Un divorzio tardivo

Di

Editore: Einaudi (Tascabili, 502)

4.1
(936)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 358 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806147846 | Isbn-13: 9788806147846 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Gaio Sciloni

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura

Ti piace Un divorzio tardivo?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Nel corso di nove giorni si consuma l'estremo soggiorno in patria di YehudàKaminka, fuggito da Israele per rifarsi una vita in America e ritornato persciogliere ogni legame con Na'omi, sua moglie. Sotto lo sguardo severo deifigli, che in un doloroso rovesciamento di ruoli assumono con lui le pose delgenitore, Yehudà gioca la sua partita contro se stesso, cercando un qualsiasiostacolo che gli impedisca il passo doloroso e necessario del divorzio, ma ifigli e la moglie lo tengono a distanza e ne osservano con sadico piacere itentennamenti. Nove giorni culminanti nella Pasqua (in ebraico "passaggio")che diventa lo spartiacque tra ciò che è stato, e non potrà mai più tornare, eciò che sarà.
Ordina per
  • 4

    "Perchè basta che una persona ti dia la sua pena e il suo sentimento e allora anche la cosa più strana del mondo sembra così umana."

    Un romanzo corale i cui protagonisti sono alle prese con delle scelte etiche. L'autore indaga sulla natura "morale" dei rapporti coniugali, su come ci si pone di fronte a una moglie che soffre di una ...continua

    Un romanzo corale i cui protagonisti sono alle prese con delle scelte etiche. L'autore indaga sulla natura "morale" dei rapporti coniugali, su come ci si pone di fronte a una moglie che soffre di una malattia mentale. Una storia forte, intensa, ambientata in Israele ma prima di tutto nel mondo

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Yehoshua scrive romanzi profondi e introspettivi che suscitano spesso varie riflessioni ed emozioni nel lettore, difficili da descrivere. Come in molti suoi libri, anche qui troviamo al centro una fam ...continua

    Yehoshua scrive romanzi profondi e introspettivi che suscitano spesso varie riflessioni ed emozioni nel lettore, difficili da descrivere. Come in molti suoi libri, anche qui troviamo al centro una famiglia. Yehudà Kaminka torna dall'america, in cui era fuggito, per divorziare dalla moglie Na'omi, rinchiusa in un ospedale psichiatrico dopo il tentativo di ucciderlo. Sono ormai entrambi attorno ai settant'anni e la questione scombussola un po' tutti i parenti. Così prende voce, ad uno ad uno, ogni membro del nucleo familiare raccontando la sua: i sogni, le debolezze, i turbamenti... Si parla di obesità infantile, omosessualità, effetti di un'educazione religiosa molto rigida... si può anche notare un parallelismo con dibattiti più ampi, allora e non solo, di livello nazionale. Insomma, una trama ricca e intricata, se non fosse che proprio per questo, per i tanti personaggi coinvolti e alcuni salti temporali poco chiari, si crea una confusione pazzesca. La conseguenza è stata che a volte, solo con grande difficoltà sono riuscita a seguire la storia, capire chi è che narrava in quel momento e di cosa stava parlando o in che situazione si trovava. Anche lo stile dell'autore cambia di volta in volta, e tutto questo gran variare alla fine non ha fatto che appesantire la lettura e renderla faticosa. Peccato, perché fino adesso l'avevo sempre trovato scorrevole, nonostante il contenuto. Solitamente gradisco la narrazione a più voci, come anche ne L'amante accade, ma in questo caso l'impresa gli è riuscita un po' meno bene, almeno dal punto di vista stilistico. Questo romanzo lo ricordo, in particolare, per la tecnica narrativa che a mio giudizio risulta più affinata rispetto al romanzo L’amante, mentre in quest’ultimo si è maggiormente coinvolti in una vicenda familiare dolorosa e la “Storia” resta come sfondo, in un Divorzio tardivo credo che il messaggio sia che il presente non si può comprendere e spiegare se non con un’accurata analisi del passato, da qui l’importanza della “memoria”. La vicenda narrata è più una metafora sulla difficile individuazione dell’identità del popolo ebraico. Romanzo complesso ma estremamente affascinante che porta Yehoshua nell'Olimpo dei più grandi scrittori contemporanei.

    ha scritto il 

  • 5

    Jam session con finale a sorpresa

    "Un divorzio tardivo" è il secondo capitolo della Trilogia d'amore e di guerra di Yehoshua.

    Nove giorni dura questo racconto, tanto quanto il rientro in Israele del padre anziano che si è ricostruito ...continua

    "Un divorzio tardivo" è il secondo capitolo della Trilogia d'amore e di guerra di Yehoshua.

