Una visita guidata

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca minima, 22)

3.7
(335)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 43 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845922731 | Isbn-13: 9788845922732 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Andrea Di Gregorio

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Umorismo , Non-narrativa

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Descrizione del libro
Alan Bennet dove meno ci si aspetterebbe di trovarlo: fra le sale della National Gallery, a raccontare grandi quadri - lui un cicerone diverso da qualsiasi altro, i lettori a ridere senza freni, come succede di ridere solo in classe o, appunto, alle visite guidate.
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  • 2

    Oggi va di moda parlare di storia dell’arte infilzando spiritosaggini: e neanche Alan Bennett, nominato nel 1993 trustee della National Gallery di Londra, riesce a resistere all’andazzo dei nostri tem ...continua

    Oggi va di moda parlare di storia dell’arte infilzando spiritosaggini: e neanche Alan Bennett, nominato nel 1993 trustee della National Gallery di Londra, riesce a resistere all’andazzo dei nostri tempi; anzi, v’indulge in modo particolarmente fastidioso perché le sue facezie, assai più sottili e garbate in altre opere, qui non sono sempre di stoffa molto fine. Pazienza, si dirà: ma in questo minuscolo libro le uniche due cose sostanziose sono la perorazione finale, sacrosanta, per condannare la concezione economicistica delle arti figurative, e la svalutazione velenosetta della figura di Berenson, a dir il vero un po’ ritardataria. D’altronde, non è da tutti saper fare gli svagati e intanto scavare in profondità com’erano capaci di fare, poniamo, il nostro Federico Zeri o, su d’un piano meno professionistico e professorale, un Mario Praz o un Giorgio Vigolo. Ma se questa mia irritazione verso un siffatto approccio appartiene dopotutto alla sfera del personale e dell’opinabile, temo che assai grave sia invece asserire allegramente, come fa a p.33 lo scrittore inglese, che la difficoltà nel decodificare un quadro come L’allegoria di Cupido e Venere del Bronzino, analogamente a ciò che avviene con tanti altri dipinti di soggetto mitologico e religioso, si possa accostare a quella che affronteranno presto gli spettatori di pellicole cinematografiche ai nostri occhi facili, popolari e chiarissime. Un conto è infatti accostare un genere oggi comprensibile e popolare come il cinema e molta pittura sacra quale si ammira per esempio nelle nostre chiese, un altro è invece metterla sullo stesso piano della tela del Bronzino, la quale viceversa era destinata ad un pubblico ristrettissimo d’intenditori, oppure ad opere volutamente enigmatiche o perché collegate alle vicende o alla cultura magari d’un singolo e preciso committente (così accade in parecchie opere di Giorgione, come ne dimostra la storia esegetica travagliata a sovrabbondante d’ipotesi confliggenti) o perché create in un periodo e in un clima culturale quale appunto il Manierismo, dove l’allusione ardita e preziosa, invisibile ai più o nebbiosa, era tenuta in particolare considerazione. A me pare che qui dalla faciloneria gratuita ma innocua Bennett sia caduto in un vero e proprio svarione storico: il che per un trustee della National Gallery non è proprio un bel biglietto di visita.

    ha scritto il 

  • 2

    VEDI"SCRITTO SUL CORPO" E "L'IMBARAZZO DELLA SCELTA"

    Pag.43 - 8.00 euro cm10x15 conferenza .... in quarta di copertina "...................i lettori a ridere senza freni,come succede di ridere solo in classe o,appunto,alle visite guidate"non è vero,al p ...continua

    Pag.43 - 8.00 euro cm10x15 conferenza .... in quarta di copertina "...................i lettori a ridere senza freni,come succede di ridere solo in classe o,appunto,alle visite guidate"non è vero,al più qualche sorriso.
    Anche qui voto di protesta.
    Letto altri commenti solo io mi sono indignata per qualità-prezzo,sarà perché sono ligure?????

    ha scritto il 

  • 2

    Conclusa la brevissima lettura di questo brevissimo libretto, la prima domanda che ci si fa è perché la quarta di copertina reciti «Alan Bennett, dove meno ci si aspetterebbe di trovarlo: fra le sale ...continua

