War and Peace

By

Publisher: Random House USA Inc

4.5
(4397)

Language: English | Number of Pages: 1424 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) German , Spanish , Chi traditional , French , Italian , Russian , Dutch

Isbn-10: 0375760644 | Isbn-13: 9780375760648 | Publish date: 

Also available as: Others , Hardcover , Paperback , Mass Market Paperback , Audio CD , School & Library Binding , Audio Cassette , Unbound , Leather Bound , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Political

Do you like War and Peace ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Often called the greatest novel ever written, War and Peace is at once an epic of the Napoleonic Wars, a philosophical study, and a celebration of the Russian spirit. Tolstoy’s genius is seen clearly in the multitude of characters in this massive chronicle—all of them fully realized and equally memorable. Out of this complex narrative emerges a profound examination of the individual’s place in the historical process, one that makes it clear why Thomas Mann praised Tolstoy for his Homeric powers and placed War and Peace in the same category as the Iliad: “To read him . . . is to find one’s way home . . . to everything within us that is fundamental and sane.”
Sorting by
  • 5

    IL ROMANZO

    È sempre difficile scrivere una recensione su qualcosa che ci è piaciuto particolarmente, soprattutto se questo qualcosa è uno dei più grandi capolavori della letteratura mondiale. Non so quale sia il ...continue

    È sempre difficile scrivere una recensione su qualcosa che ci è piaciuto particolarmente, soprattutto se questo qualcosa è uno dei più grandi capolavori della letteratura mondiale. Non so quale sia il mio libro preferito, ma questo è nella top 3. Un mattone russo dell’ottocento, uno pensa subito-chissà che palle (quando lo presi in biblioteca un paio d’anni fa la bibliotecaria mi guardò sorpresa e mi chiese se ero sicura di voler prendere proprio questo libro). E invece io l’ho trovato appassionante, tanto da leggerlo tutto d’un fiato, per quanto un libro di più di mille pagine possa essere letto d’un fiato, naturalmente.

    “Guerra e pace” per me è IL ROMANZO. In questo libro c’è tutto: amore, guerra, denaro, balli, ambizione, incesto (forse), tradimento, fede, duelli, matrimoni, morte…

    La caratterizzazione e l’evoluzione dei personaggi, complessi ma coerenti, è magistrale. Tolstoj riesce a farti affezionare ai personaggi; li descrive così bene, ti fa entrare così tanto nei loro pensieri che alla fine ti sembra non solo che siano veri, ma anche di conoscerli veramente. Io ho adorato Pierre e soprattutto Andrej e, sarò strana, mi sono piaciute le “seghe mentali” dei personaggi.

    E poi, quanto è bravo a scrivere Lev? Troppo, così tanto da farsi ampiamente “perdonare” i capitoli, che comunque a me non hanno dato particolarmente fastidio, in cui invece di andare avanti nella vicenda parla del significato della storia, della strategia delle battaglie o si chiede se Mosca l’hanno davvero bruciata i russi per fare un scherzetto ai francesi o si è bruciata da sola perché era una città di legno senza più pompieri: insomma tutte questioni che non tolgono il sonno al lettore medio. Tolstoj è la prova che se uno esprime in modo ragionevole e convincente, come lui fa con il provvidenzialismo e la messa in crisi del libero arbitrio, io posso leggere pagine e pagine su cose che non condivido, e con piacere.

    Sì, è un libro impegnativo che va letto quando si ha tempo e voglia di leggere qualcosa di corposo, ma ne vale veramente la pena.

    Certe volte vorrei non averlo letto per poterlo leggere di nuovo per la prima volta; di sicuro, un giorno o l’altro, lo leggerò per la seconda.

    said on 

  • 5

    Il mattone per eccellenza

    In una puntata della quarta stagione della serie tv Breaking Bad, la scaltra consorte del protagonista, in vista delle spiegazioni che dovranno alla sorella e al cognato sulla loro recente e repentina ...continue

    In una puntata della quarta stagione della serie tv Breaking Bad, la scaltra consorte del protagonista, in vista delle spiegazioni che dovranno alla sorella e al cognato sulla loro recente e repentina fortuna economica (illecitamente conquistata), inventa di sana pianta una storia piùttosto convincente da imparare a memoria per fugare qualsiasi sospetto. Alla vista del copione (saranno suppergiù una ventina di pagine), definito da lei “un elenco puntato”, Walt protesta: < Un elenco puntato? Questo è Guerra e pace! >
    Un po’ più vicino della finzione televisiva, nella mia realtà quotidiana, invitato da un amico a testare i piaceri della sua azzurrissima piscina gonfiabile, e consapevole che ad un certo punto avrei lasciato i presenti a rosolarsi al sole per condurre la mia pallida persona in ombrosi rifugi, ho portato con me il cartaceo compagno in questione. Un’amica, scorgendo la copertina, commenta arricciando il naso: < Tolstoj… Perché ti leggi ‘sti libri pesanti? >.

