Vidas Escritas

By

Publisher: Siruela

3.7
(91)

Language: Español | Number of Pages: | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , French

Isbn-10: 8478443053 | Isbn-13: 9788478443055 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Others

Category: Biography , Fiction & Literature

Do you like Vidas Escritas ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Sorting by
  • 3

    Mhmmmmmmmm
    Mi piacciono un sacco i testi che parlano di scrittori ( sopratutto), e questo è uno di questi, le notizie date in sé le ho gradite ma il problema qui sta' nell'autore , infatti mi è risul ...continue

    Mhmmmmmmmm
    Mi piacciono un sacco i testi che parlano di scrittori ( sopratutto), e questo è uno di questi, le notizie date in sé le ho gradite ma il problema qui sta' nell'autore , infatti mi è risultato per la maggior parte del tempo assai antipatico ! Quando leggi un libro di saggi , dal modo in cui l'argomento viene trattato, esposto,trapela anche il carattere del suo autore inevitabilmente, e, a me Marias è risultato starmi sulle balle !...
    Anche nell'esame delle foto finali quasi mai le sue impressioni si avvicinavano alle mie !
    Ma dico, per lui Baudelaire " ha tratti tanto nobili" ... Baudelaire ? Baudelaire??? Bau......?????!!???? Ma se una faccia più da straccione , untuoso, psicopatico, orrido , viscido non c'è ! ( lasciamo stare il suo vero carattere o meno, parlo dell'impressione ricavata dalle sue foto) Ma l'avete viste quelle due foto ???? Tratti nobili ????? Si per un ratto di fogna forse......
    Insomma , nella maggior parte dei casi non mi è piaciuto l'atteggiamento dell'autore nel narrare gli avvenimenti nelle mini vite, ne ( si è capito) la sua interpretazione del carattere dei vari artisti dalle immagini... insomma io e Marias abbiamo due sensibilità diverse direi ....
    A parte questa inezia dell'incompatibilità emotiva e non tra me e l'autore le notizie date hanno appagato la mia voglia di gossip sugli scrittori e l'hanno aumentata :-) davvero esseri particolari e sempre interessanti [ il Joyce coprofilo non lo conoscevo assolutamente , per es. :-) ]
    Oggetto libro :
    Le immagini all'inizio di ogni vita sono delle fotocopie in bianco e nero venute male più che riproduzioni fotografiche serie , in alcune si vede proprio male il soggetto... ( vedi Nabokov es.), tra l'altro hanno preso una immagine a caso dello scrittore di turno, invece se avessero letto i testi di Marias si sarebbero accorti che cita e a volte descrive foto particolari ... che quelli dell'Einaudi non hanno messo ... e che invece potevano mettere benissimo al posto di quelle scelta a cacchio...le riproduzioni in fondo al libro sono migliori anche se sempre in bianco e nero ( anche per i quadri ( vedi James es.)
    Ci sono parecchi refusi e in una pag. sul bordo sinistro mancano tutte le prime lettere delle parole... per un libro da 21.00 euro ( che non ho pagato) insomma fa alquanto pena il tutto ... anche se il testo è rilegato filo rete ( almeno quello c'è !) ...

    said on 

  • 4

    Dilettevole saggio letterario che apre ampia finestra sulla vita di autori illustri. I pezzi migliori riguardano Mann (coglie nel segno), Nabokov, Tomasi di Lampedusa, Madame de Deffand, Kipling, Joyc ...continue

    Dilettevole saggio letterario che apre ampia finestra sulla vita di autori illustri. I pezzi migliori riguardano Mann (coglie nel segno), Nabokov, Tomasi di Lampedusa, Madame de Deffand, Kipling, Joyce.
    Ho letto tanto Marias, ma ai suoi romanzi e racconti gli preferisco questa gradevole e intrigrante galleria, che in poche pagine riesce a farti avvicinare a un Henry James o ad un Arthur Conan Doyle, regalandoti l’illusione di averli, per qualche lunghissimo minuto, addirittura frequentati.

    said on 

  • 4

    Essendolo i protagonisti dei suoi romanzi, verrebbe da pensare che anche Javier Marias sia antipatico. Invece è molto simpatico, e basta leggere qualcuno dei suoi saggi – per esempio, Vite scritte – p ...continue

    Essendolo i protagonisti dei suoi romanzi, verrebbe da pensare che anche Javier Marias sia antipatico. Invece è molto simpatico, e basta leggere qualcuno dei suoi saggi – per esempio, Vite scritte – per sincerarsene. Ironico, divertente ma serio quando occorre, con un gusto per il dettaglio bizzarro che però non va mai a scapito del quadro d’insieme, Marias riassume in 6 o 7 pagine ciascuna le biografie di ventisei scrittori e scrittrici. È una lettura colta, divertente e misteriosamente rasserenante, conclusa da un ultimo, breve capitolo di commento ad alcuni ritratti di letterati. Ha ragione, Marias: studiare questi visi non è irrilevante, è un esercizio che in qualche modo (in qualche vago e misterioso modo) ci illumina sull’opera di chi li possedeva. Peccato quindi per Henry James, così somigliante a Paolo Mieli da annoiare a prima vista qualsiasi potenziale lettore.

