Venti corpi nella neve

Il commissario Serra indaga a Case Rosse

Di

Editore: timeCRIME

3.7
(338)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 336 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8866880027 | Isbn-13: 9788866880028 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Case Rosse, minuscolo borgo nell’Appennino tosco-emiliano, ha un primato: è la sede del commissariato più piccolo d’Italia, diretto da Roberto Serra – che viene da Roma ed è considerato uno ed fòra – con l’aiuto dell’agente Manzini. Non succede mai nulla se non qualche rissa tra ubriachi il sabato sera. Ma la notte del Capodanno del 1995 una telefonata sveglia Manzini in piena notte. Ci sono tre cadaveri al Prà grand, uccisi senza pietà. I due poliziotti accorrono sul luogo del delitto e uno spettacolo raccapricciante si presenta ai loro occhi: un uomo, una donna e una bambina sono stati colpiti a morte da distanza ravvicinata con un fucile. È un’esecuzione, senza alcun dubbio. Ma non ci sono schizzi di sangue intorno alle vittime e la loro posizione non combacia con la traiettoria degli spari. A chi appartengono questi corpi straziati che chiedono giustizia? Chi ha violato la pace di quel piccolo paese perso tra le montagne, e per quale motivo? E perché così tanta violenza da sorprendere anche un uomo come Roberto Serra, abituato a omicidi ben più efferati? Per il commissario comincerà un’indagine che lo porterà a rivivere il passato del luogo in cui si è rifugiato, e ad affrontare i demoni che albergano nella sua anima e nel suo cuore. Un romanzo che affonda le radici nelle pagine più sanguinose della storia del Ventesimo secolo. Un nuovo autore italiano che lancia la sfida ai maestri del thriller internazionale.
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  • 5

    wow

    Vi capita mai di finire un libro e avere voglia di leggerne mille altri dello stesso autore o per approfondire gli argomenti riscoperti durante la lettura? Ecco, “Venti corpi sulla neve” mi ha lasciat ...continua

    Vi capita mai di finire un libro e avere voglia di leggerne mille altri dello stesso autore o per approfondire gli argomenti riscoperti durante la lettura? Ecco, “Venti corpi sulla neve” mi ha lasciato proprio questa sensazione.
    È un giallo, quindi, direte voi, quali argomenti mai ti avrà fatto venire voglia di approfondire?

    Vi spiego.
    Giuliano Pasini, qui, ci racconta un efferato omicidio avvenuto in un paesino delle montagne tra Modena e Bologna: una piazza, una statua, un’osteria, il Comune, il Commissariato. Poche anime vivono a Case Rosse, una di queste è Roberto Serra, poliziotto ‘ed fòra’, che lì si è rifugiato per sfuggire ai suoi fantasmi.
    Ma Case Rosse non è sempre stato il paesino addormentato che è adesso; come tanti altri luoghi, nel corso della seconda guerra mondiale fu teatro di un eccidio nazista.
    In queste pagine, il passato si fonde al presente. Questo romanzo, infatti, si svolge su tre piani distinti: il nebbioso oggi montano, il cruento passato bellico, e la mente del commissario Serra, che fa da ponte tra i due.
    Come in ogni giallo di quelli scritti bene, non è tanto l’assassino ciò di cui ci porta alla scoperta l’autore, bensì una storia, delle sensazioni, degli eventi. Ed ecco che mi ricollego a quanto dicevo all’inizio: ho seguito con piacere la trama gialla, ben costruita e anche sorprendente, ma mi sono appassionata, soprattutto, alle pagine che raccontano la storia dei partigiani, che Pasini è bravissimo a incastrare nel romanzo: non c’è niente di forzato; è importante anche per la trama conoscere questo passato per ricostruire le motivazioni di ciò che è accaduto nel presente.
    E poi, Roberto Serra. Bel personaggio, un personaggio raro. Un poliziotto che dimentica sempre la pistola a casa, un uomo che si circonda di musica e che si rilassa solo cucinando prelibatezze che poi, spesso, dimentica di mangiare. Un passato, e ahimé, anche un presente, tormentato, difficile, che lui cerca di affrontare da solo, come può.
    Dunque, questo romanzo narra di un omicidio e di un assassino; di un paesino e dei suoi incubi, di una bambina e della colpa che sconta ingiustamente. E poi parla di un uomo che cerca giustizia, con passione e coraggio.
    Per concludere, non posso fare a meno di manifestare la mia stima a Pasini per le citazioni in apertura: è sempre un piacere leggere Sant’Agostino e Salvatore Quasimodo.
    Mille grazie a Thriller Nord! (http://thrillernord.it/venticorpinellaneve.html)