    Aneddoti simili si sprecano e sono pressoché uguali per toni e contenuti. Il concetto è chiaro: Guerra e Pace, gravoso termine di paragone, campeggia sopra i blocchi di carta stampata, decorato di una spigolosa corona di piombo, come il sovrano supremo e indiscusso dei mattoni. Passeranno i secoli e con esso scorreranno torrenti di inchiostro, ma quando la moglie bistrattata, rapita da un veemente desiderio di vedovanza, passerà in rassegna la popolosa libreria alla ricerca di un oggetto contundente, sarà Guerra e Pace che i malfermi polsi solleveranno sul cranio del discutibile consorte – ignaro in vestaglia e pantofole nella sua poltrona preferita - nella certezza della micidialità del colpo. Nessun detergente all’avanguardia può lavare via questa macchia. Eppure, dovessimo giudicare dalla sola mole, vi sono candidati nettamente più adatti a ricoprire l’infamante carica; primo che verrebbe in mente a chiunque La Recherche di Proust che con le sue quasi 4.000 pagine ha meritato addirittura una menzione da parte Guinnes dei Primati. Dunque, con tutto il rispetto per le 1.500 pagine di Tolstoj, da dove trae origine un simile pregiudizio? Be’, forse non siamo altro che gente frivola e pigra che, nonostante la convinzione del nostro discernimento, ricusiamo usare il cervello, unico mezzo per penetrare le apparenze, preferendo il responso facile e immediato dei sensi. Il titolo, ad esempio: Tolstoj era una frana nella cernita dei titoli; Guerra e Pace suona tanto altisonante, minacciosamente biblico quanto Anna Karenina sembra leziosamente adatto ad un romanzetto rosa. E poi l’ottocento, gesù santo, perché risalire a un’epoca tanto remota in cui si compiacevano di fare le cose difficili? E poi perché proprio un librone “russo”, la sola parola trasmette l’austerità e il gelo delle steppe. E come se non bastasse, un romanzo storico scritto 150 anni fa, imperniato su eventi bellici di oltre cinquant’anni addietro. Insomma, se mai venisse rilevata una formula per la noia Tolstoj ne verrebbe designato come l’inventore.
    Forse l’insieme di questo e di quell'altro. Forse… forse… bla bla bla, ma che ne so!, che diavolo me ne frega dei motivi! Quel che so è che questo romanzo può essere definito un mattone solo nel caso si concepisca la letteratura come un maestoso edificio, e allora sì!, da mattone, occuperebbe uno dei punti più alti della costruzione.

    Non un semplice romanzo storico, ma una lucida, metodica, acuta riflessione sulla Storia e la storiografia. Scienza inaffidabile a causa della pretensione degli storiografi (me li immagino arrossire e impallidire di vergogna) di normare i moti che muovono gli eventi astraendoli da fattori contingenti e tuttavia essenziali, di racchiudere nei limiti dell’umano sguardo la vita dei popoli nella sua interezza, col risultato di consegnare ai posteri dei totem smaltati, iperboliche volontà propulsive divinizzate dalle suggestioni e purgate di ogni freno corporeo. Falso!, tuona su tutto ciò lo strenue cercatore della Verità, la Storia così non dissimila dal pettegolezzo che di bocca in orecchio si discosta dalla veridicità quanto più prende il largo. Dunque Tolstoj ridimensiona, semplicemente arricchendoli di spessore umano, figure magnificate o deprezzate come Napoleone e Kutuzov, pesciolini che per quanto annaspino soggiacciono al flusso delle acque del Caso e del Caos.
    Grande patriottista qual era non avrebbe potuto che scegliere la catastrofica sconfitta, fin ad allora ritenuta impossibile, delle truppe di Napoleone ad opera dei tenaci russi (di lì lo scricchiolare di quella ammirevole neutralità che raggiungerà la perfezione solo con Anna Karenina).