    Conclusa la brevissima lettura di questo brevissimo libretto, la prima domanda che ci si fa è perché la quarta di copertina reciti «Alan Bennett, dove meno ci si aspetterebbe di trovarlo: fra le sale della National Gallery, a raccontare grandi quadri - lui un cicerone diverso da qualsiasi altro, i lettori a ridere senza freni, come succede di ridere solo in classe o, appunto, alle visite guidate». Bennett è un commediografo teatrale inglese che nel 1993 è stato nominato trustee alla National Gallery di Londra, e per l'occasione ha tenuto una conferenza sul suo rapporto con l'arte. Ora, un laureato di Oxford non mi sembra tanto improbabile trovarlo in un prestigioso museo inglese; non c'è alcuna visita guidata, ma appunto le sue impressioni artistiche in cui cita tanto opere della pinacoteca londinese quanto da altre gallerie; queste sbandierate grasse risate non sono arrivate nella maniera più assoluta, solo qualche tiepido sorriso ogni tanto. Il problema però è che nonostante la quarta di copertina fuorviante, non si è trattata di una cattiva lettura, semplicemente è ben diversa di quanto annunciato. Bennett descrive con humor inglese (molto tiepido, invero) i suoi traumi infantili tipo i puzzle che gli fanno sminuire la pittura olandese, o i fiori ritagliati che non gli fanno apprezzare le nature morte, eccetera. Vabè. Più interessante è notare come gli inglesi ritengano una pittoresca bizzarria l'iconografia dei santi cristiani, ma a ben pensarci ritengono una pittoresca bizzarria l'intera cristianità, quindi niente di nuovo. Non una lettura inutile, ma mettiamola così: fosse stato un articolo di giornale non l'avrei ritagliato per conservarmelo.

    ha scritto il 

  • 5

    "Giuda è la prova del fuoco del cristianesimo,è la maglietta macchiata di olio e ketchup che,lavata nel sangue dell'agnello,dovrebbe venire più bianca del bianco.Invece Giuda non viene mai menzionato:come Trotzkij sotto Stalin,è una non-persona."

    Amo i libri, è ovvio.
    Altrettanto ammo la pittura, e mi considero una discreta conoscitrice di musica.
    Amo anche il teatro, anche se recentemente non l'ho praticato quanto avrei voluto, ed amo moltiss ...continua

    Amo i libri, è ovvio.
    Altrettanto ammo la pittura, e mi considero una discreta conoscitrice di musica.
    Amo anche il teatro, anche se recentemente non l'ho praticato quanto avrei voluto, ed amo moltissimo il cinema.
    Ma adoro i film che parlano di libri, o quelli tratti dai libri, come adoro le commedie tratte da testi letterari o da opere classiche.
    Amo le colonne sonore ed in generale le musiche usate per i film -mi chiedo il perchè della scelta, cerco di sovrapporre le emozioni, del visto e del sentito, e spesso mi rimane un tutt'unico- , ed impazzisco per i libri che parlano di musica, o di cinema. O, cosa più rara, di pittura.
    Alan Bennett è una specie di mito, un folletto irresistibilmente umoristico, e questo è un dato di fatto. Qui è molto più contenuto, limitato probabilmente ed instradato dal tipo di consegna: il testo infatti è quello di una conferenza, corredata di tutte le slides del caso, che Bennett tenne nel 1993, quando fu nominato trustee della National Gallery.
    Quello che ho trovato di grandioso in questo libro è questo modo di guardare alle persone dipinte come a degli amici, ed è quello che ho sempre fatto io, colpevolizzandomi un po' per la mia irriverenza.
    Ma la signora Arnolfini, l'ermellino della dama, il pavone di San Girolamo o il buon San Sebastiano con le cosce fuori e l'espressione mogia fanno un po' parte della famiglia, no?, come le vecchie foto di qualche zia semisconosciuta che sbucano dalla scatola di foto della nonna, più o meno è lo stesso. Per me e pure per Bennett: i migliori, oserei dire!

    ha scritto il 

  • 4

    Libricino piccolo piccolo (una trentina di pagine) ma molto intrigante…..carino,divertente,intelligente… Bennett ci guida attraverso la descrizione di alcuni quadri con delle divagazioni sfiziose,mi è ...continua

    Libricino piccolo piccolo (una trentina di pagine) ma molto intrigante…..carino,divertente,intelligente… Bennett ci guida attraverso la descrizione di alcuni quadri con delle divagazioni sfiziose,mi è piaciuto

    ha scritto il 

  • 4

    Un approccio DAVVERO divertente al mondo dell'arte, che viene un po smitizzata e resa meno austera agli occhi del pubblico. La voce di Alan Bennet è sempre fresca e vivace, ed in poche pagine rende un ...continua

    Un approccio DAVVERO divertente al mondo dell'arte, che viene un po smitizzata e resa meno austera agli occhi del pubblico. La voce di Alan Bennet è sempre fresca e vivace, ed in poche pagine rende una lettrice come me estremamente soddisfatta.

    ha scritto il 

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