    ha scritto il 

  • 4

    La prima indagine del commissario Serra

    Un nuovo scrittore e un nuovo personaggio seriale, il commissario Roberto Serra.
    Una trama molto ben sviluppata, una storia intrigante ambientata sull'Appennino fra Bologna e Modena, nella piccola loc ...continua

    Un nuovo scrittore e un nuovo personaggio seriale, il commissario Roberto Serra.
    Una trama molto ben sviluppata, una storia intrigante ambientata sull'Appennino fra Bologna e Modena, nella piccola località di Case Rosse.
    Una serie di morti violente sembra trarre origine da un fattaccio successo cinquant'anni prima. Il commissario Serra, dotato di capacità extrasensoriali un po' alla Ricciardi, indaga, ostacolato dall'omertà della gente di montagna nei confronti di "un ed fòra".
    Bello. Mi è piaciuto molto e non posso fare altro che consigliarlo vivamente.

    ha scritto il 

  • 3

    Recensione

    TimeCrime
    Anno:2012

    “Questo posto, con i suoi ritmi lenti e il rumore del vento tra i castagni, allo stesso tempo ti culla e ti fotte. È un gorgo. Un gorgo che ti trascina sul fondo ...continua

    Recensione

    TimeCrime
    Anno:2012

    “Questo posto, con i suoi ritmi lenti e il rumore del vento tra i castagni, allo stesso tempo ti culla e ti fotte. È un gorgo. Un gorgo che ti trascina sul fondo.”

    Il posto in questione è Case Rosse, minuscolo paese sugli Appennini, vicino a Zocca (altro paesucolo divenuto però famoso per aver dato i natali alla rock star Vasco Rossi), e la vicenda che vi si narra è un puro e succulento giallo impregnato di storia italiana, che trasuda misteri nostrani, dialetti equivoci proferiti da introversi paesani schiacciati tra queste terre appenniniche sospese tra Modena e Bologna, lungo la Linea Gotica geo/politica e neurale in cui tutto si palesa e si nasconde, a intermittenza, come il paesaggio locale i cui contorni si delineano e si confondono tra i fitti banchi di nebbia improvvisi, la neve obnubilante, le case incastonate tra chiese e ipnotici tornanti a spirale.
    Il romanzo segue la linea rosso sangue che collega due turpi avvenimenti distanziati da cinquanta anni esatti, a capodanno: il capodanno del ’45 e quello del ’95, anno corrente della storia. Da un crudele eccidio perpetuato da un gruppo di SS autoctone capeggiate da un crudele Boia degli Appennini, alla barbarica strage di un piccolo nucleo familiare dei giorni nostri: madre, padre e figlioletta. Stesso luogo, stesso giorno di calendario, stessa matrice di sangue. Cinquant’anni che separano e insieme uniscono due massacri. Al sostituto commissario Serra l’arduo incarico di districarsi negli enigmi passati e presenti, il compito di unire i punti per disvelare l’enigmatico disegno. Cruciverba storico/sociale, enigma che unisce destini, tragedie da borgo ai confini della realtà, sostrati trhiller che vengono a galla in una polposa terra emiliana da cui sbocciano frutti tenerissimi ma anche inquietanti vicende mai digerite da un popolo ancorato alle sue tradizioni, i suoi panorami, i suoi credi e le sue manie, il suo vino frizzante.
    Insomma, Giuliano Pasini ci propone col suo primo romanzo (finalista nel 2011 dell’importante concorso on-line “Io scrittore” e poi vincitore nel 2012 del concorso Massarosa) un eccellente romanzo noir, un giallo dalle sfumature paranormali e la trama avvincente che scava e si impernia su una parte della storia italiana mai dimenticata, storia di partigiani e fascisti, di terra e popolo che ancora piange tra le piaghe di una guerra che lascia i segni tutt’ora.

