Una lettera dal passato

Di

Editore: Frassinelli

3.5
(64)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 256 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8820052482 | Isbn-13: 9788820052485 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maurizio Bartocci

Disponibile anche come: eBook

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Descrizione del libro
George e Martha Radcliffe sono considerati la coppia ideale nel sobborgo elegante in cui si sono trasferiti quando la carriera di lui ha spiccato il volo all'improvviso, consentendogli di acquistare una magnifica casa con giardino e assicurare un tenore di vita più che agiato alla famiglia. La loro tranquilla routine viene sconvolta un giorno dall'arrivo di una lettera, spedita ben dieci anni prima, ma mai giunta a destinazione per una fatale coincidenza. Da quel momento l'unione che agli occhi di tutti sembrava perfetta si trasforma in un incubo e la fiducia reciproca inizia a incrinarsi, fino a scavare una voragine tra i due. Torturata dal dubbio e dal sospetto, Martha indaga sulla minacciosa lettera che le mostra una faccia sconosciuta del marito, avventurandosi in ambienti sordidi e contattando personaggi ben lontani da quelli del suo ambiente. Davanti a lei un dilemma impossibile: scegliere tra l'amore cieco e la ricerca della verità a ogni costo. In un crescendo inesorabile di tensione, i silenzi suscitano equivoci, le omissioni generano bugie, i sotterfugi diventano minacce. Il nemico è dentro casa. Una vicenda che potrebbe capitare a tutti noi.
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  • 2

    Descrizione: George e Martha Radcliffe sono considerati la coppia ideale nel sobborgo elegante in cui si sono trasferiti quando la carriera di lui ha spiccato il volo all'improvviso, consentendogli di ...continua

    Descrizione: George e Martha Radcliffe sono considerati la coppia ideale nel sobborgo elegante in cui si sono trasferiti quando la carriera di lui ha spiccato il volo all'improvviso, consentendogli di acquistare una magnifica casa con giardino e assicurare un tenore di vita più che agiato alla famiglia. La loro tranquilla routine viene sconvolta un giorno dall'arrivo di una lettera, spedita ben dieci anni prima, ma mai giunta a destinazione per una fatale coincidenza. Da quel momento l'unione che agli occhi di tutti sembrava perfetta si trasforma in un incubo e la fiducia reciproca inizia a incrinarsi, fino a scavare una voragine tra i due. Torturata dal dubbio e dal sospetto, Martha indaga sulla minacciosa lettera che le mostra una faccia sconosciuta del marito, avventurandosi in ambienti sordidi e contattando personaggi ben lontani da quelli del suo ambiente. Davanti a lei un dilemma impossibile: scegliere tra l'amore cieco e la ricerca della verità a ogni costo. In un crescendo inesorabile di tensione, i silenzi suscitano equivoci, le omissioni generano bugie, i sotterfugi diventano minacce. Il nemico è dentro casa. Una vicenda che potrebbe capitare a tutti noi. Un romanzo di grande atmosfera, che ci restituisce il fascino degli anni Cinquanta, e che al contempo si rivela sorprendentemente moderno nel ritratto di una famiglia borghese dalle apparenze impeccabili e dall'animo ambiguo.

    Se da una parte l’ho apprezzato particolarmente, perchè la lettura pone di fronte al lettore un sacco di interrogativi: voi aprireste la lettera di un/a vostro/a compagno/a in sua assenza? voi denuncereste il/la vostro/a compagno/a se sapeste che in passato ha commesso un omicidio e in carcere al posto suo c’è una persona innocente, però mettendo a repentaglio il futuro dei vostri figli? Se la scrittura alle volte si fa troppo da libro harmony e in alcuni punti anche abbastanza noiosa, quello che ha per me dato il colpo di grazie a questo libro (che aveva un alto potenziale di sviluppo) è sicuramente il finale. Ma ha senso? Per me gli happy ending a tutti i costi danno veramente fastidio, e secondo me in uno sviluppo del genere l’autore poteva fare altre scelte..

    «Era sprofondata nella depressione, e il mondo esterno aveva cessato di esistere, era solo una confusione di strada e di pioggia e di auto che passavano. Il mondo esterno era una fantasia, perché quando c'è una depressione vera, il mondo esterno non lo vedi, non lo odi, non ne senti gli odori, non lo avverti. É un luogo in cui gli altri vivono e si muovono e funzionano, e geograficamente lo abiti, ma non ne fai parte, perché la tua è un'isola privata e buia, ed è tutta per te, e il suo nome è Dolore».

