Venere privata

Di

Editore: Garzanti Libri (Gli elefanti)

4.0
(1849)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 252 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Spagnolo , Inglese

Isbn-10: 8811668565 | Isbn-13: 9788811668565 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Luca Doninelli

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
In appendice: Io, Vladimir Scerbanenko.

Le piccole idee della società dei consumi muoino nei prati di periferia, ed è quasi sempre inutile indagare. L'omertà salva gli sfruttatori. Ma Duca Lamberti pensa che sia necessario insistere, comunque: "Più ne schiacci e più ce ne sono. E va bene, tenerezza mia, ma forse bisogna schiacciarli lo stesso".Venere privata, pubblicato per la prima volta nel 1966, è il primo romanzo della serie dedicata a Duca Lamberti.

"Il mondo il Scerbanenco è un mondo completamente nero e immobile. I romanzi di Scerbanenco non conoscono nessun movimento, nessuno svolgimento. L'unico svolgimento riguarda il lettore, cui Serbanenco somministra la realtà dei fatti a piccole dosi, poco per volta. Ma la realtà, l'orribile nera realtà c'è da sempre, è sempre quella e continuerà ad essere quella dopo che il teatrino del bene avrà chiuso il sipario. A chi, cittadino di questo disperatissimo mondo, non abbia propensione al suicidio, non restano che due vie: o la completa distrazione e l'assuefazione. La vita è una droga, o la combatti con altre droghe o l'assumi fino in fondo".
(dalla prefazione di Luca Doninelli)
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  • 4

    Il primo appuntamento con Duca Lamberti è andato benissimo.
    Siamo stati insieme un paio di sere e mi ha convinto a volerlo conoscere meglio.
    Sicuramente leggerò tutta la serie.

    ha scritto il 

  • 4

    In Venere Privata edito nel 1966 fa la sua prima apparizione Duca Lamberti, medico radiato dall’albo che grazie all’amicizia con un commissario, ritrovatosi senza lavoro, accetta di aiutare il figlio ...continua

    In Venere Privata edito nel 1966 fa la sua prima apparizione Duca Lamberti, medico radiato dall’albo che grazie all’amicizia con un commissario, ritrovatosi senza lavoro, accetta di aiutare il figlio di un ricco industriale ad uscire dal tunnel dell’alcol. Si ritroverà però a dover fare i conti con ben altro vestendo i panni dell’investigatore.
    Scerbanenco racconta questa volta il mondo della prostituzione nella notturna Milano di quegli anni, dove il suo attento protagonista insegue eroi e antieroi in un ambiente spesso degradato. Qualche volta la trama ha zoppicato, ma anche senza grandi colpi di scena è un buon libro.
    È sempre una bella sensazione leggere romanzi che svolgono la loro narrazione nelle strade e vie che si percorrono quotidianamente.

    ha scritto il 

  • 4

    Umanità varie

    Conosco Scerbabenco da tempo, ma solo di rimbalzo, perché amo i film noir di Di Leo che pescano a piene mani dalle sue pagine.
    Ora posso dire di averlo letto, e anche se ancora non mi so spiegare di p ...continua

    Conosco Scerbabenco da tempo, ma solo di rimbalzo, perché amo i film noir di Di Leo che pescano a piene mani dalle sue pagine.
    Ora posso dire di averlo letto, e anche se ancora non mi so spiegare di preciso cosa sia stato a catturarmi in 'Venere privata', il primo romanzo della serie su Duca Lamberti, sta di fatto che è riuscito a portarmi nel suo viaggio tra le vie di una Milano che fu, quella degli anni '60.
    Non certo per Milano in sé, almeno credo immagino penso spero, ma per la tipologia di personaggi che la popolano, un'umanità problematica, ambigua, che per necessità o cupidigia si infila tra le braccia della prostituzione e dell'omicidio, che sceglie, pagandone il prezzo, di avere a che fare con l'eutanasia e l'alcolismo. Tutti temi scottanti, da non sottovalutare visto il luogo e l'anno di pubblicazione, l'Italia e il 1966.

    Leggevo qui e là che Scerbanenco risulta un autore datato. Bah! Ho alcune foto di mia nonna vecchie e ingiallite, per questo le dovrei considerare meno preziose di quelle che vengono vomitate a catena oggi col digitale? Stronzate.
    Scerbanenco non corre, non come si corre oggi almeno, non mi pare averne bisogno, è più flemmatico, ha il passo di chi vuol cogliere gli umori della società che lo circonda, semplicemente, e scrivere ciò che vede senza tirarsi indietro.

    ha scritto il 

  • 3

    Un giallo italiano degli anni '60

    Avvertenza 1
    Evitare di leggere la presentazione.
    Non già perché sia noiosa e scritta male. Anzi.
    Luca Doninelli usa uno stile sanguigno che stimola l'interesse del lettore. Tuttavia si macchia di una ...continua

