Una cosa piccola che sta per esplodere

Di

Editore: Minimum fax

3.9
(441)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 158 | Formato: Paperback

Isbn-10: 887521137X | Isbn-13: 9788875211370 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
Una raccolta di racconti in cui il filo rosso scelto dall'autore segue la più tenera, la più violenta, la più tormentata età della nostra vita: l'adolescenza. Che si tratti di ragazze ricche, perverse e affascinanti chiuse in una clinica per anoressiche o di ragazzi scaraventati in solitudine nel naufragio del matrimonio dei loro genitori, l'adolescenza in questi racconti diventa la roulette su cui si gioca il futuro: il momento, vivo e straziante, in cui si prende coscienza della propria identità, si scopre il sesso, l'amicizia, la crudeltà del mondo cercando di trasformare tutto questo in un'occasione di riscatto e di emancipazione.
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    Questa è una raccolta di racconti breve, ma, come da titolo, carica come una bomba pronta a sconquassarti emotivamente. I protagonisti delle storie sono tutti adolescenti, che vivono le prime esperien ...continua

    Questa è una raccolta di racconti breve, ma, come da titolo, carica come una bomba pronta a sconquassarti emotivamente. I protagonisti delle storie sono tutti adolescenti, che vivono le prime esperienza di vita, nel bene e nel male. Cognetti è estremamente dettagliato nella sua brevità, crudelmente racconta storie vere senza risparmiarsi in dettagli, anche per quelli più violenti e disturbanti. Insomma promosso a pieni voti e se questo è lo stile dell'autore, non farò fatica ad eleggerlo come uno dei migliori in circolazione. Consigliatissimo anche a coloro che, come me, non amano i racconti, sicuramente leggerò le altre sue opere pubblicate.

    ha scritto il 

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    Non amo in genere i racconti, troppo brevi per costruire un mood sufficiente e a creare una relazione con i personaggi. Eppure Cognetti riesce in poche pagine a farti percepire l'animo dei suoi person ...continua

    Non amo in genere i racconti, troppo brevi per costruire un mood sufficiente e a creare una relazione con i personaggi. Eppure Cognetti riesce in poche pagine a farti percepire l'animo dei suoi personaggi, con poche pennellate descrive situazioni e sentimenti. Gli riesce in bene in particolare con i suoi personaggi femminili,

    ha scritto il 

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    I racconti di Cognetti non hanno nulla di particolare o speciale. Però, nella loro ordinarietà e semplicità, raccontano benissimo una generazione, e una città: la sottile malinconia e la densa nebbia ...continua

    I racconti di Cognetti non hanno nulla di particolare o speciale. Però, nella loro ordinarietà e semplicità, raccontano benissimo una generazione, e una città: la sottile malinconia e la densa nebbia invernale, o la soffocante afa estiva, dell'interland milanese e dei suoi non luoghi (mi riferisco al racconto dell'area di servizio autostradale). Cognetti è bravo.

    ha scritto il 

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    I racconti di Cognetti non hanno nulla di particolare o speciale. Però, nella loro ordinarietà e semplicità, raccontano benissimo una generazione, e una città: la sottile malinconia e la densa nebbia ...continua

    I racconti di Cognetti non hanno nulla di particolare o speciale. Però, nella loro ordinarietà e semplicità, raccontano benissimo una generazione, e una città: la sottile malinconia e la densa nebbia invernale, o la soffocante afa estiva, dell'interland milanese e dei suoi non luoghi (mi riferisco al racconto dell'area di servizio autostradale). Cognetti è bravo.

    ha scritto il 

  • 4

    Nel mentre della lettura, parlando con amici, esponevo la mia convinzione nel ritenere controproducenti le grandi raccolte di racconti: sia per l'impossibilità di apprezzarli singolarmente sia nel giu ...continua

