Visioni

Di

Editore: A. Mondadori (Oscar classici, 285)

4.2
(548)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 395 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804386053 | Isbn-13: 9788804386056 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giuseppe Ungaretti ; Curatore: Mario Diacono ; Prefazione: William Blake , Aldo Tagliaferri

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Studio di Lingue Straniere , Filosofia

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Descrizione del libro
Testo originale a fronte

Dai libri giovanili a quelli profetici fino alle ultime allegorie, la raccolta qui presentata, arricchita da numerose incisioni eseguite dallo stesso Blake e che formano un'armonica unità con la sua poesia, ripercorre le tappe fondamentali dell'opera del grande "visionario" inglese, mettendo in luce la sua eccentrica e ribelle personalità. Un'edizione di pregio che si avvale della traduzione di Giuseppe Ungaretti, interprete partecipe che ha saputo comporre felicemente l'equilibrio tra la propria visione poetica e quella del poeta tradotto, ricreando atmosfere e toni non estranei alla sua stessa poesia: «Lavoro alla traduzione di Blake da più di sette lustri» scrive Ungaretti. «È un poeta difficile. Sempre, anche quando è semplice come l'acqua. Ma c'è poeta, o un qualsiasi uomo che parli, che sia nel suo dire interamente decifrabile?»
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  • 4

    Ungaretti traduce Blake: per quanto riguarda i Canti d'Innocenza, mi sembra che abbia appesantito l'originale con una discutibile patina lessicale (che a me ricorda le scelte da vecchio libro di lettu ...continua

    Ungaretti traduce Blake: per quanto riguarda i Canti d'Innocenza, mi sembra che abbia appesantito l'originale con una discutibile patina lessicale (che a me ricorda le scelte da vecchio libro di lettura delle scuole elementari: parole come zufolaro, bimbetto, babbo, gaio, quando aveva a disposizione termini meno marcati) e che, troncandoli, abbia smorzato alcuni splendidi incipit dei testi del Manoscritto Rossetti (per esempio, "I fear'd the fury of my wind" diventa un banale "Ebbi timore"; "Never seek to tell thy love" diventa "Non cercare mai").

    Mi è sembrato più a suo agio nel tradurre i testi profetici e i versi lunghi della maturità. Valga come impressione da verificare, ma credo che Ungaretti abbia dato il meglio quando ha potuto distendere la propria idea di traduzione in più ampi spazi, per esempio rendendo "And water'd heaven with their tears" con "Mentre gli astri perdevano le lance / Tirandole alla terra" (The tiger).

    Il libro è giustamente arricchito da molte riproduzioni delle incisioni di Blake, e davvero non si capisce per quale ragione per la copertina si sia optato per un quadro di Lefebvre.

    ha scritto il 

  • 5

    WILLIAM BLAKE

    Presi questo libro il giorno dopo avere visto Dead Man di Jarmush(una folgorazione, era estate il cinema aveva ancora le seggiole in legno) e rividi il film con in mano il libro....roba da fuori orari ...continua

    Presi questo libro il giorno dopo avere visto Dead Man di Jarmush(una folgorazione, era estate il cinema aveva ancora le seggiole in legno) e rividi il film con in mano il libro....roba da fuori orario...

    ha scritto il 

  • 4

    "[Blake] è un poeta difficile. Sempre, anche quando è semplice come l'acqua. Ma c'è poeta [...] che sia nel suo dire interamente decifrabile?" (Ungaretti su Blake)

    Quest'edizione nel suo voler raggrup ...continua

    "[Blake] è un poeta difficile. Sempre, anche quando è semplice come l'acqua. Ma c'è poeta [...] che sia nel suo dire interamente decifrabile?" (Ungaretti su Blake)

    Quest'edizione nel suo voler raggruppare alcuni dei più celebri componimenti di Blake tende ad essere, a mio parere, una raccolta frammentaria, ma utile per chi si avvicina a Blake per la prima volta e non sa su cosa indirizzarsi.
    Sono incluse alcune poesie dai Canti d'Innocenza e d'Esperienza, estratti dal Matrimonio del Cielo e dell'Inferno, da Jerusalem, nonché la riproduzione (in bianco e nero) delle incisioni di Blake (tra cui la Divina Commedia).
    Utile l'appendice con spiegazioni della "mitologia" blakiana e dei Libri Profetici.
    Le traduzioni sono di Giuseppe Ungaretti che lavorò a lungo sulla produzione di Blake.

    ha scritto il 

  • 5

    Forti dubbi sull'edizione ma per me Blake rimane sempre Blake. È perfetto. Meglio se in lingua originale. Tuttavia, da profana dell'argomento, non capisco perché per avere una visione quasi completa d ...continua

    Forti dubbi sull'edizione ma per me Blake rimane sempre Blake. È perfetto. Meglio se in lingua originale. Tuttavia, da profana dell'argomento, non capisco perché per avere una visione quasi completa dell'opera di questo autore (ma anche di altri) abbia dovuto acquistare ben tre volumi. E forse non è ancora abbastanza.

