Una stanza tutta per sé

Di

Editore: Einaudi (Tascabili classici)

4.2
(3107)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 238 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Chi semplificata , Olandese , Svedese , Farsi , Francese

Isbn-10: 8806185144 | Isbn-13: 9788806185145 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , CD audio , eBook

Genere: Educazione & Insegnamento , Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Testo inglese a fronte.

Nell'ottobre del 1928 Virginia Woolf fu invitata a tenere due conferenze sul tema Le donne e il romanzo. È l'occasione per elaborare in maniera sistematica le sue molte riflessioni su universo femminile e creatività letteraria. Risultato è questo straordinario saggio, vero e proprio manifesto sulla condizione femminile dalle origini ai giorni nostri, che ripercorre il rapporto donna-scrittura dal punto di vista di una secolare esclusione attraverso la doppia lente del rigore storico e della passione per la letteratura.
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  • 3

    Questo libro contiene le riflessioni di Virginia Woolf sul ruolo della donna dal passato ai suoi tempi. L'argomento che più mi ha interessato è la discrepanza tra la figura della donna nella realtà, c ...continua

    Questo libro contiene le riflessioni di Virginia Woolf sul ruolo della donna dal passato ai suoi tempi. L'argomento che più mi ha interessato è la discrepanza tra la figura della donna nella realtà, considerata praticamente niente e nei romanzi, in cui viene descritta nella maggior parte dei casi come un carattere forte ed all'altezza degli uomini, cosa che nella realtà dei tempi non era assolutamente contemplato. è abbastanza interessante ma la sua scrittura non è particolarmente coinvolgente quindi mi ha un pò annoiato. Nonostante tutto sono contenta che la Newton Compton l'abbia proposto ad un prezzo così irrisorio altrimenti credo che non l'avrei mai letto.

    ha scritto il 

  • 4

    Potete comprare tutto, tranne la letteratura. La letteratura è aperta a tutti. [...] Chiudete a catenaccio le vostre biblioteche, se volete; ma non potete mettere alcun cancello, alcun catenaccio, alc ...continua

    Potete comprare tutto, tranne la letteratura. La letteratura è aperta a tutti. [...] Chiudete a catenaccio le vostre biblioteche, se volete; ma non potete mettere alcun cancello, alcun catenaccio, alcun lucchetto alla libertà del mio pensiero.

    Al terzo tentativo finalmente la Woolf è riuscita a convincermi. È vero, ho dovuto cambiare genere, passare dal romanzo al saggio — e alla fine per avere una conferma di quello che essenzialmente già sapevo, ovvero che la Woolf è prima di tutto una grande pensatrice, e solo secondariamente una scrittrice. Una grande scrittrice, che però nella forma del romanzo non fa per me: troppo meditativa, troppo poco attenta ai dettagli che circondano i suoi personaggi. "Gita al faro" e "Le onde", perdonatemi, li ricordo solo come i due libri più noiosi letti negli ultimi anni.

    La forma del saggio è allora la giusta via di mezzo che posso apprezzare: la Woolf affronta a pieno viso l'argomento, non si nasconde dietro personaggi inventati (...anche se non sempre è così in questo saggio) e non ha bisogno di "far finta" con il lettore di parlare di tutt'altro. L'argomento è poi ciò che solo lei e poche altre avrebbero potuto trattare in quel periodo: la situazione della donna nel mondo della letteratura. È un argomento che nel saggio rappresenta il punto di partenza e quello di arrivo, ma non l'intero svolgimento. Perché se è vero che la Woolf affronta la questione in tutti i suoi risvolti, è altrettanto vero che a interessare la ricerca personale della scrittrice è soprattutto la condizione femminile negli ultimi secoli.

    È attraverso questo che la Woolf arriva a spiegare al lettore ciò di cui la letteratura rappresenta solo uno degli aspetti più evidenti: in una società in cui è sempre stata vista come la componente debole e sottomessa, incapace di essere autonoma e quasi un "accessorio" dell'uomo, la donna si è trovata limitata in tanti campi, non ultimo quello della letteratura. Da questo nasce l'idea della "stanza tutta per sé", un luogo in cui la donna può sì dedicarsi alla scrittura, ma più generalmente emanciparsi, conoscere meglio se stessa e trovare infine un modo per rappresentarsi in maniera differente da come l'uomo ha fatto al suo posto dall'inizio dei tempi.

