Una questione privata

I grandi romanzi italiani n.40

Di

Editore: RCS - Corriere della Sera

4.1
(2369)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 158 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: A000021786 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Antonio Troiano

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
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  • 4

    'Una questione privata' non parla della Resistenza, per questo è il miglior libro sulla Resistenza

    E' il miglior libro sulla Resistenza perché non la descrive, la Resistenza è il campo su cui si muove la storia di Milton. Non di Fulvia, Giorgio e Milton, solo di Milton. E' una questione privata, di ...continua

    E' il miglior libro sulla Resistenza perché non la descrive, la Resistenza è il campo su cui si muove la storia di Milton. Non di Fulvia, Giorgio e Milton, solo di Milton. E' una questione privata, di lui solo. Il ricordo di Fulvia è l'antidoto, è la sopravvivenza. Fenoglio trascina il lettore sulle ripe e nel fango, nei boschi, tra i filari e si sentono gli odori e si vedono i paesi da dietro gli alberi. Tutto è paesaggio, uomini compresi. Fenoglio ha una scrittura bellissima, è un maestro e Calvino lo sa. Fenoglio non indugia a descrivere la Resistenza, mentre ti chiedi dove andrà a parare, come farà Milton ad ottenere la sua risposta, sei già accanto a lui a guadare il fiume. Tutto e realtà, dentro e fuori Milton.
    La scrittura è pittorica e asciutta, meno che ne 'La malora' dove è secca in modo meraviglioso e definitivo, accompagna in modo perfetto lo stato d'animo del protagonista, il ritmo è straordinario e sembra l'unico possibile, le descrizioni del paesaggio sono magistrali.

    ha scritto il 

  • 5

    Dal privato all’universale

    Romanzo esistenzialista più che di guerra e partigiani, almeno così è parso a me.

    Le condizioni emotive interiori di Milton sono ben rappresentate dal fango, la pioggia incessante, le colline nere e l ...continua

    Romanzo esistenzialista più che di guerra e partigiani, almeno così è parso a me.

    Le condizioni emotive interiori di Milton sono ben rappresentate dal fango, la pioggia incessante, le colline nere e la vegetazione imputridita che costantemente accompagnano la sua ricerca - una ricerca che parte da una questione privata, una cosa che sembra di poco conto di fronte alla storia con la esse maiuscola, come si suol dire, ma che diventa questione di vita e di morte, e vita e morte dispensa intorno a sé. Da privata che era, si allarga ad interessare attori del tutto ignari. E’ una ricerca della verità (che da privata diventa universale) che è una sorta di viaggio iniziatico da un lato, ma ha anche valore in sé, come motore di un comportamento più puro, più umano.

    Quando sono la politica e l’ideologia a muovere le azioni dei partigiani che vediamo intorno a Milton, ci fanno in confronto una ben magra figura. Fenoglio mi pare anzi abbastanza critico su questo punto, dando risalto a ripicche e rivalità tra fazioni, confronti tra partigiani e fascisti del tutto vuoti di senso, episodi squallidi.
    E sono spesso amare le considerazioni dei contadini che offrono ospitalità ai partigiani:

    “Parlo dei miei due figli [...] che mi son morti di tifo nel trentadue. Uno di ventuno e l’altro di vent’anni. Tanto che mi disperai, tanto che impazzii [...] Ma adesso sono contenta. Adesso, passato il dolore col tempo, sono contenta e tanto tranquilla. Oh come stanno bene i miei poveri due figli, come stanno bene sottoterra, al riparo degli uomini…”

    Ammetto che è uno di quei libri che chiudo con la sensazione di non aver ben capito dove l’autore voglia andare a parare, ma anche con la sensazione inquietante di un tarlo interiore che si fermerà con me, anche dopo aver terminato la lettura.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Cazzotto allo stomaco

    Tre stelle è la media fra le cinque di una narrazione graffiante, appassionante, che si segue così bene (almeno fintanto che non capisci dove stia andando a parare) che questo romanzo si fa leggere in ...continua

    Tre stelle è la media fra le cinque di una narrazione graffiante, appassionante, che si segue così bene (almeno fintanto che non capisci dove stia andando a parare) che questo romanzo si fa leggere in qualche ora, e una stella (mezza se si potesse) per lo spaventoso pugno allo stomaco che ti arriva gradualmente, quasi con crudeltà. Non mi riferisco tanto alla sorte del protagonista, tutto sommato prevedibile, ma alla sua terribile ossessione, che lui chiama amore, e che, alimentata dalla propria impotenza a farsi avanti con l'amata, dall'indolenza da cui lui (egli, anzi) si lascia sopraffare riducendosi ad amico poeta e traduttore del linguaggio del cuore, lo porta al completo distacco dalla realtà, al punto che l'affannosa ricerca del solo amico (Giorgio) che ha fra i partigiani è dettata esclusivamente dalla fredda, gelida anzi, necessità di sapere se lui abbia scopato con Fulvia (conoscendo peraltro benissimo la risposta affermativa che, con tutto il resto, ha evidentemente annullato). Insomma la quintessenza ante litteram dell'imminente esistenzialismo imperante negli anni successivi. Una storia di fallimento dichiarato venduto come disgrazia, una storia di malattia spacciata per passionalità. Un cazzotto in pancia che ancora mi duole.