    ha scritto il 

  • 2

    Visioni e sbadigli

    Troppo Adamo ed Eva, Dio Diavolo, Gesù, nuvole, tigre, il mondo, l'inferno, il vento, apocalissi e rivelazioni, troppa profezia, troppo Io sono Il Poeta e voi...mi ascoltate. Qua e là Visioni, spesso ...continua

    Troppo Adamo ed Eva, Dio Diavolo, Gesù, nuvole, tigre, il mondo, l'inferno, il vento, apocalissi e rivelazioni, troppa profezia, troppo Io sono Il Poeta e voi...mi ascoltate. Qua e là Visioni, spesso sbadigli. Edizione Mondadori da arresto! L'antologia è pessima nella sua struttura e nella scelta dei passi. La traduzione di Ungaretti è da Premio salume Zampetti.

    ha scritto il 

  • 5

    keys

    Da sempre le chiavi mi hanno affascinato, soprattutto quelle trovate per caso.
    Chiavi in un cassetto, chiavi smarrite, chiavi nascoste, chiavi sole, mazzi e anellini a formare coppie, famiglie, congre ...continua

    Da sempre le chiavi mi hanno affascinato, soprattutto quelle trovate per caso.
    Chiavi in un cassetto, chiavi smarrite, chiavi nascoste, chiavi sole, mazzi e anellini a formare coppie, famiglie, congressi di chiavi. Chiavi piccole, da lucchetto, o grandi, per portoni di enormi palazzi.
    Chiavi senza etichetta, chiavi per serrature ignote, forse vicine, porte o cassetti, segreti; tesori, forse.
    Chiavi da tenere in tasca, cercando o aspettando ciò che attende solo di essere rivelato.

    Leggere questo libro è aprire un cassetto pieno di chiavi senza etichetta.

    (sempre che non si volesse scassinare o bussare, per quello esistono altri libri, altri strumenti, piedi di porco, citofoni e campanelli)

    ha scritto il 

  • 0

    Preferirei non esprimermi.

    Già durante la lettura avevo immaginato che la Mondadori avesse fatto scempio di Blake, inserendo estratti a caso dalla sua opera omnia, rendendo ancor più confusonaria un' ...continua

    Preferirei non esprimermi.

    Già durante la lettura avevo immaginato che la Mondadori avesse fatto scempio di Blake, inserendo estratti a caso dalla sua opera omnia, rendendo ancor più confusonaria un'antologia che, pure nella sua completezza, non deve essere lineare e di facile lettura.

    Edizione sconsigliata a chi, come me, è un profano che s'avvicina per la prima volta a Blake.

    ha scritto il 

  • 4

    Io ormai quando penso a Blake, immagino le innumerevoli situazioni in cui lui ed io conversiamo sullo sfondo del ventunesimo secolo.
    Ad esempio, penso sempre a questa scena stupida che mi sono creata. ...continua

    Io ormai quando penso a Blake, immagino le innumerevoli situazioni in cui lui ed io conversiamo sullo sfondo del ventunesimo secolo.
    Ad esempio, penso sempre a questa scena stupida che mi sono creata..Allora, in pratica ho deciso di portarlo al ristorante. Voglio dire, mi è venuto a trovare da circa tre secoli di distanza, dovrò pur fargli provare un po' qualcosa. Mi sembrava un po' cresciuto per le discoteche piene di tunz-tunz, e sono certa che non gli sarebbero piaciute (e meno male).
    Però, insomma, è ora di cena e qualcosa dovremo pur mangiare.

