Voices

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Publisher: Vintage

3.8
(597)

Language: English | Number of Pages: 368 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Swedish , French , Italian , German , Dutch , Spanish , Catalan , Portuguese

Isbn-10: 0099494175 | Isbn-13: 9780099494171 | Publish date:  | Edition New Ed

Translator: Bernard Scudder

Also available as: Hardcover , Softcover and Stapled , eBook

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
Detective Erlendur encounters memories of his troubled past in this gripping and award-winning continuation of the "Reykjavik Murder Mysteries". At a grand Reykjavik hotel the doorman has been repeatedly stabbed in the dingy basement room he called home. It is only a few days before Christmas and he was preparing to appear as Santa Claus at a children's party. The manager tries to keep the murder under wraps. A glum detective taking up residence in his hotel and an intrusive murder investigation are not what he needs. As Erlendur quietly surveys the cast of grotesques who populate the hotel, the web of malice, greed and corruption that lies beneath its surface reveals itself. Everyone has something to hide. But most shocking is the childhood secret of the dead man who, many years before, was the most famous child singer in the country: it turns out to be a brush with stardom which would ultimately cost him everything. As Christmas Day approaches Erlendur must delve deeply into the past to find the man's killer. "Voices" is a tense, atmospheric and disturbing novel from one of Europe's greatest crime writers.
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  • 0

    Indriðason

    continua a lasciarmi soddisfatta, con l’alternativa, ogni tanto, dei suoi polizieschi così terreni e concreti, originali, perché il mondo che racconta mi è estraneo, e perché le storie che racconta so ...continue

    continua a lasciarmi soddisfatta, con l’alternativa, ogni tanto, dei suoi polizieschi così terreni e concreti, originali, perché il mondo che racconta mi è estraneo, e perché le storie che racconta sono così altre, così scevre dai contagi di letterature analoghe. Nello stesso tempo, c’è il vantaggio insito in ogni storia seriale, di ritrovare personaggi noti, di seguirne gli sviluppi. Quanto al il tema, qui è scabroso per più di un motivo, e dolente, ma trattato con delicatezza da una penna sobria e compassionevole. Bello.

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  • 3

    Mi è piaciuto anche se l'ho trovato inferiore ai primi due libri della serie, credo si sia dato troppo spazio alle vicende personali dei personaggi che sono si importanti ma non devono far passare in ...continue

    Mi è piaciuto anche se l'ho trovato inferiore ai primi due libri della serie, credo si sia dato troppo spazio alle vicende personali dei personaggi che sono si importanti ma non devono far passare in secondo piano il tema principale del romanzo. Ottimo finale, quando sembra tutto scritto ecco il capovolgimento di fronte che non mi aspettavo.

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  • 3

    Continua a piacermi, la saga di questi poliziotti dai nomi impronunciabili.
    Tuttavia questo terzo episodio è decisamente inferiore al precedente - il bellissimo La signora in verde - e anche al primo. ...continue

    Continua a piacermi, la saga di questi poliziotti dai nomi impronunciabili.
    Tuttavia questo terzo episodio è decisamente inferiore al precedente - il bellissimo La signora in verde - e anche al primo. Si conferma così quello che sempre noto nei seriali. Il primo è un discreto botto, con il secondo si raggiunge il top, poi si comincia a calare. Anche l'Islanda qui è più sfumata, ancorché siamo nei giorni immediatamente precedenti il Natale. E la storia è carina, ma qua e là un poco tirata.
    Comunque una lettura piacevole, rispetto ai polizieschi che girano ultimamente.

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  • 5

    Claustrofobico e appassionante, con il caso che ricorda a Erlendur un tragico episodio del suo lontano oassato. La vita del poliziotto diventa sempre più complessa, e il suo rapporto con la figlia sem ...continue

    Claustrofobico e appassionante, con il caso che ricorda a Erlendur un tragico episodio del suo lontano oassato. La vita del poliziotto diventa sempre più complessa, e il suo rapporto con la figlia sembra evolvere in maniera inaspettata. Un romanzo molto godibile.

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  • 4

    In Islanda, è davvero così?

