Un americano tranquillo

Di

Editore: A. Mondadori (Oscar scrittori del Novecento)

3.9
(862)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 233 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Francese , Portoghese

Isbn-10: 8804493801 | Isbn-13: 9788804493808 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Traduttore: Piero Jahier ; Prefazione: Paolo Bertinetti

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 3

    Aria coloniale

    Nel mio lento programma di “recupero” dei classici del 900, americani o europei, che per qualche motivo mi sono sfuggiti in passato, mi capita a volte di incontrare libri come questo, dove prima ancor ...continua

    Nel mio lento programma di “recupero” dei classici del 900, americani o europei, che per qualche motivo mi sono sfuggiti in passato, mi capita a volte di incontrare libri come questo, dove prima ancora di un’idea sulla qualità intrinseca al romanzo, mi entra in mente fin dalle prime pagine l’etichetta di “datato”, di cui nel corso della lettura non riesco più a liberarmi.

    Ma questo non è da intendere solo nella sua accezione negativa: mi avvolge piuttosto una frastagliata e malinconica atmosfera, puzzle residuo di tanti vecchi romanzi di minor valore, di cui probabilmente “Un americano tranquillo” è uno degli archetipi, ambientati nell’Africa o nell’Asia coloniale, i primi tascabili di cui ho rimosso quasi tutti i titoli (ma non “Il paese dalle ombre corte” ad esempio*, del quale non ricordo il plot ma solo l’ambientazione “esotica” nel medesimo contesto indocinese). *errata corrige: trattavasi di "Il sole nel ventre" di tale Jean Hougron...

    Così come contribuiscono alle associazioni mentali di questa sorta di madeleinette, i film visti da ragazzino in cinemini di periferia, pellicole in bianco e nero, oppure che spiccavano negli arancioni saturi della vecchia Technicolor, con protagonisti in divisa color kaki e baffetti (forse David Niven?) e chissà che fra questi non vi fosse anche il film tratto dal romanzo di Greene, con paesaggi alieni a noi europei, vite romantiche vissute pericolosamente e strani idiomi, cibi e aromi speziati e amori infelici, un’eco multiforme di suggestioni che ruotano intorno al termine stesso di “coloniale”.

    Naturalmente nel libro in questione c’è anche tanta sostanza dietro questi orpelli, il concetto della colpa e dell’innocenza che ossessionavano il cattolico Graham Greene e i suoi personaggi, il rimescolìo degli esponenti delle principali potenze colonialiste europee (in decadenza) ed americane (in ascesa), consoli e corrispondenti di guerra, ufficiali e mediatori economici; c’è il triangolo amoroso con i tre personaggi che sembrano simboleggiare i tre rispettivi continenti ed il cui vertice femminile appare oggi ai nostri occhi straordinariamente passivo, c’è il filosofeggiare sul significato della vita e della morte anche nei luoghi più impensati, come in una torretta di guardia fra i canali delle risaie vietnamite.

    Ma nella mia fantasia quel “datato” non viene mai meno, forse anche a causa della traduzione italiana con vocaboli e locuzioni obsolete (come l’uso del pronome “essa” per definire la protagonista Fuong) o per l’impatto recente con conflitti etnici ben più dirompenti, dove peraltro simili relazioni amorose interrazziali non sono, per ovvii motivi, neppure lontanamente immaginabili.

    ha scritto il 

  • 3

    Spudoratamente maschilista, piuttosto orientalista e a tratti assomiglia a una lezioncina stucchevole. Eppure, il romanzo si legge bene e il messaggio di fondo, cioè l'idea che esportare la democrazia ...continua

    Spudoratamente maschilista, piuttosto orientalista e a tratti assomiglia a una lezioncina stucchevole. Eppure, il romanzo si legge bene e il messaggio di fondo, cioè l'idea che esportare la democrazia è un'idiozia, è senz'altro attuale.

    ha scritto il 

  • 2

    Nothing special, to be honest. Not such an interesting plot, but I liked the cynism of Greene's view on war. I honestly couldn't get a specific moral from this novel; however I actually appreciated th ...continua