    «C'è sollievo nel parlare, può essere una specie di anestesia, e a volte addormenta il dolore. Se rovesci i tuoi guai in orecchie comprensive, è possibile liberarsi di alcuni, e ridurre la pressione, come la valvola di una caldaia a vapore, e dunque prevenire l'esplosione».

    ha scritto il 

  • 1

    Sì, e se magari ci aggiungi un 70-80 pagine in più è perfetto
    Ma dici così, giusto per allungare il brodo?
    Eh sarebbe il caso, rendiamolo corposo esteticamente questo libro, diamogli un certo spessore ...continua

    Sì, e se magari ci aggiungi un 70-80 pagine in più è perfetto
    Ma dici così, giusto per allungare il brodo?
    Eh sarebbe il caso, rendiamolo corposo esteticamente questo libro, diamogli un certo spessore
    Sarà... ma non è che poi stravolgo troppo l'andamento della storia e il ritmo?
    Macché, ficcaci qualche piagnisteo qua e là, qualche elucubrazione finto-profonda della moglie ed è fatta
    Ok. Quindi... sticazzi per il lettore? Che se la veda lui?
    Sticazzi, sì. Che se la veda lui

    ha scritto il 

  • 2

    IL BUON CINEMA DI UNA VOLTA

    Film hollywoodiano, drammatico, anni cinquanta. Costruito in maniera eccellente, cinematografica, tanto da farlo più assomigliare ad una sceneggiatura piuttosto che ad un r ...continua

    IL BUON CINEMA DI UNA VOLTA

    Film hollywoodiano, drammatico, anni cinquanta. Costruito in maniera eccellente, cinematografica, tanto da farlo più assomigliare ad una sceneggiatura piuttosto che ad un romanzo (molti i dialoghi), devo ammettere che mantiene la tensione fino alle ultime pagine, con colpo di scena finale.

    I personaggi di Ehrlich hanno una loro fisionomia. Un po' stereotipati, come divi di pellicole di successo ma psicologicamente ben tratteggiati. Tolte alcune pagine lievemente stucchevoli (modello romanzo Harmony) e qualche ingenuità per ragioni di trama, un libro piacevole. L'oscura domanda se realmente conosciamo le persone che amiamo si tramuta nel monito: non correre precipitosamente alle conclusioni.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Fin dall'inizio l'autore dimostra di essere un narratore efficace, sia nel creare situazioni ad alta tensione emotiva sia nel descrivere i percorsi psicologici dei personaggi.
    "Comparse" incluse: tant ...continua

    Fin dall'inizio l'autore dimostra di essere un narratore efficace, sia nel creare situazioni ad alta tensione emotiva sia nel descrivere i percorsi psicologici dei personaggi.
    "Comparse" incluse: tant'è che i primi due capitoli (quello del furto del sacco postale e quello dei bimbi che giocano con lo slittino) hanno la compiutezza di racconti e potrebbero funzionare anche a sé stanti, indipendentemente dalla loro funzione introduttiva e da quello che viene dopo.
    La stessa abilità si riconosce in tutto il resto del romanzo, perché diventa sempre più incalzante la necessità di scoprire come andrà a finire. Però, l'accuratezza dell'autore nel seguire le spire soffocanti dell'angoscia della protagonista non trovano un corrispettivo nella descrizione dei percorsi emotivi del marito. Anzi, non trovano un corrispettivo in linea con il finale del libro.
    Mi spiego meglio: per tutto il romanzo il marito sembra negare in maniera capricciosa un'evidenza che diventa sempre più schiacciante via via che la protagonista conduce le sue indagini; almeno alla mia lettura, lui sembra più offeso per il dubbio in cui brancola la moglie che interessato a produrre prove e giustificazioni ai fatti accaduti e in corso. E trattandosi di un caso di omicidio, il suo agire mi è sembrato troppo freddo, distaccato e aggressivo; della serie: visto che ho la coda di paglia, mi irrigidisco e ti rinfaccio tutte le conseguenze dell'accusa (divorzio, carriera stroncata del figlio, figlia destinata allo zitellaggio). Questo atteggiamento, insieme a tutte le prove raccolte da lei, mi ha condotta a presumere che fosse davvero il responsabile della morte del contabile.
    E invece, sembra quasi che l'autore abbia fatto un passo indietro nel finale e che non abbia avuto il coraggio di condurre alle estreme conseguenze lo svolgimento di una trama che aveva tutte le premesse per concludersi tragicamente. Con il suicidio della protagonista e con la formalizzazione dell'accusa di omicidio per il marito, secondo me. Così, per amor di happy ending, lo scrittore ha preferito procedere con l'introduzione di un nuovo personaggio (caricaturale nella sua sciatteria e sporcizia) e con il coup de théâtre dei documenti ritrovati: ecco, viste le premesse, ho percepito tale conclusione come una forzatura.