    Avvertenza 1
    Evitare di leggere la presentazione.
    Non già perché sia noiosa e scritta male. Anzi.
    Luca Doninelli usa uno stile sanguigno che stimola l'interesse del lettore. Tuttavia si macchia di una colpa imperdonabile, trattandosi di un thriller: fa uno spoiler. Pure impreciso.
    Avvertenza 2
    Non mancare lo scritto autobiografico in appendice: "Io, Vladimir Scerbanenko". Aiuta molto a comprendere l"autore. Ed è bello
    Quanto al romanzo, ci appare oggi una gradevole lettura di genere.
    Che purtroppo mostra tutti gli anni che ha - mezzo secolo.
    Il tempo passato lo si sente tutto nella lingua. Nei riferimenti socioculturali. E da ultimo nello stesso plot, o più esattamente nella sua soluzione finale
    I nostri tempi sono molto più incerti, ambigui, disperati. A cominciare dalla conclusione dei gialli.

    ha scritto il 

  • 3

    Gli albori del Duca

    Riparto dal primo episodio, avendo già letto l'ultimo. Sono storie autonome, dunque non è un grosso problema. Qui il protagonista viene delineato nei suoi tratti principali e in prima persona racconta ...continua

    Riparto dal primo episodio, avendo già letto l'ultimo. Sono storie autonome, dunque non è un grosso problema. Qui il protagonista viene delineato nei suoi tratti principali e in prima persona racconta le sue vicissitudini recenti. Un caso umano da seguire e un caso criminale da sbrogliare, per lui che è figlio di poliziotto, ma medico (reietto) di professione. Un binomio che funziona, ma il ritmo è più lento rispetto a "I milanesi ammazzano al sabato", trovo anche qualche inciampo nella lettura. L'appendice in cui Scerbanenco racconta la sua VERA storia vale però una stella da sola. E con sé la voglia di continuare a leggere gli episodi che mancano prima del ricongiungimento tra inizio e conclusione delle avventure del Duca.

    ha scritto il 

  • 4

    Come primo approccio con questo scrittore sono rimasta soddisfatta. Interessante l'indagine nella Milano del boom economico, e mi sono piaciute molto alcune descrizioni della citta' , ne cito una che ...continua

    Come primo approccio con questo scrittore sono rimasta soddisfatta. Interessante l'indagine nella Milano del boom economico, e mi sono piaciute molto alcune descrizioni della citta' , ne cito una che mi ha colpito maggiormente " Era un'ora studiata (dalle 2 alle 3 del pomeriggio), la Milano che può dorme in casa, la Milano che non può, vinta dal caldo, dorme per le strade, sui tram, negli uffici, nelle fabbriche, un'ora più solitaria e discreta di qualunque momento della notte." Duca Lamberti mi piace perche' non nasce investigatore ma lo diventa per necessita' e per questo me lo fa apparire piu' umano.

    ha scritto il 

  • 5

    che dire? Di Scerbanenco non si può dir che bene. "Venere privata" ha cinquant'anni ormai, eppure è così estremamente attuale, sembra un romanzo appena scritto. Un noir accattivante, con il freddo Duc ...continua

    che dire? Di Scerbanenco non si può dir che bene. "Venere privata" ha cinquant'anni ormai, eppure è così estremamente attuale, sembra un romanzo appena scritto. Un noir accattivante, con il freddo Duca Lamberti che si trova ad indagare (per caso) sulla misteriosa morte di una bella ragazza di provincia, finita in città e caduta in un vortice di degrado. Un romanzo coraggioso, audace, bello, anzi no... bellissimo.

    ha scritto il 

  • 3

    Buon romanzo, che non mi ha convinta del tutto

    Un romanzo con molti pro, e qualche contro.
    Iniziamo con quello che non mi ha convinta: inizio lentissimo, entra nelle vicende dopo una quarantina di pagine e per un romanzo lungo solo centoventi, è d ...continua

    Un romanzo con molti pro, e qualche contro.
    Iniziamo con quello che non mi ha convinta: inizio lentissimo, entra nelle vicende dopo una quarantina di pagine e per un romanzo lungo solo centoventi, è davvero troppo.
    Pro: è una affresco della Milano anni '60, ti trasporta in quel periodo e infatti non capisco chi lo critica per le posizioni sull'omosessualità: ragazzi è stato scritto nel 1966! L'uso del termine "invertito", la visione maschilista delle donne, la legittimazione della violenza nelle forze dell'ordine, tutto va inserito in quel periodo. Anzi secondo me il merito di Scerbanenco è stato proprio di trattare un tema così scottante come lo sfruttamento della prostituzione.
    Consiglio: evitate di leggere la prefazione di Doninelli perchè vi spoilera quanto accade a Livia.

    ha scritto il 

  • 5

    A me sembra un romanzo lucidissimo e molto attuale, tanto che non comprendo affatto chi lo taccia di essere ormai passato e difficile da assaporare fino in fondo. Lavoro magistrale, mi pento di aver a ...continua

    A me sembra un romanzo lucidissimo e molto attuale, tanto che non comprendo affatto chi lo taccia di essere ormai passato e difficile da assaporare fino in fondo. Lavoro magistrale, mi pento di aver aspettato tutti questi anni prima di leggerlo.

    ha scritto il 

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