Un uomo senza patria

Di

Editore: Minimum Fax

4.0
(375)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 116 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 887521090X | Isbn-13: 9788875210908 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Testa

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Biografia , Non-narrativa , Politica

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Descrizione del libro
In questi dodici interventi, originariamente pubblicati sulla rivista radicale"In These Times", l'autore offre il suo punto di vista sull'America e sulmondo di oggi. Traendo ispirazione di volta in volta da Mark Twain, GesùCristo, Abraham Lincoln e i socialisti di inizio Novecento, critica ilneoimperialismo di Bush e il capitalismo malato delle multinazionali, ma conuno stile che apre a continue digressioni: dalle dichiarazioni d'amore per ilblues alle riletture naïf di Kafka e Shakespeare, dai ricordi dell'assedio diDresda a quelli dello spinello fumato coi Grateful Dead.
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  • 4

    UN UOMO SENZA PATRIA

    "In caso non l'aveste notato, oggi noi americani siamo temuti e odiati in tutto il mondo proprio come lo erano un tempo i nazisti. E a ragione. Perciò io sono un uomo senza patria". Così afferma Vonn ...continua

    "In caso non l'aveste notato, oggi noi americani siamo temuti e odiati in tutto il mondo proprio come lo erano un tempo i nazisti. E a ragione. Perciò io sono un uomo senza patria". Così afferma Vonnegut, tra le altre cose, in questa raccolta di dodici scritti apparsi sulla rivista In These Times. La materia di questo suo ultimo regalo è un compendio delle sue provocazioni effettuate con la consueta sagace e mordente ironia che banalizza e dissacra. Non c’è regola che tenga perché “Le regole, anche quelle buone, sono utili solo fino a un certo punto.” Ci parla della natura violentata che si ribella: "Il sistema immunitario del pianeta sta cercando di sbarazzarsi degli esseri umani”. Ci parla di religione: ”Se le cose che diceva Gesù erano giuste, e in buona parte anche bellissime, che differenza fa se era Dio oppure no?” Ci parla anche di Cenerentola: «Una delle storie più famose di tutti i tempi: c’è una ragazzina di quindici o sedici anni, le è morta la mamma e lei è triste. E quasi subito il padre si è risposato con una megera insopportabile che ha pure due figlie stronze». Arriva a semplificare anche l’arte: “L’arte non è un modo per guadagnarsi da vivere, ma è un modo molto umano per rendere la vita più sopportabile. Praticare un’arte, non importa a quale livello di consapevolezza tecnica, è un modo per far crescere la propria anima, accidenti! Cantate sotto la doccia, ballate ascoltando la radio, raccontate storie! Scrivete una poesia a un amico, anche se non vi verrà una bella poesia. Voi scrivetela meglio che potete. Ne avrete una ricompensa enorme. Avrete creato qualcosa.” Immenso Kurt.

    ha scritto il 

  • 4

    Geniale, brillante, preciso nel suo essere conciso. Dodici articoli talvolta frammentari ma che danno una esatta immagine della società americana di Bush ma anche di quella globale di oggi. Talvolta q ...continua

    Geniale, brillante, preciso nel suo essere conciso. Dodici articoli talvolta frammentari ma che danno una esatta immagine della società americana di Bush ma anche di quella globale di oggi. Talvolta qualche ridondanza, ma probabilmente dovuta alla genesi in articoli raccolti poi nel libro. E' una riflessione antiamericana ma americana fino al midollo. Incanazione di occidentalismo e imperialismo mentale seppur contestato in alcuni suoi caratteri dall'interno. Si esaltano idoli letterari e politici americani attaccando però l' "americanità" quasi in toto. Libro interessante non solo da leggere ma su cui riflettere.
    Il capitolo III è una capolavoro, per me meriterebbe il massimo delle stelle solo per quello.

    ha scritto il 

  • 4

    Ammetto che se non fosse stato per la stupenda copertina “Un uomo senza patria” di Kurt Vonnegut (minimum fax, pagine 108, 8 euro) forse non avrebbe attratto la mia attenzione: mi ha colpita l’uccelli ...continua

    Ammetto che se non fosse stato per la stupenda copertina “Un uomo senza patria” di Kurt Vonnegut (minimum fax, pagine 108, 8 euro) forse non avrebbe attratto la mia attenzione: mi ha colpita l’uccellino che esce da una gabbia mentre sicuramente anela la libertà . Un uomo senza patria, cosa può significare? Un uomo che ha radici lontane, come tanti americani, oppure un uomo senza patria è chi si sente deluso dal mondo e un po’ disilluso? In ogni caso, senza farmi troppe domande, visto che ero curiosa di scoprire il punto di vista di Kurt Vonnegut su mondo, ho acquistato il libro. Così va la vita.

    Continua su....
    https://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2015/08/04/kurt-vonnegut-un-uomo-senza-patria/

    ha scritto il 

  • 4

    Estratto di saggezza

    Riflessioni in ordine sparso sugli Stati Uniti, sul mondo, sull'umanità. Pillole di saggezza da centellinare e gustare. La mancanza di un filo logico gli toglie una stellina.

    ha scritto il 

  • 4

    Life is no way to treat an animal. (p. 98)

    "Vi rendete conto che tutta la grande letteratura […] parla di che fregatura sia la vita degli esseri umani? (Non è liberatorio che qualcuno lo dica chiaro e tondo?)" (p. 16)

    ha scritto il 

  • 3

    Per citare lo stesso autore, verso la fine della sua vita Vonnegut, come Einstein e come Twain, aveva perso ogni speranza nella razza umana. Aveva visto abbastanza.
    Era un uomo profondamente amareggia ...continua

    Per citare lo stesso autore, verso la fine della sua vita Vonnegut, come Einstein e come Twain, aveva perso ogni speranza nella razza umana. Aveva visto abbastanza.
    Era un uomo profondamente amareggiato, arrabbiato e frustrato. Leggere questi estratti (da lezioni? Seminari? Bo) ti fa sentire allo stesso modo. Impotente. Sappiamo dove stiamo andando ma non abbiamo il potere di fare niente.
    Giudizio parzialmente negativo sull’edizione: sono presenti alcuni testi già presentati in Dio la benedica, dottor Kevorkian. Repetita iuvant, però a volte dà fastidio.

    ha scritto il 

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