Un cuore così bianco

Di

Editore: Einaudi

3.9
(1754)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 326 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Francese , Chi tradizionale , Tedesco

Isbn-10: 8806173081 | Isbn-13: 9788806173081 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Paola Tomasinelli

Disponibile anche come: Paperback , eBook , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Juan si è appena sposato con Luisa, ma fin dal viaggio di nozze viene assalito da brutti presentimenti, da uno strano malessere. Capisce che la causa delle sue inquietudini va ricercata nei punti oscuri del suo passato, della sua famiglia, ma non può e non vuole scavare nelle sue origini. Sarà un suo amico d'infanzia a raccontargli del suicidio di Teresa, la giovane moglie di suo padre che lui credeva morta di qualche malattia. E sarà Luisa a fare luce sui segreti del passato, a dare una spiegazione a ciò che Juan non avrebbe voluto sapere.
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  • 4

    Un grande soliloquio: matrimoni, amore, segreti, solitudine, famiglia, lavoro, politica, sesso. E alla fine tutto resta attorno a se stessi, con domande che restano sempre le stesse.
    "E adesso?" ...continua

    Un grande soliloquio: matrimoni, amore, segreti, solitudine, famiglia, lavoro, politica, sesso. E alla fine tutto resta attorno a se stessi, con domande che restano sempre le stesse.
    "E adesso?"

    ha scritto il 

  • 5

    Perdermi nel labirinto Marìas è uno dei miei passatempi preferiti.
    Tra le mie scene preferite ( così le vedo all'interno di un Amarcord spagnolo, come frammenti cinematografici ) la donna che grida so ...continua

    Perdermi nel labirinto Marìas è uno dei miei passatempi preferiti.
    Tra le mie scene preferite ( così le vedo all'interno di un Amarcord spagnolo, come frammenti cinematografici ) la donna che grida sotto l'albergo, la conversazione fra capi di stato, la cartolaia e il personale del museo .

    ha scritto il 

  • 3

    Il contrario dell'amore e ciò che gli assomiglia

    Con l'intenzione di non rivelare nulla della complessa vicenda, che si svolge su almeno tre linee di trama, non è semplice commentare questo libro. Idem se volessi soffermarmi su stralci di dialoghi f ...continua

    Con l'intenzione di non rivelare nulla della complessa vicenda, che si svolge su almeno tre linee di trama, non è semplice commentare questo libro. Idem se volessi soffermarmi su stralci di dialoghi fondamentali, parole reiterate che spiegano molte cose e rispondono a domande e confermano sospetti.
    Queste key-words si potrebbero riassumere così:
    - verità e racconto (o non-racconto) della verità;
    - consapevolezza che l'amore (e ciò che gli assomiglia o si mutua da esso) sia anche obbligo e rinuncia;
    - responsabilità (o negazione) delle proprie azioni (che sono spesso abominevoli);
    - difficoltà a esprimere o dimostrare nei fatti la compassione.

    Insomma... cosa si capisce in mezzo a tutte queste parentesi e negazioni?
    Che più che un romanzo lineare, si tratta del tipico libro à la Marìas: un flusso di coscienza collettivo che l'autore non depura dagli aspetti torbidi e turpi. Sintomatiche, in questo senso, le vicende che si svolgono in una New York di un paio di decenni fa, descritta come una Gotham City sordida popolata da figure losche.

    Una lettura che potrebbe disturbare concretamente un periodo sereno... Ma se si conosce almeno un po' l'autore si può leggere come si legge un Simenon meno leggero e meno concentrato sul delitto o una tragedia classica più accessibile.

    Vero è che Marìas non è come la famigerata scatola di cioccolatini: un romanzo non tira l'altro. Non immediatamente, almeno...

    ha scritto il 

  • 3

    Un cuore così bianco

    Inizia in maniera esaltante, si perde un po' verso la fine. Mi piace come scrive Marias, è coinvolgente, anche in altri suoi romanzi ho trovato una grandissima capacità nell'introdurre il lettore nell ...continua

    Inizia in maniera esaltante, si perde un po' verso la fine. Mi piace come scrive Marias, è coinvolgente, anche in altri suoi romanzi ho trovato una grandissima capacità nell'introdurre il lettore nella storia.

    ha scritto il 

  • 4

    null

    Non è lo sviluppo della storia (forse conclusa dopo le prime pagine) a costituire di questo romanzo la motivazione per cui leggerlo. È un lento ma continuo dispiegarsi, come in un movimento a chioccio ...continua

    Non è lo sviluppo della storia (forse conclusa dopo le prime pagine) a costituire di questo romanzo la motivazione per cui leggerlo. È un lento ma continuo dispiegarsi, come in un movimento a chiocciola, della domanda:"tacere o rivelare?" a fare da vero filo narrativo. Astuto il "dialogo" con l'intertesto del Macbeth. La parola che si ascolta e la compromissione. C'è un modo per risolvere l'enigma. Lo decideranno le tre battute finali. Sapiente l'uso di simboli e metafore che rendano visive le idee.

    ha scritto il 

  • 5

    i segreti

    Un altro bellissimo libro di Marias, forse il più bello tra quelli che ho letto sinora.
    Il racconto di Juan, del suo matrimonio con Luisa, del suo lavoro di traduttore, di suo padre Ranz e del traffic ...continua