    Nove giorni dura questo racconto, tanto quanto il rientro in Israele del padre anziano che si è ricostruito una vita in America e che deve divorziare dalla moglie, dichiarata pazza per aver tentato di ucciderlo con un coltello. Intorno a loro i figli, i nipoti, i coniugi dei figli.

    Come durante una jam session, ogni personaggio, uno al giorno, si alza e inizia il suo assolo, prendendo la parola. Il tema portante è lo stesso, ma ogni persona nel suo monologo ha il suo timbro, il suo ritmo, i suoi accelerando e rallentando. Ha i suoi colori, mostra la propria sensibilità e sensualità, ha i suoi odori, sogni, turbamenti, angosce, ha le sue manie.

    La Pasqua ebraica, a differenza di quella cristiana, ricorda e rappresenta il viaggio di ritorno degli ebrei nella terra promessa e ha il significato di "passaggio". E nel romanzo ogni personaggio racconta la sua esperienza e la sua preparazione al "proprio" passaggio.

    Il parallelo tra la storia narrata e la storia di Israele è abbastanza evidente. Le radici del padre sono legate alla sua famiglia, ai luoghi della sua nascita, a Israele, paese però che ha abbandonato, come durante una diaspora. Il legame con Israele è un legame doloroso, perché indice di conflitti, di sofferenza. C'è amore ma c'è anche rabbia e delusione. E nella stessa famiglia ci sono tanti drammi apparentemente senza soluzione, come quelli di Israele, terra in eterno conflitto. Il "traditore" qui è il padre, che se ne è andato via e che rappresenta gli ebrei che hanno abbandonato il paese, in contrapposizione con la moglie che rappresenta quelli invece che sono rimasti.

    Comunque, indipendentemente dal fatto che descriva una storia privata o abbia un contenuto politico, il romanzo mi è sembrato bellissimo, espressivo e ben scritto.

    Inizialmente, complice un problema di impaginazione dell'ebook, il fatto che Yehoshua non indichi chi stia parlando (no, non ho capito perché non l'ha indicato, come ha fatto invece ne L'amante), la trama intricata, i salti temporali poco chiari e lo stile sempre differente, ho patito un po' ed ho dovuto rileggere spesso. Ma una volta capito il meccanismo ne ho apprezzato l'efficacia, l'abilità dello scrittore a entrare nella mente dei personaggi, a cambiare veste, a mostrare i pensieri e i sentimenti sia di un bambino che di una donna che di un anziano. Non "leggiamo" di una donna, "siamo" una donna che parla e soffre. Non abbiamo riferimenti durante la lettura, solo la visione dei vari protagonisti che svelano lentamente. Una scrittura tormentata, ma estremamente precisa e chirurgica, che si può apprezzare solo leggendo lentamente e ponendo tanta attenzione.

    Come ne L'amante, i vari strumentisti suonano la propria parte (complessa, ricca, a tratti delirante) senza ascoltare gli altri. Solo dopo che tutti gli strumentisti hanno suonato capiamo il disegno d'insieme e riusciamo a comprendere il tema portante. Anche qui tanta incomunicabilità e finale irrisolto, oltre che molto complesso.

    ha scritto il 

  • 4

    "Pensa tu per me... pensate voi tutti, pensi perfino il cane, io sorveglio il ricordo"

    La cosa che più mi impressiona dei romanzi che ho letto di Yehoshua (questo e "L'amante") è la sua capacità di cambiare registro ad ogni personaggio cui dà voce tramite le sue opere.

    Pare quasi che l ...continua

    La cosa che più mi impressiona dei romanzi che ho letto di Yehoshua (questo e "L'amante") è la sua capacità di cambiare registro ad ogni personaggio cui dà voce tramite le sue opere.

    Pare quasi che le persone, le voci che rappresenta si impossessino della mente, del cuore, della penna dello scrittore e si rivelino. Per quello che sono i loro tormenti. Le loro ossessioni. Le loro paure. Le loro nevrosi.

    Qui più ancora che ne "L'amante" è come ci venisse aperta una breccia nella testa delle voci narranti attraverso cui il lettore penetra e assimila emozioni, sensazioni, stati d'animo, personalità e carattere. Dal punto di vista stilistico, la resa è ottenuta con un linguaggio in cui la punteggiatura è quasi completamente assente e ogni personaggio ha una modalità esclusiva e peculiare con cui esprimersi e rappresentarsi.

    La vicenda si compie in 9 giorni. Un divorzio, uno scioglimento di un legame. Un uomo (padre e nonno) si separa dalla moglie apparentemente pazza. Ma non solo. Si separa dai suoi figli. Dalla sua casa. Dalla sua patria.

