Una storia semplice

Di

Editore: CDE su licenza Adelphi

4.0
(3372)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 66 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000019428 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 5

    66 pagine per raccontare un mondo

    Questo è il primo libro che leggo di Sciascia e ed è anche l'ultimo romanzo che ha scritto. Ho cominciato dalla fine, magari adesso andrò a ritroso. L'ho trovato assolutamente delizioso sotto ogni pun ...continua

    Questo è il primo libro che leggo di Sciascia e ed è anche l'ultimo romanzo che ha scritto. Ho cominciato dalla fine, magari adesso andrò a ritroso. L'ho trovato assolutamente delizioso sotto ogni punto di vista. La scrittura secca e asciutta, ma così studiata, mi ha affascinato. La trama è tutt'altro che semplice e racchiude una denuncia verso una realtà molto complessa. Il romanzo infatti lascia in sospeso diverse questioni, e il finale amaro apre una finestra su una considerazione importante: dobbiamo essere noi i primi a cambiare la società.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Dal mio blog: https://lemieletturecommentate.wordpress.com

    Sciascia abbinato a Toni Servillo, un binomio vincente ☆☆☆☆

    ***ATTENZIONE! SPOILER SULLA TRAMA***

    Un gioiello della letteratura gialla, dove tramite il giallo si realizza un aquadro perfetto della s ...continua

    Sciascia abbinato a Toni Servillo, un binomio vincente ☆☆☆☆

    ***ATTENZIONE! SPOILER SULLA TRAMA***

    Un gioiello della letteratura gialla, dove tramite il giallo si realizza un aquadro perfetto della società. Si tratta di un racconto molto breve che ho avuto la fortuna di ascoltare letto dalla voce di Toni Servillo nei podcast di Ad alta voce di Radio Tre.

    In queste poche righe e si narra di come spesso sono gli insospettabili ad essere quelli con le mani sporche, in questo caso un commissario, un prete e chissà ancora chi...Si pone l'accento sull'abito che non fa il monaco ma che inganna sulla reale natura umana di chi lo indossa quell'abito. Si evidenzia come la criminalità sia mimetizzata in ogni strato sociale, anche nella fascia di persone deputate alla salvezza di anime e corpi della popolazione.

    Si evidenzia anche, e soprattutto, come questa criminalità che si infiltra in ogni categoria di cariche pubbliche renda il comune cittadino pavido e omertoso, la denuncia porta sempre a complicazioni che fanno desistere dicendo «E che, vado di nuovo a cacciarmi in un guaio, e più grosso ancora?».

    CITAZIONE:

    «Posso permettermi di farle una domanda?... Poi gliene farò altre, di altra na-tura... Nei componimenti d'italiano lei mi assegnava sempre un tre, perché copiavo. Ma una volta mi ha dato un cinque: perché?».
    «Perché aveva copiato da un autore più intelligente».
    Il magistrato scoppiò a ridere. «L'italiano: ero piuttosto debole in italiano. Ma, come vede, non è poi stato un gran guaio: sono qui, procuratore della Repubbli-ca...».
    «L'italiano non è l'italiano: è il ragionare» disse il professore. «Con meno ita-liano, lei sarebbe forse ancora più in alto».

    ha scritto il 

  • 1

    Con gran rammarico devo dire che ho faticato tantissimo nella lettura di questo romanzo. MI dispiace tanto perché ho iniziato le letture di Sciascia con grande entusiasmo e mi rendo conto di non esser ...continua

    Con gran rammarico devo dire che ho faticato tantissimo nella lettura di questo romanzo. MI dispiace tanto perché ho iniziato le letture di Sciascia con grande entusiasmo e mi rendo conto di non essere all'altezza per apprezzarne il valore. Andrò avanti con gli altri, sperando di recuperare sulla mia autostima...

    ha scritto il 

  • 3

    Non c'è il maggiordomo...

