Walden

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Publisher: Ediciones Catedra S.A.

4.0
(1631)

Language: Español | Number of Pages: 357 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Chi traditional , French , Italian , German , Catalan , Swedish , Czech , Polish

Isbn-10: 8437622123 | Isbn-13: 9788437622125 | Publish date:  | Edition 2

Curator: Javier Alcoriza , Antonio Lastra

Also available as: Others

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science & Nature

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Book Description
Henry David Thoreau (1817-1862) nació en Concord, Massachusetts, y estudió en Harvard. Seguidor y amigo de Emerson se definió a sí mismo como un místico, un trascendentalista y un filósofo de la naturaleza. «Walden» está considerada como una obra literaria maestra y como uno de los libros seminales de su siglo. Antiesclavista militante, toda su obra se centra en la búsqueda de la «vida con principios», principios que serán el criterio de cómo debe ser vivida —con la honradez del trabajo como medio para ganarse la vida—, una vida que él explora y experimenta a través del estudio y la comprensión de la Naturaleza. El 4 de julio de 1845, Thoreau se traslada a vivir en la cabaña que él mismo había construido en Walden Pond. Durante dos años escribe allí la obra homónima en la que describe su economía doméstica, sus experimentos en agricultura, sus visitantes y vecinos, las plantas y la vida salvaje. La obra de Thoreau es la historia de un experimento original, sin precedentes literarios. «Walden» es un modo de escribir, de ponerse a «disposición de las palabras», pero también es una Escritura, una forma de aprender lo que la vida tiene que enseñar.
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  • 4

    Walden congiunge ragionamenti filosofici e osservazioni entusiastiche della natura con un accorato appello per una società migliore.
    A me generalmente non interessano i documentari sulla natura, dopo ...continue

    Walden congiunge ragionamenti filosofici e osservazioni entusiastiche della natura con un accorato appello per una società migliore.
    A me generalmente non interessano i documentari sulla natura, dopo un po’ mi annoiano. Paradossalmente per me la parte più bella di questo libro sono le splendide pagine dedicate alla natura, al lago, agli animali.
    La prima parte, più speculativa, per me è stata più pesante.
    E’ un libro di quasi due secoli fa, ma sempre attuale e ti esorta a riflettere. Bello!

    said on 

  • 4

    Non è quello che mi aspettavo, ma comunque ha in germe tanto tantissimo del pensiero animalista e naturalista e lo amo :-) , lui già nell' 800 vede i pericoli dell'atteggiamento predatorio e parassita ...continue

    Non è quello che mi aspettavo, ma comunque ha in germe tanto tantissimo del pensiero animalista e naturalista e lo amo :-) , lui già nell' 800 vede i pericoli dell'atteggiamento predatorio e parassitario dell'uomo che appunto sfrutta la natura e nulla le restituisce , allora la natura ancora era la più forte e sapeva da sola rinnovarsi e ripararsi ...oggi non è più così .... lui predica bene ma non segue le sue intuizioni sempre, non caccia quasi mai ma comunque è pro caccia per i giovani ( ricordiamoci sempre che siamo in America a metà ottocento allora era praticamente tutta foresta e selvaggina nella sua zona e cacciare era per mangiare ... per lo più ...oggi no , specialmente in Italia la maggior parte delle persone una vera foresta selvaggia non sa nemmeno che sia) però dice che un adulto che ama la caccia non si è evoluto .... è per essere vegetariani , per lui la carne è impura in tutti i sensi spiritualmente e concretamente ( ha letto e evidentemente amato molto il pensiero orientale... ), è per la vita semplice e per il rispetto dell'ambiente ( ma se tutti come lui andassero nel bosco, buttassero giù alberi è si facessero una casa e liberassero un pezzo di terra da coltivare non ci sarebbe più foresta ne bosco da godersi in semi solitudine ... insomma è un uomo dell'800 sfrutta l'ambiente ma però ha intuizioni avanzatissime per un uomo dell'epoca, capisce che se l'uomo continua così si auto aliena dalla natura e questo porta squilibrio fuori e dentro se stesso ....
    Poi ha altre idee validissime ( che anche in questo caso segue ma con deroghe :-) ...) es. sulla lettura, leggere frivolezze non porta a nulla , la vera lettura è quella che fa avanzare il cervello , che porta alla riflessione ....
    C'è altro ( es. all'epoca gli studiosi della natura uccidevano gli animali per analizzarli ... lui ci dice che non è quello il giusto metodo che ha imparato di più osservando la natura immergendovisi, osservando gli animali senza disturbarli ... insomma in pieno il metodo dei naturalisti di oggi ... e così per tante cose, un vero precursore è stato ...) che al momento non mi sovviene ...leggetelo e troverete tanto :-)
    Insomma ci sono vere perle di saggezza in un mare da setacciare diligentemente per trovarle !
    Lo ripeto , ricordatevi che è un uomo dell'ottocento che vive in una natura all'epoca ancora rigogliosissima, a volte sembra per i nostri parametri ( specialmente di chi come me è ambientalista e vegetariana da decenni) che non si indigni abbastanza verso certi comportamenti , anzi, lui non fa per lo più certe cose ma non si indigna verso chi le fa, pensa solo che sbagli, ma mi pare naturale che non si indigni essendo allora la natura forte e pervasiva rispetto all'uomo e ai suoi luoghi abitativi....veramente la vede lunga ... va bè spero in questo disastro di discorso che ho fatto di essermi un poco fatta capire ! :-)

