Wintergirls

Di

Editore: Giunti (Y)

4.0
(682)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 352 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Tedesco

Isbn-10: 8809745507 | Isbn-13: 9788809745506 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: T. Lo Porto

Disponibile anche come: Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Salute, Mente e Corpo , Adolescenti

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Descrizione del libro
“Chi voleva guarire? Mi ci erano voluti anni per diventare così magra. Non ero malata. Ero forte”.

Lia e Cassie sono amiche fin dall’infanzia, ragazze congelate nei loro fragili corpi, in competizione in un’assurda gara mortale per stabilire chi tra loro sarà la più magra. Lia conta maniacalmente le calorie di tutto quello che mangia e di notte quando i suoi non la vedono si sfinisce di ginnastica per bruciare i grassi. Le poche volte che mangia, cerca di ingerire cose che la feriscono, come cibi ultrapiccanti, in modo da “punirsi” per aver mangiato. Si gonfia d’acqua per ingannare la bilancia nei giorni in cui la pesano. Quando eccede nel cibo ricorre ai lassativi e passa il tempo a leggere i blog di ragazze con disturbi alimentari che si sostengono a vicenda.

Nel suo libro più toccante e poetico dopo Speak, finalista al National Book Award, l'autrice di best seller, L. H. Anderson esplora l'impressionante discesa di una ragazza nel vortice dell'anoressia.
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  • 3

    Da questo libro mi aspettavo parecchio dopo averlo sentito acclamato un po' da tutti. Invece non l'ho trovato così eccezionale da andare oltre le tre stelle.
    Ho letto altri libri che parlano di anores ...continua

    Da questo libro mi aspettavo parecchio dopo averlo sentito acclamato un po' da tutti. Invece non l'ho trovato così eccezionale da andare oltre le tre stelle.
    Ho letto altri libri che parlano di anoressia, bulimia, autolesionismo e tutto ciò che gravita attorno a questo mondo. Questo è sicuramente un libro ben scritto, che suscita diverse emozioni, ma non è uno di quelli che ti distruggono e forse è quello che dovrebbe fare. Forse il punto è che il disturbo alimentare è protagonista del romanzo, ma non a tutti gli effetti: ci sono altri eventi destabilizzanti che ti fanno deconcentrare, e forse allora è anche per questo che l'attenzione cala e l'empatia con essa. Quindi tre stelle, perché ho avuto la sensazione di voler mettere troppa carne al fuoco: non dico che sia semplice trattare determinati temi, ma ho come l'impressione che si voglia fare un gran calderone con tutti i problemi che stanno diventando sempre più frequenti nella nostra società, perdendo di vista il messaggio principale.
    Sicuramente mi aspettavo di più, specialmente dopo aver letto altri libri dell'autrice. Mi aspettavo che scavasse più a fondo, mi aspettavo di trovare scene strazianti, ma tutto quell'essere crudo di cui tutti parlano, io non l'ho trovato. La sensibilità è soggettiva, fortunatamente. Inoltre non trovo concepibile il concetto di fondo dell'intero libro, per me è una cosa assurda, quindi difficilmente mi sarei riuscita ad immedesimare fino in fondo.
    Credo sia un libro più adatto ad un pubblico estremamente giovane, nonostante la protagonista abbia già 18 anni. Credo però che ne esistano di migliori a riguardo.

    ha scritto il 

  • 5

    come ho letto la trama l ho dovuto prendere. anche io purtroppo ci sono andata ben vicino a questa malattia. il brutto e' che nn te ne rendi veramente conto. un argomento che trovo molto delicato ...continua

    come ho letto la trama l ho dovuto prendere. anche io purtroppo ci sono andata ben vicino a questa malattia. il brutto e' che nn te ne rendi veramente conto. un argomento che trovo molto delicato

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Questo libro tratta un argomento delicato: i disturbi alimentari. La protagonista Lia è anoressica, conta mentalmente le calorie di ogni alimento che dovrebbe mangiare, se obbligata mangia un pò ma pr ...continua

