Viaggi nello scriptorium

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

3.3
(702)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 112 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Catalano , Tedesco , Svedese , Chi tradizionale

Isbn-10: 8806183494 | Isbn-13: 9788806183493 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Massimo Bocchiola

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Filosofia

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Descrizione del libro
Mr. Blank è prigioniero in una stanza chiusa. Alcune persone vengono a trovano, sembra che lo conoscano bene, che facciano parte del suo passato. Ma lui non ricorda nulla di loro, né della propria vita. Chi è Mr. Blank? Chi sono Anna Blume e Sophie Fanshawe? Chi è John Trause? E perché tutti ce l'hanno con Mr. Blank? Che azioni terribili ha compiuto per meritarsi questa espiazione, questa prigionia?
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  • 4

    ....

    Il libro di cui vi parlo oggi è "Viaggi nello scriptorium" di Paul Auster.
    La cronaca si apre con un anziano seduto sul letto, che si ritrova in una stanza totalmente bianca, che sia un ospedale, un c ...continua

    Il libro di cui vi parlo oggi è "Viaggi nello scriptorium" di Paul Auster.
    La cronaca si apre con un anziano seduto sul letto, che si ritrova in una stanza totalmente bianca, che sia un ospedale, un carcere, non si sà.
    Mr Blank, questo il suo nome, anzi, chiamiamolo così; non sa dov'è e non sa più chi è; debilitato e privo di memoria, senza sapere come è arrivato lì e che cosa sia successo prima.
    Il protagonista subisce un misterioso trattamento isolato in una camera da cui non può uscire, ovviamente è sottoposto ad una cura che non ha mai chiesto; qui è accudito e riceve continuamente la visita di persone che,apparentemente, non conosce e che anziché dipanare il mistero lo infittiscono.
    Mr Blank è solo sicuro di una cosa: quella fila di fantasmi, interminabile, silenziosa, scura, che gli si sgrana in testa, non lo lascerà morire in pace.
    L'ambiente è claustrofobico, la scrittura coinvolgente e il lettore, intrappolato in una oscura, strana storia, non può far altro che andare avanti, pagina dopo pagina cercando di venirne a capo assieme allo strano signore.
    L'autore ha gettato i suoi personaggi, il suo lavoro e i suoi lettori al purgatorio, anzi all'inferno, ma lui ci segue in questo gioco senza fine del romanzo dentro al romanzo all'interno del romanzo.
    Un viaggio dentro un paeseggio che non vorremmo visitare, un percorso in mezzo al nulla della mente, una spedizione alla ricerca dell'uscita da un brutto sogno, o il peggiore degli incubi; dove claustrofobia e stupore vanno a braccetto.
    In tutto ciò nasce una consapevolezza inutile ma troppo veritiera e autentica, la responsabilità che l'autore ha nei confronti delle sue creature generete dall'inchiostro sulla pagina, costretti a vivere per sempre subendo a volte trame bizzarre e crudeli allo stesso tempo, quindi, questa cronaca, divenuta ormai un interna giornata senza fine, si ripeterà sempre, all'infinito, o comunque fintanto che qualcuno leggerà Viaggi nello scriptorium.
    Dov'è quell'umanità, di cui l'autore parla, nei confronti dei suoi personaggi, immersi in questo approdo in rovina?
    Vi lascio con questa amara, seppur vera, considerazione dell'autore:
    "Il paradosso è che noi, le creature inventate dalla mente di un altro, vivremo più a lungo della mente che ci ha fatto, perchè una volta gettate nel mondo continuiamo a esistere per sempre, e le nostre storie continuano a essere raccontate anche quando siamo morte."
    Voto 8/10
    Potete trovare altre mie recensioni qui, lasciate un like se vi và, grazie lettori ^_^
    https://www.facebook.com/Sisters-Books-Reviews-818246338267418/

    ha scritto il 

  • 2

    Un uomo anziano...

    ...chiuso in una stanza, senza memoria né consapevolezza del perché sia lì, sembra una sorta di punizione, un purgatorio o un inferno? E' molto più semplice, un abbozzo di personaggio, congelato in un ...continua

    ...chiuso in una stanza, senza memoria né consapevolezza del perché sia lì, sembra una sorta di punizione, un purgatorio o un inferno? E' molto più semplice, un abbozzo di personaggio, congelato in una giornata che si ripeterà sempre e sempre e sempre... o perlomeno finché ci sarà qualcuno che ancora lo leggerà.

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    Il vecchio è seduto sull’orlo del piccolo letto con le mani appoggiate a palmi aperti sulle ginocchia, la testa bassa, gli occhi al pavimento.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/v/viag ...continua

    Il vecchio è seduto sull’orlo del piccolo letto con le mani appoggiate a palmi aperti sulle ginocchia, la testa bassa, gli occhi al pavimento.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/v/viaggi-nello-scriptorium-paul-auster/

    ha scritto il 

  • 2

    Una bazzecola autoreferenziale

    Romanzetto circonvoluto di un autore talmente pieno di sé da fregarsene dell'empatia dei lettori. La parte più interessante è il riassunto del romanzo di cui si parla nel libro, mentre il discorso sul ...continua

    Romanzetto circonvoluto di un autore talmente pieno di sé da fregarsene dell'empatia dei lettori. La parte più interessante è il riassunto del romanzo di cui si parla nel libro, mentre il discorso sull'interdipendenza tra l'autore e i suoi personaggi è scialbo e banale, almeno per chi abbia già letto altre opere sull'argomento o si sia posto lo stesso interrogativo. Inoltre la soluzione è talmente telefonata da risultare ovvia, anche se Auster la mimetizza attraverso intellettualismi degni di miglior causa.
    Autoreferenziale e del tutto inutile, "Viaggi nello scriptorium" si salva solo perché è ben scritto. Ma non è una qualità sufficiente a farne un romanzo memorabile, né a renderne appagante la lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    che storia strana...poco più di un racconto ma il tema sorprende il lettore nelle ultime pagine rivelandosi come la storia delle "creature inventate dalla mente di un altro", peccato che resta tutto a ...continua

    che storia strana...poco più di un racconto ma il tema sorprende il lettore nelle ultime pagine rivelandosi come la storia delle "creature inventate dalla mente di un altro", peccato che resta tutto accennato giusto una pennellata il cui senso sta tutto nel fatto che esse vivranno più a lungo della mente che le ha create, e la ragione la spigano loro stesse improvvise narratrici dirette: "perchè una volta gettate nel mondo continuiamo a esistere per sempre, e le nostre storie continuano a essere raccontate anche quando siamo morte. "

    ha scritto il 

  • 3

    Le tre stelle sono per la prosa, nitida e coinvolgente.
    Il romanzo in sè dice poco: insipido e noioso. Auster aveva in mano un'idea potenzialmente geniale (anche se di sicuro non innovativa) e l'ha sp ...continua

    Le tre stelle sono per la prosa, nitida e coinvolgente.
    Il romanzo in sè dice poco: insipido e noioso. Auster aveva in mano un'idea potenzialmente geniale (anche se di sicuro non innovativa) e l'ha sprecata alla grande. Peccato.

    ha scritto il 

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