Un destino ridicolo

Di ,

Editore: Einaudi

3.8
(721)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 148 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806175912 | Isbn-13: 9788806175917 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Musica , Filosofia

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Descrizione del libro
Un intellettuale marsigliese passato dalla Resistenza alla malavita, unpappone indolente e un pastore sardo scampato a una pesante condannaorganizzano il furto di un carico di merce preziosa. Tre uomini provenienti dadiverse latitudini ed esperienze che il destino riunisce a Genova per il"colpo" della vita. Due donne, una timida prostituta dell'angiporto eun'affascinante istriana, attraversano indenni lo spettacolo del disastro. Masaranno Fabrizio e Alessandro, personaggi fino a quel punto marginali, arintracciare e raccontare gli esiti delle avventure degli altri.
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  • 3

    Un destino ridicolo è il primo e unico romanzo di De André, a quanto mi è dato di sapere, scritto a quattro mani con Alessandro Gennari, di cui non sapevo nulla fino a poco fa, quando l’ho cercato su ...continua

    Un destino ridicolo è il primo e unico romanzo di De André, a quanto mi è dato di sapere, scritto a quattro mani con Alessandro Gennari, di cui non sapevo nulla fino a poco fa, quando l’ho cercato su Wikipedia. Ridicolo è anche il fatto che i nostri due autori, pochi anni dopo la pubblicazione del libro (1996), siano morti prematuramente (a 58 anni Fabrizio, a 51 Alessandro).

    continua su http://www.chileggetrova.it/un-destino-ridicolo-la-recensione/8871

    ha scritto il 

  • 3

    Quante volte si dice: ”...vorrei raccontare una storia...” senza sapere se sia possibile portarla a termine? Ecco, il libro inizia e finisce con l’intenzione di comunicare qualcosa che dovrebbe aiutar ...continua

    Quante volte si dice: ”...vorrei raccontare una storia...” senza sapere se sia possibile portarla a termine? Ecco, il libro inizia e finisce con l’intenzione di comunicare qualcosa che dovrebbe aiutare a comprendere lo svolgimento di una o più ‘storie’ che potrebbero essere collegate tra di loro da un filo conduttore che, però, si allunga e si accorcia quasi ad indicare che il ‘tempo’, anzi il suo scorrere, è molto soggettivo e che è la casualità o meglio il destino a manovrare gli eventi e a creare strani intrecci difficili da sbrogliare, all’inizio, ma che trovano una loro ragion d’essere, alla fine.
    I personaggi, con le loro singole storie incastonate come gemme in una più grande che le abbraccia tutte, hanno caratteristiche rappresentative della vita di tutti i giorni, mediate dall’occhio attento del Faber che, con la consueta maestria, fa emergere l’ironia del vivere mediante bonarie e/o grottesche attenzioni a quei particolari che, spesso, vanno a modificare un percorso solo all’apparenza predeterminato: “È strana questa propensione che abbiamo a immaginare le alternative, cambiando un dettaglio. A quel punto inventiamo un'entità responsabile del naufragio di un'ipotesi e la chiamiamo destino»”.
    In conclusione, tra un possibile miracolo ed una beffa reale cosa scegliere o a chi affidarsi nel momento in cui ci si ritrova a dover cogliere al volo un’opportunità mai ipotizzata?

    “Se non fuggiamo le avversità e accettiamo di affrontare anche quello che ci fa paura, prima o poi il miracolo si manifesta e allora scopriamo che la difficoltà può trasformarsi in un'occasione”.

    ha scritto il 

  • 2

    Trovato usato per caso e comprato in spregio al presentimento che si trattasse di un libro inutile; letto con la costante speranza di essere smentito o forse col segreto e morboso desiderio di parlarn ...continua

    Trovato usato per caso e comprato in spregio al presentimento che si trattasse di un libro inutile; letto con la costante speranza di essere smentito o forse col segreto e morboso desiderio di parlarne male. Questo romanzo è noto per essere l'unica opera narrativa di De André; chiunque lo legge (me compreso) lo fa per il suo legame col De André cantautore, con buona pace del povero Gennari (che non si fila mai nessuno).