    Per quanto riguarda tutto il resto… io non so come faccia questo autore, come riesca a replicare senza posa il miracolo della misura, a dare alla sua narrativa granitica solidità, non una sola parola fuori posto né di troppo. Fluido, lirico, preciso, capace di portarci ad alta quota per scrutare gli eventi dalla prospettiva delle creature alate per poi scendere in picchiata fino alla più intima adesione allo spirito dei protagonisti. Le pagine risplendono di una luce che riverbera sul lettore. Mi sono sentito trasportato nella vita dei protagonisti, ingenuamente coinvolto nelle loro gioie e disgrazie, ubriacato degli innumerevoli umori trasudati dalla scrittura per appiccicarmisi alle dita. Ho respirato gli inebrianti fumi solfurei della battaglia e contemplato l’esistenza nelle azzurre profondità del cielo di Austerlitz mentre attorno muti infuriavano i cannoni; ho bruciato di passione per la vivace Nastasa e ribollito d’indignazione per Anatol’; mi sono smarrito e ritrovato nel calore dell’amore universale con Bezuchov e ho visto la luce negli abissi della morte al capezzale di Andrej; ma soprattutto ho gioito, mi sono esaltato col sorriso a fior di labbra di ogni piccola felicità domestica di cui Tolstoj pare averne estrapolata l’essenza. Gioito come non mai correndo all'impazzata in slitta ridicolmente mascherati, in una notte argentea e cristallina colma di magie e meraviglie troppo incantevole per essere raccontate.

    Ho ritrovato la febbre smarrita per la lettura, da mesi non mi accadeva di detestare le ore e la quotidianetà in esse contenute che mi separavano dal mio prezioso libro, da quando il nettare troppo delizioso offerto da Proust ha reso sciapo e incolore ogni altro sapore.

    Dunque, grazie mille signor Tolstoj.

    said on 

  • 5

    Ero praticamente vergine

    Ma come si fa a prescindere da Guerra e pace, mi sono chiesta spesso nel corso della lettura? Non è possibile, vi dico. E' come privarsi consapevolmente di certi altri piaceri estetici di cui la mente ...continue

    Ma come si fa a prescindere da Guerra e pace, mi sono chiesta spesso nel corso della lettura? Non è possibile, vi dico. E' come privarsi consapevolmente di certi altri piaceri estetici di cui la mente e gli occhi, se pronti, non dovrebbero mai privarsi: è come guardare per la prima volta Via col vento sul divano di casa, durante una bella mattina fresca d'agosto, e scoprirne tutto il valore in un solo fiato... Ci sono esperienze che, ahimè, non si potranno mai ripetere nel medesimo incanto dell'anima, e che tuttavia, proprio perché irripetibili quanto imprescindibili, non si scorderanno mai. Ecco, io considero una delle mie esperienze di vita più importanti e formative, adesso, la lettura di questo enorme, gigantesco capolavoro tolstojano. Il quale è un'immersione tanto inaspettatamente serena nei pensieri e nelle azioni di quattro personaggi unici e complementari (Pierre, Natasha, il principe Andrej ma anche il povero Nikolaj Rostov, che nessuno pare menzionare nelle quarte di copertina e che però è altrettanto presente e affascinante e ben caratterizzato), una lettura tanto inaspettatamente facile e perfino beata, nonché affatto costrittiva neppure lì nei lunghi paragrafi dedicati alla guerra, che separarsene, a poco a poco, comincia ad assumere - è inevitabile - la forma di un pensiero tragico e innaturale. Vi prego, non saltate a piè pari un classico che non è un classico ma un'opera straordinariamente moderna e anzi fuori tempo, insostituibile quanto essenziale come l'aria che respirate.

    said on 

  • 5

    Torno da un lunghissimo viaggio

    Duecentotrentadue giorni di lettura, al passo di un maratoneta zoppicante, sono la misura del mio lungo e straordinario viaggio tra le pagine di Tolstoj. Sì, è un ritmo di lettura lentissimo e non ne ...continue

    Duecentotrentadue giorni di lettura, al passo di un maratoneta zoppicante, sono la misura del mio lungo e straordinario viaggio tra le pagine di Tolstoj. Sì, è un ritmo di lettura lentissimo e non ne vado particolarmente fiero; tuttavia, se non altro, se ne deduce che anche a bassissimi giri si può scalare una montagna. E poi, in ogni viaggio, più lenti si va più particolari si possono cogliere...

