Ultima fermata a Brooklyn

Di

Editore: Feltrinelli

3.8
(405)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 241 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807721813 | Isbn-13: 9788807721816 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Attilio Veraldi

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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  • 3

    Omosessualità, travestiti, bestemmie, povertà, bassifondi. La Brooklyn raccontata da Hubert Selby è questa; è quella degli ultimi, degli emarginati. Anche se Selby ufficialmente non ne fa parte, il li ...continua

    Omosessualità, travestiti, bestemmie, povertà, bassifondi. La Brooklyn raccontata da Hubert Selby è questa; è quella degli ultimi, degli emarginati. Anche se Selby ufficialmente non ne fa parte, il libro si colloca nel grande filone della beat generation. L'influsso dei beat si vede sia nello stile che nei temi trattati. Il linguaggio è uno slang Newyorkese pieno di bestemmie e di parolacce; Selby è uno degli emarginati, il suo punto di vista coincide con quello dei personaggi. Chi sono questi personaggi?
    Sono vagabondi che si arrendono alla società sempre più industriale, che preferiscono vivere nell'oggi più melmoso piuttosto che cercare un riscatto. Il loro unico mondo è quello dei bassifondi, in cui non esiste lealtà, morale, amore. L'unica attitudine dei protagonisti è quella di adattarsi a questo mondo senza scrupoli e senza morale, come Tralala.
    Tralala è una prostituta che utilizza il suo talento (le sue tette enormi) per far ubriacare e derubare i clienti, soprattutto marinai. Capita che, una delle sue tante vittime, si innamori di lei, ma nel suo mondo l'amore non trova spazio e finirà stuprata da un branco di ragazzi.
    L'amore non è un sentimento che possa esistere nei bassifondi; al suo posto c'è la venalità, c'è la prostituzione, c'è l'odio e la vendetta. Un altro tema fondamentale del libro è quello della omosessualità. Una omosessualità non accettata ( come potrebbe essere altrimenti nell'America degli anni 60?) che, ad un certo punto, sembra essere l'unica forma di amore possibile. Ma questa possibilità è solo un'illusione, anzi essa sfocia nella pedofilia.
    Sicuramente è un libro molto forte sia per i temi trattati che per la crudezza del linguaggio, Ma è molto interessante e molto utile per comprendere le contraddizioni dell'America, che poi sono le contraddizioni di tutto il mondo occidentale.

    ha scritto il 

  • 3

    Serie di racconti ambientati nei bassifondi di New York tra mariti violenti, ragazzi sbandati, travestiti innamorati, droga, violenza e cinismo nichilista. Salvo qualche personaggio ricorrente le stor ...continua

    Serie di racconti ambientati nei bassifondi di New York tra mariti violenti, ragazzi sbandati, travestiti innamorati, droga, violenza e cinismo nichilista. Salvo qualche personaggio ricorrente le storie sono slegate e usano un linguaggio parlato e destrutturato.
    Per la crudezza delle descrizioni il libro suscitò scalpore e condanne per oscenità alla sua uscita negli anni '60. Io non ho apprezzato molto la traduzione (probabilmente datata) che richiama più un linguaggio infantile che da bassifondi, mai personaggi sono molto vividi e l'universo senza speranza in cui si muovono non può non toccare.

    ha scritto il 

  • 4

    Stranamente questo è un nome che non conoscevo fino a poco tempo fa. Consigliato da un amico ho preso questo libro a scatola chiusa e devo dire di essere rimasto molto soddisfatto. La lettura ti immer ...continua

    Stranamente questo è un nome che non conoscevo fino a poco tempo fa. Consigliato da un amico ho preso questo libro a scatola chiusa e devo dire di essere rimasto molto soddisfatto. La lettura ti immerge in un mondo strano, abitato da esseri che sembrano di un altro mondo pur mantenendo a tratti alcuni comportamenti in cui si può ritrovare una grande umanità. I racconti che compongono il libro creano un quadro carico di situazioni diverse, quasi tutte collocate tra Manhattan e Brooklyn, in cui si incrociano i percorsi devi vari personaggi. Lo stile è diretto, con poca punteggiatura e il punto di vista si sposta tra i vari personaggi in un flusso che mischia pensieri e parole in un modo che resta comunque ben comprensibile.

    ha scritto il 

  • 4

    è stata una lettura quasi faticosa. possiamo dire che di selby non è bello nè ciò che scrive nè come lo scrive. si inizia il libro e si viene destabilizzati dal fiume di parole e di personaggi e fatti ...continua

    è stata una lettura quasi faticosa. possiamo dire che di selby non è bello nè ciò che scrive nè come lo scrive. si inizia il libro e si viene destabilizzati dal fiume di parole e di personaggi e fatti scabrosi che popolano questa brooklyn mai così marcia. sono tutti reietti, personaggi ai margini della società che adorano sguazzare nel pantano in cui vivono. non c'è salvezza o redenzione per individui del genere, ma solo una infinita e lenta discesa.