    Detto questo adesso posso finalmente parlarne male.

    Un destino ridicolo è un libro stanco più che brutto; stanco perché arrivato fuori tempo massimo, quando ogni cosa detta non è altro che la risonanza confusa di altre cose dette molto meglio molto tempo prima. Spesso suona tragicamente costruito e formale, nonostante tutto il vissuto personale che gli autori ci riversano dentro (o forse proprio per questo, per eccesso di autoindulgenza). É difficilissimo fare del proprio microcosmo di ricordi e fantasie una mitologia universale: Fabrizio De André ci riusciva con le canzoni ma con questo libro si ferma molto prima, cioè al bozzetto (se va bene) o al cliché (se va male), nonostante ognuno da lui pretenda luoghi meno comuni e più feroci. La Genova del 1963 (i carrugi, le bagasce, il malaffare), la Mantova di Gennari, gli antieroi anarchici e idealisti che vanno in direzione ostinata e contraria, l'onnipresente Utopia, gli amori accecanti, il sottobosco della malavita, le massime lapidarie sull'esistenza: tutto è così calligrafico e scontato da sembrare spesso una fiction di Raiuno (scusa Fabrizio, scusa Alessandro).

    "Che tristezza. Una volta erano i romanzi ad ispirare le canzoni, non viceversa". (pag. 114)

    ha scritto il 

  • 3

    Esce tra poco il film "un destino ridicolo" tratto dall ononimo romanzo scritto da Fabrizio De André e Gennari Alessandro.
    Il libro non è male: una storia corale ben scritta con un che di nostalg ...continua

    Esce tra poco il film "un destino ridicolo" tratto dall ononimo romanzo scritto da Fabrizio De André e Gennari Alessandro.<br />Il libro non è male: una storia corale ben scritta con un che di nostalgia e malinconia ben resi dalle tematiche care a De andrè.<br />Il film è stato scritto con la collaborazione della moglie di De andrè..<br />Speriamo che rendamo bene le atmosfere di genova negli anni sessanta, e che la poesia del poeta non venga banalizzata troppo..

    ha scritto il 

  • 3

    forse meritava 4 stelle....

    Credo che il libro sia stato scritto molto più da Gennari che da De André.... Non mi è sembrato di cogliere nulla del cantautore se non in alcune parti (poche)
    Ho dato solo 3 stelle perchè ho trovato ...continua

    Credo che il libro sia stato scritto molto più da Gennari che da De André.... Non mi è sembrato di cogliere nulla del cantautore se non in alcune parti (poche)
    Ho dato solo 3 stelle perchè ho trovato la scrittura non piacevole, peccato perchè invece la storia mi è piaciuta molto fino all' ultima pagina.

    ha scritto il 

  • 2

    Libro ridondante, ripetitivo, banale, a tratti proprio noioso, troppo smaccatamente autobiografico. Da grande appassionata di De André, non ho trovato quasi nulla di "suo": forse lettura ideale per ch ...continua

    Libro ridondante, ripetitivo, banale, a tratti proprio noioso, troppo smaccatamente autobiografico. Da grande appassionata di De André, non ho trovato quasi nulla di "suo": forse lettura ideale per chi conosce superficialmente le sue canzoni, da evitare per chi ne è innamorato.

    ha scritto il 

  • 2

    Il primo capitolo è terribile, barzellette raccontate in treno tra sconosciuti, poi la storia acquista slancio e anche il terribile primo capitolo prende un senso. Ma appena cominci a divertirti ecco ...continua

    Il primo capitolo è terribile, barzellette raccontate in treno tra sconosciuti, poi la storia acquista slancio e anche il terribile primo capitolo prende un senso. Ma appena cominci a divertirti ecco che il racconto passa allo pseudo-autobiografico e scade nella noia.
    La somma è deludente assai, non degna del De André musicista e poeta.

    ha scritto il 

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