    Un altro bellissimo libro di Marias, forse il più bello tra quelli che ho letto sinora.
    Il racconto di Juan, del suo matrimonio con Luisa, del suo lavoro di traduttore, di suo padre Ranz e del traffico di opere d'arte, degli appuntamenti dell'amica Berta, del dialogo ascoltato per caso tra Guillermo e Miriam, sono tutte occasioni per rilfettere sui segreti, su ciò che viene fatto che è come se non esistesse finchè non viene detto.
    I pregi di Marias sono che (1) nei suoi libri ci sono riflessioni lunghissime, analisi approfondite di frasi dette e di gesti, parole e frasi che vengono ripetute e ripetute più volte per scomporle e analizzarle, studiarle da ogni angolo. sono i cosiddetti "pipponi" ma sono affascinanti. Tanto più che (2) nei libri di Marias una frase detta da Tizio a pag, 30 (esempio) ritorna per analizzare il gesto o le azioni o i pensieri di Caio a pag 270 (es.).
    tutto si ripresenta, tutto si incastra, come un mosaico o un puzzle, che si può ammirare estasiati solo quando è completo.
    Infine (3) il richiamo a opere di Shakespeare. in questo caso il romanzo è una lunghissima, devota, citazione al Macbeth, che consiglio fortemente di riguardare prima di leggere il libro, (io l'ho fatto con il recente Macbeth di Justin Kurzel con Michael Fassbender e Marion Cotillard).
    "I have done the deed", io ho commesso il fatto, è qualcosa che torna frequente nel romanzo, è una delle chiavi del romanzo.
    L'altra è "il cuore così bianco" che viene macchiato di sangue quando viene a conoscenza del segreto.
    Infine il segreto, i segreti, e la loro pericolosità, perchè ascoltare è davvero pericoloso, significa sapere, significa essere informato ed essere al corrente, le orecchie sono prive di palpebre che possano chiudersi istintivamente di fronte a ciò che viene pronunciato, non si possono proteggere da ciò che si presume stia per essere ascoltato, è sempre troppo tardi.

    ha scritto il 

  • 5

    Ci sono due differenti motivi per cui mi ritrovo a rileggere più volte la stessa frase: o non ci ho capito niente (forse è troppo difficile, ma spesso è solo scritta male) o perché è talmente bella ch ...continua

    Ci sono due differenti motivi per cui mi ritrovo a rileggere più volte la stessa frase: o non ci ho capito niente (forse è troppo difficile, ma spesso è solo scritta male) o perché è talmente bella che nell'impatto il cuore mi si ferma, e allora devo indietreggiare, più e più volte, e poi ancora e ancora, finché il cuore non ritrova i suoi battiti consueti. Marias mi provoca questo effetto. La sua scrittura è un ritmo lento, che si dilata come una melodia ancestrale, dita di piovra che stringono con addosso l'odore speciale della passione, e della morte.

    Quando leggo Marìas mi sento come un'ostrica che viene risucchiata in una bocca vorace, ma tanto calda e umida.

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissima scrittura, frasi deliziose, storie intruganti di cui a volte non si conosce l'inizio e spesso la fine. Una continua sospensione, una costante istigazione alla curiosita, una vita immersa ne ...continua

    Bellissima scrittura, frasi deliziose, storie intruganti di cui a volte non si conosce l'inizio e spesso la fine. Una continua sospensione, una costante istigazione alla curiosita, una vita immersa nei misteri. Una continua ricerca di senso e una paura strisciante di conoscere sapere.

    ha scritto il 

  • 3

    Non avevo mai letto niente in uno spagnolo più bello di questo, ma per me Marìas è troppo ridondante, prolisso e ripetitivo.

    Colonna sonora: "Uva acerba" Carmen Consoli

    ha scritto il 

  • 4

    Bugia, suocera mia, ahi, ahi, ahi, stiamo solo giocando, ahi, ahi, ahi, come si fa dalle mie parti, ahi, ahi ,ahi.

    Non ho voluto sapere, ma ho saputo...
    ma se sono arrivato a sapere tutto questo è stato perchè (...) mentre scrivevo mi sono sentito obbligato a interrompermi per una divagazione o una digressione o u
    ...continua

    Non ho voluto sapere, ma ho saputo...
    ma se sono arrivato a sapere tutto questo è stato perchè (...) mentre scrivevo mi sono sentito obbligato a interrompermi per una divagazione o una digressione o un inciso: il mio interesse di scrittore non è molto diverso dal mio interesse di lettore, e come tale voglio vedermi costretto a fermarmi a pensare, e quando succede questo non mi importa molto di cosa venga raccontato.

    Interessanti (e perfino più accattivanti della trama stessa) le disamine ricorsive che Marìas astutamente propone per spezzare una tensione oppure per accrescerla, reiterandola. La lingua si insinua nell’orecchio che recepisce e metabolizza frasi come “I have done the deed” o come quella pronunciata da Lady Macbeth “my hands are of your colour, but I shame to wear a heart so white” e i costrutti lessicali si ergono come contrafforti e danno pieno sostegno e robustezza al romanzo, continuando ad echeggiare durante la lettura anche con le distorsioni del caso e rendendo il lettore testimone di colpe o segreti sofferti, ma infine confessati.

    “Impieghiamo tutta la nostra intelligenza e i nostri sensi e le nostre ansie al fine di discernere ciò che sarà uniformato, o che lo è già, e per questo siamo pieni di rimpianti e di occasioni perdute, di conferme e riaffermazioni e di occasioni sfruttate, quando l'unica certezza è che nulla si afferma e tutto di perde. Non c'è mai un insieme, o forse non c'è mai stato niente. Solo che è anche vero che il tempo non passa per nessuna cosa e resta tutto lì, in attesa di farlo tornare”.

    ha scritto il 

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