Venere privata

Di

Editore: Garzanti Libri (Gli elefanti)

4.0
(1829)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 252 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Spagnolo , Inglese

Isbn-10: 8811668565 | Isbn-13: 9788811668565 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Luca Doninelli

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
In appendice: Io, Vladimir Scerbanenko.

Le piccole idee della società dei consumi muoino nei prati di periferia, ed è quasi sempre inutile indagare. L'omertà salva gli sfruttatori. Ma Duca Lamberti pensa che sia necessario insistere, comunque: "Più ne schiacci e più ce ne sono. E va bene, tenerezza mia, ma forse bisogna schiacciarli lo stesso".Venere privata, pubblicato per la prima volta nel 1966, è il primo romanzo della serie dedicata a Duca Lamberti.

"Il mondo il Scerbanenco è un mondo completamente nero e immobile. I romanzi di Scerbanenco non conoscono nessun movimento, nessuno svolgimento. L'unico svolgimento riguarda il lettore, cui Serbanenco somministra la realtà dei fatti a piccole dosi, poco per volta. Ma la realtà, l'orribile nera realtà c'è da sempre, è sempre quella e continuerà ad essere quella dopo che il teatrino del bene avrà chiuso il sipario. A chi, cittadino di questo disperatissimo mondo, non abbia propensione al suicidio, non restano che due vie: o la completa distrazione e l'assuefazione. La vita è una droga, o la combatti con altre droghe o l'assumi fino in fondo".
(dalla prefazione di Luca Doninelli)
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  • 3

    Un giallo italiano degli anni '60

    Avvertenza 1
    Evitare di leggere la presentazione.
    Non già perché sia noiosa e scritta male. Anzi.
    Luca Doninelli usa uno stile sanguigno che stimola l'interesse del lettore. Tuttavia si macchia di una ...continua

    Avvertenza 1
    Evitare di leggere la presentazione.
    Non già perché sia noiosa e scritta male. Anzi.
    Luca Doninelli usa uno stile sanguigno che stimola l'interesse del lettore. Tuttavia si macchia di una colpa imperdonabile, trattandosi di un thriller: fa uno spoiler. Pure impreciso.
    Avvertenza 2
    Non mancare lo scritto autobiografico in appendice: "Io, Vladimir Scerbanenko". Aiuta molto a comprendere l"autore. Ed è bello
    Quanto al romanzo, ci appare oggi una gradevole lettura di genere.
    Che purtroppo mostra tutti gli anni che ha - mezzo secolo.
    Il tempo passato lo si sente tutto nella lingua. Nei riferimenti socioculturali. E da ultimo nello stesso plot, o più esattamente nella sua soluzione finale
    I nostri tempi sono molto più incerti, ambigui, disperati. A cominciare dalla conclusione dei gialli.

    ha scritto il 

  • 3

    Gli albori del Duca

    Riparto dal primo episodio, avendo già letto l'ultimo. Sono storie autonome, dunque non è un grosso problema. Qui il protagonista viene delineato nei suoi tratti principali e in prima persona racconta ...continua

    Riparto dal primo episodio, avendo già letto l'ultimo. Sono storie autonome, dunque non è un grosso problema. Qui il protagonista viene delineato nei suoi tratti principali e in prima persona racconta le sue vicissitudini recenti. Un caso umano da seguire e un caso criminale da sbrogliare, per lui che è figlio di poliziotto, ma medico (reietto) di professione. Un binomio che funziona, ma il ritmo è più lento rispetto a "I milanesi ammazzano al sabato", trovo anche qualche inciampo nella lettura. L'appendice in cui Scerbanenco racconta la sua VERA storia vale però una stella da sola. E con sé la voglia di continuare a leggere le storie che mancano prima del ricongiungimento tra inizio e conclusione delle avventure del Duca.

    ha scritto il 

  • 4

    Come primo approccio con questo scrittore sono rimasta soddisfatta. Interessante l'indagine nella Milano del boom economico, e mi sono piaciute molto alcune descrizioni della citta' , ne cito una che ...continua

    Come primo approccio con questo scrittore sono rimasta soddisfatta. Interessante l'indagine nella Milano del boom economico, e mi sono piaciute molto alcune descrizioni della citta' , ne cito una che mi ha colpito maggiormente " Era un'ora studiata (dalle 2 alle 3 del pomeriggio), la Milano che può dorme in casa, la Milano che non può, vinta dal caldo, dorme per le strade, sui tram, negli uffici, nelle fabbriche, un'ora più solitaria e discreta di qualunque momento della notte." Duca Lamberti mi piace perche' non nasce investigatore ma lo diventa per necessita' e per questo me lo fa apparire piu' umano.

    ha scritto il 

  • 5

    che dire? Di Scerbanenco non si può dir che bene. "Venere privata" ha cinquant'anni ormai, eppure è così estremamente attuale, sembra un romanzo appena scritto. Un noir accattivante, con il freddo Duc ...continua

    che dire? Di Scerbanenco non si può dir che bene. "Venere privata" ha cinquant'anni ormai, eppure è così estremamente attuale, sembra un romanzo appena scritto. Un noir accattivante, con il freddo Duca Lamberti che si trova ad indagare (per caso) sulla misteriosa morte di una bella ragazza di provincia, finita in città e caduta in un vortice di degrado. Un romanzo coraggioso, audace, bello, anzi no... bellissimo.

