Un uomo

Di

Editore: Rizzoli

4.5
(4517)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 457 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Francese , Olandese , Tedesco

Isbn-10: A000043781 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
La storia prende avvio dal tentativo di uccidere il tiranno della Grecia George Papadopoulos da parte di Panagulis. Il tentativo fallisce e questi viene dapprima torturato, poi condannato a morte. Tuttavia, la sentenza non viene mai eseguita. Panagulis tenta più volte di evadere dal carcere di Boiati, dove è stato rinchiuso, ma tutti i tentativi vanno a vuoto. Negli ultimi due anni di permanenza nel carcere è costretto a stare in una cella di pochi metri quadrati. Uscito dal carcere per via di una grazia concessagli, incontra appunto la Fallaci che si è recata a fargli visita per intervistarlo.
Da quell'incontro, prende avvio la loro storia d'amore. Panagulis non rinuncia, durante il libro, a progetti sovversivi contro il tiranno, ma non riesce a metterne in pratica nessuno. Dopo aver preso atto che restare in Grecia è rischioso, i due scappano in Italia con una fuga rocambolesca. Lì, cercano aiuto nei politici italiani ed europei nel vano tentativo di rovesciare il dittatore greco. In Italia matura definitivamente l'amore tra Panagulis e la Fallaci, tant'è che lei rimane incinta ma perde il bambino in un litigio proprio con lui. La storia d'amore attraversa fasi alterne di idilliaca gioia e di allontanarsi dei due.
Successivamente, il dittatore Papadopoulos cade e Panagulis rientra in patria per entrare a far parte di un partito politico, l'Unione del Centro - Nuove forze, grazie al quale riesce a farsi eleggere deputato, ma lui, da sempre anticonformista, non riesce a restare entro le logiche di partito e finirà per diventare indipendente e dedicherà gli ultimi anni della sua vita a cercare di rovesciare colui che viene definito il nuovo Papadopulos, ovvero il ministro della difesa Evangelos Averrof. Quando Panagulis riesce a provare l'implicazione del ministro nei vari Golpe che si erano succeduti, fu ucciso da dei sicari in un incidente stradale. Negli ultimi mesi della sua vita, Panagulis insistette con la scrittrice affinché lei scrivesse un libro sulla sua vita, una volta morto.
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  • 5

    Oriana Fallaci è stata da sempre un personaggio ambiguo suscitando polemiche e controversie da ogni parte. Voglio però citarvi un pezzo tratto dal prologo di un suo libro, Un Uomo, astenendomi da qual ...continua

    Oriana Fallaci è stata da sempre un personaggio ambiguo suscitando polemiche e controversie da ogni parte. Voglio però citarvi un pezzo tratto dal prologo di un suo libro, Un Uomo, astenendomi da qualsiasi tipo di giudizio sull'autrice.
    Non si può restare indifferenti dinanzi a queste strazianti parole. La storia del suo uomo col quale aveva costruito un pezzo di vita, un pezzo di anima. Un uomo destinato alla sconfitta, sacrificando la sua intera esistenza per un ideale di democrazia. Questo libro è un inno alla libertà. Un atto d'amore immenso.

    ha scritto il 

  • 5

    Dopo aver letto "Un uomo" alla sua uscita e averlo trovato davvero bello, ho voluto rileggerlo e devo dire che il ricordo che avevo di questo libro anche dopo parecchi anni è stato confermato : bello ...continua

    Dopo aver letto "Un uomo" alla sua uscita e averlo trovato davvero bello, ho voluto rileggerlo e devo dire che il ricordo che avevo di questo libro anche dopo parecchi anni è stato confermato : bello intenso, reale e sempre attuale. Amo la giornalista e la scrittrice Fallaci e devo dire che in questo libro ci ha proprio messo il cuore e l'anima.

    ha scritto il 

  • 5

    Il romanzo più intenso e passionale della Fallaci

    Non so se è il più bello, ma sicuramente è il più passionale, ricco di dettagli, forse anche troppi, ma non tolgono nulla al romanzo, sempre se così si può chiamarlo, visto che tratta di personaggi re ...continua

    Non so se è il più bello, ma sicuramente è il più passionale, ricco di dettagli, forse anche troppi, ma non tolgono nulla al romanzo, sempre se così si può chiamarlo, visto che tratta di personaggi reali e vicende realmente accadute. La vita di Oriana s'intreccia a quella di Alekos, la trama perfetta di un film che ci piacerebbe vedere, ma non vivere.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho sempre avuto paura di leggere Oriana Fallaci, forse perché la ritengo una donna intelligente, forte, spietata nella sua ricerca per la verità.
    Ho iniziato a collezionare i suoi libri dopo aver vist ...continua