    Voto: 7

    ha scritto il 

  • 4

    Molto ben tracciate le emozioni di una moglie che vorrebbe credere al marito nonostante tutto sia contro di lui.
    Poi mi è molto piaciuta anche l'ambientazione e immaginarmi la vita oziosa che la prota ...continua

    Molto ben tracciate le emozioni di una moglie che vorrebbe credere al marito nonostante tutto sia contro di lui.
    Poi mi è molto piaciuta anche l'ambientazione e immaginarmi la vita oziosa che la protagonista vive , divisa tra giardino , shopping e scandita dall'accompagnare il marito al lavoro.
    Finale assolutamente inaspettato anche x una fan della signora in giallo come me!!! Romanzo molto ben costruito

    ha scritto il 

  • 4

    Libro che non conoscevo, comprato per la copertina, che trovo molto bella..
    E’ interessante la domanda di fondo del libro “quanto conosciamo le persone che ci sono accanto?”, che va a scavare nella fo ...continua

    Libro che non conoscevo, comprato per la copertina, che trovo molto bella..
    E’ interessante la domanda di fondo del libro “quanto conosciamo le persone che ci sono accanto?”, che va a scavare nella formalità borghese americana, ma interessante è anche il secondo interrogativo, quanto saremmo disposti a scendere a compromessi con la nostra coscienza in nome dell’amore?
    Mi è piaciuto anche il lieto fine.
    Mi piacciono sempre i lieto fine..

    ha scritto il 

  • 4

    Bella storia,già dalle prime pagine riesce a catturare tutta l'attenzione del lettore,poi il ritmo cala un e la lettura diventa un po noiosa ma bastano pochi capitoli e la vicenda si fà di nuovo inter ...continua

    Bella storia,già dalle prime pagine riesce a catturare tutta l'attenzione del lettore,poi il ritmo cala un e la lettura diventa un po noiosa ma bastano pochi capitoli e la vicenda si fà di nuovo interessante e la curiosità del lettore aumenta pagina dopo pagina.
    Ehrlich,è inoltre molto bravo nel trasmettere al lettore,l'angoscia la paura e i dubbi della protagonista.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Preso al volo dallo scaffale delle novità perché beh, ormai conoscete i miei gusti, è ambientato in quelle villette anni ’50 col prato all’inglese, profumo di pulito, bigodini in testa e arrosto in cr ...continua

    Preso al volo dallo scaffale delle novità perché beh, ormai conoscete i miei gusti, è ambientato in quelle villette anni ’50 col prato all’inglese, profumo di pulito, bigodini in testa e arrosto in crosta nel forno.

    L’inizio è favoloso, uno dei migliori che abbia mai letto: per una serie di tragicomiche coincidenze, un sacco di posta viene ritrovato e recapitato dieci anni dopo. L’evento suscita curiosità e scalpore, i giornalisti se ne interessano e ci scrivono sopra storie: c’è una proposta di matrimonio arrivata tardi (ma terminata bene perché si finisce sempre con chi si doveva stare e tutto si aggiusta), qualche soldo, qualche addio e una lettera particolare, indirizzata a George Radcliffe. La famiglia Radcliffe è perfetta: la figlia si sta per sposare con un rampollo, il figlio fa carriera nell’esercito, i genitori sono innamoratissimi e ricchissimi. Che strano, prima erano poveri, ma all’improvviso, proprio dieci anni fa, per una misteriosa speculazione in borsa hanno svoltato. È in questo scenario che arriva la lettera, aperta dall'elegante, ignara e un po’ svampita moglie felice: qualcuno ha visto George uccidere un uomo e rubare i soldi della ditta e chiede denaro in cambio di silenzio. Il mondo cambia. Possibile vivere anni con un uomo, crederlo un marito e un padre perfetto e scoprire invece che è un assassino? Martha comincia ad indagare frugando nel passato, nelle ombre di quel compagno inquietante, e il tarlo del dubbio divora tutto: incontra la moglie dell’uomo che ai tempi era stato accusato (proprio dal marito) di omicidio, legge tutti i giornali, scova persino il ricattatore, che ricomincia a chiedere soldi e… beh, finisce male. Che fare, credere all’innocenza, all’amore, o cercare la verità? Perché le persone amate non si conoscono mai abbastanza?

    Libro scorrevole, ben scritto, gonfio e ripieno di suspense suspense suspense ad ogni angolo. Avrei preferito un’altra fine (ora faccio un mega spoiler perciò se avete intenzione di leggerlo non andate avanti), lo avrei reso più noir del noir e avrei voluto che la moglie, spaventata, rosa da depressione e paura, non trovando una soluzione, mentre il marito si trovava nel capanno degli attrezzi del cottage, prendesse un forcone e lo infilzasse!!! Per fortuna la realtà è più morbida. Però sarebbe stata una gran fine!

    Adattissimo per essere letto in treno, ma attenti a non saltare la vostra fermata. E… guardate chi avete accanto: lo conoscete sul serio?

    ha scritto il 

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