    ...ma l'assassino lo si troverà lo stesso?
    Breve racconto giallo, non male, ma tutto sommato gli lascio un giudizio appena buono. Non è il mio genere.

    ha scritto il 

  • 5

    Nulla è come sembra

    Una storia semplice è un breve romanzo di carattere poliziesco dello scrittore Leonardo Sciascia che all'apparenza è semplice ma in reltà la storia è piu complicata di quello che sembra .La narrazione ...continua

    Una storia semplice è un breve romanzo di carattere poliziesco dello scrittore Leonardo Sciascia che all'apparenza è semplice ma in reltà la storia è piu complicata di quello che sembra .La narrazione si apre con una telefonata ricevuta al commissariato di polizia effettuata da un uomo, Giorgio Roccella, che afferma di aver trovato una cosa all’interno della sua abitazione e domanda alla polizia di poter fargli visita. Il commissario convince il brigadiere che si tratta di uno scherzo dato che l'uomo che aveva chiamato, un diplomatico, non veniva in quei luoghi da anni ed era improbabile che fosse tornato. Il brigadiere si offre di andare sul luogo ma il commissario gli dice che, se vuole, può passare l'indomani tanto egli sarebbe stato assente fino a lunedì per festeggiare San Giuseppe da un suo amico in campagna. Così, l’indomani, arrivando al villino, il brigadiere e gli agenti fanno la spiacevole scoperta del corpo di Roccella con un grumo di sangue vicino alla tempia che indica il foro di un proiettile. La prima impressione è che si tratti di suicidio ma viene ben presto scartata dal brigadiere per una serie di indizzi un esempio l'arma del delitto una pistola tedesca si trova a terra sulla destra della poltrona e la mano del morto, invece di penzolare, è sul piano della scrivania a fermare un foglio su cui si leggeva: Ho trovato .Sulla scrivania si trovano un mazzo di chiavi, un calamaio di peltro, una fotografia di almeno cinquanta anni prima che rappresenta una allegra comitiva e vicino al foglio una penna stilografica chiusa che convince il brigadiere trattarsi di omicidio.Il brigadiere così elabora una teoria. Egli pensa che l'uomo, dopo aver telefonato, abbia iniziato a scrivere quello che aveva trovato ormai dubitando che la polizia arrivasse e che poi, sentito bussare alla porta abbia aperto, nella convinzione che fosse la polizia, ma si era trovato davanti, invece, l'assassino. La penna chiusa dimostrava solamente che l'assassino aveva cercato di far passare l'omicidio per suicidio. Nella storia sono presenti innumerevoli personaggi secondari per esempio persone interrogate dalla polizia in merito all’uccisione di Roccella , il figlio la moglie della vittima , un prete ,un automobilista e un vecchio professore mentre i personaggi principali sono tre il Brigadiere ,Commissario e la vittima .L'autore attraverso questo breve romanzo sprimere una critica nei confronti della giustizia e delle forze dell’ordine, in Italia , denunciando con vigore la prassi di concludere le indagini il prima possibile scegliendo la strada più corta che nella maggior parte dei casi è quella abagliata , senza prestare attenzione alle piccole contraddizioni che a volte svelano la vera natura dei fatti e ancora piu rivelante fa emergere il contrasto tra Polizia e Carabinieri, che spesso tende ad ostacolare le indagini.Ho letto questo romanzo su richiesta della mia fidanzata che con testuali parole ha suscitato il mio interesse " Sicuramente ti piacerà " che dire l'ho letto con poche pretese ma mi ha subito rapito e il mio interesse è cresciuto sempre piu leggendolo in un'oretta , credo che questo romanzo rispecchi la nostra società e quei casi irrisolti di cronaca nera che nei Tg ci vengono spiegati con una linea di narrazione diretta con una sola trama semplice ma in realtà è ben diversa ci sono tante sottotrame che hanno portato a quel delitto , proprio questo L'autore ci vuol far capire sembra una storia semplice ma non lo è . Vi straconsiglio di leggerlo non ve ne pentirete .

    ha scritto il 

  • 3

    “Una storia semplice” di Leonardo Sciascia è un libro che racconta paradossalmente una storia complicata. Si tratta, infatti, di un romanzo giallo.
    La narrazione si apre con una telefonata ricevuta al ...continua

