Verschwörung gegen Amerika

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4.0
(1368)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 432 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Spanish , Italian , Finnish , French , Dutch , Swedish , Catalan , Portuguese , Polish

Isbn-10: 3446206620 | Isbn-13: 9783446206625 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Buchbeschreibung
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  • 3

    “E come l’elezione di Lindbergh non avrebbe potuto chiarirmi meglio, lo svolgersi dell’imprevisto era tutto.
    Preso alla rovescia, l’implacabile imprevisto era quello che noi a scuola studiavamo col no
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    “E come l’elezione di Lindbergh non avrebbe potuto chiarirmi meglio, lo svolgersi dell’imprevisto era tutto.
    Preso alla rovescia, l’implacabile imprevisto era quello che noi a scuola studiavamo col nome di «storia», la storia inoffensiva dove tutto ciò che nel suo tempo è inaspettato, sulla pagina risulta inevitabile. Il terrore dell’imprevisto: ecco quello che la scienza della storia nasconde, trasformando disastro in un’epopea"

    Riletto in questi giorni sull’onda delle elezioni presidenziali in USA.

    Pur facendo gli opportuni e necessari distinguo tra la situazione descritta da Roth e la situazione che si è venuta a determinare negli USA con la elezione di Donald Trump a 45° Presidente degli Stati Uniti d’America ho trovato questo romanzo — che definirei tra l’autobiografico e il fantapolitico — scritto da Roth nel 2004 straordinariamente attuale ed anche molto inquietante perchè non può non farci riflettere sui pericoli che la democrazia corre in ogni momento della storia e su quanto nessun Paese al mondo possa essere ritenuto immune da pericoli di derive autoritarie.

    Pur non essendo Il complotto contro l’America — almeno a mio parere — uno di quelli che personalmente considero i Grandi Romanzi di Roth (Pastorale americana, La macchia umana, Ho sposato un comunista) lo ritengo tuttavia, pur con i suoi alti e bassi, con alcuni momenti di stanca ed alcuni snodi narrativi non perfettamente risolti un libro che, per la ricostruzione degli ambienti, per la caratterizzazione dei personaggi, per l'approfondimento delle dinamiche sociali un libro di alta qualità nella produzione narrativa del grande scrittore americano.

    gesagt am 

  • 2

    C'è poco da fare, non mi è piaciuto.
    Mi sono detto: è un Pulitzer, ci sarà qualcosa di buono. Proviamoci.
    L'idea è bella, cosa sarebbe successo se Lindbergh avesse vinto le elezioni e avessimo avuto u ...weiter

    C'è poco da fare, non mi è piaciuto.
    Mi sono detto: è un Pulitzer, ci sarà qualcosa di buono. Proviamoci.
    L'idea è bella, cosa sarebbe successo se Lindbergh avesse vinto le elezioni e avessimo avuto un'america filonazista negli anni 40, ma poi le conseguenze di questa scelta sfumano in un finale sospeso e non sono ben approfondite se non per il fatto che gli ebrei sono bersagliati e vabbè, non mi sembra una conclusione che richiedesse molta fantasia.
    I personaggi sono effettivamente reali e coerenti, ma quelli interessanti e potenziali (Sandy, la madre) sono lasciati ai margini, e nessuno è realmente approfondito.
    La scrittura non mi è piaciuta affatto: non è difficile da leggere, è semplicemente gratuitamente intorcinata, con subordinate e parentesi indentate ma senza valore aggiunto, forse pensa che lo paghino a subordinate? A volte si accorge da solo di aver esagerato e di aver perso il filo, ci mette un punto e riprende il soggetto della frase prima. Ma puoi?
    Il ritmo è terribile, lento ed estenuante, non succede quasi nulla per quasi tutto il tempo, l'unica parte con un po' di ritmo è la parte di cronaca dopo la scomparsa di Lindy, ma si vede che si accorge di essere diventato interessante e torna indietro alla famiglia e alla palla.
    L'atmosfera cupa è invece indovinata e corretta, condita dalla lentezza estenuante aiuta il lettore a sentirsi un po' perseguitato.
    Insomma, si vede che io i Pulitzer non li capisco, ma trovo che di libri sugli ebrei ce ne siano di molto migliori, di libri scritti meglio ce ne siano a manciate, di libri di fantapolitica e di futuri distopici ce ne siano a vagonate di migliori, quindi perché farsi male con questo?
    Come sempre bisognerebbe dare un'altra possibilità all'autore, ma siccome ho letto 3 pagine di Pastorale Americana e mi sono caduti i maroni tanto quanto, mi sa che Roth mi vedrà dopo la pensione...

    gesagt am 

  • 4

    Un libro attualissimo vista la recente nomina di Trump a presidente dell'America. Una storia fantastica ma che evidenzia il dramma vissuto, nella realtà, in Europa negli stessi anni del romanzo ai dan ...weiter

    Un libro attualissimo vista la recente nomina di Trump a presidente dell'America. Una storia fantastica ma che evidenzia il dramma vissuto, nella realtà, in Europa negli stessi anni del romanzo ai danni della comunità ebraica. Intenso e ben tracciati i personaggi.

    gesagt am 

  • 5

    Nonostante sembra che non sia uno dei migliori libri di Roth, io l'ho adorato. Una America immaginaria, dove Lindbergh (il temibile bellissimo e fascistissimo Lindy, l'aviatore) diventa Presidente al ...weiter

