Und Nietzsche Weinte

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Verleger: Wilhelm Goldmann Verlag GmbH

4.2
(1165)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 447 | Format: Paperback | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Chi traditional , Spanish , Italian , Portuguese , French , Chi simplified

Isbn-10: 3442720117 | Isbn-13: 9783442720118 | Publish date: 

Auch verfügbar als: Hardcover

Category: Fiction & Literature , Health, Mind & Body , Philosophy

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Buchbeschreibung
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  • *** Dieser Kommentar enthält Spoiler! ***

    3

    Peccato per la lentezza

    Molti altri libri sono una commistione di verità storica e fantasia, ma questo, a differenza di tanti altri, diciamo che tira per la giacca uno dei miti della letteratura e della cultura degli ultimi ...weiter

    Molti altri libri sono una commistione di verità storica e fantasia, ma questo, a differenza di tanti altri, diciamo che tira per la giacca uno dei miti della letteratura e della cultura degli ultimi due secoli: Friedrich Nietzsche.

    Fa uno strano effetto leggere di Nietzsche mentre non è impegnato a distribuire aforismi filosofici adamantini, ma cerca di aiutare un eminente medico (futuro inventore della psicoterapia, la cura del parlare, come viene chiamata nel testo), mettendo in risalto le sue caratteristiche umane, diciamo scendendo dal piedistallo delle pagine dei libri di filosofia; questo è un merito che al libro va riconosciuto, ma il ritmo della narrazione è molto farraginoso, lento a volte oltre il limite della noia, e non dico delle discussioni filosofiche tra Breuer e Nietzsche, quelle sono molto godibili, ma nelle formulazioni interminabili di pensieri e azioni raccontati in terza persona, tra un dialogo e l'altro: quanto sono brillanti quelli tra Nietzsche e Breuer, tanto sono pesanti e molto spesso troppo scontati quelli tra Breuer e gli altri personaggi, così come è scontato che Breuer, almeno all'inizio, non capisca assolutamente come prendere Nietzsche, quasi a voler rimarcare la sua superiorità di pensatore rispetto a tutti gli altri.
    Non è una brutta storia, anzi, e per questo le stelle sono tre e non meno, nel mio giudizio, ma la pesantezza ha rischiato molto spesso di farmi abbandonare la lettura prima della fine, ed è per questo che le stelle sono solo tre.

    gesagt am 

  • 0

    In questo libro Yalom (uno dei nomi fondamentali riguardo alla psicoterapia di gruppo) narra di Breuer, 14 anni più grande di Freud e paterno antesignano della psicoanalisi.

    Il problema è che narra u ...weiter

    In questo libro Yalom (uno dei nomi fondamentali riguardo alla psicoterapia di gruppo) narra di Breuer, 14 anni più grande di Freud e paterno antesignano della psicoanalisi.

    Il problema è che narra un episodio (il rapporto con Nietzesche e la sua cura) inventato di sana pianta, creando così una terapia che non ha mai avuto luogo, per quanto radicata nell'immaginario, per fini letterari. Capisco il mito ma io dico no.

    gesagt am 

  • 5

    Geniale dibattito psicologico/filosofico tra storia e fantasia

    Le lacrime di Nietzsche è un romanzo di Irving D. Yalom, scrittore e psichiatra statunitense. La grande genialata di questo libro è che Yalom, che padroneggia la materia psicologica, immagina e mette ...weiter

    Le lacrime di Nietzsche è un romanzo di Irving D. Yalom, scrittore e psichiatra statunitense. La grande genialata di questo libro è che Yalom, che padroneggia la materia psicologica, immagina e mette su carta un'inesistente, ma effettivamente verosimile, incontro tra Friedrich Nietzsche e Joseph Breuer creando una storia piena di battaglie verbali che spaziano dalla psicologia alla filosofia, creando così un fantastico espediente letterario che narra la nascita della psicanalisi.

    Continua sul mio blog: http://metapiacere.blogspot.it/2016/04/lutti-settimanali-daredevil-st2-e-le.html

    gesagt am 

  • 5

    Riflessioni...