    Ho sempre avuto paura di leggere Oriana Fallaci, forse perché la ritengo una donna intelligente, forte, spietata nella sua ricerca per la verità.
    Ho iniziato a collezionare i suoi libri dopo aver visto il film interpretato da Vittoria Puccini, la sua storia, la sua grinta e la sua rabbia mi hanno conquistato, e così ho deciso di incominciare a leggere i suoi libri partendo forse da quello che personalmente ritengo un piccolo grande gioiello che in nessuna libreria deve mancare. Forse avrei dovuto iniziare da un libro dai contenuti più "leggeri" ma poi ho pensato che i contenuti di Oriana non sono mai leggeri, non solo per la consistenza del libro stesso ma anche e soprattutto per gli argomenti che tratta e che a me piacciono da morire: questa sua ricerca sempre attenta e ossessiva della verità, e la cosa sconvolgente è che lo fa in una maniera semplice, la sua scrittura, anche se dura, prepotente, non è difficile da leggere e comprendere anzi, la spiega nella maniera più semplice in modo che tu lettore possa non solo capire ma smuovere gli animi, descrivendo i fatti raccontati in una maniera così profondamente descrittiva, realistica che li vedi davanti ai tuoi occhi, sembra che Oriana sia davanti a te e ti racconta tutto facendoti venire la pelle d'oca e le lacrime agli occhi, il suo racconto ti fa chiudere lo stomaco ma soprattutto ti fa pensare, proprio come quando la leggi, ti arrabbi con lei, soffri con lei, ami con lei.
    È proprio questo secondo me che ti fa in qualche modo paura:
    Talmente realistica che non puoi non provare con lei le sue stesse cose, è così realistica perché non si limita a descrivere solo i tratti belli del suo Alekos, ma forse descrive più i suoi difetti, mettendone in evidenza ognuno è in maniera dura.
    Un uomo è la storia di quello che per Oriana è stato il suo grande amore, è la storia di Alekos Panagulis, il rivoluzionario greco che viene condannato a morte per l'attentato al dittatore a capo del regime greco del 1968 Georgios Papadopulos.
    Oriana ci fa vivere realmente attraverso il suo racconto le torture atroci fisiche e psicologiche subite in carcere per 5 anni, ci fa respirare la libertà, ci fa conoscere il suo esilio, ci fa tornare in patria con lui, diventiamo con lui i suoi sostenitori quando viene eletto in parlamento, ci porta attraverso il suo dolore quando
    Alekos muore in un misterioso incidente stradale. I due si incontrano per la prima volta quando Oriana va a casa sua per intervistarlo dopo che Alekos è tornato a casa per grazia ricevuta; i due si innamorano ma quello che viene raccontato non è sempre un amore idilliaco, anzi viene raccontato un amore tormentato, coraggioso, battagliero, esiliato, che forse va solo a senso unico.
    L'amore di Alekos è la lotta per la libertà, l'amore di Oriana è Alekos che lei stessa a pag. 482 definisce un cancro: "..... che a poco a poco invade gli organi..... e più cresce più divieni cosciente del fatto che nessuna medicina può arrestarlo..... non sei più te stessa ma un impasto fuso con lui."
    Durante la lettura ho segnato con post-it diverse frasi, tutte significative ma forse quella che più ti descrive Alekos in toto è: " .... perché un uomo che stato condannato a morte, che ha vissuto 3 giorni e 3 notti aspettando la morte, non sarà mai più lo stesso. Si porterà sempre la morte addosso come una seconda pelle, un desiderio insoddisfatto. Continuerà sempre a inseguirla, sognarla, magari ricorrendo al pretesto di nobili cause, doveri. Nè troverà pace finché non l'avrà raggiunta."

    È un libro che fa male, che ti fa arrabbiare, è un libro così vero che vorresti non finisse mai per la paura di perderli, proprio come succede con qualcuno che amiamo, a cui vogliamo bene.
    Un uomo è semplicemente la storia di una fatica ed io l'ho semplicemente letta.
    Cinque stelle.

    ha scritto il 

  • 5

    Ci ho messo un po' a leggere questo libro perchè, secondo me, richiede buona concentrazione e stimola riflessioni che hanno bisogno di tempo per poter essere assimilate. Una storia che ne racchiude mo ...continua