    Il saggio, che nasce da due conferenze tenute in altrettante scuole femminili, tocca numerosi aspetti sul tema, ed è forse questo uno dei pochi difetti: il toccare tantissimi punti in uno spazio molto ristretto, proprio come succede solitamente nelle conferenze. Solo nell'ultima parte gli argomenti trattati vanno dalla situazione femminile nella società al rapporto uomo-donna, dal voler prevalere del primo sulla seconda alla considerazione della donna verso la letteratura, dal rapporto ricchezza/possibilità di acculturarsi all'unione maschile-femminile, e tanto altro ancora. Al lettore rimane il compito di approfondire o meno gli argomenti fra cui la Woolf si destreggia con molta naturalezza, passando da figure di riferimento (dalle sorelle Bronte a Jane Austen, da Shakespeare a Proust) a personaggi inventati sul momento, da immagini che sembrano uscire direttamente dai suoi romanzi a più vivide rappresentazioni della Londra di inizio '900.

    ha scritto il 

  • 5

    Le donne non scrivono perché non sono in grado di farlo o perché non ne hanno la possibilità?
    Questo è ciò che si chiede Virginia Woolf. Si interroga sullo strano rapporto fra "donna e romanzo" riperc ...continua

    Le donne non scrivono perché non sono in grado di farlo o perché non ne hanno la possibilità?
    Questo è ciò che si chiede Virginia Woolf. Si interroga sullo strano rapporto fra "donna e romanzo" ripercorrendo un po' tutta la storia della letteratura inglese.
    Mi piace poiché non ha espresso una verità assoluta, lei stessa afferma che il soggetto in questione è troppo complesso, lei semplicemente si è fatta un'opinione a riguardo che vuole condividere con noi lettori.
    Prima di leggerlo pensavo di affrontare una lettura più astratta e filosofica, cosa che invece quest'opera non è. Si basa sui fatti reali e pratici, per la Woolf una donna per scrivere una buona opera necessita di 500 sterline all'anno e una stanza tutta per sé, ed è propria questa la chiave, la soluzione che la scrittrice fornisce a tutte le donne.
    Questo vuol dire che una donna nel momento in cui deve scrivere deve avere i suoi spazi, la sua serenità e tramite i soldi la sua indipendenza.
    Ci mette davanti alla realtà nuda e cruda: le donne protagoniste dei romanzi sono forti, intelligenti, eroiche invece le donne reali vivono segregate nelle loro case e sono prive di considerazione. Nella letteratura la donna esprime pensieri profondi e parole ispirate, nella realtà non sapeva quasi leggere, scriveva a male pena ed era proprietà del marito.
    Il risultato era che le donne che a quel tempo scrivevano erano contagiate dalla rabbia e dalla delusione poiché non venivano considerate e così definisce il talento di queste scrittrici "infestato da erbacce e avvolto da rovi". Secondo lei il cambiamento avviene quando la donna non usa più la scrittura come un metodo di auto espressione, ma come forma di arte.
    Una cosa molto interessante che la Woolf fa notare è che fino a quel momento si è scritto delle donne sempre sotto il punto di vista degli uomini che le relegavano sempre agli stessi ruoli che poi alla fine risultavano sempre tutti uguali.
    Da tutto ciò che dice è evidente che Virginia Woolf fosse una grande donna, con idee molto moderne e infatti fu anche una convinta femminista.
    Gli spunti di riflessione vanno oltre la sola letteratura, si accenna la castità a cui le donne sono relegate come se fosse una catena, il modo in cui sono state educate le donne per generazioni che le ha sempre tenute nell'ombra.
    Mi piace la forza con cui Virginia Woolf ha espresso tutto ciò, mi ha emozionata e mi ha fatto riflettere moltissimo.
    Condivido anche lo "scossone" finale che la scrittrice rivolge alle donne, un'esortazione a non arrendersi, ad alzare la testa e ad essere finalmente indipendenti e quindi libere.

    ha scritto il 

  • 5

    "Indipendenza per una donna significa avere 500 sterline al mese e una stanza tutta per sé"

    Con questo splendido saggio, un lucido excursus nell'universo femminile dal '500 al '900, un'analisi storico ...continua

    "Indipendenza per una donna significa avere 500 sterline al mese e una stanza tutta per sé"

    Con questo splendido saggio, un lucido excursus nell'universo femminile dal '500 al '900, un'analisi storico-sociale assai approfondita sulla difficoltà di affermarsi nella società, la Woolf anticipa i futuri dibattiti sui diritti delle donne, ponendo di fatto le basi del femminismo.

    Una grande scrittrice per una grande lezione di vita.
    Meraviglioso.

    ha scritto il 

  • 5

    Illuminazioni: tra brillante ironia e serie prese di coscienza

    Non è possibile commentare un gioiellino letterario così prezioso, lo si può solo apprezzare nella sua lucentezza.

    ha scritto il 

  • 5

    No, per quanto piacevole possa essere il passatempo del misurare, è la più futile delle occupazioni, e sottomettersi ai decreti dei misuratori, il più servile degli atteggiamenti. Finché scrivete ciò ...continua

    No, per quanto piacevole possa essere il passatempo del misurare, è la più futile delle occupazioni, e sottomettersi ai decreti dei misuratori, il più servile degli atteggiamenti. Finché scrivete ciò che desiderate scrivere, questo è tutto ciò che conta; e se conta per secoli interi o solo per poche ore, nessuno può dirlo. Ma sacrificare un capello della testa della vostra visione, una sfumatura del suo colore, per riguardo a qualche rettore con un vaso d’argento in mano, o a qualche professore con un metro nascosto nella manica, è il più vile tradimento, e la perdita della ricchezza e della castità, ritenuta la più grande delle sciagure umane, un semplice morso di pulce al confronto.

    ha scritto il 

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