    - Allora, come sta tua moglie Catherine? Mi dispiace che tu non l'abbia portata, mi avrebbe fatto piacere conoscerla, sai?
    - Oh, ci avevo pensato, ma poi mi sono ricordato di questa vostra nuova tendenza linguistica..
    - Eh?
    - Ma sì, questa nuova tendenza linguistica che adoperate ormai per tutto.. Soprattutto sui quegli aggeggi che usate per chiamare qualcuno? Ma poi..esistono veramente?
    - Lo so, lo so, può essere sconvolgente, ma ai giorni d'oggi puoi parlare qualcuno attraverso un dispositivo, basta che ce l'abbia anche la persona che desideri. Ma comunque di che parlavi, tendenza linguist..aaaah! Ma sì, il linguaggio SMS dei bimbiminkia.
    - Ecco, già ci ho messo un sacco per insegnarle a leggere, se poi adesso usate pure queste strane abbreviazioni, "xché", "tvttb", "dv 6", le c che non sono più c ma sono k, e non si capisce esattamente per quale motivo, insomma, demolisco le poche certezze ortografiche di mia moglie.
    - Diamine, hai ragione.
    Cambiamo argomento, lui mi parla della sua amata Bibbia, delle sue incisioni, del fatto di essere sicuro di poter confrontarsi con i profeti dell'Antico Testamento, mi parla anche delle sue ultime poesie. Spiega che gli Arcangeli gli hanno sempre dato l'okay, però questa volta hanno detto che "seeeee seee cioè carina, però non ci esalta DAVVERO". E insomma, è caduto in depressione e sta pensando di riscriverla, lui ha bisogno della loro approvazione divina.
    Io ascolto e mangio tranquilla, cerco di consolarlo spiegandogli che io ho letto le sue poesie, che in media mi sono piaciute, anche se a volte troppo simboliche e allegoriche per me, anche se certe erano proprio belle, tipo Jerusalem, gli parlo di come mi abbia impressionato tutta la raccolta dei Canti d'Innocenza ed Esperienza, gli parlo di come mi abbiano fatta sentire: come se all'improvviso fosse tornata l'infanzia, e quello strano senso di serenità, felicità, spensieratezza, alla Singin' in the rain di Gene Kelly, e subito dopo quell'orrore nel comprendere di aver perso la purezza con cui i bambini guardano al mondo, e quella chiusura pazzesca con la meravigliosa The Tyger..non ne parliamo neanche.
    Lui sembra contento, io penso al fatto che quei versi sono stati il momento migliore in tutta la mia scarsa cultura poetica, continuando a mangiare tranquilla. All'improvviso lui lascia cadere la sua forchetta guardando qualcosa dietro di me. Patapum, parte ad urlare come un pazzo. Io a momenti mi soffoco per lo spavento.
    - AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA! -
    - Oddio, che hai visto coff coff coff odgnjskljghn -
    - DIO! DIO! E' SUL TAVOLO! SEDUTO SUL TAVOLO, OH SIGNORE! LO VEDO IN TUTTA LA SUA BELLEZZA! -
    Naturalmente tutti si voltano, ma a me frega fino ad un certo punto. Prima devo riprendermi dall'esperienza che ho appena avuto. Potevo morire, accidenti. Sono un tantino accaldata, mamma mia che scossone.
    - Ah, Dio dici? - e mi giro curiosa, osservando la sfortunata coppia tirata in ballo nell'ultima apparizione di Dio negli orizzonti di Blake.
    - ..hm, davvero? Dio, eh. - Non vedo niente, naturalmente, non ho mai avuto allucinazioni, o visioni, o altro. - Caspita. Comunque non capisco perché debba sedersi sul tavolo, ma che razza di disciplina, eh. Con tutte le sedie che ci sono, perché uno deve sedersi sul tavolo?! E poi scusa eh, quelli là stanno mangiando, a nessuno piacerebbe che all'improvviso arrivasse un CERTO Dio a sedersi sul loro cibo. Che schifo, scusa! -
    - Oh, fanciulla mia, tu sei ancora troppo giovane per capire che se le porte della percezione fossero purificate, tutto apparirebbe all'uomo come in effetti è, infinito.. -
    - No no, ma sono d'accordo. Oh, ecco, ma sai che Jim Morrison ha fatto della tua famosa frase sulle porte che danno accesso all'infinito una specie di filosofia molto wicca? -
    - Eh? Jim Morrison? Wicca? Ma di che stai parlando? -
    - In questo momento non è importante, parliamo piuttosto di Dio. Senti, sinceramente ..questa storia di una divinità superiore a cui dobbiamo essere devoti, voglio dire, dovresti vederla razionalmente..un Dio..ma pff, dai! -
    - ..No, no, Anastasia, non anche tu. Ma perché, eh?! Perché?! Anche tu stai dalla parte di quei luridi esseri vuoti e senza immaginazione che lodano la Ragione? Viva la Ragione, viva la Ragione! La Ragione è un mostro da combattere, va bene? La Ragione è il Diavolo. -
    - ...sì, William, sì - e in questi momenti penso che William era proprio una persona originale, ma che palle quando faceva così - Senti, lo so che ce l'hai tantissimo con quella gente tipo Diderot & company, quelli dell'Illuminismo, però dovresti riconosc..-
    - ...ANASTASIA, ANASTASIA, ODDIO, LA MADONNA! LA MADONNA! ODDIO, LA VEDO IN TUTTO IL SUO STRUGGENTE DOLORE!
    - ...

    Ad un certo punto vado a pagare, visto che purtroppo William non ha idea neanche di come sia fatta una banconota da cinquanta, e il gestore del ristorante mi guarda con un certo sospetto e mi fa capire chiaramente che dobbiamo sloggiare subito, perché gente che urla all'improvviso evocando strane immagini inesistenti turba la sua clientela. Naturalmente io e William lo fulminiamo con lo sguardo.
    - Senta..
    - Non ti preoccupare, William, glielo spiego io. SENTA, - dico, facendo il classico gesto da donne afro incazzata - dovete smetterla di scocciarlo con questa storia del visionario pazzo. L'ha detto anche lui, non ha delle facoltà superiori, si tratta del dono dell'iiiimmaginazione. Se poi si mette ad urlare di punto in bianco per quel che immagina, meglio per lui, vorrei poter immaginare con lo stesso trasporto. Lei capisce quanto sia importante l'immaginazione, signore? No, perché io sono d'accordo con il mio amico qui presente: l'immaginazione è la vita stessa, nessuno dovrebbe rinunciarci.

    ha scritto il 

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