90). Siccome era una sorta di derelitto (una pessima imitazione di Bukowski, vi assicuro), non solo pare non ci abbia guadagnato quasi nulla, ma non viene neanche citato come padre dell'idea. A onor del vero, raccontava di avere preso accordi per rimanere anonimo, e a più di uno sorse il sospetto che millantasse, ma in molti (tra cui diversi addetti ai lavori) ritenevano per certo che fosse proprio lui il misterioso autore. Sarà, non sarà? E' così che nascono alcune leggende metropolitane.

    Comunque sia, appresi da subito che nessuno voleva essere accostato al suo nome. Quasi nessuno ammetteva di conoscerlo personalmente, ma solamente di sapere di chi si trattasse. Era un personaggio famosissimo. Io stesso, dopo tutte queste dicerie, quando lo incrociavo, sgattaiolavo via fingendo un impegno urgente. Se potevo, evitavo di salutarlo. Dopo diversi suoi tentativi di entrare in maggiore confidenza con me, gli spiegai che preferivo mi evitasse, per motivi che non dovetti neanche elencargli, li conosceva già. Era un tipo losco. Simpatico, ma laido, molto laido.

    Nel frattempo pare sia deceduto. Ma anche di questo non ho conferma. Qualcuno se lo domanda, ma nessuno ne parla. Posso dirvi il suo soprannome, "Gesù". Il suo vero nome e cognome lo conoscevano in pochi, tra cui la Questura. Ci teneva a questa stravagante forma di privacy. Aveva molto da nascondere, a quanto si vantava di spiegare. A me un paio di fatti curiosi li ha raccontati. Uno appurai che era vero e coinvolgeva un mio conoscente che, vergognandosi molto, mi confermò, mettendomi in guardia su tutte le precauzioni che avrei dovuto assumere per evitare di cascare nella sua rete, anche solo con un saluto che le persone perbene avrebbero interpretato male. "Gesù", nel caso del mio amico (divenimmo amici grazie a "Gesù"), aveva infatti divulgato una notizia (neanche tanto raccapricciante) a quante più persone possibili, avendo l'occasione di poter affiancare il suo nome a quello di una persona distinta. Fu così che tutti conoscevano i dettagli e una bella dose di invenzioni che colorivano la storia (com'è d'abitudine tra questi loschi individui, per darsi più arie che si può). E fu così che il mio amico imparò a prendere la vita con più filosofia e a selezionare meglio le persone con cui scambiare anche due parole per strada.

    Me ne ricordai, appunto, quando lo rincontrai per strada, dopo quella famosa unica indimenticabile sera, in un'osteria, dove a me e a quei pochi miei amici che all'inizio lo ascoltavano, raccontò di tante storie e del mio conoscente. Il furbastro si aggregò viscidamente. Noi eravamo giovani, di bell'aspetto e mezzi ubriachi. I miei amici erano molto più interessati a parlare con le ragazze, che nel frattempo si stavano raccogliendo attorno a questo puzzolente (puzzava di alcool e perversione) personaggio grazie a noi, ben più giovani e profumati. Ma lui era un abile affabulatore. Noi non ancora (e alcuni non lo sono diventati mai: gli ingegneri). Sapeva come attirare l'attenzione delle donne su di sé. Donne giovani e ancora illuse o appena deluse e bisognose di spiegazioni del punto di vista maschile sui rapporti tra uomo e donna. Come se ne esistesse uno (o diecimila, è lo stesso) e soprattutto vero e senza secondi fini. Lui era l'università di queste spiegazioni totalmente inutili, come quelle nel libro di tal John Gray: "Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere". Non esistono ricette per questi argomenti. Sono solo operazioni commerciali rivolte agli ingenui. Meglio la poesia o i cruciverba. Almeno hai un motivo per sentirti un imbecille mentre non li capisci.

    Comunque, alla fine chi ha rimorchiato? Non ci credereste mai. Da quel momento ogni tanto mi vesto con un paio di jeans che non ho mai lavato, non mi faccio la doccia, non mi rado, bevo un paio di cocktail nel più frequentato dei pub (può capitare in qualsiasi città, anche straniera, e ho sperimentato), attacco bottone con una ragazza carina (utilizzo una variante del metodo del compianto John Nash di "A Beautiful Mind")... e confermo la constatazione di quella sera del lontano 1996: il mondo è proprio strano.

    P.S. Nulla toglie che anche le donne potrebbero fare il mio stesso esperimento, e secondo me attirerebbero moltissimo. Non è questione di minigonne, vanno benissimo anche i jeans mai lavati, anzi. E' questione di movenze allusive, non smaccate. E mai fissare gli uomini, ci provano troppo gusto. Il segreto è fargliene provare poco. I capelli arruffati, quelli non so perché, ma hanno il loro fascino, sempre.

    P.P.S. Lo so che adesso posso sembrare maschilista. Però, cavolo, alla faccia delle femministe, allora... Parliamone: quando ci vuole ci vuole.

    ha scritto il 

  • 0

    Premessa: sono un uomo un pò attempato che ritiene di aver acquistato un poco di saggezza e di non aver perso il gusto di una sana risata.L'idea è semplicemente splendida, l'obiettivo è centrato (da c ...continua

    Premessa: sono un uomo un pò attempato che ritiene di aver acquistato un poco di saggezza e di non aver perso il gusto di una sana risata.L'idea è semplicemente splendida, l'obiettivo è centrato (da chi ovviamente lo capisce).
    Approfondendo un poco il discorso, direi che è un libro tutto da scrivere, su quello (poco o nulla) che realmente sappiamo delle nostre donne buttando alle ortiche tutto quello CHE CREDIAMO DI SAPERE.
    Ovviamente vale anche il contrario. Soluzione? Un invito a conoscerci meglio, sia che si tratti del proprio padre/madre, figlio/figlia, fidanzato/a, marito/moglie, amante (non c'è il femminile...), compagno/compagna. Siamo in un mondo che si basa sui pregiudizi e sulle apparenze. Ricominciamo a parlarci guardandoci negli occhi senza telefonini, chat, facebook e quant'altro... utili indiscutibilmente, ma fanno perdere la capacità di comunicare.

    ha scritto il 

  • 1

    poiché il libro è totalmente bianco, posso dire di averlo letto anche se. lo aggiungo perché voglio commentare l'idea abbondantemente stupida e sufficientemente sfottuta in un episodio di Family Guy n ...continua

    poiché il libro è totalmente bianco, posso dire di averlo letto anche se. lo aggiungo perché voglio commentare l'idea abbondantemente stupida e sufficientemente sfottuta in un episodio di Family Guy nel quale Brian (il cane), pur di diventare autore di un Best seller, pubblica un libro con pagine bianche. questo non è neanche postmoderno, è meschino e disgustoso. un trofeo e un eidolon dell'inutilità. quanto alla questione, "gli uomini non sanno nulla delle donne" e all'argomento, "gli uomini non sanno che problema hanno con la compagna", l'ignoranza non deriva dalla natura impenetrabile dell'oggetto, ma dall'imbecillità del soggetto maschile medio (ma siamo politicamente corretti, quello femminile non si differenzia in nessun modo)

    grazie e ciao

    ha scritto il 

  • 5

    LA BIBBIA!!!!

    Un libro che contiene una verità innegabile!!!Un'idea simpaticissima!!
    consigliatissimo!!soprattutto a quegli uomini che non hanno ancora affinato bene le loro conoscenze!!

    ha scritto il