Un pallido orizzonte di colline

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

3.7
(338)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 175 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Giapponese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Lettone , Polacco , Catalano

Isbn-10: 8806125494 | Isbn-13: 9788806125493 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gaspare Bona

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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  • 3

    «– La gente non capiva che cosa avessi, - disse Niki. - Non ho detto niente a nessuno. Probabilmente ero imbarazzata. Non avrebbero capito veramente, non avrebbero capito ciò che provavo. Uno dovrebbe ...continua

    «– La gente non capiva che cosa avessi, - disse Niki. - Non ho detto niente a nessuno. Probabilmente ero imbarazzata. Non avrebbero capito veramente, non avrebbero capito ciò che provavo. Uno dovrebbe sentirsi vicino a una sorella, non trovi? Magari non ti piace granché, ma la senti vicina lo stesso. Però le cose non stavano così. In questo momento non mi ricordo nemmeno che faccia avesse. – Sì, era un pezzo che non la vedevi. – Me la ricordo solo come una persona che aveva il potere di rendermi sempre infelice. Ecco che cosa ricordo di lei. Però ho sofferto quando l'ho saputo.»

    Questo è un Kazuo Ishiguro un po' diverso da quello tipicamente inglese già conosciuto in Quel che resta del giorno e in Non lasciarmi. È il suo primo romanzo, pubblicato nel 1982.
    Si potrebbe forse definire più giapponese, ma non solo per l'ambientazione del romanzo. Forse, la necessità primaria era quella di un ritorno alle origini, all'infanzia... una risposta a un richiamo della foresta.
    Il Giappone è molto lontano, geograficamente ma anche dal punto di vista della letteratura, dalla nostra tradizione occidentale.
    È un mondo cui ci si avvicina un po' alla volta, perché la diversità con la quotidianità cui si è abituati è lampante. Ci si addentrata, poco a poco, nel mondo della delicatezza, della pacatezza e dell’armonia assoluta tra corpo e spirito; e poi il tempio, l’arte fatta di pannelli bidimensionali, senza profondità, l’estenuata dilatazione orizzontale dell’architettura, che sembra accompagnare le persone nella fruizione massima del tempo, la gestualità che sembra avere più valore dell’azione stessa e la gerarchia che caratterizza i rapporti umani, in una struttura dove tutto sembra avere la propria precisa collocazione. Quello della società giapponese è un ordine che sembra sussistere per necessità, e non perché imposto da qualcuno.
    In questo breve romanzo, però, non c’è solo questo: c’è anche una forte angoscia, c'è tutta l’inquietudine del Novecento. Non si tratta di un sentimento gridato, esasperato, ma quasi messo a tacere, negato anche a se stessi.
    C'è il Giappone più drammatico, il Paese che è risultato maggiormente distrutto dalla Seconda Guerra Mondiale, che ha conosciuto la bomba atomica e che è continuamente scosso dai disastri causati da una natura matrigna. Senza considerare la gravissima crisi economica che ne ha segnato le sorti per più di vent'anni.
    L’inquietudine di questo Paese resta, anche se celata, nella piccola e nella grande scala.
    Ed è a questa che fa riferimento Ishiguro, con la storia della vedova giapponese Etsuko che, come il suo creatore, vive ora in Inghilterra, da cui può ripensare alla propria vita con un certo distacco:

    «Credo che sia patetico e nello stesso tempo nobile guardarsi dentro e vedere la vita che si è vissuta. Ci vuole un grande coraggio.»

    La contraddizione emerge fin da subito nel personaggio di Etsuko, a partire dall'ossessione per il suicidio della figlia in un percorso fatto di riflessioni a ritroso fino all'enigmatica comparsa di Mariko, figlia dell’amica Sachiko, disturbata dalla presenza di una donna ambigua.
    E anche Sachiko stessa, che continua ad aspettare un uomo, un uomo le cui promesse sono sempre disattese, ma che per un’inspiegabile attrazione che esercita su di lei riesce sempre a riconquistarla. Poche pagine che sembrano restare sospese in un alone di mistero.
    Ishiguro non dà risposte, ma immette nel lettore dubbi e domande che non verranno mai fugati ma solo attutiti dalle sensazioni e delle evocazioni strettamente personali che trasmette.
    È un romanzo pregno di atmosfere tipicamente giapponesi, delicate, fluttuanti in una realtà visionaria, dove anche la tragicità è raccontata con levità.