    Se avessi conosciuto Nietzsche, probabilmente non gli sarei piaciuta. In quanto donna, sarebbe stato assai probabile che mi avrebbe liquidata senza nemmeno degnarmi di uno sguardo. La lettura di quest ...weiter

    Se avessi conosciuto Nietzsche, probabilmente non gli sarei piaciuta. In quanto donna, sarebbe stato assai probabile che mi avrebbe liquidata senza nemmeno degnarmi di uno sguardo. La lettura di questo libro,però, mi ha portato ad immaginare cosa gli avrei chiesto se, per una serie di fortunati eventi e se fossi in possesso di un Tardis come Doctor Who, potessi avere l'onore di incontrarlo.
    Non importa se Nietzsche non mi calcolerebbe di pezza. Lo inseguirei, gli correrei dietro, farei in modo di trovarmi sullo stesso vagone del treno nei suoi numerosi spostamenti da un luogo all'altro e, al volo, gli urlerei: "Professor Nietzsche, voi dite che ognuno di noi deve diventare se stesso, deve diventare forte. Ma se il nostro vero "io" fosse debole, invece? Diventare se stessi non vuol dire, anche, accettare noi stessi per ciò che siamo? Se la natura di una persona è debole, come potrà mai diventare forte?"
    Comunque, sempre per la teoria di Nietzsche sull'eterno ritorno, non solo questa conversazione non avrà mai luogo, ma sarò destinata per l'eternità a ripetermi questa domanda in continuazione senza poter mai sapere cosa mi risponderebbe il Professore.
    Al di là delle mie riflessioni, "Le lacrime di Nietzsche" è un libro imperdibile!

    gesagt am 

  • 3

    Ogni individuo deve scegliere la verità che è in grado di tollerare

    Tutto incentrato su dialoghi immaginari tra il medico psichiatra Breuer e un ancora sconosciuto Nietzsche, è una riflessione sul significato dell’esistenza ed è anche l’esperimento, da parte del Dott. ...weiter

    Tutto incentrato su dialoghi immaginari tra il medico psichiatra Breuer e un ancora sconosciuto Nietzsche, è una riflessione sul significato dell’esistenza ed è anche l’esperimento, da parte del Dott. Breuer, di un nuovo metodo di cura che consiste nell’utilizzare la parola, il dialogo come terapia, e che avrà risvolti inaspettati.
    Libro interessante, insolito, stimolante, un intreccio tra psicologia e filosofia agli albori della psicanalisi.
    P.S.: non deve essere considerato un libro di filosofia né tantomeno di psicanalisi; è solo un romanzo

    gesagt am 

  • 4

    Quando la filosofia incontra la psicanalisi.

    Vienna, ultimi anni dell' ottocento. Siamo nel cuore pulsante dell'Europa e della sua cultura di questo periodo, e non deve stupire che persone che si preparano a cambiare per sempre la storia del pen ...weiter

    Vienna, ultimi anni dell' ottocento. Siamo nel cuore pulsante dell'Europa e della sua cultura di questo periodo, e non deve stupire che persone che si preparano a cambiare per sempre la storia del pensiero si incontrino e si scontrino. Da questa verosimiglianza nasce la suggestiva idea che Irvin Jalom sviluppa in questo libro: il confronto tra Friedrich Nietzsche, pilastro della filosofia contemporanea, ed il professor Breuer, mentore di Freud e virtuale fondatore della psicoanalisi.

    Non nascondo che la parte che più di tutte mi ha coinvolto sia stato il ritratto che Yalom dà di Nietzsche: agli occhi di un cristiano non può restare indifferente l'uscita di questo genio del male ("Dio è morto"), che costruirà tutto il suo pensiero sulla negazione dell'assoluto. Che impressione se ne trae dell'autore di "Umano, troppo umano?" Non è possibile ovviamente valutare la corrispondenza tra il personaggio del romanzo ed il vero filosofo, certo si può dire che il risultato è abbastanza compatibile con le reali opere di Nietzsche, e questo va ascritto a merito del lavoro di Yalom.

    Friedrich Nietzsche è tutto meno che un uomo felice. Solitario, sofferente e pieno di rancore a causa di una relazione sentimentale fallita e dell' incapacità di costruirne altre, è alla disperata ricerca di una struttura di pensiero che gli consenta di costruirsi una difesa, di fronte all'abisso che si è spalancato tra quello che è e quello che vorrebbe essere. Da questa forsennata ricerca nascono un feroce disincanto, un cinismo affilato come un pugnale, la negazione di ogni forma di morale nel rapporto tra gli uomini.

    Tutto nel pensiero di Friedrich è volontà di potenza. Persino nelle discussioni con il dottor Breuer (che a seguito di una richiesta della conturbante Lou Salomè ha accettato di incontrare e analizzare Nietzsche), il filosofo svizzero appare ossessionato dal non lasciar construire una qualsivoglia forma di potere tra il medico ed il paziente. Non c'è fiducia, non c'è sentimento, non c'è nulla di nulla.