    Se muori dalla voglia di sapere il resto, ti toccherà leggere sul mio blog
    http://unvisionario.blogspot.it/2016/08/guerra-e-pace-di-lev-n-tolstoj.html

    said on 

  • 5

    (Recensione completa qui: http://piccolacrisalide.it/guerra-pace-lev-tolstoj/)

    Guerra e pace è senza ombra di dubbio il romanzo più famoso di Lev Tolstoj, per non dire uno dei romanzi più importanti d ...continue

    (Recensione completa qui: http://piccolacrisalide.it/guerra-pace-lev-tolstoj/)

    Guerra e pace è senza ombra di dubbio il romanzo più famoso di Lev Tolstoj, per non dire uno dei romanzi più importanti della storia della letteratura.
    Ambientato in Russia, nell'arco di tempo che va dal 1805 al 1820, racconta la storia di due importanti famiglie, i Bolkonskij e i Rostov, e di Pierre Bezuchov.
    La storia di queste vite si intreccia a quelle di altri personaggi, più o meno importanti, e si svolgono nell'epoca delle guerre napoleoniche, raccontate e commentate dall'autore con minuzia di particolari e, cosa da sottolineare, in modo assolutamente imparziale, secondo il mio punto di vista.
    Tolstoj, infatti, durante la narrazione e specie nell'epilogo, si lancia in profonde e lunghe riflessioni sulla guerra, sulla storia e sulla politica; riflessioni che affascinano ma che, al contempo, rischiano di rallentare e rendere molto più impegnativa la lettura. Eppure, per quanto possano mettere in difficoltà il lettore, le suddette riflessioni sono necessarie per rendere completo il testo.
    A mio parere, infatti, Guerra e pace non sarebbe più lo stesso capolavoro letterario, senza questa sorta di piccoli saggi.

    Dal punto di vista strutturale il romanzo mi ha un po' ricordato una matrioska (tanto per restare in tema russo): suddiviso in quattro libri, ogni libro è composto da varie parti e per ogni parte vi sono diversi, brevi capitoli. A questi quattro libri segue un lungo epilogo, anch'esso suddiviso in due parti.
    Devo dire che ho apprezzato molto la brevità dei capitoli: mi ha facilitato non poco nella lettura del romanzo.

    Per quanto riguarda il linguaggio, invece, Tolstoj utilizza moltissimo il francese. Era usanza della nobiltà russa dell'epoca, infatti, conversare in lingua francese e l'autore ha voluto sottolineare questa particolarità non traducendo gran parte dei dialoghi. Per questo motivo, nonostante il francese utilizzato sia abbastanza semplice, un importante consiglio che mi sento di darvi, qualora voleste approcciarvi a questo romanzo, è di acquistare un'edizione che contenga le note e le traduzioni necessarie per facilitarvi la lettura.
    Questa edizione di Garzanti è ottima, sotto questo punto di vista, in quanto contiene non solo tutte le traduzioni dei dialoghi, ma anche diverse note interessanti relative a personaggi realmente esistiti, o precisazioni su alcuni intraducibili termini russi.

    Come ho già accennato prima, in questo romanzo le vite di decine e decine di personaggi, alcuni dei quali realmente esistiti, si intrecciano più o meno direttamente. Ecco quindi che, ad esempio, potremo vedere la luminosa figura di Nataša Rostova volteggiare nella stessa sala da ballo dov'è presente anche l'imperatore Alessandro I, o ancora potremo assistere a vari dialoghi tra Andrej Bolkonskij e il generale Kutuzov. Questo genere di scene, in cui la fantasia si fonde con la realtà, mi hanno fatto sentire più vicini i personaggi storici, che di solito per me sono entità lontane e irraggiungibili.
    La moltitudine di personaggi che si incontrano può inizialmente confondere e può capitare che l'uso del patronimico tragga in inganno, ma bastano pochi capitoli per prendere confidenza con essi, dopodiché la lettura risulta più fluida. Al massimo si può sempre ricorrere a un piccolo schema, sottolineando anche i legami di parentela che intercorrono tra i vari personaggi.

