Una cosa divertente che non farò mai più

Di

Editore: Minimum Fax (I quindici; 11)

4.0
(3547)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 164 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8875212562 | Isbn-13: 9788875212568 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Francesco Piccolo , Gabriella D'Angelo ; Prefazione: Colin Harrison ; Postfazione: Edoardo Nesi

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , eBook , CD audio

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Viaggi

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Descrizione del libro
Una cosa divertente che non farò mai più è il capolavoro di comicità e virtuosismo stilistico con cui i lettori italiani hanno conosciuto il genio letterario di David Foster Wallace.
Commissionatogli inizialmente come articolo per la prestigiosa rivista Harper’s, questo reportage narrativo da una crociera extralusso ai Caraibi – iniziato sulla stessa nave che lo ospitava e cresciuto a dismisura dopo innumerevoli revisioni – è ormai diventato un classico dell’umorismo postmoderno e al tempo stesso una satira spietata sull’opulenza e il divertimento di massa della società americana contemporanea.
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  • 2

    Aspettative deluse per questo libro di cui forse non sono riuscita a cogliere il lato ironico.
    Una descrizione che voleva essere ironica, appunto, di un viaggio in crociera di un personaggio simpatico ...continua

    Aspettative deluse per questo libro di cui forse non sono riuscita a cogliere il lato ironico.
    Una descrizione che voleva essere ironica, appunto, di un viaggio in crociera di un personaggio simpatico, ma senza mordente.
    Uno sguardo un pò smaliziato un pò pedante sulle contraddizioni e le pacchianerie di una crociera extralusso.
    Poco divertente, senz'altro da non rifare...giusto per citare l'autore.

    ha scritto il 

  • 5

    Leggendo questo capolavoro di comicità non riuscivo a pensare ad altro che ai motivi che possono aver spinto una persona così brillante al suicidio, ed al vuoto che deve aver lasciato in tutti i suoi ...continua

    Leggendo questo capolavoro di comicità non riuscivo a pensare ad altro che ai motivi che possono aver spinto una persona così brillante al suicidio, ed al vuoto che deve aver lasciato in tutti i suoi appassionati fan quando, nel settembre del 2008, la notizia della sua morte è stata diffusa dai media (a me questa sofferenza per fortuna è stata risparmiata perché ancora non lo conoscevo).
    Fatta questa triste premessa, “Una cosa divertente che non farò mai più” nasce da un reportage commissionato a David Foster Wallace dalla prestigiosa rivista Harper’s, avente ad oggetto una settimana su una nave da crociera extra-lusso nel Mar dei Caraibi. Da semplice articolo, l’autore ha poi trasformato il suo "diario di bordo" in un vero e proprio saggio che, seppur con uno stile volutamente comico, rappresenta anche una feroce satira dell’opulenza, del lusso e degli sprechi perpetrati dalla società americana.
    L’occhio acuto e lo stile mordace dell’autore catapultano il lettore all’interno di questa gigantesca balena metallica, in cui i passeggeri - che lui chiama nadiriti - vengono coccolati e viziati dall’equipaggio (composto prevalentemente da stranieri sottopagati e costretti a sorridere per contratto), che provvede a tutti i loro bisogni prima ancora che si manifestino e programma le loro giornate nei minimi dettagli.
    Quanto allo stile, David Foster Wallace non cambia la sua formula vincente: ossessivamente descrittivo, il testo è pieno di note a piè di pagina, la maggior parte delle quali imprescindibili perché contengono ulteriori ed esilaranti aneddoti.
    Lo consiglio vivamente a chiunque voglia approcciarsi agli scritti di questo genio della letteratura moderna, ma abbia ancora qualche remora a cimentarsi con i suoi romanzi più lunghi. Se vi è piaciuto, tuttavia, dovete correre ad acquistare Infinite Jest!

    Hn piccolo assaggio: "...Ho sentito il profumo che ha l'olio abbronzante quando è spalmato su oltre dieci tonnellate di carne umana bollente. .. Ho visto videocamere che praticamente richiedevano un carrello; ho visto valigie fosforescenti e occhiali da sole fosforescenti con cordicelle fosforescenti e più di venti tipi di ciabatte infradito. ..Ho sentito cittadini americani maggiorenni e benestanti che chiedevano all'Ufficio Relazioni con gli ospiti se per fare snorkeling c'è bisogno di bagnarsi, se il tiro al piattello si fa all'aperto, se l'equipaggio dorme a bordo e a che ora è previsto il Buffet di Mezzanotte. Ho mercanteggiato per dei gioielli senza valore con dei bambini malnutriti. Ho sentito- e non ho parole per descriverla- una musichetta da ascensore in versione reggae. Ho capito cosa significa aver paura del proprio water. ...Ho sentito persone sedute sulle sdraio di un ponte dire che non è tanto il caldo, ma l'umidità...Sono stato -completamente, professionalmente e come mi era stato promesso - viziato. "

    Se vi va passate a trovarmi sulla mia pagina Facebook, "La piccola biblioteca dei libri dimenticati" :)

    ha scritto il 

  • 3

    Si tratta di un breve resoconto di una vacanza su una nave da crociera extra lusso, commissionato all'autore, David Foster Wallace, dalla rivista Harper's. E' uno spasso vedere uno come Foster Wallace ...continua

    Si tratta di un breve resoconto di una vacanza su una nave da crociera extra lusso, commissionato all'autore, David Foster Wallace, dalla rivista Harper's. E' uno spasso vedere uno come Foster Wallace affrontare un'esperienza del genere. E' un modo per farci conoscere, dalla sua inconfondibile prospettiva ironica, un mondo in cui tutti devono assecondare l'urgenza di divertimento (?) anche a costo di risultare patetici.
    Godile, consigliato.