    said on 

  • 4

    Un saggio ben scritto ma tutto sommato inutile, che mette a confronto Marías con le vite di altri scrittori più o meno celebri che l'hanno preceduto.
    Marías non si lascia sfuggire uno sguardo ironico ...continue

    Un saggio ben scritto ma tutto sommato inutile, che mette a confronto Marías con le vite di altri scrittori più o meno celebri che l'hanno preceduto.
    Marías non si lascia sfuggire uno sguardo ironico su tutti, con risvolti affettuosi la maggior parte delle volte, acri in un paio d'altre. (Perché seriamente, tutto l'odio che esala dalle righe dedicate a Mishima e Mann non lo capisco e mi pare insensato, ho capito che gli stanno sui coglioni, ma qui sembra più che altro che sia invidioso di entrambi e si sfoghi parlandone arbitrariamente male.)
    Si tratta comunque di una raccolta di aneddoti già letti altrove, peraltro assolutamente parziale, ma che comunque fila via piacevolmente ed è dedicata a grandi artisti che riflettono sull'arte e sull'esistenza, dalle vite più o meno eccentriche e dalle morti piuttosto comuni (eccettuato il già citato Mishima); sentir parlare di loro è comunque sempre un innegabile piacere.
    Decisamente meritevoli l'apparato iconografico e quella breve fetta di saggio dedicata alle figure femminili: Hester Stanhope, Vernon Lee, Adah Isaacs Menken, Violet Hunt, Julie de Lespinasse, Emily Brontë.
    L'aver trattato questi autori quasi siano suoi amici, focalizzandosi su questo o quell'altro aspetto del carattere e tacendo di altri, è probabilmente voluto. Ne nasce un'immagine degli scrittori falsata (e a tratti forzata) sulla base di ciò che Marías ha scelto di dire o meglio non dire. Liberissimo di farlo, il saggio è suo e sua la decisione di cosa inserire e che taglio dare. La generale impressione è però che lui voglia semplicemente capirne un po' troppo.
    Il risultato è che il saggio si legge bene, interessante è una parola grossa (ad essere interessanti sono le vite degli scrittori citati in sé), ma comunque cattura. Resta però un retrogusto non del tutto gradevole.

    said on 

  • 4

    Written Lives is extremely readable, mostly interesting and just a little disturbing. Marias is so cunningly selective about the details he highlights in these brief pieces that the portraits he revea ...continue

    Written Lives is extremely readable, mostly interesting and just a little disturbing. Marias is so cunningly selective about the details he highlights in these brief pieces that the portraits he reveals are quite artfully and quite thoroughly distorted.
    (I must mention the cover of my edition here: three clever and funny caricatures, of Oscar Wilde, James Joyce and R L Stevenson, in beautiful sepia tones, by Andre Carillho).
    The penetrating insights in Written Lives vary from tender to cooly objective, from stealthily critical to openly disparaging but even when Marias is tender, there is ruthlessness beneath. He is like a sadistic lover, having his wicked way with this bunch of writers, some of whom he may love, but surely, only a little. He mentions Lampedusa’s advice to his nephew, “Cave obdurantionem cordis.” The phrase strikes me as a very suitable warning to Marias himself.
    The final essay, Perfect Artists, a sort of addendum to Written Lives, is quietly excellent and almost free of any irony or desire to humiliate. (I am ignoring the comment that these artists are perfect because they are dead). In this essay, Marias examines a set of images of a selection of writers, some of whom already featured in Written Lives. His analysis of these images, his ability to draw intelligent conclusions from the position of a hand, the direction of an eye, is simply brilliant.
    Marias admits to omitting Spanish authors but gives a very vague excuse for this omission. Maybe he is afraid of hometown ghosts?

    In case I've put anyone off reading Written Lives, here's a little snippet about Emily Brontë to whet your appetite: Afterwards, she went down to the living room and there, sitting on the sofa, she died at two o'clock in the afternoon, having refused to go back to bed. She was only thirty years old and she wrote nothing more.

    said on 

  • 4

    Questi piccoli ritratti non hanno nulla di letterario: il loro argomento sono i vizi (soprattutto) e le virtù di scrittori e scrittrici la cui opera non viene volutamente quasi mai menzionata.
    Marìas ...continue

    Questi piccoli ritratti non hanno nulla di letterario: il loro argomento sono i vizi (soprattutto) e le virtù di scrittori e scrittrici la cui opera non viene volutamente quasi mai menzionata.
    Marìas usa un tono malizioso, un po' da voyeur: è spesso affettuoso ma sa essere cattivo, specialmente con coloro, fra i suoi soggetti, che si sono presi troppo sul serio.
    Così veniamo a sapere che Thomas Mann si preoccupava in maniera costante del funzionamento delle sue viscere o che l'eroe mancato Yukio Mishima aveva maneggiato per non andare a combattere nella seconda guerra mondiale...
    E' interessante tutto questo? Secondo me sì: val sempre la pena di saper scindere l'opera dai suoi autori e ricordarsi che gli esseri umani sanno essere meschini e grandi nel contempo.

    said on