    ha scritto il 

  • 4

    Lettura obbligata

    Lettura obbligata per chi voglia capire e conoscere meglio la guerra partigiana, soprattutto dal punto di vista psicologico dei giovanissimi che ne sono stati protagonisti. "Una questione privata" è u ...continua

    Lettura obbligata per chi voglia capire e conoscere meglio la guerra partigiana, soprattutto dal punto di vista psicologico dei giovanissimi che ne sono stati protagonisti. "Una questione privata" è una storia d'amore, un ritratto duro e insieme intimo di una generazione in cerca di punti di riferimento, un lungo racconto melanconico e tormentato, che risveglia gli animi e pungola le coscienze.

    ha scritto il 

  • 4

    Un bel libro dove il destino individuale e la storia collettiva si fondono in una storia d’amore universale.
    Scoperto, qui su anobi, grazie al torneo Wimbledon della letteratura europea, che è appena ...continua

    Un bel libro dove il destino individuale e la storia collettiva si fondono in una storia d’amore universale.
    Scoperto, qui su anobi, grazie al torneo Wimbledon della letteratura europea, che è appena finito; il libro è arrivato ai quarti di finale (ha sconfitto Il signore delle mosche, La famiglia Moskat e The Waste Land) ed è stato battuto (11-17) da Se questo è un uomo di Primo Levi.

    E’ un lungo racconto (128 pag.), scritto in modo cinematografico, molto coinvolgente.
    Con un finale aperto (il libro è uscito postumo) e per alcuni critici incompiuto. A me è piaciuto così.
    Quattro e mezzo

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    La bocca socchiusa, le braccia abbandonate lungo i fianchi, Milton guardava la villa di Fulvia, solitaria sulla collina che degradava sulla città di Alba....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-ti ...continua

    La bocca socchiusa, le braccia abbandonate lungo i fianchi, Milton guardava la villa di Fulvia, solitaria sulla collina che degradava sulla città di Alba....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/q/una-questione-privata-beppe-fenoglio/

    ha scritto il 

  • 5

    ..e tutto questo finirà con me come lacrime nella pioggia delle langhe

    Ho sentito il fango che mi appesantiva gli scarponi, ho sentito la pioggia e la stanchezza penetrarmi nelle ossa durante una marcia in collina, ho bestemmiato dicendo dio fascista, ho avuto freddo e p ...continua

    Ho sentito il fango che mi appesantiva gli scarponi, ho sentito la pioggia e la stanchezza penetrarmi nelle ossa durante una marcia in collina, ho bestemmiato dicendo dio fascista, ho avuto freddo e paura, ho amato di un amore puro e assoluto, ho avuto una colt nella fondina e fumato sigarette inglesi, ho sentito insinuarsi in me il tarlo della gelosia, ho avuto ideali e odiato, ho vissuto e ascoltato storie, ho ucciso, ho avuto amici e nemici, ho sentito la fame, ho assaggiato la solidarietà sotto forma di un panino al lardo o di un abbraccio tra vecchi compagni, ho capito che non potevo vivere senza sapere, ho guadato torrenti gelidi e traversato crinali ventosi....e poi ho corso, corso fino a farmi scoppiare il cuore...

    no, non si può davvero chiedere nulla di più a un libro!

    ha scritto il 

  • 5

    Da leggere e rileggere (cinque stelle...non riesco a metterle...qualcuno spieghi..)

    Pubblicato postumo nel 1963, questo libro è considerato uno dei capolavori del novecento italiano.
    Fama meritatissima.
    Macchina narrativa perfetta, trama circolare, geometrica, ritmo senza una pausa, ...continua

    Pubblicato postumo nel 1963, questo libro è considerato uno dei capolavori del novecento italiano.
    Fama meritatissima.
    Macchina narrativa perfetta, trama circolare, geometrica, ritmo senza una pausa, Senza nulla di superfluo, ma senza lacune.
    Flash back limitati al massimo, veri e propri lampi, baluginanti e folgoranti intuizioni narrative; scrittura eccezionale: densa, sapida,concreta,per un verso, leggera e soffice come nebbia quando occorre.
    Metafore sempre originali ed economiche allo sviluppo del testo narrativo.
    Una vicenda privata, eterna e universale calata nella realtà storica della resistenza.
    Un libro che va letto e riletto

    ha scritto il 

  • 4

    “ Oh come stanno bene i miei poveri due figli, come stanno bene sottoterra, al riparo degli uomini . ”

    Un grande amore non corrisposto e la gelosia che corrode l'animo del partigiano ventenne Milton a far da sfondo ad una narrazione , asciutta quanto accorata , ambientata nelle nebbiose Langhe segnate ...continua

    Un grande amore non corrisposto e la gelosia che corrode l'animo del partigiano ventenne Milton a far da sfondo ad una narrazione , asciutta quanto accorata , ambientata nelle nebbiose Langhe segnate profondamente dagli scontri fra le forze della Resistenza e la milizie fasciste negli ultimi momenti della seconda guerra mondiale . Pagine dure , taglienti , alcune di grande drammaticità ma altre intensamente umane , che valgono a tener vivo il ricordo dei grandi valori della gente di quei tempi sottolineando anche con crudezza la fame , il freddo , la sofferenza , la morte che hanno accompagnato , allora e come sempre , quelle generazioni coinvolte nell'assurda , inutile e folle stupidità della guerra .
    Il mio primo , e al momento unico , romanzo di un grande scrittore da me (sino ad oggi) colpevolmente trascurato.

    ha scritto il 

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