    Ci ho messo un po' a leggere questo libro perchè, secondo me, richiede buona concentrazione e stimola riflessioni che hanno bisogno di tempo per poter essere assimilate. Una storia che ne racchiude molte altre, c'è quella d'amore, c'è quella di un paese e come sfondo quella di un uomo. La Fallaci le racconta tutte senza tralasciare particolari, momenti, nomi, sensazioni, dolori, la narrazione accelera e si distende a ritmi regolari e ogni capitolo è molto lungo e rappresenta la pausa necessaria per il lettore che vuole assimilare ciò che accade.
    Un uomo spinge, più di qualsiasi altro libro letto fin'ora, a rincorrere i propri ideali e lottare per questi, qualsiasi essi siano e soprattutto a non perdere mai la consapevolezza e il rispetto di sé.

    ha scritto il 

  • 5

    Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te
    la perdono, e te ne fanno colpa.
    Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
    tenendo però considerazione anche del loro dubbio ...continua

    Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te
    la perdono, e te ne fanno colpa.
    Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
    tenendo però considerazione anche del loro dubbio.
    Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
    O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
    O essendo odiato, non dare spazio all'odio,
    Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;

    Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;
    Se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
    Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
    E trattare allo stesso modo questi due impostori.
    Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
    Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
    O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
    E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.

    Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
    E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
    E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
    senza mai far parola della tua perdita.
    Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi
    nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
    E a tenere duro quando in te non c'è più nulla
    Se non la Volontà che dice loro: "Tenete duro!"

    Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtù,
    O passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,
    Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,
    Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.
    Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
    Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
    Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,
    E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!

    R. KIPLING

    ha scritto il 

  • 4

    Una storia nella Storia, un amore in un mare d'odio, una sfida continua con se stessi e con gli altri.
    Le vicende che videro coinvolto Panagulis sono illuminanti. Se non fosse storicamente documentato ...continua

    Una storia nella Storia, un amore in un mare d'odio, una sfida continua con se stessi e con gli altri.
    Le vicende che videro coinvolto Panagulis sono illuminanti. Se non fosse storicamente documentato il fatto che subì torture fisiche e psicologiche quando fu arrestato in seguito all'attentato a Papadopoulos, e rinchiuso in una tomba che voleva spacciarsi per una cella, si faticherebbe a crederci.
    Forte come la narrazione e lo stile della scrittrice, ma anche debole come l'animo umano.

    ha scritto il 

  • 4

    "...andai alla ricerca della tua fiaba".

    Una lunga e nostalgica lettera all'uomo amato, con cui ha condiviso tre anni di vita, gli ultimi tre della vita di lui, di Alexandros Panagulis, dell'eroe che non voleva essere chiamato eroe, di un si ...continua

    Una lunga e nostalgica lettera all'uomo amato, con cui ha condiviso tre anni di vita, gli ultimi tre della vita di lui, di Alexandros Panagulis, dell'eroe che non voleva essere chiamato eroe, di un simbolo per la Grecia.
    E' la storia di un uomo, e dell'amore vissuto con e per lui.
    Una scrittura immediata, nuda e diretta eppure piena di metafore e simbolismi, per descrivere, con la passione di chi ha amato e l'accuratezza di chi scrive per mestiere, un uomo e la sua lotta per la libertà, un uomo e la sua compagna ("la sola compagna possibile"), un uomo e il suo ineluttabile destino.

    http://chicchidipensieri.blogspot.it/2016/04/recensione-un-uomo-di-oriana-fallaci.html

    ha scritto il 

  • 0

    Un Uomo

    Attraverso una grande donna è possibile conoscere nei minimi dettagli da quelli più intimi e particolari a quelli pubblici, la vita di un grande uomo: Alekos Panagulis, al quale tramite questo libro l ...continua

    Attraverso una grande donna è possibile conoscere nei minimi dettagli da quelli più intimi e particolari a quelli pubblici, la vita di un grande uomo: Alekos Panagulis, al quale tramite questo libro la Fallaci ha conferito vita eterna.
    Non è solo la sua celebrazione, ma cerca anche di analizzare le cose da un punto di vista oggettivo.
    Abbiamo di fronte l'immagine di un uomo magnifico, molto particolare e interessante, amante della politica e un grande sostenitore di essa.
    E' sicuramente anche la storia di un amore: quello tra Alekos e Oriana, capace di fare riflettere molto e anche emozionare.
    E' un libro che conta un vasto numero di pagine, ma vale la pena di essere letto.

    ha scritto il 

  • 5

    È il primo maggio del 1976: Alekos Panagulis, eroe della resistenza greca nella lotta contro la dittatura dei colonnelli, perde la vita in un misterioso incidente automobilistico. Pochi giorni dopo, i ...continua