    Nothing special, to be honest. Not such an interesting plot, but I liked the cynism of Greene's view on war. I honestly couldn't get a specific moral from this novel; however I actually appreciated the criticism to European and American imperialism. Their attitude towards Vietnam, considered a place to dispose of as desired. Phuong partially mirrors the country, torn apart between the colonialist without being really able to act. In the end Greene condemns both the protagonists. Fowler for his immoral lifestyle, misoginism and last action whereas Pyle for his last crime. In addition Fowler's is the representation of the craving human being, ready to do whatever it takes to have what he wants, and to disguise bad actions and thoughts with (alleged) good ones.

    ha scritto il 

  • 4

    La pericolosità dell'innocenza

    Esperimenti di democrazia "donata" e di "progresso civile" applicati a culture di cui non si sa nulla. Il libro è stato scritto nel 1955, prima del '68, prima del femminismo, prima del voto alle donn ...continua

    Esperimenti di democrazia "donata" e di "progresso civile" applicati a culture di cui non si sa nulla. Il libro è stato scritto nel 1955, prima del '68, prima del femminismo, prima del voto alle donne in molti paesi del mondo. La protagonista femminile è uno dei centri della storia ma la sua presenza è discreta, invisibile, mai sopra le righe (come la cultura orientale prevede), sullo sfondo, sempre accondiscendente e paziente, mai protagonista. I due contendenti sono europa ed america mentre Phuong (la donna contesa) è l'indocina stessa, alla mercé di forze più grandi di lei e dove sopravvivere ed essere "normali" è già un traguardo insperato. Quindi ci si adatta.

    ha scritto il 

  • 3

    tre stelle e mezza

    Una donna contesa tra due uomini sullo sfondo della Guerra d'Indocina, nei primi anni Cinquanta. A suo modo, un libro avvincente, per come racconta lo scontro tra due mentalità antitetiche: Fowler, co ...continua

    Una donna contesa tra due uomini sullo sfondo della Guerra d'Indocina, nei primi anni Cinquanta. A suo modo, un libro avvincente, per come racconta lo scontro tra due mentalità antitetiche: Fowler, corrispondente inglese di mezza età, cinico, disilluso della vita e donnaiolo e dall'altra Pyle, "attaché" dell'ambasciata americana, giovane, con la testa piena d'ideali di democrazia (all'occidentale, ovviamente), ingenuo, entusiasta e generoso , ma al tempo stesso coinvolto in oscure manovre politico-diplomatiche, con la scusa di operare per il trionfo della democrazia e della libertà (ricorda qualcosa, vero?). In conclusione, non un capolavoro, ma comunque un bell'esempio di come si possano coniugare riflessioni di carattere storico-politico (il disfacimento del colonialismo, il ruolo dell'America che si preparava a soppiantare le vecchie potenze europee del tutto screditate, l'inganno della guerra fatta per "esportare la democrazia") con una trama che mette di fronte due personalità, due modi diversi d'essere uomo e di vivere l'amore, uno idealistico e ardente, l'altro cinico e "navigato".

    ha scritto il 

  • 4

    Punching ball

    Ormai conosco Greene e non mi lascio più ingannare dalla sua scrittura elegante, precisa. E' tutto un bluff! Quello che ci offre così garbatamente è una sequenza di pugni nello stomaco, ci sbatte in f ...continua

    Ormai conosco Greene e non mi lascio più ingannare dalla sua scrittura elegante, precisa. E' tutto un bluff! Quello che ci offre così garbatamente è una sequenza di pugni nello stomaco, ci sbatte in faccia segreti sentimenti che ognuno di noi cerca di nascondere dietro un velo di buonismo, di presuntuoso e falso rispetto. L'invidia, l'egoismo, la superbia dei salvatori di anime e dei paladini della democrazia importata, la paura di morire, di vivere, di amare e di non essere amati, sono tutti concentrati in questa storia forse un po' datata, sì, ma sappiamo che la guerra, la brama di sopraffazione sui popoli, l'antagonismo tra il vecchio e il giovane, la paura, non passano mai di moda.Beh, Graham, sarai sempre fra i miei prediletti.

    ha scritto il 

  • 3

    Phuong, la donna invisibile.