    ha scritto il 

  • 1

    Resoconto puntuale di un viaggio

    Ho preso l'audiolibro in biblioteca e l'ho ascoltato in auto.
    Non sono arrivata alla fine: a parte la lettura di Battiston, per me era impossibile. Troppo descrittivo, nessun aneddoto se non il resoco ...continua

    Ho preso l'audiolibro in biblioteca e l'ho ascoltato in auto.
    Non sono arrivata alla fine: a parte la lettura di Battiston, per me era impossibile. Troppo descrittivo, nessun aneddoto se non il resoconto puntuale di come fosse la nave, quali fossero le abitudini.

    ha scritto il 

  • 4

    Una cosa divertente che non farò mai più

    David Foster Wallace non ha mezze vie. O lo ami o lo odi e, se lo hai mai letto, sai anche il perché. “Una cosa divertente che non farò mai più” è un saggio/reportage originariamente comparso sulla r ...continua

    David Foster Wallace non ha mezze vie. O lo ami o lo odi e, se lo hai mai letto, sai anche il perché. “Una cosa divertente che non farò mai più” è un saggio/reportage originariamente comparso sulla rivista Harper’s Magazine (commissionato a Foster Wallace dalla stessa), di una crociera extralusso di 7 notti ai Caraibi.

    Il resto della recensione qui: https://ithemorrighan.wordpress.com/2016/07/05/una-cosa-divertente-che-non-faro-mai-piu/

    ha scritto il 

  • 2

    Presa da mille altre impegni di carattere lavorativo, sono stata costretta a dilungare eccessivamente la lettura di questo testo.
    Originale nell'intento, dissacratorio e politicamente scorretto -come ...continua

    Presa da mille altre impegni di carattere lavorativo, sono stata costretta a dilungare eccessivamente la lettura di questo testo.
    Originale nell'intento, dissacratorio e politicamente scorretto -come piace a me-, ma a mio avviso la dovuta premessa iniziale ha giocato molto a mio svantaggio.
    Non sono riuscita ad apprezzare fino in fondo la lettura, come invece mi sarei aspettata. Abbastanza delusa, visto che avevo aspettative piuttosto alte in merito.

    ha scritto il 

  • 5

    Se una cosa è assurda ma tutti in un contesto la fanno mentre tu sei l’unica a non farla, quello assurdo diventi tu. La logica che domina il mondo delle crociere (solo quello?) secondo Foster Wallace ...continua

    Se una cosa è assurda ma tutti in un contesto la fanno mentre tu sei l’unica a non farla, quello assurdo diventi tu. La logica che domina il mondo delle crociere (solo quello?) secondo Foster Wallace è proprio questa, ed è da questo assunto che la sua analisi muove. Il reportage dell’Autore americano ha una spiccata propensione narrativa che si manifesta non solo nel modo – fluente e sempre accattivante – di raccontare, ma anche nel taglio psicologico che egli non trascura: egli stesso, d’altra parte, con tutte le sue fobie e ritrosie, a bordo della motonave su cui si è imbarcato non rappresenta certo la normalità, lontano com’è dall’Americano Medio che popola in massa questa umanità galleggiante. Si pone quindi in un’ottica assolutamente straniante e “desacralizzante” che, gioiosamente ma implacabilmente, fa a pezzi le convenzioni di bordo e va a costruire un’implacabile satira sulla vacua futilità dei riti di bordo che si celebrano sulla crociera. Ci si diverte molto leggendo questo libro, ma la cosa non finisce qui, data la finezza dell’osservazione di Foster Wallace. Va tenuto in conto anche il magnifico stile che caratterizza questo magnifico Autore e che nemmeno in queste pagine viene mai meno. Scrittori di questa fattura anche dal reportage di una crociera riescono a tirare fuori un piccolo capolavoro contemporaneo.

    ha scritto il 

  • 4

    Casi nunca leo ensayos y sin embargo me ha dado por debutar con David Foster Wallace con este libro. He conocido a un escritor extremadamente inteligente, parlanchín y algo pedante, lleno de manías y ...continua

    Casi nunca leo ensayos y sin embargo me ha dado por debutar con David Foster Wallace con este libro. He conocido a un escritor extremadamente inteligente, parlanchín y algo pedante, lleno de manías y rarezas, honesto y autentico y sobre todo dotado con un extraordinario poder de observación y un excelente sentido del humor. Wallace es el tipo de estadounidense que automaticamente te despierta una enorme simpatía sin que sepas muy bien cual es el motivo.
    Todos los ensayos son de la primera mitad de los 90. Creo que el mas brillante es el dedicado a la televisión. Reflexiones muy atinadas sobre como influye la tele en nuestra personalidad sin que nos demos cuenta. También es muy bueno el dedicado a David Lynch, sobre todo cuando habla de ese peliculón que es Terciopelo azul. El ensayo mas complejo es el dedicado a la estructura literaria, los especialistas lo entenderán, yo poco. Los de tenis me han interesado menos aunque es divertido cuando se juntan el tenis y los tornados.
    Pero sin duda lo mas divertido y lo que mas he disfrutado son las narraciones de las experiencias de David en una feria estatal (agrícola y ganadera) y en un crucero de lujo por el Caribe. No son lugares muy apropiados para un intelectual que además padece de cierta fobia social. Son unos relatos llenos de observaciones muy agudas e ironícas y con momentos muy graciosos.

    ha scritto il 

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