    Oggetto libro :
    Ottimo, rilegato filo-rete, buona carta, buona stampa, bello !

    said on 

  • 5

    In maniera sperimentale ed ante litteram in questo libro si accostano argomenti di contemporanea attualità quali la sostenibilità, l'ecologia, l'alimentazione, ricerca di se stessi, rapporto con la na ...continue

    In maniera sperimentale ed ante litteram in questo libro si accostano argomenti di contemporanea attualità quali la sostenibilità, l'ecologia, l'alimentazione, ricerca di se stessi, rapporto con la natura e funzione educativa/curativa ed ovviamente (dallo scrittore di "Disobbedienza civile" non ci si può certo aspettare altro), sociologia e politica. Il tutto in una alternanza di stili talvolta anche molto distanti tra di loro come la poesia e lo stile più razionale tipico della riflessione filosofica.
    È vero, come spesso leggo nei commenti sotto, che talvolta l'autore si fa prendere un pò dalla pedanteria nelle descrizioni. Ma questa deve essere da indicazione che le rilfessioni in esso contenute non sono frutto di "visionarietà", come talvolta gli è stato attribuito. Ma tutto il libro non è altro che un resoconto di un esperimento (la vita nei boschi trascorsa dall'autore per due anni) ed esso dovrebbe esser considerato come qualcosa di molto concreto e pratico, di sperimentato e provato.
    Thoreau ci indica il paradiso in terra, e non è un sogno o una fantasia. Ma qualcosa di concreto, tangibile, sperimentato... terra-terra.
    Un faro da tenere sempre presente.
    Imprescindibile.
    Un inno alla vita ed alla ricerca di essa nel modo più diretto, puro e autentico possibile.

    said on 

  • 4

    Se è vero, come pare indiscutibile, che fra queste pagine siano presenti molti degli elementi costitutivi dello spirito statunitense, l’affermazione vale sia in senso positivo sia in senso negativo, q ...continue