    ha scritto il 

  • 5

    Anche questa volta, come in "Quel che resta del giorno", Ishiguro emoziona. E' una storia raccontata senza urlare. Due donne, l'attesa di un riscatto, i ricordi, e l'incessante corso delle proprie es ...continua

    Anche questa volta, come in "Quel che resta del giorno", Ishiguro emoziona. E' una storia raccontata senza urlare. Due donne, l'attesa di un riscatto, i ricordi, e l'incessante corso delle proprie esistenze. Finito di leggere le ultime pagine sono ancora lì in attesa che qualcuno porti via con sè Sachinko e la sua piccola Mariko. E sono ancora lì con Etsuko ad osservare, dalla finestra, la sua esistenza tra la Nagasaki d'origine, la sua nuova vita occidentale in Inghilterra e il ricordo indelebile della disadattata figlia Keiko.
    Grande romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    中文翻譯在1994年出版叫《群山淡景》封面好恐怖

    石黑一雄的第一本小說
    用英文寫作的日本人
    在我出生那年1982年出版
    是我第二本讀完的英文小說
    寫的卻是相當日本的作品
    而我帶去英國讀完
    有種複雜的契合感
    由於對日本文化的親近
    我可以在閱讀中看見Sachiko和Etsuko的表情與動作
    像是田中裕子和鈴木保奈美那樣的美麗
    以及Mariko日本小女孩倔強的表演
    即使是英文對話
    也表現出日本人那種曖昧而繁複的禮節
    含蓄而強烈的情感
    壟罩著最後的結局
    ...continua

    石黑一雄的第一本小說
    用英文寫作的日本人
    在我出生那年1982年出版
    是我第二本讀完的英文小說
    寫的卻是相當日本的作品
    而我帶去英國讀完
    有種複雜的契合感
    由於對日本文化的親近
    我可以在閱讀中看見Sachiko和Etsuko的表情與動作
    像是田中裕子和鈴木保奈美那樣的美麗
    以及Mariko日本小女孩倔強的表演
    即使是英文對話
    也表現出日本人那種曖昧而繁複的禮節
    含蓄而強烈的情感
    壟罩著最後的結局
    英文能力不敢100%確認
    但就我閱讀的感覺最後兩個腳色的身分是彼此疊影但沒有說破
    希望真的是這樣的美景
    雖然悲傷也殘酷

    在倫敦也看到許多也許是日本人
    想著這樣的故事在不斷流動的人類歷史與地域之中
    如此微渺卻可以在每個人的眼中流轉

    ha scritto il 

  • 3

    A Nagasaki, sbandamenti dopo la bomba, la sconfitta bellica, l'occidentalizzazione; alcuni abbandonarono il paese verso una vita nuova (nella realtà, tra questi, gli Ishiguro). Temi rilevanti, dentro ...continua

    A Nagasaki, sbandamenti dopo la bomba, la sconfitta bellica, l'occidentalizzazione; alcuni abbandonarono il paese verso una vita nuova (nella realtà, tra questi, gli Ishiguro). Temi rilevanti, dentro una storia, però, piuttosto debole.

    ha scritto il 

  • 4

    Ambientato a Nagasaki una decina di anni dopo la fine della guerra, narra delle vicende di Sachiko, vedova con una problematica figlia di dieci anni, Mariko, che oscilla tra il dovere verso la figlia ...continua

    Ambientato a Nagasaki una decina di anni dopo la fine della guerra, narra delle vicende di Sachiko, vedova con una problematica figlia di dieci anni, Mariko, che oscilla tra il dovere verso la figlia e il desiderio di abbandonare un ambiente che ormai le pesa troppo per andare negli USA con il fantomatico Frank, che non si vede mai in tutta la storia ma si capisce non è il massimo dell'affidabilità. La vicenda è narrata in retrospettiva da Etsuko, che all'epoca era una vicina di casa e amica di Sachiko, ma adesso, ormai anziana, vive da anni in Inghilterra, in cui si è trasferita con il secondo marito. E' un bel libro, che riconferma l'abilità di Ishiguro di delineare le psicologie dei personaggi in un suo modo tutto particolare ma molto efficace. Lascia un po' storcere il naso il fatto che non ci viene detto come si conclude la storia di Sachiko, ma era probabilmente una scelta voluta, visto il parallelismo tra le vicende delle due protagoniste che viene reso evidente solo nelle ultime pagine, in pochi paragrafi agghiaccianti, per quello che il lettore sa già avverrà in seguito.
    Voto: 8

    ha scritto il 

  • 4

    Viene il momento per Etsuko, vedova giapponese che vive in Inghilterra, di levare lo sguardo dal presente doloroso e sofferto, per cercare in un altrove lontano un senso e una ragione. Ossessionata da ...continua