    Il mio secondo incontro con Arnaldur Indriðason, dopo lo splendido “La signora in verde”.
    Un giallo ambientato nella fredda Islanda, di cui l’autore, per ben la seconda volta, tramite rapporti coi per ...continue

    Il mio secondo incontro con Arnaldur Indriðason, dopo lo splendido “La signora in verde”.
    Un giallo ambientato nella fredda Islanda, di cui l’autore, per ben la seconda volta, tramite rapporti coi personaggi che rasentano un egoismo plateale e la quasi assenza di affetto, ci fornisce un ritratto grigio, piatto, quasi deprimente. E io, che da sempre ho un po’ di curiosità nei confronti di questo paese, mi chiedo se sia davvero così o se sia l’autore che, di fatto, ami ben poco certe dinamiche del paese in cui vive.
    Comunque, “La voce” è totalmente ambientato in un grande hotel di Reykjavik, nei giorni pre-natalizi. In uno squallido seminterrato viene rinvenuto il cadavere del custode dell’albergo, che in vista della festa natalizia per gli ospiti, si era vestito con un costume di Babbo Natale. Le prime indagini di Erlendur e della sua squadra affondano nel mondo di quest’uomo solo, abbandonato da tutti, e sulla cui presenza in albergo, c’è parecchia reticenza. Che segreti nascondeva, a parte un passato di bambino prodigio, voce bianca di un coro rinomato?
    Siamo un tono sotto rispetto a “La signora in verde”, ma il romanzo si fa comunque leggere con piacere. Quello che mi lascia perplessa, però, è appunto quest’aria di “depressione” post abbandono e sciagura, che pare circondare tutti i difficoltosi rapporti familiari, d’amicizia, amorosi. Compreso quello di Erlendur con la figlia. Possibile che nella bella Islanda sia proprio così?

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    4

    Infanzie negate

    Non solo la vittima dell'omicidio, ma lo stesso investigatore Erlendur, sua figlia, l'altro bambino maltrattato su cui si indaga, forse addirittura Shirley Temple: in un modo o nell'altro, tutte infan ...continue

    Non solo la vittima dell'omicidio, ma lo stesso investigatore Erlendur, sua figlia, l'altro bambino maltrattato su cui si indaga, forse addirittura Shirley Temple: in un modo o nell'altro, tutte infanzie negate.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Old style

    Indriðason ama i luoghi chiusi per sviluppare le sue trame. Comprensibile. L'esterno islandese appare sempre come qualcosa di gelido e inospitale. Buona trama, anche se poi, superata la metà del roman ...continue

    Indriðason ama i luoghi chiusi per sviluppare le sue trame. Comprensibile. L'esterno islandese appare sempre come qualcosa di gelido e inospitale. Buona trama, anche se poi, superata la metà del romanzo, già si capisce dove si sta andando a parare, il segreto della vittima, il vizio abominevole del collezionista inglese, il ruolo di Ösp. A mio parere resta un buon giallo, ma risente degli anni che sono passati - e di tutta la giallistica scandinava che è arrivata fino a noi in tempi più recenti avendo già digerito certe lezioni, proponendo trame più originali e rinnovate.

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  • 3

    Arnaldur Indriðason. Solo a pronunciare il nome dell’autore mi si forma in bocca un pastone. Nome che devo rileggere per dire bene chi è… coi personaggi del libro ancora peggio! Coi cavoli…. Praticame ...continue

    Arnaldur Indriðason. Solo a pronunciare il nome dell’autore mi si forma in bocca un pastone. Nome che devo rileggere per dire bene chi è… coi personaggi del libro ancora peggio! Coi cavoli…. Praticamente ad un certo punto mi son rassegnata che un simbolo X stava per l’investigatore, uno Y stava per il Babbo Natale morto ammazzato… e via così. Mi piaceva un personaggio che andava per vie brevi e si chiamava Ops :D
    A parte questi problemi tecnici che probabilmente sono solo problemi miei ( :P), un altro libro dove si torna a parlare di bullismo e di difficoltà familiari...di infanzie rubate… non è il classico giallo dove puoi venire a capo dell’assassino anche tu (ma ci può anche stare che non lo avevo capito io), anzi, a un certo punto pensi di aver capito, invece ti frega... Insomma, piacevole intrattenimento ma mi ha tolto ogni voglia di andare in Islanda….certi freddi...e poi Babbo Natale fa una brutta fine!

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  • 4

    Sotterraneo

    Siete stati, naturalmente da piccini, una "voce bianca"? In caso affermativo sappiate che questo libro non vi lascerà indifferenti. Un buon giallo con ampi approfondimenti sulle vite di alcuni persona ...continue

    Siete stati, naturalmente da piccini, una "voce bianca"? In caso affermativo sappiate che questo libro non vi lascerà indifferenti. Un buon giallo con ampi approfondimenti sulle vite di alcuni personaggi e sulle loro psicologie. Annotazione finale. Per coloro che non amano le storie ambientate al Nord, nessuna paura. Qui siamo in Islanda ma poteva benissimo essere da qualsiasi altra parte

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