    Se è vero, come pare indiscutibile, che fra queste pagine siano presenti molti degli elementi costitutivi dello spirito statunitense, l’affermazione vale sia in senso positivo sia in senso negativo, quasi che Thoreau abbia riassunto in sé svariati aspetti di un Paese che ai suoi tempi, ovvero a metà del diciannovesimo secolo, era ancora abbondantemente in fieri. Da una parte ci sono l’aspirazione a scegliersi la vita per cui si è portati, costruendo da sé il proprio futuro e la propria abitazione senza dover dipendere dagli obblighi che la società impone (e con essa lo Stato), ma immergendosi nella natura grazie a un’esistenza semplice basata sui prodotti offerti dall’ambiente circostante – nel caso le sponde del piccolo lago di cui al titolo, sito nei dintorni della natìa Concord. Dall’altra si fanno notare un fastidioso complesso di superiorità nonché una certa tendenza a predicare bene e razzolare male. Al netto di rare eccezioni, il prossimo viene giudicato dall’alto in basso: i piccoli borghesi di paese si adagiano sulle convenzioni, i disgraziati immigrati irlandesi non sanno reagire alla miseria, l’avidità è tutta simboleggiata dal padrone di fattoria pure proveniente dall’isola verde (sia mai che si tratti di uno del posto…). Eppure, la scelta dell’autore è meno radicale di quanto voglia far pensare: il terreno su cui si stabilisce è dell’amico Emerson, il villaggio resta a poche miglia e il nostro ci torna spesso, un continuo via vai di passanti gli fa visita lasciandogli talvolta del cibo, poco distante passa addirittura la ferrovia. L’impressione ambivalente nasce ben presto e accompagna l’intera esperienza in compagnia di un libro di non immediato fascino, lineare nell’idea di base ma multiforme nell’impalcatura che lo sostiene; in aggiunta, la prosa di Thoreau tende all’accumulo e all’intarsio, costringendo il lettore a muoversi con circospezione, sia che a scrivere sia il filosofo che illustra una filosofia di vita, sia che entri in scena il naturalista attento a ogni minimo evento che accade attorno alla sua capanna. Nella prima circostanza, il crescendo che scaturisce dall’infervorarsi dello scrittore su di un argomento finisce per trascinare e sorprendere magari con le istanze proto-ecologiste mirate alla rinuncia degli orpelli inutili che possono paralizzare lo slancio vitale, ma anche con un incantevole capitolo dedicato al piacere e al valore della lettura. Il secondo aspetto regala invece dei documentari in miniatura sull’ecosistema lacustre, con un attenta descrizione della flora e della fauna illustrate da passaggi a volte meravigliosi, basti l’esempio quello degli scoiattoli sulla neve. Lo scarto tra l’oservazione accurata e la pedanteria è però breve, come ben testimonia la sezione sulla misurazione della profondità del lago che pare interminabile: sono momenti che comunque servono, assieme alla ripresa di una scrupolosa contabilità – ci si riferisca alla costruzione della casa o al raccolto dei fagioli – a rafforzare quella sensazione di concretezza che controbilancia con costanza l’attitudine idealistica e sognatrice.

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  • 3

    Davvero un peccato perché in parte l'ho trovata un'opera davvero molto bella, poi l'autore si lascia prendere dalla pedanteria. Ho faticato a terminarlo, la noia ha preso il sopravvento...

    said on 

  • 0

    Un breve commento a questo(delizioso) libro letto diverso tempo fa.

    Siamo ossessionati dal denaro, dal successo , dalle nostre gabbie professionali,dalla mania di possedere tutto, dalla mania di contr ...continue

    Un breve commento a questo(delizioso) libro letto diverso tempo fa.

    Siamo ossessionati dal denaro, dal successo , dalle nostre gabbie professionali,dalla mania di possedere tutto, dalla mania di controllare pure tutto..Una vita sempre piu tecnologica, meccanica e ripetitiva.. Siamo confusi e tristi...non siamo nemmeno piu noi stessi, costretti ogni giorno a indossare una faticosa maschera sociale.

    Quello che thoreau propone qui è un ritorno alla semplicita, un ritorno a un contatto con la natura, totalmente smarrito, tanto che la natura è diventa semplicemente un qualcosa da dominare , possedere e consumare,, al massimo un fattore di produzione, in linea con la nostra mentalita produttivista e consumista.
    E abbiamo cosi finto col smarrire noi stessi...Ed è, forse, proprio recuperando quell'armonia perduta con l'esistente che l'uomo potra ritornare ad essre se stesso, ad esprimere se stesso.. E smettere cosi di credere nelle"maschere" e nell'"alienazione" come qualcosa di inevitabile.

    La scelta di Thoreau a molti potra sembrare individualista(perche il mondo non lo si cambia isolandosi, ma al suo interno, iniziando a cambiare noi stessi) ma il suo è un suggerimento, è un invito a sentire, a pensare, a vivere in modo diverso.Una vita che non sia piu condizionata dagli orologi, dai calendari,dal tempo(oggettivo) che passa,dalle leggi della produzione e del consumo..