    Ho sempre pensato che lo spaventoso odio di Nietzsche e Marx verso Dio rappresentassero il fallimento ultimo del positivismo ottocentesco, insieme all' altare che entrambi hanno costruito in onore della realtà come la scienza ce la presenta senza niente più, e del conseguente radicale meccanicismo. A cosa sono giunti questi due grandi della filosofia contemporanea, lungo questo sentiero? La negazione dell'individuo e l'ossessionante inseguimento di una chimera (a costo della miseria e della morte della moglie e dei figli) per il secondo; depressione, furore e volontà di potenza per il primo.
    Entrambi sembrano essersi dimenticati che quando Dio lo si uccide, dopo tre giorni risorge sempre. Non è vero questo nel loro caso.

    Ne "Le lacrime di Nietzsche" ho trovato confermate queste mie considerazioni: mettere il super-uomo al centro di un universo vuoto, libero dal concetto stesso di disubbidienza, costringe il personaggio Nientzsche, sotto la acutissima analisi di Breuer, a guardarsi allo specchio ed ad ammettere che almeno in parte il suo desiderio di distruzione nasce dall'impossibilità di fare i conti con la propria debolezza ed il proprio fallimento (che sono la debolezza ed il fallimento di tutti); e che inevitablmente il Super uomo sarà sicuramente libero, ma solo ed infelice.

    Ed il dottor Breuer? Altro personaggio leggendario dei tempi d'oro della medicina, oltre ad aver portato a termine ricerche importantissime per il progresso della scienza, questo medico viennese è stato uno dei padri fondatori della psicanalisi. Ne so troppo poco sull'argomento per dare un giudizio, ma credo che questo psicanalista ante litteram sia un personaggio molto più piatto della sua controparte. Anche se resta comunque bella la parte della storia che riguarda la resa dei conti del medico con la sua vita (a cui l'incontro con Nietzsche lo ha costretto), incluso il ricorso all'ipnosi terapeutica, non posso escludere che buona parte del fascino di quelle pagine sia dovuta al pensiero che quel ragazzino a cui Breuer confida i dubbi ed i tormenti che Nietzsche ha generato in lui sia in realtà un'altra leggenda della cultura europea del Novecento: Sigmund Freud.

    E lo incontreremo, Freud, in un'altra tappa del viaggio che Yalom sta compiendo nella storia del nostro pensiero. Alla prossima volta, Irvin.

    gesagt am 

  • 4

    E' un bellissimo romanzo, che scorre in modo piacevole. Ha soprattutto il merito di farci ragionare su molti dei nostri comportamenti. Yalum riesce con un tratto lieve, ma mai banale, a coinvolgere il ...weiter

    E' un bellissimo romanzo, che scorre in modo piacevole. Ha soprattutto il merito di farci ragionare su molti dei nostri comportamenti. Yalum riesce con un tratto lieve, ma mai banale, a coinvolgere il lettore in quelli che sono, da sempre, i veri e grandi interrogativi eistenziali della vita. Da una parte Nietzsche che accettando il proprio destino (Amor fati), teorizzandolo come eterno ritorno del tempo, gli permette di teorizzare "il divenire ciò che si è". Dall'altra Breuer, che alla fine dell'incontro con il filosofo imparerà a comprendere chi lui sia veramente e così accettare il proprio cammino nella vita. Yalum ci dice anche che la nostra sofferenza psichica non la dobbiamo cercare solo al di fuori di noi, ma si annida soprattutto dentro di noi. La moglie di Breuer, Anna O (Bertha) e Lou Salomè sono le scintille che scatenano le sofferenze di Nietzsche e Breuer, ma il romanzo ci dimostra che tali sofferenze erano ben più psichicamente radicate al loro interno.
    E' un pozzo inesauribile di riflessioni. Ma due di esse mi hanno particolarmente colpito. Una dica: "evitare di guardare troppo indietro, perchè il tempo dei bilanci è un tempo vano, ridicolo e sfuggente" e la seconda: "la chiave per vivere bene è prima di tutto volere ciò che è necessario e poi amare ciò che si è voluto".
    Un libro da leggere e su cui riflettere tentando, almeno per un attimo, d'uscire dalla meschinità dell'esistente quotidiano. "Ti sei lamentato di non avere mai conosciuto la libertà? La tua bontà, il tuo dovere, la tua fede: eccole le sbarre della prigione in cui sei rinchiuso. Di simili meschine virtù morirai. Devi imparare a conoscere il tuo lato cattivo".
    E per concludere, un'ultima citazione: "Se nessuno ascolta, viene semplicemente naturale gridare!"

    gesagt am 

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