Umili prose

I racconti di Belkin - ­La donna di picche - Kirdzali - La figlia del capitano

Di

Editore: Feltrinelli

4.1
(101)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 233 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807821842 | Isbn-13: 9788807821844 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Paolo Nori

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Oltre che per le opere di poesia e di teatro, Puskin è considerato un classicoanche per i suoi racconti che hanno lasciato una potente impronta sullanarrativa russa successiva, al punto che autori come Tolstoj ne raccomandanola lettura e lo studio. "I racconti di Belkin", che furono tradotti infrancese da Mérimée, rappresentano semplici figure, dai sentimentiautentici, in una narrazione lineare e con splendide scene di sfondo. Sonocinque racconti che l'autore attribuisce a un certo Ivan Petrovic Belkin,che li avrebbe uditi raccontare e poi trascritti: sono la storia di unduello rimandato e di un rancore covato nel tempo, quella di un amorecontrastato tra una ricca fanciulla e un semplice fante, quella di unfabbricante di bare e del suo invito ai morti ad andarlo a trovare, quella diun padre vedovo lasciato solo dall'unica figlia, e quella di una nobile diprovincia che inganna in amore il povero vicino. "La dama di picche" è unodei racconti più caratteristici di Puškin: mescolando alla narrazionerealistica elementi fantastici, narra dell'ossessione, fino allafollia, di un giovane per il segreto di una contessa che vince semprealle carte. "La figlia del capitano" è un romanzo storico ispirato allarivolta di Pugacëv. Chiude il volume il racconto "Kirdzali".
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  • 4

    Fil rouge... fil russo!

    Il libro mi è stato regalato per il mio compleanno da una cara amica russa con la dedica "Ti regalo il più grande tesoro russo". Aveva ragione...
    Il filo conduttore di questi racconti è il "fil russo" ...continua

    Il libro mi è stato regalato per il mio compleanno da una cara amica russa con la dedica "Ti regalo il più grande tesoro russo". Aveva ragione...
    Il filo conduttore di questi racconti è il "fil russo", ovvero, la capacità di tanti autori russi, di cui, forse, Puskin è lo zar, di raccontare delle storie leggere, che di leggero non hanno niente, coperte da un sottile velo di compassione verso tutti i suoi personaggi.
    Si ha compassione di chi inganna, di chi viene ingannato, dei personaggi buoni e di quelli cattivi, che buoni e cattivi sino in fondo non lo sono mai e, anzi, vengo tratteggiati in maniera straordinariamente umana per questo.
    L'autore, inutile dirlo, dimostra un'abilità straordinaria nello narrare e, narrando, creare immagini nella mente del lettore che riesce perfettamente a comporre degli scenari all'interno dei quali i vari personaggi muovono.
    Un libro bellissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho letto solo i racconti di Belkin. E' il mio primo impatto con Puskin e devo dire che mi ha stupito la modernità delle storie e soprattutto dello stile di presentazione. Da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Belle queste "Umili prose", in particolare "La donna di picche" e "La figlia del capitano"!
    Mi ha colpito molto che siano racconti di inizio '800, il che non si direbbe affatto e questo mi porta a pe ...continua

    Belle queste "Umili prose", in particolare "La donna di picche" e "La figlia del capitano"!
    Mi ha colpito molto che siano racconti di inizio '800, il che non si direbbe affatto e questo mi porta a pensare che Puskin sia stato uno scrittore innovativo!

    ha scritto il 

  • 4

    Considerando che queste Umili prose videro la luce nei primi anni dell'ottocento non c'è che da togliersi il cappello al loro cospetto.
    In particolare sono rimasto favorevolmente impressionato da "I r ...continua

    Considerando che queste Umili prose videro la luce nei primi anni dell'ottocento non c'è che da togliersi il cappello al loro cospetto.
    In particolare sono rimasto favorevolmente impressionato da "I racconti di Belkin" e soprattutto da "La figlia del capitano".

    I racconti di Belkin ****
    La donna di picche ***
    Kirdzali **
    La figlia del capitano ****

    ha scritto il 

  • 3

    Prendo anche io a prestito la citazione dall'introduzione di Paolo Nori per spiegare questo libro: "Ecco, la cosa incredibile, a leggere questi racconti e questo romanzo, è che furono scritti quando l ...continua

    Prendo anche io a prestito la citazione dall'introduzione di Paolo Nori per spiegare questo libro: "Ecco, la cosa incredibile, a leggere questi racconti e questo romanzo, è che furono scritti quando la letteratura russa dell'Ottocento non esisteva".
    Non conoscevo Puskin ed interessato dal racconto "La donna di picche" ho acquistato questo libro, visto che non disprezzo la letteratura russa in generale.
    E' un libro ben scritto, con trame ricche di trovate sempre al limite della verosimiglianza, e a mia modo di vedere a volte anche un pò oltre. Questo è particolarmente evidente nei due racconti più lunghi, "La signorina contadina" e "La figlia del capitano". In tutti e due infatti sono arrivato ad un punto del racconto in cui i colpi di scena erano diventati un pò troppi, a scapito della verosimiglianza; ed inoltre per entrambi l'aspetto amoroso delle vicende ad un certo punto li rende pesanti da finire.
    Questo è un peccato, perché "La signorina contadina" all'inizio, vista la sua ambiantazione, sembra quasi una novella di Boccaccio; mentre "La figlia del Capitano" mi ha ricordato vagamemnte il "Don Chisciotte" per l'astuzia del suo protagonista.
    I difetti di questi due racconti mi fanno dare tre stelle a tutta la raccolta, nonostante i racconti più brevi, proprio per le trame in cui i destini dei protagonisti si intrecciano più volte, riescano piacevolmente a stupire e non diano per niente noia grazie alla diversità delle trame.
    Puskin promosso al di sotto delle venti pagine, bocciato al di sopra.

    ha scritto il 

  • 4

    "Ecco, la cosa incredibile, a leggere questi racconti e questo romanzo, è che furono scritti quando la letteratura russa dell'Ottocento non esisteva". (dall'Introduzione di Paolo Nori)

    ha scritto il 

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