Ubik

Il romanzo e la sceneggiatura

Di

Editore: Fanucci

4.3
(4331)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 512 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Olandese , Giapponese , Svedese , Polacco , Ceco , Portoghese , Chi semplificata

Isbn-10: 8834706102 | Isbn-13: 9788834706107 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Gianni Montanari

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Come fa Glen Runciter, titolare di un'agenzia di anti-telepatia, a comunicarecon sua moglie Ella per avere consigli dall'aldilà, da un mondo informe eallucinante di semi-vita o non-morte? E perché mai dopo ogni collegamento conRunciter la semi-vita di Ella si va affievolendo sempre più? Che cosa afferraJoe Chip dal suo mondo del 1992 e lo scaglia nell'America degli anni Trenta? Ecome è possibile che Joe riceva dei misteriosi e cupi messaggi sui muri esugli specchi dei bagni dal suo capo quando questi è stato ucciso da una bombaesplosa sulla Luna? Come mai anche Pat, con tutti i suoi terribili poteri, èintrappolata insieme a Joe Chip in un assurdo incubo? Una nuova edizione delromanzo di Dick che riporta la sceneggiatura inedita dello stesso autore.
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  • 4

    Metafisico

    « Io sono Ubik. Prima che l'universo fosse, io ero. Ho creato i soli. Ho creato i mondi. Ho creato le forme di vita e i luoghi che esse abitano; io le muovo nel luogo che più mi aggrada. Vanno dove di ...continua

    « Io sono Ubik. Prima che l'universo fosse, io ero. Ho creato i soli. Ho creato i mondi. Ho creato le forme di vita e i luoghi che esse abitano; io le muovo nel luogo che più mi aggrada. Vanno dove dico io, fanno ciò che io comando. Io sono il verbo e il mio nome non è mai pronunciato, il nome che nessuno conosce. Mi chiamo Ubik, ma non è il mio nome. Io sono e sarò in eterno ».
    Visionario, surreale, dominato dall'inizio alla fine dalla percezione dell'abisso e dalla freudiana pulsione di morte. La dissoluzione appare dietro l'angolo, l'illusione sulla realtà è costante, la soluzione è sempre possibile ma non è mai certa. Vivi e morti si confondono, il regno dei semivivi è un luogo immaginato e reale, dove il tempo si contrae e le cose non sono come sembrano. Inerziali, psi, tele e precog sono le figure umane che si confrontano mettendo in campo poteri e contropoteri allo scopo di carpire o mantenere segreti. Industriali, certamente, ma di fatto esistenziali.
    Lo stazzonato protagonista, Joe Chip, eternamente spiantato, si muove come un fantasma fra realtà multiple e devastazioni inevitabili. Controfigura di un Dick anfetaminico che scrive forse il suo romanzo più mistico e iperreale. Non il Dick più facile.

    ha scritto il 

  • 3

    L'alternativa è il nulla

    L'equivalente di Borges nella science fiction è stato Dick
    Nel senso che i due scrittori sono stati uniti da una medesima concezione della realtà come sistema di scatole cinesi all'infinito, illusori ...continua

    L'equivalente di Borges nella science fiction è stato Dick
    Nel senso che i due scrittori sono stati uniti da una medesima concezione della realtà come sistema di scatole cinesi all'infinito, illusorietà, indeterminazione, sogno in cui noi siamo i sognati da qualcuno. Ubik viene da ubique, in ogni luogo. Ed è il ritrovato - medico? alchemico? - di cui si tratta, è evocato e alla fine risolve il plot narrativo.
    Ricapitolando: non esiste la vita contro la morte, ma in futuro (che è il nostro passato: 1992) sara possibile conservare i defunti in semi-vita; non sappiamo se siamo vivi o morti, o meglio se stiamo dentro una realtà fittizia e onirica inventata da un genietto puerile e vampiresco. E mi fermo qui per non spoilerare e perché frastornato dai ribaltamenti che l'inesauribile fantasia di Dick creava.

    ha scritto il 

  • 5

    Un'opera d'arte

    Un capolavoro. È difficile trovare altre parole per descrivere Ubik.
    Man mano che si procede nella lettura si scopre un mondo incredibile, pieno di incongruenze, di falsità e di verità.
    Ed è solo arri ...continua

    Un capolavoro. È difficile trovare altre parole per descrivere Ubik.
    Man mano che si procede nella lettura si scopre un mondo incredibile, pieno di incongruenze, di falsità e di verità.
    Ed è solo arrivando fino in fondo che si comprende appieno che Ubik non è un libro, ma un'opera d'arte.

    ha scritto il 

  • 5

    "Io sono Ubik. Prima che l'universo fosse, io ero."