    Inutile dire che la scrittura di Tolstoj è riuscita ad affascinarmi moltissimo anche in questo romanzo, come in Anna Karenina.
    Se dovessi descrivere Guerra e pace in un unico aggettivo, credo che quello più azzeccato potrebbe essere: maestoso.
    In tutta sincerità, di fronte a un capolavoro del genere, non credo serva aggiungere altro. L'ultima cosa che posso dire è che credo sia un romanzo che ogni appassionato di letteratura dovrebbe leggere almeno una volta nella vita.

    said on 

  • 5

    È stata una bellissima avventura. Credo che Tolstoj e la sua penna riescano a far apprezzare un argomento come la guerra e le sue dinamiche anche a chi, come me, non è amante del genere! 
    Mi sono affe ...continue

    È stata una bellissima avventura. Credo che Tolstoj e la sua penna riescano a far apprezzare un argomento come la guerra e le sue dinamiche anche a chi, come me, non è amante del genere! 
    Mi sono affezionata ad un personaggio in particolare: l’ho amato fin dal principio, chiuso in un matrimonio che non lo rendeva felice, quando cerca la gloria o quando abbatte le barriere del cuore. Mi ha commosso fino alle lacrime e ancora ora, che ho finito la lettura da qualche giorno, queste sensazioni non mi hanno ancora abbandonato. I comportamenti di altri personaggi mi hanno infastidito e mi hanno fatto arrabbiare, altri mi hanno intenerito o mosso a compassione. 
    Questo romanzo è un turbine di emozione, difficilmente si riesce a lasciare. Il mio consiglio è leggetelo assolutamente. Non spaventatevi della mole, perché la pagine scorrono tra le mani, senza nemmeno accorgersene! 

    said on 

  • 5

    Un romanzo immenso, sotto tutti i punti di vista. Tolstoi è un maestro nel mescolare ad arte i fatti storici con quelli immaginari, creando un'epopea magnifica e delineando i personaggi così bene che ...continue

    Un romanzo immenso, sotto tutti i punti di vista. Tolstoi è un maestro nel mescolare ad arte i fatti storici con quelli immaginari, creando un'epopea magnifica e delineando i personaggi così bene che dispiace abbandonare alla fine del libro.

    said on 

  • 5

    L''ispirazione da cui trae spunto inizialmente l'autore era quella di descrivere la Russia nella prima metà del 1850, ma venne fuori una storia che descriveva le vicende di due famiglie, i Bolkonskij ...continue

    L''ispirazione da cui trae spunto inizialmente l'autore era quella di descrivere la Russia nella prima metà del 1850, ma venne fuori una storia che descriveva le vicende di due famiglie, i Bolkonskij e i Rostov, durante la campagna napoleonica in Russia (1812). Molto si è scritto e si scriverà ancora, ma Tolstoj, nella sua opera, muove con abilità unica la sua lente di ingrandimento allargando e rimpicciolendo la sua prospettiva per includere di volta in volta il singolo personaggio o l'umanità intera, senza però permettere che lo sguardo del lettore risulti sfocato. Più si va avanti, più Tolstoj confuta le scelte ai suoi personaggi: è il fato, o se si vuole il destino, una sorta di immanenza che vuole dimostrare delle verità fondamentali della sua religione rivelata muovendo dai bisogni della coscienza umana, e che provoca le tragedie e le felicità. In questo classico l'A. esprime, in definitiva, la convinzione dell'esistenza di una «legge naturale» che determina la vita degli uomini, ma che essi – incapaci di comprenderla – rappresentino la storia come una successione di libere scelte di cui attribuiscono le responsabilità a «grandi uomini» dotati di eroiche virtù o terribili vizi. Questa è tra le tante interpretazioni che si è dato al suo pensiero. Guerra e Pace è ciò che l’autore volle e poté esprimere, con serenità d'animo e trasparenza. Il racconto, quindi, ci accompagna con impressioni gradevoli all'animo, privo di rilievi conferiti a un elemento delle frasi stesse mediante anticipazione o posticipazione rispetto alla posizione normale, senza trasporti o accaloramenti e senza essere eccessivamente illustrativo. Nulla quaestio le tematiche e la scrittura: semplicemente favolosamente rivoluzionario il suo pensiero!

    said on 

  • 4

    Non fatevi spaventare dalla mole perchè questo libro è un capolavoro della letteratura. Un libro da leggere almeno una volta nella vita ed è anche scorrevole. I personaggi rimangono nel cuore: Natasja ...continue

    Non fatevi spaventare dalla mole perchè questo libro è un capolavoro della letteratura. Un libro da leggere almeno una volta nella vita ed è anche scorrevole. I personaggi rimangono nel cuore: Natasja, Pierre, il principe Andrej, la principessa Marja. Il finale lascia un pò l'amaro in bocca ma dovete leggerlo di persona.

    said on 

Sorting by
Sorting by
Sorting by