    Nel mentre della lettura, parlando con amici, esponevo la mia convinzione nel ritenere controproducenti le grandi raccolte di racconti: sia per l'impossibilità di apprezzarli singolarmente sia nel giudizio complessivo dell'opera. E portavo ad esempio il da poco letto “La boutique del mistero” di Buzzati, ove la numerosità di quelli anonimi e deboli oscura la qualità di quei pochi racconti -3 o 4 al massimo, personalmente- degni di nota. Sicché ipotizzavo una maggiore cura ed attenzione editoriale nella scelta non solo del numero, ma anche di un equilibrio qualitativo; ché diciamocelo: o sei Hemingway o, per quanto tu possa essere capace, il numero di racconti dimenticabili sarà sempre superiore sul totale effettivo.
    Ed è qui che Cognetti entra in giorno: perché “Una cosa piccola che sta per esplodere” racchiude solamente una cinquina di racconti, legati concettualmente al tema comune dell'adolescenza; intesa come quel difficile passaggio (quasi una condanna) tra due differenti status di relativa stabilità.
    È un'adolescenza difficile, però. L'adolescenza di chi incontra malattie, rapporti tormentati, assenze importanti. Queste assenze che decorrono come filo comunicatore dei vari racconti: salta subito all'occhio, infatti, la scelta d'utilizzare la figura paterna (completamente assente in “La figlia del giocatore” e “in tutte le cose che non so di lei”; fisicamente lontana in “Pelleossa” e “La stagione delle piogge”; destabilizzante e conflittuale in “La meccanica del motore a due tempi”) a mo' di causa della futura instabilità emotiva, comportamentale ed esistenziale dei piccoli protagonisti. Ma la figura del padre, caricata della significativa assenza, aiuta l'autore a rivestire d'un ruolo fondamentale la figura femminile; e non solo come logico opposto parentale ma, anche, come femmina in quanto tale. Se in 3 di questi racconti chi veste i ruoli di protagonista è proprio una ragazzina, nei restanti essa funge da co-motore nello sviluppo della vicenda narrativa (denotando, anche, una sottile strizzata d'occhio al pubblico femminile).
    D'altra parte l'adolescenza, per Cognetti, non si limita alla sola manifestazione tangibile del rapporto (conflittuale) genitore-figlio. Di un'importanza speciale riveste anche il sesso e la scoperta di esso: in ogni racconto pervade l'odore (più o meno esplicito). Ma è una sessualità non sana evoluzione d'una coppia, bensì liberazione catartica di una oppressione psicologia (prima che sociale).
    Ora, scomodando Cortázar -il quale identifica il mantenimento di una forte e costante tensione come punto cardine nella riuscita di un buon racconto- quelli di Cognetti non sarebbero di certo “riusciti”; non c'è né tensione narrativa né le storie così viscerali da tenere il lettore incollato al testo. La sua bravura, pertanto, si manifesta attraverso la concomitante presenza di tre precise condizioni: 1) la scelta di un tema che rimane di caldo interesse emotivo (basti pensare al successo che può incontrare un romanzo di formazione); 2) l'intelligenza nel raccontare sì storie realistiche (o reali) ma, essendo minoranza, eludenti la stucchevole sensazione del “già visto troppe volte” (anche perché o ti chiami Maupassant o non puoi permetterti di scrivere della semplice e banale quotidianità); 3) l'utilizzo d'una prosa scorrevole, una scrittura pulita e scevra di quei manierismi stilistici e di quelle ridondanze linguistiche care a molti illustri scrittori nostrani che, a fronte di una così bella scrittura, vendono libri contenutisticamente carenti (o più semplicemente vuoti).

    Incontro fortunato, quindi, questo con Cognetti; se non sorprende, di certo accompagna una piacevole lettura dimostrando che, a scapito di quanto troppo spesso si pensi, il racconto non è appendice del Romanzo ma mondo a sé stante.

    ha scritto il 

  • 4

    una chicca di racconti che sanno richiamare con immediatezza la propria adolescenza,anche se meno tragica e meno turbolenta. Racconti perfetti per brevità,concisione e equilibrio di composizione ...continua

    una chicca di racconti che sanno richiamare con immediatezza la propria adolescenza,anche se meno tragica e meno turbolenta. Racconti perfetti per brevità,concisione e equilibrio di composizione

    ha scritto il 

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