    Questo libro tratta un argomento delicato: i disturbi alimentari. La protagonista Lia è anoressica, conta mentalmente le calorie di ogni alimento che dovrebbe mangiare, se obbligata mangia un pò ma presa dai sensi di colpa e dalle parole cattive che continuano a tornargli alla mente ci dà dentro con lo step per smaltire tutto. La sua amica Cassie è morta in solitudine in una stanza di un motel dopo averla chiamata 33 volte senza ricevere risposta, perciò Lia si sente in colpa per non averle risposto ed è perseguitata dal suo fantasma. Premetto che io non ho l'empatia necessaria per comprendere un disturbo di questo tipo perchè adoro mangiare, non mi cruccio delle calorie che assumo, cerco di essere costante nell'allenamento per non diventare una pallina di lardo e poter continuare a mangiare come un drago mantenendo la mia forma fisica, dunque non riesco veramente a capire quelle persone che si privano del cibo per essere sempre più magre anche perchè troppo magro non è sinonimo di bello. Mi rendo conto che queste persone siano malate ma io le trovo estremamente egoiste, fanno soffrire in primis se stesse e chi gli sta vicino. Così ha fatto Lia, ha preso in giro la sua matrigna mettendosi i pesi addosso per far salire il peso sulla bilancia e ha traumatizzato la sua sorellastra Emma che un bel giorno la trova sdraiata in bagno in una pozza di sangue. Come si sarà capito la protagonista non è certo entrata nelle mie grazie anche se alla fine trova la forza per affrontare la sua malattia e cercare di guarire. Il libro non mi ha conquistata ma mi rendo conto che probabilmente è un mio limite.

    ha scritto il 

  • 3

    Ma poi l’anestetico diventa veleno e a quel punto è troppo tardi perché te lo sei iniettato diritto nell’anima

    Non so cosa non mi ha convinto del libro, provo a mettere su carta qualche riga per vedere se mi si schiariscono le idee. Sì perché io scrivo sempre su carta prima che al computer, mi piace così.
    Lia ...continua

    Non so cosa non mi ha convinto del libro, provo a mettere su carta qualche riga per vedere se mi si schiariscono le idee. Sì perché io scrivo sempre su carta prima che al computer, mi piace così.
    Lia e Cassie sono due amiche,erano due amiche, perché hanno litigato ed è due mesi che non si parlano. Erano due amiche perché ora è troppo tardi,Cassie è morta.
    Lia e Cassie sono in competizione per stabilire chi sarà la più magra.
    Cassie è bulimica,Lia è anoressica.
    Lia conta maniacalmente le calorie ”dieci uvette(16),cinque mandorle(35) e una pera verde(121) (=172). Lia ha fame ma vuole dimagrire,la sera si sfinisce di ginnastica per bruciare le poche calorie ingerite e se ha mangiato “troppo” prende dei lassativi, sale sulla bilancia con i pesi perché gli altri non si accorgano che il suo peso scende e scende ancora.

    La scrittura non mi è dispiaciuta, varie recensioni la definivano frammentaria, contraddittoria, io trovo, invece, che questa forma di scrittura sia volontaria ed aiuti ad entrare nel mondo di una ragazza di diciott’anni, di una ragazza malata di diciotto anni.
    Mi sono piaciute anche le parti scritte e poi cancellate dove si evince il pensiero reale di Lia, sovrastato poi dal pensiero “malato” di Lia. “Ho fame, ho bisogno di mangiare”- cancellato- “odio mangiare”. “Ho bisogno di mangiare”- cancellato - “Amo non mangiare”.
    Quindi cosa non mi ha convinto? Ecco il tema è delicato, tanto delicato, il libro è rivolto ad un pubblico giovane e questo mi spaventa, perché i messaggi potrebbero venire fraintesi,Lia potrebbe diventare un modello e non va bene.

    Ecco cosa risponde Lia al comportamento di Cassie.
    “Perché ?Vuoi sapere perché?
    Infilati in una cabina di un solarium friggiti per due o tre giorni. Quando la pelle sarà tutta bolle e comincerà a spellarsi, rotolati nel sale grosso, poi mettiti una maglia di lana intrecciata con vetro di lana e lamette. Poi mettiti sopra i tuoi vestiti normali e stringili più che puoi.
    Fuma polvere da sparo e vai a scuola e salta dentro i cerchi, mettiti seduta e supplica, e rotolati a comando. Ascolta i sussurri che di notte ti si annidano in testa, ti dicono che sei brutta e grassa e stupida e stronza e, peggio ancora una delusione. Vomita e crepa di fame e tagliati e bevi perché non vuoi sentire nulla di tutto questo perché hai bisogno di un anestetico e funziona. Per un po’. Ma poi l’anestetico diventa veleno e a quel punto è troppo tardi perché te lo sei iniettato diritto nell’anima. Ti sta distruggendo e non ne puoi fare a meno. Guardati in uno specchio e vedrai un fantasma. Senti ogni battito del tuo cuore che urla che ogni singola cosa di te non funziona.
    Perché ? è la domanda sbagliata.
    Chiedi piuttosto perché no?”