    Quello che mi ha colpito è stata l'assenza nella presenza di questa donna: c'è, ma praticamente non si vede, parla poco e ciò che dice è meno incisivo del fruscio delle sue vesti, ma è lì, e come un i ...continua

    Quello che mi ha colpito è stata l'assenza nella presenza di questa donna: c'è, ma praticamente non si vede, parla poco e ciò che dice è meno incisivo del fruscio delle sue vesti, ma è lì, e come un indifferente corpo celeste nello spazio, con la sua sola massa, lo curva; lo piega e lo modifica con la sua presente assenza:

    "Si parlava sempre di lei in terza persona come se non fosse presente. A volte sembrava invisibile, come la pace."

    Non che sia una fan del presenzialismo femminile nei libri e altrove, ma le donne totalmente prive di una qualsivoglia personalità, le donne soprammobile, lo confesso, un po' mi urtano.

    Phuong, neanche a dirlo, bellissima; la più bella di Saigon e oggetto del contendere di due uomini.
    C'erano un funzionario americano e un reporter inglese, ma non è una barzelletta, anche perché mancano un tedesco e un italiano, (di francesi ce n'erano, visto che è ambientato durante gli ultimi giorni della dominazione francese in Indocina, ma non sono influenti), e lei viene scelta dall'uno e dall'altro, obbedisce all'uno e all'altro, offre pipe d'oppio all'uno e all'altro e sposta il suo baule dall'uno all'altro e viceversa.
    Naturalmente, senza batter ciglio, passa anche dal letto dell'uno al letto dell'altro.
    Altre attività oltre a quelle sopraccitate: andare al cinema, andare da sua sorella, andare al cinema con sua sorella e comprare sciarpe.
    Ha i tratti di una gheisha; è la summa delle qualità femminili più apprezzate dagli uomini nelle donne, in quell'epoca e in quel contesto (meglio sottolinearlo - anche se non lo penso - per non urtare la sensibilità dei maschi occidentali contemporanei progressisti ed emanciapati; quelli che sostengono, senza ipocrisia (?), di apprezzare il cervello delle donne prima dell'accoppiata tette/culo, per intenderci ... (!))
    Subordinata, accondiscendente, servizievole, ubbidiente, sempre disponibile in tutto e per tutto nei confronti del maschio di riferimento, ("Mi diceva sempre quello che volevo sentirmi dire"), il cui piacere e la propria adeguata 'sistemazione', sono l'unico scopo, l'unica missione nella vita: si può uccidere per una donna così? o per qualsiasi altra donna?
    Ho parlato più io di lei in questo commento, che Greene in tutto il libro, ma sta di fatto che questa donnina insignificante, al limite dell'insufficienza mentale, ha avuto il potere di cambiare i destini di due uomini ed è questo che mi disturba: né uomini né donne escono bene da questa storia.
    Una storia pesante che mi ha spinto a considerazioni pesanti.
    Ambientazione interessante e bella scrittura; qualche tratto un po' noioso, ma alcuni passaggi sono da incorniciare.
    'Contenta' di averlo letto.

    3 stelle e mezza.

    ha scritto il 

  • 3

    Un po' datato, soprattutto come stile, però tutto sommato interessante. La vicenda si svolge in Indocina, dove gli Stati Uniti stanno per sostituirsi ai francesi e dove a una rivalità amorosa tra un r ...continua

    Un po' datato, soprattutto come stile, però tutto sommato interessante. La vicenda si svolge in Indocina, dove gli Stati Uniti stanno per sostituirsi ai francesi e dove a una rivalità amorosa tra un reporter inglese e un giovane idealista americano si sovrappone una profonda differenza ideologica e umana tra i due, il primo disincantato, ma sensibile a quanto ha intorno, il secondo completamente accecato, pure se in buona fede, e incapace di comprendere la realtà circostante. Una riflessione critica sulla ferocia e sulla inutilità della guerra.

    ha scritto il 

  • 2

    Es un libro bastante asimétrico, en el sentido de que hay partes con mucha acción y otras de reflexión sobre el ansia imperialista de Estados Unidos. En general, el libro es lento aunque no esta mal y ...continua

    Es un libro bastante asimétrico, en el sentido de que hay partes con mucha acción y otras de reflexión sobre el ansia imperialista de Estados Unidos. En general, el libro es lento aunque no esta mal y es una buena crítica hacia la política de "salvadores del mundo" de los norteamericanos.

    ha scritto il 

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