Una questione privata - I ventitré giorni della città di Alba

Di

Editore: Einaudi

4.1
(1343)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 336 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806173499 | Isbn-13: 9788806173494 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 4

    Occorre essere attenti, per essere padroni di se stessi occorre essere attenti / Occorre essere attenti, occorre essere attenti / e scegliersi la parte dietro la Linea gotica.

    ha scritto il 

  • 3

    UNA QUESTIONE PRIVATA un romanzo "sospeso", mi lascia domande sui protagonisti, che non saranno colmate. Ho amato le descrizioni dei paesaggi e ho provato a immergermi nelle difficoltà di un gruppo di ...continua

    UNA QUESTIONE PRIVATA un romanzo "sospeso", mi lascia domande sui protagonisti, che non saranno colmate. Ho amato le descrizioni dei paesaggi e ho provato a immergermi nelle difficoltà di un gruppo di resistenza.

    I VENTITRè GIORNI DELLA CITTà DI ALBA: ai racconti sulla resistenza ho preferito quelli sulla vita contadina. Di Fenoglio ho apprezzato molto il linguaggio quotidiano e semplice che rispecchia lo stato sociale dei personaggi dei racconti.

    ha scritto il 

  • 3

    è che dopo, secondo me, è finita la storia. e, finita la storia, è anche finita la capacità di raccontarla. dopo c'è stata solo barbarie e qualche grugnito.
    ma io, si sa, sono antico e considero la re ...continua

    è che dopo, secondo me, è finita la storia. e, finita la storia, è anche finita la capacità di raccontarla. dopo c'è stata solo barbarie e qualche grugnito.
    ma io, si sa, sono antico e considero la resistenza l'unico mito fondativo della nazione e la letteratura fino agli anni sessanta il vangelo di uno stato che non è mai esistito.
    ogni tanto ci provo anche a fare qualche iniezione di modernità, ma quel che mi resta è solo nausea. allora prendo la macchina del tempo e torno a casa per un po', dove si possono ancora imparare parole nuove, il suono di una voce, il ritmo di un cuore che batte forte senza un perché.

    ha scritto il 

  • 5

    La prosa scabra, il periodare "sassoso", il non concedere nulla che non vada dritto al nucleo narrativo che è il nucleo di tragedia, sofferenza e quotidianità, fanno di questi due lavori un caposaldo ...continua

    La prosa scabra, il periodare "sassoso", il non concedere nulla che non vada dritto al nucleo narrativo che è il nucleo di tragedia, sofferenza e quotidianità, fanno di questi due lavori un caposaldo della narrativa italiana e consentono , finalmente, di capire cosa è stata la Resistenza, senza retorica. In BF c'è la fatica, il sudore, la fame e una sorte di ostinazione in chi sembra già sapere in partenza che, se opporsi è necessario, il risultato inevitabile sarà comunque una sconfitta. Da mettere a confronto con "I piccoli maestri" di Luigi Meneghello, in cui il periodare più disteso e una incoercibile ironia si accompagnano sempre alle decrizioni delle tragedie resistenziali.

    ha scritto il 

  • 5

    Libro che merita, in entrambi i romanzi che lo compongono.

    Questione privata è il racconto d'un partigiano innamorato, che l'amore porta all'impazzimento nella disperata ricerca del suo migliore ami ...continua

    Libro che merita, in entrambi i romanzi che lo compongono.

    Questione privata è il racconto d'un partigiano innamorato, che l'amore porta all'impazzimento nella disperata ricerca del suo migliore amico, fatto prigioniero dai repubblichini e, soprattutto, della verità circa il rapporto di quest'ultimo con la sua amata, figura idealizzata sullo stile della Beatrice dantesca.

    Non ci sono via di mezzo e il bisogno della verità assoluta, a qualunque costo, lo porta a perdere prima la ragione, poi la lucidità e infine la vita (o forse no, poiché il romanzo rimase inconpiuto e il finale rimane un punto interrogativo).

    La prosa, così come molte scene, s'avvicinano molto alla seconda parte del Partigiano Johnny , la più leggibile e carica di tensione.

    Il secondo, I ventitrè giorni della città di Alba , è una raccolta di racconti ambientati al tempo della Resistenza o nell'immediato dopoguerra. Si coglie l'inquietudine e la cupezza della visione fenogliana, il realismo delle descrizioni, il tratteggio della Resistenza per quello che fu: eroismo, dilettantismo, violenza, contraddizioni.

    Lo stile e il taglio ricorda moltissimo Buzzati e i suoi Sessanta racconti , così come l'italiano oscillante fra il contadino e il borghese.

    Il risultato è un fenomenale, vivo, potentissimo racconto degli anni della Resistenza e dell'Italia del tempo, senza reticenze sulle sue vigliaccherie e sulle sue virtù. Le prime assai minori (e più equanimamente distribuite nelle varie parti sociali e politiche) di quel che molta ideologia e certa storiografia ci ha sempre fatto credere, le seconde molto profonde, grandiosamente utopistiche e tragicamente estreme.

    Uomini e donne come non ce ne sono quasi più, oggi. Esattamente come romanzieri all'altezza di Fenoglio. Un gran peccato che se ne sia andato tanto presto...

    ha scritto il 

  • 0

    Sostiene Calvino che "Una questione privata" sia il libro che tutti gli scrittori della sua generazione avrebbero desiderato scrivere. Il libro che chiude il ciclo sulla resistenza, apertosi con "Il s ...continua

    Sostiene Calvino che "Una questione privata" sia il libro che tutti gli scrittori della sua generazione avrebbero desiderato scrivere. Il libro che chiude il ciclo sulla resistenza, apertosi con "Il sentiero dei nidi di ragno". Lo dice Calvino, io non aggiungo altro.
    E' un analista Fenoglio, mette i suoi personaggi sul lettino, li fa parlare, li capisce e ce li racconta. Sincero e doloroso.

    ha scritto il 

  • 4

    Chiunque in Italia abbia in questo momento seriamente a cuore i problemi, la storia e l'identità del Paese, non può esimersi dal considerare Fenoglio: non c'è nessun altro che possa parlare adesso a n ...continua

    Chiunque in Italia abbia in questo momento seriamente a cuore i problemi, la storia e l'identità del Paese, non può esimersi dal considerare Fenoglio: non c'è nessun altro che possa parlare adesso a noi di ciò che accadde allora. (...) E poi in Fenoglio c'è di più, nel senso che lui "parla", al di là delle cose che racconta, una lingua incantevole, che non si legge da nessuna altra parte. E' stato, ed è tutt'ora, l'unico scrittore moderno che questo paese abbia avuto. Non c'è modo di liberarsi di Fenoglio e Fenoglio è duro: anche lui fa della musica pesante, pesantissima, al di là dell'immaginabile, perché espone il lato faticoso della vita. Ci vuole tempo, voglia e capacità di affrontare il dolore, perché io non ho mai letto una pagina di Fenoglio dove ci sia la possibilità di fare un sorriso e tirare avanti, anzi sono spesso pagine che ti inchiodano e ti fanno chiudere il libro, perché andare oltre è difficile. Uno non legge Fenoglio al cesso o quando ha cinque minuti liberi: ci si deve dedicare, perché la lettura di Fenoglio è un "tempo sacro".

    Giovanni Lindo Ferretti (1996)

    ha scritto il 

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