Way Station

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Publisher: Orion

3.8
(431)

Language: English | Number of Pages: 208 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , Dutch , Japanese , French , Polish

Isbn-10: 0575122412 | Isbn-13: 9780575122413 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , Others , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Enoch Wallace survived the carnage of Gettysburg and lived through the rest of the Civil War to make it home to his parents' farm in south-west Wisconsin. But his mother was already dead and his father soon joined her in the tiny family cemetery. It was then that Enoch met the being he called Ulysses and the farm became a way station for space travellers. Now, nearly a hundred years later, the US government is taking an interest in the seemingly immortal Enoch, and the Galactic Council, which set up the way station is threatening to tear itself apart.
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  • 2

    Da ragazzo aspettavo con ansia il venerdì, perché un venerdì ogni due era il giorno di Urania: una massiccia dose di mondi fantastici ad un modico prezzo. Ogni tanto trovavo in edicola un Millemondi, ...continue

    Da ragazzo aspettavo con ansia il venerdì, perché un venerdì ogni due era il giorno di Urania: una massiccia dose di mondi fantastici ad un modico prezzo. Ogni tanto trovavo in edicola un Millemondi, tre o quattro romanzi brevi in unico volume, ed era festa grande. "La casa dalle finestre nere" di Clifford Simak mi pareva di ricordarlo benissimo, era il racconto più intenso di quel "Millemondi Estate 1974": c'era la casa, misteriosa stazione galattica per viaggiatori alieni con il suo immortale guardiano e c'era un potente talismano, capace di portare la pace nell'universo. Lo ricordavo bello, talmente bello che lo volli condividere coi compagni di classe. Il libro passo' di mano in mano e poi scomparve nel nulla. Questo che ho riletto 40 anni dopo m'è parso tutto un altro libro ed ho il fondato sospetto che durante la sua assenza sia stato assorbito da una qualche anomalia del continuum spazio/temporale, subendo pesanti e peggiorative modifiche: non saprei giustificare altrimenti il fatto che non mi abbia entusiasmato come la prima volta... Già, non può esistere un'altra spiegazione!

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  • 4

    Il casellante degli alieni nato nel 1840 nel Wisconsin

    Diciamocela tutta: la trama non è eccezionale e il deus ex machina nel finale è troppo spudorato. Però il romanzo si merita quattro stelle: l'intera Galassia con tutte le sue meravigliose civiltà divi ...continue

    Diciamocela tutta: la trama non è eccezionale e il deus ex machina nel finale è troppo spudorato. Però il romanzo si merita quattro stelle: l'intera Galassia con tutte le sue meravigliose civiltà dividono le pagine con una bucolica campagna piena di piccole cose, odori, oggetti antichi che nelle descrizioni prendono vita e realtà sino a rivestirsi di nostalgia. E questo è davvero tanto.
    Peccato per la progressione inversa a quella ottimale: ottimo incipit, buon corpo del romanzo, deludente finale. Da Simak mi aspettavo più professionalità, anche se stiamo parlando di uno scritto del '63.

    Il titolo originale, Way Station, prepara meglio di quello italiano al contenuto del libro.

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  • 4

    Nel complesso il libro mi è piaciuto. Ha vari piani di lettura ed esprime bene paure ed ansie del periodo storico trattato (guerra fredda).
    In superficie il racconto è una piacevole favola con persona ...continue

    Nel complesso il libro mi è piaciuto. Ha vari piani di lettura ed esprime bene paure ed ansie del periodo storico trattato (guerra fredda).
    In superficie il racconto è una piacevole favola con personaggi incantati ed essere di altri mondi, gravi pericoli e lieto fine della migliore specie.
    Tuttavia analizzando un po' nel profondo situazioni e personaggi le chiavi di lettura sono molteplici, con riflessioni sul periodo storico.
    Inoltre il personaggio di Enoch offre spunti interessanti in particolar modo sul rapporto conflittuale che ogni individuo deve affrontare con la società a cui appartiene e con il mondo esterno.