    Dobbiamo tornare ad emozionarci, ma emozioni vere e non quelle costruite dai media e dalla tecnologia.

    Ovviamente consigliatissimo.

    said on 

  • 2

    Una lettura rimandata per molti anni e mitizzata dalla mia ignoranza su come in realtà si svolsero i fatti.
    L'ho, purtroppo, trovato per lunghi tratti noioso e in alcuni addirittura fastidioso nella s ...continue

    Una lettura rimandata per molti anni e mitizzata dalla mia ignoranza su come in realtà si svolsero i fatti.
    L'ho, purtroppo, trovato per lunghi tratti noioso e in alcuni addirittura fastidioso nella sua spudorata (e certo, anche molto giovanile) saccenteria.

    http://www.newrepublic.com/article/123162/everybody-hates-henry-david-thoreau

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  • 2

    Pretenzioso e arrogante, l'ego colonial-imperialista americano di Thoreau trapela involontariamente (e qualche volta anche volontariamente), cresce di pagina in pagina fino a ricoprire di sé come un'o ...continue

    Pretenzioso e arrogante, l'ego colonial-imperialista americano di Thoreau trapela involontariamente (e qualche volta anche volontariamente), cresce di pagina in pagina fino a ricoprire di sé come un'ombra le descrizioni della natura e dei luoghi. La natura non serve ad altro che a riflettere la propria immagine di padrone che addomestica il caos naturale e se ne compiace. Insopportabile.

    said on 

  • 5

    Walden è il lago sulle cui sponde Thoreau ha passato due anni due mesi e due giorni, applicando nella pratica le teorie del gruppo trascendentalista di cui faceva parte: «Per essere filosofi non basta ...continue

    Walden è il lago sulle cui sponde Thoreau ha passato due anni due mesi e due giorni, applicando nella pratica le teorie del gruppo trascendentalista di cui faceva parte: «Per essere filosofi non basta avere pensieri raffinati, né fondare una scuola, ma occorre amare la saggezza al punto di vivere secondo le sue leggi: […] risolvere alcuni dei problemi della vita, non solo in teoria ma nella pratica», spiega l'autore in uno dei capitoli iniziali. Thoreau con questo libro dà conto del suo esperimento e si sofferma su ogni aspetto della vita nei boschi, dalla risoluzione dei problemi pratici alla contemplazione della natura e del lago.

    Come fa notare Cognetti nella bella introduzione a questo libro, Thoreau non compie tanto una fuga dal mondo (Walden è a un paio di miglia dalla sua cittadina), quanto un tentativo di ritirarsi, di mettere in pratica il precetto antico del làthe biòsas, il “vivi nascosto” che serve a conoscere meglio la vita e se stessi. L' applicazione del “vivi nascosto” non è l'unica cosa che lega l'autore al mondo classico: moltissimi sono i riferimenti agli autori greci e latini e diverse le riflessioni sui classici (specialmente nel capitolo dedicato alla lettura), che Thoreau ritiene fondamentali per chiunque voglia davvero apprendere: «Coloro che parlano di dimenticarli sono quelli che non li hanno mai conosciuti».

    Nei capitoli iniziali sono molte le critiche che l'autore muove alla società, troppo concentrata sul lavoro e sul profitto per riuscire a vivere in modo autentico; mano a mano che il libro procede, però, sfuma il tono battagliero, e si dà ampio spazio a descrizioni, ora liriche ora prosaiche, della natura, e soprattutto del lago nelle diverse stagioni dell'anno. Sono descrizioni dettagliatissime ma, secondo il mio parere, mai pedanti: c'è una descrizione “epica” (in senso letterario) di una lotta tra formiche che coinvolge quanto un duello tra eroi omerici. È chiaro che, quando ci descrive questa scena, per Thoreau quelle formiche sono il centro del mondo e gli stanno rivelando una parte del senso dell'esistenza. Per essere coinvolti in queste descrizioni è fondamentale prestar loro l'attenzione che meritano («I libri vanno letti con l'attenzione e la riservatezza con cui sono stati scritti», avverte l'autore), anche se può sembrare un esercizio faticoso: si è ripagati con un particolare senso di pienezza della vita.

    said on 

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