    i racconti che compongono ultima fermata a brooklyn talvolta funzionano (la regina è morta, tralala), talvolta non funzionano (e tre col bambino) e a volte funzionano a metà (giorno per giorno dollaro per dollaro, sciopero). ma sono tutti racconti dannatamente ipnotici. personalmente farei anche un applauso al traduttore, perché avere a che fare con un'opera simile deve essere stato terribile. lo stile di selby è che non ha stile. butta giù parola dopo parola, frase dopo frase, con immediatezza e spontaneità. frasi lasciate a metà e periodi invece interminabili. non c'è differenza tra dialogo e narrazione, è tutto un fluire unico. nonostante ciò, come ho detto la lettura è comunque ipnotica. inizi a leggere e ti ritrovi catturato in questo vortice di personaggi e sensazioni tanto da rimanerne frastornato. e se riesce comunque a rendere bene in italiano, sono molto curioso di rileggerlo in inglese.

    ha scritto il 

  • 5

    Sapevo che da questo libro era stato tratto un film che la critica definì a suo tempo valido. di solito sono prevenuto dal leggere i . libri dopo averli visti per immagini di altri. la fortuna ha volu ...continua

    Sapevo che da questo libro era stato tratto un film che la critica definì a suo tempo valido. di solito sono prevenuto dal leggere i . libri dopo averli visti per immagini di altri. la fortuna ha voluto però che per puro caso non mi fu possibile andare a vederlo al cinema. il testo è a dir poco bello, infarcito da tante piccole-grandi storie di vari personaggi maledetti e disincantati, uomini e donne senza alcuna speranza, tutti legati fra di loro. storie forti e violente, ma anche molto tenere, quelle rare volte, ma la cosa forse più sorprendente è invece il linguaggio adoperato da Selby jr., uno stile scarno e chirificatore, crudo e pervasivo di atmosfere cupe che solo chi sa di queste vite perse può trasmettere e dalle quali atmosfere è difficile, se non impossibile, uscire vivi. Di Selby ora voglio leggermi anche il Canto dellla neve silenziosa.

    ha scritto il 

  • 5

    Last Exit to Brooklyn

    La luna non s’accorge né bada a Harry, lungo disteso ai piedi del cartellone, e continua il suo inalterabile viaggio.

    A cinquant’anni dall’uscita – se vogliamo essere cavillosi se ne festeggerà l’anni ...continua

    La luna non s’accorge né bada a Harry, lungo disteso ai piedi del cartellone, e continua il suo inalterabile viaggio.

    A cinquant’anni dall’uscita – se vogliamo essere cavillosi se ne festeggerà l’anniversario il prossimo anno – ecco a voi in tutto il suo splendore Ultima Fermata A Brooklyn (Last Exit to Brooklyn,1964) di Hubert Selby Jr, letto da me ahimé non in lingua originale, ma nella quinta edizione del marzo 2010 nella collana Universale Economica di Feltrinelli, tradotta da Attilio Veraldi.
    http://liberidiscrivereblog.wordpress.com/2013/05/30/recensione-di-ultima-fermata-a-brooklyn-di-hubert-selby-feltrinelli-2010/

    ha scritto il 

  • 0

    Una cinquantina di pagine per certificarne l'importanza storica, pensare ai tanti scrittori che hanno intrapreso una strada aperta da lui, immaginare quanto sarebbe bello avere la capacità di leggere ...continua

    Una cinquantina di pagine per certificarne l'importanza storica, pensare ai tanti scrittori che hanno intrapreso una strada aperta da lui, immaginare quanto sarebbe bello avere la capacità di leggere in inglese un libro così complesso, poi l'ho messo via: una traduzione vecchissima e un font infelice rendevano quasi nullo il piacere della lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    Uno stile inconfondibile per un romanzo che ha cambiato le regole

    Anche il lettore più smaliziato non può non strabuzzare gli occhi dopo aver letto la prima pagina di Hubert Selby.
    La prima pagina è una scarica di pugni che ti arrivano da un branco di ubriachi.
    Non ...continua

    Anche il lettore più smaliziato non può non strabuzzare gli occhi dopo aver letto la prima pagina di Hubert Selby.
    La prima pagina è una scarica di pugni che ti arrivano da un branco di ubriachi.
    Non sai da quale direzione arrivano flussi di pensieri, dialoghi, riflessioni, narrazione.
    E' successo a me nell'approcciare Il Salice; nella sua produzione ho quindi fatto il percorso all'incontrario.
    "Ultima fermata a Brooklyn" è fluviale, eccessivo, straripante, ottundente, ma anche inequivocabilmente imperfetto.
    E' decisivo per la letteratura contemporanea, ma è ancora privo del magistrale controllo di opere come "Requiem per un sogno" e, per l'appunto, "Il Salice".

    ha scritto il 

  • 4

    Capisco bene lo scalpore che fece al suo comparire sulla scena editoriale. Non sono entrata subito in sintonia, per lo slang che forse la traduzione non ha reso bene, ma poi la vasta umanità di questo ...continua

    Capisco bene lo scalpore che fece al suo comparire sulla scena editoriale. Non sono entrata subito in sintonia, per lo slang che forse la traduzione non ha reso bene, ma poi la vasta umanità di questo libro mi ha travolto perchè nulla ha dell'invenzione letteraria e, in effetti, non lo è. Un mondo probabilmente non molto diverso oggi, a tanti anni di distanza.

    ha scritto il