Ubik

Di

Editore: Fanucci (Tif extra)

4.3
(4376)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 229 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Olandese , Giapponese , Svedese , Polacco , Ceco , Portoghese , Chi semplificata

Isbn-10: 8834718259 | Isbn-13: 9788834718254 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: C. Pagetti

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

Ti piace Ubik?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Come fa Glen Runciter, titolare di un'agenzia di anti-telepatia, a comunicare con sua moglie Ella per avere consigli dall'aldilà? E perchè mai dopo ogni collegamento con Runciter la semi-vita di Ella si va affievolendo sempre più? Che cosa afferra Joe Chip dal suo mondo del 1992 e lo scaglia nell'America degli anni Trenta? E come è possibile che Joe riceva dei misteriosi e cupi messaggi sui muri e sugli specchi dei bagni dal suo capo quando questi è stato ucciso da una bomba esplosa sulla Luna? Come mai anche Pat, con tutti i suoi terribili poteri, è intrappolata insieme a Joe Chip in un assurdo incubo?
Ordina per
  • 3

    SI PREGA DI SCAGLIARE PIETRE SOLO DOPO LA LETTURA

    Due premesse:
    - se esistesse la mezza stella sarebbe un 3,5
    - ho letto solo un altro libro di fantascienza nella mia vita (peraltro semisconosciuto ma bellissimo - o forse bellissimo e quindi semiscon ...continua

    Due premesse:
    - se esistesse la mezza stella sarebbe un 3,5
    - ho letto solo un altro libro di fantascienza nella mia vita (peraltro semisconosciuto ma bellissimo - o forse bellissimo e quindi semisconosciuto...)

    Mi sono accostato a Ubik per via della grande rinomanza di cui gode tra gli utenti di anobii: dapprima ero sinceramente scettico - senza un reale motivo, lo ammetto - poi circospetto, infine invece davvero curioso tanto da dire che ho iniziato la lettura con entusiasmo e buona disposizione.
    Va detto, senza dubbio, che l'idea di fondo è alquanto originale, e che comunque Dick sa come interessare il lettore e mantenere viva la suspance e la curiosità di vedere "che succede poi" (per quanto la sua prosa non sia esemplare: non dico che il libro sia scritto male, ma non ha certo il nitore delle grandi narrazioni).
    Che dire, la storia di questi "lavoratori della mente", e anche della condizione di semi-vita è interessante, anche tenendo conto di quando il libro è stato scritto, per quanto certe situazioni sembrino un po' caricaturali (d'accordo la mercificazione di qualsiasi cosa, ma la porta che si mette a battibeccare col protagonista per avere il suo mezzo dollaro...).
    Purtroppo però, la sua evoluzione mi risulta alla fine un tantino forzata: ho apprezzato di più la prima parte, insomma, lo scontro tra precog, telepati, psi, inerziali... ma la seconda mi sembra un po' troppo cervellotica, un guazzabuglio di realtà e incubo, in cui il destino degli individui si confonde tra la vita e la morte (la semi-morte), l'arrivo di quel perfido ragazzo (non direi che impersonifichi necessariamente il Male), quello strano ruolo di Ella in difesa dei dipendenti del marito (non si tratta del Bene, e poi perchè in quel modo, perchè proprio lei?); insomma la storia anzichè decollare per me perde mordente e degrada in un sogno confuso ("ma è proprio qui che sta il bello", mi direte voi).
    Sarebbe un tre stelle e mezza (un buon 7/10 ci sta tutto, per carità, con le scempiaggini che di questi tempi invadono le librerie!), però non è un capolavoro da 5, ma ha anche qualcosa in meno di "un gran bel libro" (il mio 4).
    Adesso, spazio ai tanti sostenitori di Dick, sono pronto alla lapidazione per lesa maestà.

    ha scritto il 

  • 4

    Gran bel romanzo!

    Dopo Ma gli androidi sognano pecore elettriche? Ubik è il secondo romanzo di Dick che ho letto. E come nel primo, resto sempre colpito e straniato da ciò che ci viene narrato. Se nel romanzo che poi d ...continua

    Dopo Ma gli androidi sognano pecore elettriche? Ubik è il secondo romanzo di Dick che ho letto. E come nel primo, resto sempre colpito e straniato da ciò che ci viene narrato. Se nel romanzo che poi diverrà Blade Runner al cinema Dick metteva al centro la tematica dei replicanti (sono simili a noi?), stavolta al centro della storia vi è un tema molto più macabro: la vita oltre la morte, anzi, per essere più esatti, una sorta di vita/non vita o, meglio ancora, un purgatorio. Eh già, il caro Dick ci presenta, col suo impareggiabile stile, (utilizzando le parole di Carlo Pagetti) "una sorta di Compagnia dell'anello di tolkeniana memoria ma ambientata in una sorta di purgatorio anni '30. E non posso aggiungere altro. Devo dire che nei primi sei capitoli non riuscirete a raccapezzarvi nella storia, i personaggi ad un certo punto diventano troppi, ma pian piano la trama si svelerà e, con degli acuti e spiazzanti colpi di scena (bellissimo l'ultimo alla fine del libro che ci ricorda Borges), Dick riuscirà a stupirvi e ad incollarvi alle pagine. Cosa che è riuscito a fare con me, ed è per questo che si merita le 4 stelline. Grazie, Dirk!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Ubik è un prodotto che permette ai non-del-tutto morti di evitare che il loro mondi si sgretoli in una retromarcia temporale. Il problema è che anche Ubik si sgretola e torna indietro...

    ha scritto il 

  • 4

    Ottima idea ma scrittura per me difficile

    Ottima l'idea che tiene in piedi il libro ma una scrittura, quella di Dick, che io non digerisco; comunque lo consiglio perché in ogni suo libro c'era qualcosa che rimane, è un mattone come gli episod ...continua

    Ottima l'idea che tiene in piedi il libro ma una scrittura, quella di Dick, che io non digerisco; comunque lo consiglio perché in ogni suo libro c'era qualcosa che rimane, è un mattone come gli episodi di Black Mirror: futuristici, distopici.

    ha scritto il 

  • 4

    Ubik, mio signore.