    Nonostante sembra che non sia uno dei migliori libri di Roth, io l'ho adorato. Una America immaginaria, dove Lindbergh (il temibile bellissimo e fascistissimo Lindy, l'aviatore) diventa Presidente al posto di Roosevelt. Un America intollerante, razzista e antisemita, alleata di Hitler: vista dagli occhi infantili del piccolo Philip. Il romanzo è una autobiografia fantapolitica, in cui Philip dá un ritratto impietoso del fratello Sandy, nella realtà famoso disegnatore pubblicitario, soggiogato dalla retorica fascista di Lindbergh.
    Travolgente. In particolare, ho adorato il padre, patriota americano fino al midollo, che individuava gli antisemiti in 2 minuti netti (capacità che purtroppo ho anche io, e che mi fa soffrire).

    gesagt am 

  • 4

    La guerra, il secondo conflitto mondiale visto attraverso gli occhi di un bambino ebreo e della sua famiglia. Un bambino americano lontano dalle bombe e dalle persecuzioni, ma pur sempre appartenente ...weiter

    La guerra, il secondo conflitto mondiale visto attraverso gli occhi di un bambino ebreo e della sua famiglia. Un bambino americano lontano dalle bombe e dalle persecuzioni, ma pur sempre appartenente ad una famiglia ebrea. Ad un certo punto le domande: è possibile che in America si instaurino dittatura e persecuzione? La carta costituzionale sarà abbastanza forte da resistere ai venti dittatoriali che soffiano dall'Europa? E' da qui che parte il romanzo dove Roth immagina un'altra storia, non più Roosvelt presidente ma Lindbergh, non più l'interventismo americano ma un patto di non belligeranza e una stritzzatina d'occhio alla potenza tedesca e al suo antisemitismo (incidenti, aggressioni, omicidi, Ku Klux Klan). Le ragioni del nuovo presidente e delle sue scelte saranno spiegate nel finale e tutto ritornerà normale (forse). La lettura di questo romanzo è godibilissima, ma d'altronde da Roth non ci si poteva aspettare di meno e il merito dell'opera è farci comprendere che nessuno è al sicuro, che nessuna nazione, per quanto si professi democratica, è al sicuro dalle persecuzioni e dall'odio nei confronti delle sue minoranze o del nemico di turno. Il dolore e la paura delle famiglie Roth sono il dolore e la paura di tutti i perseguitati nel mondo, di tutti i ghettizzati, di tutti quelli di cui abbiamo timore solo perché non facciamo un passo verso di loro per capirli.

    gesagt am 

  • 2

    Puó deludere gli appassionati di Roth

    Come già scritto da altri, libro intermittente, dispersivo con qualche tratto in accelerazione al quale subentrano inspiegabili momenti di logorante divagazione narrativa.
    L´atmosfera cupa e angoscios ...weiter

    Come già scritto da altri, libro intermittente, dispersivo con qualche tratto in accelerazione al quale subentrano inspiegabili momenti di logorante divagazione narrativa.
    L´atmosfera cupa e angosciosa è un punto di forza del reale biografico che si innesta sul surreale socio politico di questo romanzo ma a me non e´ sembrata ben calibrata e alla fine ne sembra stanco ed esausto anche l´autore. Lo scrivere meraviglioso di Roth affiora continuamente ma diventa faticoso apprezzarlo e abbandonarsi ad esso.
    Si, credo che si possa ammettere tranquillamente che ... può deludere anche gli entusiasti di Roth, come me.

    gesagt am 

  • 4

    Cosa sarebbe successo se...? Allora, Roth è incredibile, non c'è altro da aggiungere. Volendo parlare di struttura narrativa, non mi ha convinta del tutto (dai, non avevi più fogli per articolare megl ...weiter

    Cosa sarebbe successo se...? Allora, Roth è incredibile, non c'è altro da aggiungere. Volendo parlare di struttura narrativa, non mi ha convinta del tutto (dai, non avevi più fogli per articolare meglio la conclusione Phil?), ma giusto per far capire quanto sia stata geniale e cosciente la sua "ucronia", non ci resta che aspettare che il Lindberg (o Trump) di turno riesca davvero ad inserirsi alla casa bianca, cosa del tutto plausibile specie di questi tempi...

    gesagt am 

  • 2

    Adoro Roth di cui ho letto alcuni libri ma questo, sebbene offra dei saggi della scrittura dell'autore americano, delude perché presenta una struttura narrativa troppo dispersiva. Certo, grazie a ques ...weiter

    Adoro Roth di cui ho letto alcuni libri ma questo, sebbene offra dei saggi della scrittura dell'autore americano, delude perché presenta una struttura narrativa troppo dispersiva. Certo, grazie a questo libro ho appreso dell'antisemitismo di Henry Ford e di un certo contesto sociale americano dell'epoca, ma in certi punti ti annoi e ti perdi. Insomma, un po' rimpiangi le altezze narrative di Pastorale Americana!

    gesagt am 

  • 0

    Un Roth stranamente ondivago: inizio lento, parti avvincenti, altre meno. Angosciante: nazismo e antisemitismo possono essere ovunque, anche in New Jersey.

    gesagt am 

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