Un gioco da bambini

Di

Editore: Anabasi (Ariele, 6)

3.7
(628)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 109 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8841720069 | Isbn-13: 9788841720066 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Franca Castellenghi Piazza

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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  • 4

    Cara Editrice Feltrinelli,

    Perché questa copertina? Perché questo titolo? Perché questa quarta di copertina?

    Ringraziandovi per avermi rovinato il gusto di leggere questo racconto, porgo

    Distinti Sal ...continua

    Cara Editrice Feltrinelli,

    Perché questa copertina? Perché questo titolo? Perché questa quarta di copertina?

    Ringraziandovi per avermi rovinato il gusto di leggere questo racconto, porgo

    Distinti Saluti

    ha scritto il 

  • 3

    L'idea è buona, ma sembra ci sia solo quella, nel senso che non si capisce quale tipo di lettura lo scrittore voglia proporre al lettore. Perché un giallo non è (si capisce subito chi è stato, complic ...continua

    L'idea è buona, ma sembra ci sia solo quella, nel senso che non si capisce quale tipo di lettura lo scrittore voglia proporre al lettore. Perché un giallo non è (si capisce subito chi è stato, complici il titolo, la copertina e le recensioni facilmente spoiler), ma non c'è neanche profondità psicologica...
    Comunque, grazie alla buona idea e allo stile conciso, il libro si fa leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    se capitasse davvero, sarebbe inquietante

    Racconto lungo del buon James, sempre sulle sue corde, quelle dell’alienazione sociale e del disadattamento esistenziale. Un maestro del genere distopico moderno, ma, nonostante io sia un suo grande f ...continua

    Racconto lungo del buon James, sempre sulle sue corde, quelle dell’alienazione sociale e del disadattamento esistenziale. Un maestro del genere distopico moderno, ma, nonostante io sia un suo grande fan, questo libro non lo annovero tra i suoi capolavori. Piuttosto tirato per i capelli il movente, nonostante, ripeto, siamo in una Inghilterra distopica, quasi surreale. Lettura godibile, a maggior ragione perché si legge in un paio d’ore.

    ha scritto il 

  • 4

    Inquietante

    Inquetante non tanto il romanzo in sé, né descrizioni particolarmente trucide, ma l'idea che una società troppo "buona", tollerante, troppo "perfetta" possa produrre follia.
    Interessante, da rifletter ...continua

    Inquetante non tanto il romanzo in sé, né descrizioni particolarmente trucide, ma l'idea che una società troppo "buona", tollerante, troppo "perfetta" possa produrre follia.
    Interessante, da rifletterci.

    ha scritto il 

  • 4

    Il primo approccio...

    Questo romanzo breve è il mio primo incontro con Ballard e posso dire con certezza di essere rimasto piacevolmente colpito dalla sua prosa e dalla sua ingegnosità. Il testo, troppo semplice da liquida ...continua

    Questo romanzo breve è il mio primo incontro con Ballard e posso dire con certezza di essere rimasto piacevolmente colpito dalla sua prosa e dalla sua ingegnosità. Il testo, troppo semplice da liquidare come "giallo", illustra una tematica vecchia più di due decenni, eppure attualissima. I mostri prodotti dalla seconda metà del XX secolo sono vivisezionati con crudezza e gettati su di un tavolo autoptico davanti agli occhi del lettore, che può decidere di voltare lo sguardo con indifferenza o disgusto oppure comprendere la società globale di cui fa davvero parte. E non faccio riferimento ai soli mostri in carne ed ossa. L'autore riesce a visualizzare senza fronzoli la situazione di una borghesia in salute, ipocrita fino all'estremo...disposta a rifugiarsi in prigioni confortevoli pur di costruirsi un proprio paradiso artificiale, destinato a crollare e seppellire i suoi abitanti perché costruito su fondamenta di inutili astrazioni. Una lettura assolutamente consigliata a tutti coloro che sentono il malessere della società moderna e vogliono studiarne le dinamiche senza censure o preconcetti.

    Un appunto per quel che riguarda edizione italiana di quest'opera. Seppur le intenzioni dell'autore non siano quelle di celare fino alla fine i "misteri" atroci di questo plausibile caso di cronaca nera, è anche vero che il titolo e l'immagine di copertina scelti dalla Feltrinelli tendano leggermente a mozzare l'immaginazione del lettore....portandolo a conoscere da principio ciò che invece dovrebbe emergere con limpidezza soltanto a lettura inoltrata. La scelta infelice dell'art director mi ha irritato non poco...ed è possibile che questa "gaffe editoriale" mi abbia condizionato nel valutare il testo con sole 4 stelle anziché 5.

    ha scritto il 

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