    Alla fine ho molto apprezzato "Ubik, mio signore", benché lontano dal mio genere.
    In questo romanzo ,considerato il capolavoro di P. Dick, ho ritrovato tutto ciò che nelle recensioni viene generalment ...continua

    Alla fine ho molto apprezzato "Ubik, mio signore", benché lontano dal mio genere.
    In questo romanzo ,considerato il capolavoro di P. Dick, ho ritrovato tutto ciò che nelle recensioni viene generalmente riportato: follia, genialità e allucinazione.
    Nella mia versione c'è anche la sceneggiatura, sempre curata dall'autore, per la realizzazione di una trasposizione cinematografica che però, purtroppo,, a tutt'oggi non è stata ancora affrontata.
    « Io sono Ubik. Prima che l'universo fosse, io ero. Ho creato i soli. Ho creato i mondi. Ho creato le forme di vita e i luoghi che esse abitano; io le muovo nel luogo che più mi aggrada. Vanno dove dico io, fanno ciò che io comando. Io sono il verbo e il mio nome non è mai pronunciato, il nome che nessuno conosce. Mi chiamo Ubik, ma non è il mio nome. Io sono e sarò in eterno ».

    ha scritto il 

  • 4

    Metafisico

    « Io sono Ubik. Prima che l'universo fosse, io ero. Ho creato i soli. Ho creato i mondi. Ho creato le forme di vita e i luoghi che esse abitano; io le muovo nel luogo che più mi aggrada. Vanno dove di ...continua

    « Io sono Ubik. Prima che l'universo fosse, io ero. Ho creato i soli. Ho creato i mondi. Ho creato le forme di vita e i luoghi che esse abitano; io le muovo nel luogo che più mi aggrada. Vanno dove dico io, fanno ciò che io comando. Io sono il verbo e il mio nome non è mai pronunciato, il nome che nessuno conosce. Mi chiamo Ubik, ma non è il mio nome. Io sono e sarò in eterno ».
    Visionario, surreale, dominato dall'inizio alla fine dalla percezione dell'abisso e dalla freudiana pulsione di morte. La dissoluzione appare dietro l'angolo, l'illusione sulla realtà è costante, la soluzione è sempre possibile ma non è mai certa. Vivi e morti si confondono, il regno dei semivivi è un luogo immaginato e reale, dove il tempo si contrae e le cose non sono come sembrano. Inerziali, psi, tele e precog sono le figure umane che si confrontano mettendo in campo poteri e contropoteri allo scopo di carpire o mantenere segreti. Industriali, certamente, ma di fatto esistenziali.
    Lo stazzonato protagonista, Joe Chip, eternamente spiantato, si muove come un fantasma fra realtà multiple e devastazioni inevitabili. Controfigura di un Dick anfetaminico che scrive forse il suo romanzo più mistico e iperreale. Non il Dick più facile.

    ha scritto il 

  • 3

    L'alternativa è il nulla

    L'equivalente di Borges nella science fiction è stato Dick
    Nel senso che i due scrittori sono stati uniti da una medesima concezione della realtà come sistema di scatole cinesi all'infinito, illusori ...continua

    L'equivalente di Borges nella science fiction è stato Dick
    Nel senso che i due scrittori sono stati uniti da una medesima concezione della realtà come sistema di scatole cinesi all'infinito, illusorietà, indeterminazione, sogno in cui noi siamo i sognati da qualcuno. Ubik viene da ubique, in ogni luogo. Ed è il ritrovato - medico? alchemico? - di cui si tratta, è evocato e alla fine risolve il plot narrativo.
    Ricapitolando: non esiste la vita contro la morte, ma in futuro (che è il nostro passato: 1992) sara possibile conservare i defunti in semi-vita; non sappiamo se siamo vivi o morti, o meglio se stiamo dentro una realtà fittizia e onirica inventata da un genietto puerile e vampiresco. E mi fermo qui per non spoilerare e perché frastornato dai ribaltamenti che l'inesauribile fantasia di Dick creava.

    ha scritto il 

  • 5

    Un'opera d'arte

    Un capolavoro. È difficile trovare altre parole per descrivere Ubik.
    Man mano che si procede nella lettura si scopre un mondo incredibile, pieno di incongruenze, di falsità e di verità.
    Ed è solo arri ...continua

    Un capolavoro. È difficile trovare altre parole per descrivere Ubik.
    Man mano che si procede nella lettura si scopre un mondo incredibile, pieno di incongruenze, di falsità e di verità.
    Ed è solo arrivando fino in fondo che si comprende appieno che Ubik non è un libro, ma un'opera d'arte.

    ha scritto il 

Ordina per