Vivi e lascia morire

Di

Editore: Guanda

3.8
(187)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 219 | Formato: Altri

Isbn-10: 8882467090 | Isbn-13: 9788882467098 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: S. Bortolussi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Paperback

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Descrizione del libro
In questo secondo episodio della serie "Casinò Royale", James Bond è allaprese con Mr. Big, il crudele signore di Harlem che, assoldatodall'organizzazione segreta sovietica SMERSH, tiene in pugno i suoi uominigrazie al potere delle superstizioni vudù. Da New York alla Florida, fino allaverde Giamaica, Bond deve mettersi sulle tracce del tesoro che Mr Big statrafugando per conto dei russi. L'agente segreto procede con mosse astute ecalibrate, ma compie anche qualche passo falso. E a complicare la suamissione, l'intervento di una donna speciale, dalla bellezza magnetica. E dalnome imprescindibile: Solitarie...
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  • 5

    James Bond lascia l'Inghilterra per il nuovo continente, con il compito di indagare sulla morte di tre suoi colleghi assassinati nello stesso giorno. Da New Orleans le tracce lo conducono a Sainte-Mon ...continua

    James Bond lascia l'Inghilterra per il nuovo continente, con il compito di indagare sulla morte di tre suoi colleghi assassinati nello stesso giorno. Da New Orleans le tracce lo conducono a Sainte-Monique, un'isola nel Mar dei Caraibi dove il dottor Kananga - che si fa chiamare anche Mister Big controlla un colossale traffico di droga con cui intende invadere gli Stati Uniti per ridurre il paese in suo potere.

    ha scritto il 

  • 2

    E' veramente impressionante come nel momento della decolonizzazione fossero ancora così radicati i pregiudizi razziali verso questi negri superstiziosi che roteano gli occhi e sono succubi del Voodoo. ...continua

    E' veramente impressionante come nel momento della decolonizzazione fossero ancora così radicati i pregiudizi razziali verso questi negri superstiziosi che roteano gli occhi e sono succubi del Voodoo. Bisogna però riconoscere che Fleming è fantasioso nell'inventare cattivi molto originali e contorni avventurosi, così come è antipatico nel suo maschilismo sciovinista. Questo romanzo tuttavia stenta a decollare, riscattandosi solo nella seconda parte. A posteriori direi che è scritto per il cinema...

    ha scritto il 

  • 5

    Bond, "antico" e recentissimo

    Il primo libro con 007 che leggo, dopo aver visto quasi tutti i film, mi ha sorpreso per lo spessore del personaggio di Bond: molto meno donnaiolo e sbruffone di quanto me lo sarei aspettato, e molto ...continua

    Il primo libro con 007 che leggo, dopo aver visto quasi tutti i film, mi ha sorpreso per lo spessore del personaggio di Bond: molto meno donnaiolo e sbruffone di quanto me lo sarei aspettato, e molto umano nel suo sbagliare, soffrire, avere paura del pericolo e dell'ignoto, e mancare di fiducia in se stesso - insomma un po' come ce lo ha mostrato l'ultima incarnazione di Daniel Craig.
    Nel romanzo, ormai datato, il ritratto un assetto mondiale che non esiste più, e di una società senza computer ed elettronica. Persino la violenza è doc, quindi ovattata, e i personaggi che dovrebbero gettarci nel terrore fanno sorridere.
    Vediamo purtroppo di molto peggio in qualsiasi telegiornale...

    ha scritto il 

  • 0

    Quando ero ragazzo non me né perdevo uno di film di 007, ciclo estivo completo compreso. E dunque non poteva mancare il secondo dei romanzi di Fleming, ma, dopo Casinò Royale questo secondo romanzo di ...continua

    Quando ero ragazzo non me né perdevo uno di film di 007, ciclo estivo completo compreso. E dunque non poteva mancare il secondo dei romanzi di Fleming, ma, dopo Casinò Royale questo secondo romanzo di è una sorpresa. Si è vero, Bond è sempre super ma, a differenza della trasposizione cinematografica, nel libro è, come dire, più umano. Rimane ferito, ha paura, fatica e soffre più di quello che si immaginerebbe. Come dice la quarta di copertina in questo racconto nasce la figura della Bond Girl anche se, seppur bellissima e magica, il ruolo di Solitaire è marginalissimo.
    Come letteratura d'evasione è senz'altro ben fatta ed il libro è ben scritto, niente a che vedere con l'inflazionatissima letteratura di genere odierna.

    ha scritto il 

  • 4

    Che differenza tra il Bond cinematografico e quello letterario, con la bilancia tutta spostata a favore di quest'ultimo! Sulla carta, la spia inglese creata da Fleming non ha nulla di eroico né di sup ...continua

    Che differenza tra il Bond cinematografico e quello letterario, con la bilancia tutta spostata a favore di quest'ultimo! Sulla carta, la spia inglese creata da Fleming non ha nulla di eroico né di superomistico - in questa avventura, alla fine, piange, addirittura! - nè lo sorreggono i gingilli al limite della fantascienza della mitica sezione Q! Restano gli scenari esotici, le sequenze di scontri sempre ben descritte, e le atmosfere, quasi impalpabili, di un mondo che per noi sta per scomparire dalla memoria.

    ha scritto il 

  • 4

    «Okay» rispose alla fine. «Non c'è niente di male. Però non fatevi notare troppo. E non cacciatevi nei guai. Laggiù non saprei come aiutarvi. Non createci troppe grane, soprattutto. Il caso non è anco ...continua

    «Okay» rispose alla fine. «Non c'è niente di male. Però non fatevi notare troppo. E non cacciatevi nei guai. Laggiù non saprei come aiutarvi. Non createci troppe grane, soprattutto. Il caso non è ancora maturo. Fino a quel momento, la nostra politica con Mr Big deve essere "Vivi e lascia vivere"».
    Bond guardò Dexter con aria poco convinta. Poi disse: «Nel mio lavoro, quando incontro un uomo del genere, il mio motto è: "Vivi e lascia morire"...».

    ha scritto il