    Un futuro dove ogni cosa agisce come un distributore a monetine, dove esseri dotati di poteri telepatici sono i protagonisti di una lotta infinita. Dove la morte è stata svuotata del suo significato p ...continua

    Un futuro dove ogni cosa agisce come un distributore a monetine, dove esseri dotati di poteri telepatici sono i protagonisti di una lotta infinita. Dove la morte è stata svuotata del suo significato più comune e dove lo spazio e il tempo si alternano e si mescolano. Ubik di Philip K.Dick è un romanzo fantascientifico visionario, magnetico per il lettore. Forse, in certi passaggi, può apparire confuso per via del contesto oltremodo surreale, ma è una scelta voluta per avvicinare il lettore a un finale assolutamente spiazzante.

    ha scritto il 

  • 4

    La grande Letteratura che diventa Esperienza

    L'opera di P.K. Dick costituisce una pietra miliare dell'immaginario letterario della seconda metà del XX° secolo. Questo libro, con le sue suggestioni, è uno dei migliori lavori di Dick.
    Leggetelo. ...continua

    L'opera di P.K. Dick costituisce una pietra miliare dell'immaginario letterario della seconda metà del XX° secolo. Questo libro, con le sue suggestioni, è uno dei migliori lavori di Dick.
    Leggetelo.

    ha scritto il 

  • 4

    Prima parte normale, poi sviluppa ansia, scene criptiche,schizofreniche e culmina nel colpo di scena finale. Interessante concetto di semi-vita che lentamente si spegne in uno o piu' mondi paralleli. ...continua

    Prima parte normale, poi sviluppa ansia, scene criptiche,schizofreniche e culmina nel colpo di scena finale. Interessante concetto di semi-vita che lentamente si spegne in uno o piu' mondi paralleli.

    ha scritto il 

  • 5

    insert coin for sense

    ero un'inerziale e non lo sapevo. neutralizzavo preventivamente un'attività psi, e quel che è peggio lo facevo in assenza di talento specifico. voglio dire, dopo tre giorni di lettura tipo frappè lise ...continua

    ero un'inerziale e non lo sapevo. neutralizzavo preventivamente un'attività psi, e quel che è peggio lo facevo in assenza di talento specifico. voglio dire, dopo tre giorni di lettura tipo frappè lisergico, son qui a chiedermi come ubik ho fatto a non aver mai frequentato questo libro.
    prevenzione anti-fantascienza, direi, più forte delle sollecitazioni a rilascio potenziale da parte di telepati vicini. by the way - se anche i suoi esegeti concordano che dick scrive maluccio, posso concedermi comode e piatte locuzioni albioniche - ci è voluto un torneo virtuale tra romanzi perché modificassi la decisione precog e mi buttassi in assenza di informazioni tecniche di orientamento. e forse è stato meglio così. perché al di là del fatto che per distonia non leggo mai i foglietti con le istruzioni, se avessi immaginato tutte le implicazioni sulla realtà vissuta e/o percepita, sul sistema delle merci (meglio: sulla mercificazione del sistema), sulle proiezioni e su una simulazione (chiamala se vuoi semi-vita) in cui puoi scoprire di essere congelato grazie alla scritta sul muro di un bagno pubblico, ecco se-io-avessi-previsto-tutto-questo e il molto altro, l'ansia da prestazione comprensiva mi avrebbe tolto metà del piacere di lettura. che ci vuol niente, non facendo uso di anfetamine, a sentirsi stupidi anche se non ci si mette di mezzo una trama così complessa da parermi a tratti dick-ensiana.
    essendomi invece tuffata senza guardar giù, eccomi ora qui con queste esili cronache del dopo-ubik. con un commento che non si sogna di aggiungere o giudicare nulla, pagato con poscrediti scaduti ma scritto a caldo con ancora in testa l'aroma di quell'ottima miscela di caffè che mi è costata l'ultimo bollino di razione verde, machissenefrega. e se scrivo è solo per dirvi: fate vostro l'acceleratore di significanti ubik, prodotto negli USA e funzionale a mille usi, frizionabile sul cuoio capelluto e realizzato solo con grassi non idrogenati. aggiungo con scritta piccola in fondo un'unica avvertenza. non fidatevi dei claim all'inizio dei capitoli - pubblicità ingannevole nella miglior tradizione americana - perché questo romanzo è nient'affatto innocuo. dichiaratamente comedogeno, semmai: per tutti i punti neri che mi ha lasciato ci vorranno temo letture a venire. quanto alle stellette, uso le ultime cinque monetine che ho.

    ha scritto il 

  • 4

    Quando l'ho finito mi ha fatto storcere non poco il naso. Sembrava un finale 'non so come finirlo e faccio il twistone psichedelico si capisce-non si capisce'. E invece no. Mi ha lasciato un'ansia, un ...continua

    Quando l'ho finito mi ha fatto storcere non poco il naso. Sembrava un finale 'non so come finirlo e faccio il twistone psichedelico si capisce-non si capisce'. E invece no. Mi ha lasciato un'ansia, un dubbio fortissimo.
    Una tecnologia pervasiva che entra nella vita delle persone chiedendo denaro in cambio di bisogni, un mondo pieno di persone che possono entrare nella tua mente, nel tuo passato, nel tuo futuro, comandarti, distruggerti. Un mondo che non lascia andare neanche con la morte. E alla fine forse Dio che è l'unica ancora di salvezza.
    Credo siano due i grandi argomenti di 'Ubik': la distruzione totale della privacy (siamo nel 21esimo secolo, e direi che, anche se con un altro aspetto, Dick ci ha azzeccato), e l'inesistenza di una realtà assoluta, di una chiave di lettura oggettiva per la percezione del mondo. Ogni capitolo è un cambio di punto di vista su ciò che sta accadendo. Una teoria per spiegare una realtà distorta. E alla fine, quando sembra che si sia arrivati alla soluzione, in poche righe tutto viene distrutto. Perchè non c'è soluzione.
    Posso solo dire 'che ansia'.

    ha scritto il 

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