    “Una storia semplice” di Leonardo Sciascia è un libro che racconta paradossalmente una storia complicata. Si tratta, infatti, di un romanzo giallo.
    La narrazione si apre con una telefonata ricevuta al commissariato di polizia effettuata da un uomo, Giorgio Roccella, che afferma di aver trovato «una cosa» all’interno della sua abitazione e domanda alla polizia di poter fargli visita. Non dando la dovuta importanza a questa telefonata, il commissario, prima di lasciare l’ufficio in tarda serata, assegna al brigadiere il compito di recarsi il giorno seguente a casa del signor Roccella. Così, l’indomani, arrivando al villino, il brigadiere e gli agenti fanno la spiacevole scoperta del corpo di Roccella con un grumo di sangue vicino alla tempia che indica il foro di un proiettile. La prima ipotesi è il suicidio, ma una serie di indizi lo indica come una soluzione sbagliata e tende a favorire l’idea dell’omicidio. Attraverso una serie di interrogatori e strani fatti verificatisi immediatamente dopo la scoperta del corpo, il brigadiere arriverà alla soluzione del caso.
    Nel romanzo sono presenti numerosi personaggi, ma si tratta in quasi tutti i casi di personaggi secondari, solitamente persone interrogate dalla polizia in merito all’uccisione di Roccella. Tra questi troviamo il figlio e la moglie della vittima, un anziano professore, un automobilista, un prete e diversi funzionari della polizia e dei carabinieri. Il protagonista è invece il brigadiere Antonio Lagandara e con lui troviamo altri personaggi principali, quali il commissario di polizia e la vittima.
    In “Una storia semplice” lo spazio ha funzione oggettiva e i fatti si svolgono in un passato imprecisato.
    In questa storia il narratore è onnisciente e l’autore sfrutta questa tecnica per esprimere una critica nei confronti della giustizia, ma soprattutto delle forze dell’ordine, in Italia. Fa questo anche attraverso l’identità dell’assassino ed evidenziando la tendenza a concludere le indagini il prima possibile scegliendo la strada più corta, senza prestare attenzione alle piccole contraddizioni che a volte svelano la vera natura dei fatti. In questo contesto emerge anche il contrasto tra Polizia e Carabinieri, che spesso tende ad ostacolare le indagini.
    Personalmente, ho trovato questa lettura molto piacevole ed interessante. Sciascia aggiunge agli elementi del giallo un’evidente critica alla nostra società, spesso non presente o non esplicitata in altri romanzi polizieschi. Questo libro è lo specchio dei casi di cronaca nera, spesso non o non completamente risolti, che riempiono i quotidiani e i telegiornali. Infine, anche in questa opera sono presenti riferimenti a Luigi Pirandello, uno scrittore evidentemente particolarmente stimato dall’autore. E dove, se non in un romanzo giallo, le “maschere” di Pirandello sarebbero più azzeccate?

    ha scritto il 

  • 5

    Dati quegli ordini, e continuando a dire all'agente che era rimasto con lui di non toccar nulla, il brigadiere cominciò a fare il suo lavoro di osservazione, in funzione del rapporto scritto che gli t ...continua

    Dati quegli ordini, e continuando a dire all'agente che era rimasto con lui di non toccar nulla, il brigadiere cominciò a fare il suo lavoro di osservazione, in funzione del rapporto scritto che gli toccava poi fare: compito piuttosto ingrato sempre, i suoi anni di scuola e le sue non frequenti letture non bastando a metterlo in confidenza con l'italiano. Ma, curiosamente, il fatto di dover scrivere delle cose che vedeva, la preoccupazione, l'angoscia quasi, dava alla sua mente una capacità di selezione, di scelta, di essenzialità per cui sensato ed acuto finiva con l'essere quel che poi nella rete dello scrivere restava. Così è forse degli scrittori italiani del meridione, siciliani in specie: nonostante il liceo, l'università e le tante letture.

    Questo breve romanzo del 1989 è l'ultima opera di Leonardo Sciascia, che per l'idea del (quasi)ritrovamento di un famoso quadro, trafugato chissà da quanto, prese spunto da un vero fatto di cronaca: il furto di una tela di Caravaggio (ad oggi ancora dispersa) avvenuto a Palermo nel 1969.
    È una storia di sangue e di innocenti fatti fuori perché finiscono nel posto sbagliato al momento sbagliato, e magari si azzardano pure a fare la domanda sbagliata.
    È una storia di mafia in cui questa parola o i suoi sinonimi non vengono mai utilizzati.
    È anche una storia di gente perbene che si impegna per migliorare le cose, ma che nel farlo si ritrova a lottare su tanti, troppi fronti.
    È, in conclusione, una storia intricata ma raccontata per l'appunto in maniera svelta, diretta ed essenziale — in una parola: semplice —, a quella che per l'autore è la maniera degli scrittori siciliani, che lui, in questa sorta di testamento letterario, vuole rappresentare.
    5 stelline e segnarsi di rileggerlo di tanto in tanto.

    ha scritto il 

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