    È il primo maggio del 1976: Alekos Panagulis, eroe della resistenza greca nella lotta contro la dittatura dei colonnelli, perde la vita in un misterioso incidente automobilistico. Pochi giorni dopo, in occasione dei funerali, milioni di persone si accalcano per le strade di Atene al grido di "Zi, zi, zi! Vive, vive, vive!".
    È da qui che comincia Un uomo, dalla fine, dalla conclusione della storia di un uomo che è vissuto e morto da uomo. A raccontarcela è Oriana Fallaci, sua compagna di vita, che ad Alekos aveva promesso questo libro, affinché ciò che avevi sofferto non andasse completamente perduto. Ecco, dunque, il motivo di quella dedica iniziale, semplice e bellissima:
    Γιά σένα
    Per te.
    La narrazione continua, tornando al 1968. Panagulis ha appena tentato di assassinare il tiranno Papadopulos ma il suo piano è fallito. Ha provato a fuggire ed è stato catturato; gli hanno offerto di collaborare ma, irremovibile, ha rifiutato. Seguono pagine strazianti, in cui Oriana racconta con bravura indicibile le indicibili torture fisiche e psicologiche patite da Alekos durante la prigionia. E gli interrogatori, i processi, le condanne a morte mai eseguite, gli scioperi della fame, i ripetuti tentativi di fuga... Sono anni durissimi, quelli di Boiati, ma né i maltrattamenti dei carcerieri né l'isolamento in una cella così angusta da esser soprannominata "la tomba" riescono a strappargli la speranza nel futuro, la capacità di sognare, l'ispirazione a tradurre in versi la rabbia, il dolore, i pensieri: «Non ti capisco, Dio. / Dimmi di nuovo. / Mi chiedi di ringraziarti / o di scusarti?». E nel frattempo, in Grecia e all'estero, il caso Panagulis assume grande rilevanza mediatica e la sua fama si diffonde nell'opinione pubblica. Alekos diviene un eroe del popolo. Ma, si sa, il popolo dimentica in fretta i suoi eroi...
    Oriana Fallaci incontra Panagulis nel 1973, dopo la sua scarcerazione. Volata ad Atene per intervistarlo, se ne innamora subito, da subito riamata, dell'amore più pericoloso che esista: l'amore che mischia le scelte ideali, gli impegni morali, con l'attrazione e coi sentimenti. Ed ecco che Un uomo si fa anche fedele diario della storia di un amore estremo, coraggioso, tormentato. Alle sue pagine Oriana lascia in custodia i ricordi di anni brevi ma intensi. Racconta le battaglie politiche, affrontate vestendo i panni di Sancho Panza che segue il suo impavido - o incosciente? - Don Chisciotte, e i momenti di smarrimento, tanti, e la fiducia reciproca mai venuta meno... Non narra le gesta di un eroe ma quelle di un essere umano, di cui non tace né debolezze né cedimenti. Il risultato è il ritratto di un personaggio al contempo epico e autentico: quello di un Uomo.
    «Alekos, cosa significa essere un uomo?»
    «Significa avere coraggio, avere dignità. Significa credere nell'umanità. Significa amare senza permettere a un amore di diventare un'àncora. Significa lottare. E vincere. Guarda, più o meno quel che dice Kipling in quella poesia intitolata Se. E per te cos'è un uomo?»
    «Direi che un uomo è ciò che sei tu, Alekos.»

    [da Intervista con la storia, 1974]
    Un uomo è la favola di un poeta ribelle, di un eroe solitario. Ma una favola senza lieto fine. È la storia di chi si è battuto per la verità, per la giustizia, per la libertà, andando contro tutti i poteri e tutti i potenti, senza arrendersi mai. È il racconto di una vita vissuta al massimo, senza compromessi, rischiando sempre il tutto per tutto, al motto di Rouge ou noir, le jeu est fait, rien ne va plus. È il romanzo di un uomo con la U maiuscola, che è stato vittima della sua stessa vita. Ma è anche il riscatto di una donna innamorata. È il suo canto d'amore, triste e tenace, che si leva da queste pagine e ci entra nelle orecchie come un coro assordante: "Zi, Zi, Zi! Vive, vive, vive!".
    Un uomo è un libro che indigna e ferisce, che commuove e scuote le coscienze. Straordinaria è la sua forza coinvolgente, che molto deve alla scelta della narrazione in seconda persona. Il ritmo incalzante, lo stile graffiante e incisivo, e l'equilibrio solido e perfetto fra il tono distaccato della cronaca e quello appassionato del romanzo, fanno di quest’opera una delle vette letterarie del nostro ‘900.
    «Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie,
    lo si fa per principio, per se stessi, per la propria dignità.»

    ha scritto il 

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