    Edito da Time Crime, progetto editoriale curato da Fanucci, che si occupa del Thriller in tutte le sue forme e derivazioni, dal noir allo spy-story, dal poliziesco al mystery, dal giallo all’hard-boiled, realtà editoriale nata nel 2012, ha il pregevole merito di regalarci (oltre a opere di autori stranieri ormai affermatissimi come John Connolly e David Baldacci e altre di interessantissimi artisti di genere italiani) questo romanzo che non ha nulla da invidiare a thriller di autori internazionali, per struttura, suspense, ritmo narrativo, colpi di scena.
    Un libro da assaporare e gustare nel suo flusso di parole ghermenti, parole così prossime a quel che abbiamo nel cuore, nelle vene, nelle nostre paure più vere, arcaiche e nello stesso tempo vicine. Da leggere magari assaporandosi un buon bicchiere di vino mentre fuori dalla finestra ogni tanto guardiamo il buio, e intanto il silenzio, attorno, è totale.

    “Come se tutti sapessero. O, perlomeno, intuissero. Come se Case Rosse aspettasse una cosa del genere. Una vendetta. Una liberazione da un pensiero costante, circolare, ossessivo”.

    ha scritto il 

  • 3

    Potevano essere anche quattro le stelle perchè il romanzo è ben scritto e ben strutturato. Peccato che il finale sia proprio esagerato: capisco qualche fenomeno paranormale (De Giovanni docet...) , ma ...continua

    Potevano essere anche quattro le stelle perchè il romanzo è ben scritto e ben strutturato. Peccato che il finale sia proprio esagerato: capisco qualche fenomeno paranormale (De Giovanni docet...) , ma qui l'autore si è fatto prendere la mano ed ha elaborato una conclusione demenziale!

    ha scritto il 

  • 4

    Pausini ha una scrittura per me perfetta. Frasi brevi, scorrevole, belle ambientazioni ben delineate, personaggi corposi è sempre ben descritti e completi.Con questa investigazione si conosce il poliz ...continua

    Pausini ha una scrittura per me perfetta. Frasi brevi, scorrevole, belle ambientazioni ben delineate, personaggi corposi è sempre ben descritti e completi.Con questa investigazione si conosce il poliziotto Roberto Serra che ci accompagnerà anche nelle prossime avventura. Imperdibile per gli amanti dei polizieschi, dei gialli e dei thriller.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Venti corpi sulla neve

    Pausini ha un metodo di scrittura per me perfetto. Scorrevole, frasi brevi, un bel protagonista anche se un po poliziotto è un po medium...ma i suoi libri si fanno leggere benissimo.Questo è un piacev ...continua

    Pausini ha un metodo di scrittura per me perfetto. Scorrevole, frasi brevi, un bel protagonista anche se un po poliziotto è un po medium...ma i suoi libri si fanno leggere benissimo.Questo è un piacevole poliziesco/giallo/thriller, non saprei è un mix dei tre, che ci riporta ad alcune vicende dell'ultima Guerra Mondiale.Bello

    ha scritto il 

  • 4

    un ottimo esordio

    bel giallo con tante trovate azzeccate
    c'è il commissario che Danza
    c'è la bella rossa che lo ama ed è molto tosta
    c'è un paesino con un passato pieno di morti e che non dimentica ...continua

    bel giallo con tante trovate azzeccate
    c'è il commissario che Danza
    c'è la bella rossa che lo ama ed è molto tosta
    c'è un paesino con un passato pieno di morti e che non dimentica

    ha scritto il 

  • 3

    2012:
    Non ho potuto leggerlo come si dovrebbe leggere un giallo, cioè tutto d'un fiato, ma mi è piaciuto molto. I capitoli sono brevi e la trama, scritta come un diario, si sviluppa in poche frenetich ...continua

    2012:
    Non ho potuto leggerlo come si dovrebbe leggere un giallo, cioè tutto d'un fiato, ma mi è piaciuto molto. I capitoli sono brevi e la trama, scritta come un diario, si sviluppa in poche frenetiche giornate. I delitti del presente si intrecciano con quelli di un passato di guerra e di ferocia. La figura del commissario Serra, per certe sue visioni dei morti e della "danza", mi ha riportato alla mente il "fatto" del commissario Ricciardi di Maurizio De Giovanni, anche se sostanzialmente diversi. Un grazie all'amica per il gradevolissimo dono.

    ha scritto il