    ha scritto il 

  • 3

    Buon romanzo, che non mi ha convinta del tutto

    Un romanzo con molti pro, e qualche contro.
    Iniziamo con quello che non mi ha convinta: inizio lentissimo, entra nelle vicende dopo una quarantina di pagine e per un romanzo lungo solo centoventi, è d ...continua

    Un romanzo con molti pro, e qualche contro.
    Iniziamo con quello che non mi ha convinta: inizio lentissimo, entra nelle vicende dopo una quarantina di pagine e per un romanzo lungo solo centoventi, è davvero troppo.
    Pro: è una affresco della Milano anni '60, ti trasporta in quel periodo e infatti non capisco chi lo critica per le posizioni sull'omosessualità: ragazzi è stato scritto nel 1966! L'uso del termine "invertito", la visione maschilista delle donne, la legittimazione della violenza nelle forze dell'ordine, tutto va inserito in quel periodo. Anzi secondo me il merito di Scerbanenco è stato proprio di trattare un tema così scottante come lo sfruttamento della prostituzione.
    Consiglio: evitate di leggere la prefazione di Doninelli perchè vi spoilera quanto accade a Livia.

    ha scritto il 

  • 5

    A me sembra un romanzo lucidissimo e molto attuale, tanto che non comprendo affatto chi lo taccia di essere ormai passato e difficile da assaporare fino in fondo. Lavoro magistrale, mi pento di aver a ...continua

    A me sembra un romanzo lucidissimo e molto attuale, tanto che non comprendo affatto chi lo taccia di essere ormai passato e difficile da assaporare fino in fondo. Lavoro magistrale, mi pento di aver aspettato tutti questi anni prima di leggerlo.

    ha scritto il 

  • 3

    Per come sono costruiti i gialli di Scerbanenco sono d'antan.Allora erano romanzi “scandalistici”, trattando temi che i più volevano nascondere. Ma incredibile: i temi sono validi anche 50 anni dopo. ...continua

    Per come sono costruiti i gialli di Scerbanenco sono d'antan.Allora erano romanzi “scandalistici”, trattando temi che i più volevano nascondere. Ma incredibile: i temi sono validi anche 50 anni dopo.

    ha scritto il 

  • 4

    Senza tempo.

    Un bellissimo libro giallo senza tempo, che sembra scritto ieri, e invece è del 1966.
    C'è onestà, crudezza, violenza, schiettezza nell'opera.
    Ci sono riflessioni profonde, che scavano, che danno fasti ...continua

    Un bellissimo libro giallo senza tempo, che sembra scritto ieri, e invece è del 1966.
    C'è onestà, crudezza, violenza, schiettezza nell'opera.
    Ci sono riflessioni profonde, che scavano, che danno fastidio, allora come oggi.
    Bastano poche frasi a Scerbanenko per descriverti un intero universo.

    ha scritto il 

  • 4

    Quando Marlowe atterra a Milano (ma non è meneghino, bensì romagnolo*) i cattivi piangono.
    Folgorante nella crudezza narrativa, nelle sue lapidarie asserzioni, senza una sbavatura o una riga superflua ...continua

    Quando Marlowe atterra a Milano (ma non è meneghino, bensì romagnolo*) i cattivi piangono.
    Folgorante nella crudezza narrativa, nelle sue lapidarie asserzioni, senza una sbavatura o una riga superflua, ma un po' troppo sfolgorante nel tratteggiare Duca, il supereroe con macchia che non sbaglia una parola.
    Il paesone Milano – coi suoi nouveaux riches e madama borghesia - raccontato da S. fa un po' sorridere. Così come la società che partorisce le perversioni di Venere privata è stata sotterrata da varie ere di palazzinari, milanodue, yuppy rampanti dediti alla milanodabere, fescionuik e fuorisalonedelmobile (si dice che bastasse dragare le fognature per farsi un carico di coca, neve a Milano era un banalissimo gioco di parole che solo copywriter strafatti potevano trovare divertente), tanto che oggi pare come i centrini all'uncinetto della zia Marisa. Grandissima abilità per realizzare una trama un po' d'antan (ma basta attendere e D&G li riporteranno di moda). Rimane comunque il fatto che si tratta di un ottimo romanzo, e ce ne fossero così!

    *non so che romagnoli abbia frequentato Scerby per scegliere proprio questa enclave culturale per i natali di Duca, ma temo che al bravo Lamperti – che pure sfoggia un bel po' del nostro sano pragmatismo e altrettanta sfacciataggine e cocciutaggine, nonché la totale mancanza di piaggeria e sussiego – manchi quell'1% di sboronaggine mista ad autoironia che salva i romagnoli anche nelle situazioni più becere. Magari nei prossimi romanzi ne scoprirò di più ….

    ha scritto il 

  • 4

    Duca Lamberti è un ex medico...

    ...radiato dall'albo e fresco di galera per aver praticato l'eutanasia su di una anziana paziente, deve cercarsi un lavoro e lo trova grazie ad un collega del padre (che era poliziotto) ma è uno stran ...continua

    ...radiato dall'albo e fresco di galera per aver praticato l'eutanasia su di una anziana paziente, deve cercarsi un lavoro e lo trova grazie ad un collega del padre (che era poliziotto) ma è uno strano lavoro. Deve guarire dall'alcolismo (ma è più disperazione) un giovane uomo e la cura si trasforma in una indagine. Le indagini di Scerbanenco finiscono sempre con l'individuazione dei colpevoli ma sono tutt'altro che a lieto fine.

    ha scritto il 

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