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  • 5

    La suspance e curiosità che lasciano i primi capitoli spingono a continuare a leggere. Gli avvenimenti sembrano di poco conto, ma piano piano si riuniscono in un unico filo logico... quando si dice "t ...continue

    La suspance e curiosità che lasciano i primi capitoli spingono a continuare a leggere. Gli avvenimenti sembrano di poco conto, ma piano piano si riuniscono in un unico filo logico... quando si dice "tutti i nodi vengono al pettine"!
    A mio avviso, stupendo...

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  • 5

    Alta letteratura

    Capolavoro di una delle più grandi voci letterarie di tutti i tempi.
    Simak, come tutti i non numerosi geni della fantascienza, è un falso.
    Egli non è solo un narratore, ma un filosofo e grande umanist ...continue

    Capolavoro di una delle più grandi voci letterarie di tutti i tempi.
    Simak, come tutti i non numerosi geni della fantascienza, è un falso.
    Egli non è solo un narratore, ma un filosofo e grande umanista; e usa la fantascienza per dire cose che altrimenti finirebbero non dette, o non dette in questo modo così coinvolgente.
    Questa "Casa..." è un capolavoro di manifesto... Il manifesto delle vite diverse, inimitabili e degne di rispetto; il manifesto dell'imperativo universale: "Dobbiamo avere cura gli uni degli altri".

    "...e la responsabilità morale, quando non comporta la capacità di attenuare le cose, è perfettamente inutile." (dal capitolo 13).
    Un capolavoro davvero...

    Un solo piccolo appunto... Il romanzo pare scritto in due momenti distinti e lontani nel tempo. Molto meglio la prima metà, addirittura sublime. Poi un poco si spezza. Ma soltanto un poco, ed è questo un peccatuccio che al grande e buono Simak si può tranquillamente perdonare.
    Anzi... Grazie, maestro Cliff!
    5 stelle!

    Ermanno Bartoli:
    www.webalice.it/balow

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  • 3

    Umanista dentro

    Con l'aiuto del contesto fantascientifico, Simak sviscera sempre tematiche umanistiche affascinati, velandole di ingenuità quel tanto che basta per trasformarle in favole reali.

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  • 4

    Ingenuo e retrò, ma bellissimo

    Viaggio nel tempo, nell'infanzia anni '50 e '60 in cui ci erano cari i temi dell'ottimismo, della fantasia, del tutto è possibile. Scritto bene, pieno di rimandi a sentimenti più che umani, trascesi d ...continue

    Viaggio nel tempo, nell'infanzia anni '50 e '60 in cui ci erano cari i temi dell'ottimismo, della fantasia, del tutto è possibile. Scritto bene, pieno di rimandi a sentimenti più che umani, trascesi dalla speranza che gli alieni siano meglio di noi, che vengano a salvarci da noi stessi.

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  • 4

    Un libro che si legge tutto d'un fiato, una fiaba d'altri tempi resa più attuale con l'artificio della fantascienza. Mi è piaciuto e proprio per questo perdono all'autore alcune ingenutià di fondo, ch ...continue

    Un libro che si legge tutto d'un fiato, una fiaba d'altri tempi resa più attuale con l'artificio della fantascienza. Mi è piaciuto e proprio per questo perdono all'autore alcune ingenutià di fondo, che tutto sommato se si accetta in toto la sospensione d'incredulità, si possono ampiamente sopportare :)

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  • 4

    Bella storia, avvincente e fantastica, singolari i personaggi. Si vede che è stato scritto nel periodo della guerra fredda, quando si era a poco da una guerra nucleare.
    Il finale però sembra un po’ af ...continue

    Bella storia, avvincente e fantastica, singolari i personaggi. Si vede che è stato scritto nel periodo della guerra fredda, quando si era a poco da una guerra nucleare.
    Il finale però sembra un po’ affrettato, alla "e tutti vissero felici e contenti", inconsistente il comportamento della CIA.

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