    Viene il momento per Etsuko, vedova giapponese che vive in Inghilterra, di levare lo sguardo dal presente doloroso e sofferto, per cercare in un altrove lontano un senso e una ragione. Ossessionata dal suicidio della figlia Keiko, Etsuko spinge il pensiero a Nagasaki subito dopo la guerra, dove nel deserto dei sopravvissuti maturava la sua gravidanza turbata. In questo percorso a ritroso nel tempo, Etsuko ricompone la storia parallela di Sachiko e della sua tormentata bambina: Butterfly come tante, Sachiko aspetta un amore, una partenza che non arriverà mai, mentre sua figlia affonda nell'angoscia di ricordi troppo crudi.Non ci sono spiegazioni o epifanie in questo racconto poetico e disadorno, che suggerisce più di quanto sveli; tutto resta sospeso e irrisolto.
    Questo libro segna l’esordio letterario di questo straordinario scrittore, nel ben lontano 1982. In questo libro Ishiguro riesce in modo ben visibile a descrivere tutti i sommovimenti, le regole, le piccole usanze, le austere gerarchie, le dinamiche relazionali, l’arrivo della guerra. Ben delineate sono anche le psicologie dei personaggi, i loro problemi, i loro affanni, quel senso di incertezza che verrà portato viva solo da “quel pallido orizzonte” che sembra farsi paladino e pacere di quelle ataviche discordie tra il mondo Giapponese e la madre della democrazia: l’America.

    ha scritto il 

  • 4

    Malinconici paesaggi

    Non potevo certamente farmi mancare la prima opera di Ishiguro dopo aver tanto apprezzato le seguenti. A colpirmi immediatamente è stata la malinconia della protagonista Etsuko, che si accinge a racco ...continua

    Non potevo certamente farmi mancare la prima opera di Ishiguro dopo aver tanto apprezzato le seguenti. A colpirmi immediatamente è stata la malinconia della protagonista Etsuko, che si accinge a raccontare un lontano episodio della sua vita a Nagasaki.
    Come Ishiguro riesce a toccare gli eventi più tragici con le sue lievi parole, non c'è nessuno.

    Qui la mia recensione completa: https://zaziesulmetro.wordpress.com/2014/02/07/un-pallido-orizzonte-di-colline-in-unistantanea-di-kazuo-ishiguro/

    ha scritto il 

  • 3

    Disappointment?

    Perphaps I do not want to admit that Ishiguro has just let me down - him being one of the most brilliant authors that I came across last year - but I'll probably end up saying that this is exactly the ...continua

    Perphaps I do not want to admit that Ishiguro has just let me down - him being one of the most brilliant authors that I came across last year - but I'll probably end up saying that this is exactly the case. I am disappointed. Incredibly disappointed. I was expecting something more from such a critically acclaimed novel, but - as far as I am concerned - 'A Pale view of Hills' did not live up to my expectations.
    The beginning of the novel was definitely full of promises, it felt like all the characters were hiding something mysterious behind the more or less shimmering patina of their lives: all the elements were right there, we just needed the hand of a genius such as Ishiguro to link them all together and create one of the most powerful stories of contemporary literature.
    Unfortunately, it did not happen. What an incredible shame.

    ha scritto il 

  • 2

    4,5/10

    Molto giapponese, con i pregi e i difetti del caso. Se da un lato ambientazione e dialoghi sono molto caratteristici e interessanti nella loro diversità dalla nostra cultura, dall'altro la storia risc ...continua

    Molto giapponese, con i pregi e i difetti del caso. Se da un lato ambientazione e dialoghi sono molto caratteristici e interessanti nella loro diversità dalla nostra cultura, dall'altro la storia rischia davvero di essere noiosa: il poco che succede viene spesso narrato con un tono da Grande Riflessione Metaforica Esistenziale, e alla fine non rimane granché.

    ha scritto il 

  • 3

    Triste, malinconico e d'atmosfera più che d'azione. In un momento qualsiasi della vita di una donna s'interseca un lungo flash-back incompiuto. Molto giapponese. Ma molto poco adatto a una vacanza di ...continua

    Triste, malinconico e d'atmosfera più che d'azione. In un momento qualsiasi della vita di una donna s'interseca un lungo flash-back incompiuto. Molto giapponese. Ma molto poco adatto a una vacanza di sole, vento e mare.

    ha scritto il