    "A mezzanotte vostro padre sarà sulla rampa di lancio divorziato divorziante. Una visita vortice ma il nodo si è sciolto. Sì, errori, ma la corda è tagliata. Da qui in poi oblio"

    "Fra qualche ora sarai tu a levarti in volo sopra le nuvole sbarcherai in un mattino grigio e straniero dentro una grande cucina americana piena di luce in un sobborgo tranquillo. Una Diaspora calma e fredda. Il vecchio israeliano ritorna depone silenzioso il suo nome disponibile accanto al grande e candido ventre."

    Legami che si sciolgono. Legami nuovi che aspettano.
    Ma lo scioglimento dei nodi non è semplice. E nel tentativo di slegarsi, l'uomo si ritroverà sempre più avviluppato nel nodo che vuol recidere. E i legami nuovi che lo attendono saranno più 'sani' di quelli contratti nel passato?
    E a poco a poco la follia che sembrava contraddistinguere la madre e moglie, è come se si spandesse e inquinasse tutti i personaggi che stanno in questa storia. Più la madre acquista consapevolezza di sé, grazie alla frattura dei legami, più i famigliari che rimangono in essi invischiati virano, sbordano, escono dai confini della liceità, della normalità.

    E par dire il nostro Yehoshua, se non si ha la forza di recidere ciò che fa soffrire, la strada è inevitabilmente tracciata. E non può che esservi un tragico epilogo.

    ha scritto il 

  • 4

    Diversi io narranti per ricostruire con precisione ed incisività la storia di un distacco, del "divorzio tardivo" del titolo. La bravura stilistica di Yehoshua riesce a dare corpo e credibilità ai sin ...continua

    Diversi io narranti per ricostruire con precisione ed incisività la storia di un distacco, del "divorzio tardivo" del titolo. La bravura stilistica di Yehoshua riesce a dare corpo e credibilità ai singoli personaggi che, attraverso i vari racconti, assumono una tridimensionalità e una verosimiglianza incredibile. Si tratta di persone mai banali, anzi profondamente complesse e tormenate, emotivamente coinvolte in ciò che accade anche se non vorrebbero darlo a vedere. La storia cattura fino alla fine al punto che appena terminato di leggere verrebbe voglia di riprendere subito in mano il libro per capire meglio alcuni passaggi, per districare cose appena accennate nel corso della narrazione, per rivivere momenti solo apparentemente comuni ma in realtài significativi per la comprensione del tutto.

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro è piuttosto lento ma poco alla volta riesce a coinvolgerti nella storia.
    Mi è piaciuto da subito il piccolo Gadi, anche se non ha un ruolo da protagonista principale, ma spesso io trovo più i ...continua

    Il libro è piuttosto lento ma poco alla volta riesce a coinvolgerti nella storia.
    Mi è piaciuto da subito il piccolo Gadi, anche se non ha un ruolo da protagonista principale, ma spesso io trovo più interessanti i personaggi secondari.
    Il nonno è sicuramente un personaggio interessante, ma nonostante sia uno dei protagonisti principali, per non dire il principale, a volte viene messo da parte a favore di altri…soprattutto dei i tre figli che non mi sono piaciuti molto, nessuno dei tre. Di sicuro ho apprezzato di più Horatius, il cane.

    Questo libro narra la storia del divorzio tra i nonni materni di Gadi…non ci sarebbe nulla di strano se non fosse che le persone in questione non sono più ragazzini ma soprattutto è interessante sapere cosa ha portato il nonno a trasferirsi già da diversi anni in America e lasciare tutti i parenti in Israele. E poi perché chiedere il divorzio ora? Ecco, se questo vi interessa e non vi spaventa la lentezza a volte eccessiva, questo libro è adatto a voi. Se invece trovate tutto questo noioso lasciate perdere…io posso dire di aver letto un bel libro (ne avevo già letto uno dell’autore che avevo apprezzato) però, ripeto, bisogna abituarsi alla narrazione lenta lenta. E’ vero che da metà libro in poi tutto diventa meno lento, ma poi subentra una piccola parte che trasporta il lettore a 3 anni dopo i fatti accaduti e che poi, dopo poco, lo riporta lì e quindi in quel lasso di tempo ci si sente un po’ spaesati perché vengono rivelate alcune cose che poi si scopriranno più chiaramente nel corso della lettura successiva…è anche vero che forse verso la fine mi sono un po’ persa perché mi sono mancate le risposte ad un paio di miei quesiti…mi sa che dovrò rileggermi con più calma le ultime pagine per vedere dove ho perso il filo degli avvenimenti, perché mi sembra strano che non ci siano state spiegazioni per questi fatti.

    Nel complesso comunque un bel libro, nonostante tutto.

    ha scritto il 

Ordina per