    Se nel libro si parla molto del non piacersi, di avere degli obiettivi“La bilancia fa capolino. Mi spoglio,salgo sopra per pesare le mie colpe e misurare i miei peccati. 40 chili. Potrei dire di essere contenta, ma sarebbe una bugia. Il numero non importa. Se arrivassi a 30, vorrei pesare 29. Se ne pesassi 5 vorrei pesarne 3 . L’unico numero che mi basterebbe è 0. Zero chili,zero vita, taglia zero, zero peso , zero e basta” – di vivere il cibo come un nemico e l’attività fisica come un’alleata; secondo me si vola troppo velocemente sul percorso di guarigione. Perché mangiare 500 calorie al giorno, sfinirsi di step, desiderare di pesare sempre meno è una malattia… e non è facile guarire,affatto.
    Mi è capitato di trovarmi in ospedale nel reparto di “disturbi alimentari” c’erano delle persone obese e delle ragazze anoressiche, posso dire che i pasti erano interminabili, ci doveva sempre essere del personale che cercasse di far mangiare le ragazze, personale che stava con loro anche durante la digestione perché non vomitassero tutto quello che avevano ingerito.
    Questo per dire che nelle ultime pagine Lia capisce che sta sbagliando e guarisce ma a mio avviso sono troppo poche le parole riguardanti la consapevolezza della malattia, il percorso mentale e fisico che porta alla guarigione.
    Le anoressiche molte volte sono persone fragili, che non riuscendo a controllare il mondo esterno provano a controllare se stesse e quando si accorgono che hanno il potere di controllare il peso, questo controllo diventa patologico.
    Guarire è un percorso difficile, l’anoressia non perdona, mole volte ci si ricade, bisogna tenere sempre alta la guardia.
    Ecco cosa non mi è piaciuto del libro, questa guarigione improvvisa:”Io , in qualche modo, sono riuscita ad uscire dalle tenebre e ho chiesto aiuto.
    Intreccio e tesso parole e visioni, finchè la mia vita non inizia a prendere forma.
    Non esistono pozioni magiche, non si può cancellare tutto per sempre.Ci sono solo piccoli passi verso l’alto;una giornata più facile, una risata inattesa, uno specchio di cui ormai non mi importa più.
    Mi sto scongelando.”

    La realtà è ben diversa prima di riuscire a rialzarsi si cade mille volte e poi ancora mille, è un percorso estenuante e difficile per la persona coinvolta e per chi le sta accanto.
    Forse Lia sarebbe dovuta morire nel libro, non per trasmettere il messaggio che non si può guarire ma quantomeno per evitare di dare il messaggio contrario:che puoi avere il controllo su tutto, che se un giorno decidi ti alzi e riprendi a mangiare, ti alzi e sei guarita.
    Perché questo non è reale.

    ha scritto il 

  • 3

    wintergirls

    E' un libro impegnativo e difficile. Ma ero preparata a questo, dalla sinossi e dal tema. Però all'inizio questo sconforto, questa desolazione, questo non avere nessuna aspettativa e soprattutto quest ...continua

    E' un libro impegnativo e difficile. Ma ero preparata a questo, dalla sinossi e dal tema. Però all'inizio questo sconforto, questa desolazione, questo non avere nessuna aspettativa e soprattutto questa tristezza profonda mi ha reso difficile la lettura. Ho faticato, soprattutto perchè fino a metà non ho provato nè empatia nè simpatia per Lia, la protagonista. Ha detto e fatto di tutto per essere il più odiosa possibile. Merito dell'autrice però la trasformazione di questa apatia in compassione. Perchè in effetti è terribile guardarsi e vedere sempre e solo lo schifo, pesare 40 chili e sentirsi comunque troppo grassi, non riuscire a trovarsi adeguati mai, non riuscire a trovare nemmeno un posto nel mondo, sentirsi appunto ragazze invernali a metà tra la vita e la morte. Tante le colpe, madre troppo esigente, padre assente, amicizie sbagliate, società corrotta... In realtà la colpa più grande è proprio di Lia, che si è arresa. Ho apprezzato molto il finale, finalmente la consapevolezza dei propri sbagli.
    E' un libro difficile ma che va letto, soprattutto in quanto genitori, mi ha fatto riflettere molto, sicuramente calibrerò le mie aspettative

    ha scritto il 

  • 5

    Il libro racconta la storia di Lia e Cassie, due amiche che vivono di prima persona il problema dell'anoressia. Cassie però non è ciò che pensiamo o almeno, non lo è più. Ha perso la sua battaglia ma ...continua

    Il libro racconta la storia di Lia e Cassie, due amiche che vivono di prima persona il problema dell'anoressia. Cassie però non è ciò che pensiamo o almeno, non lo è più. Ha perso la sua battaglia ma rimane fedele e vicino a Lia, che invece deve lottare contro la sua famiglia e chi la circonda.
    La ragazza infatti, non si rende conto del problema che si auto infligge e continua, imperterrita, nella sua lotta contro le calorie in eccesso.

    Questa storia mi è entrata nella pelle, facendomi passare poi due nottate di fuoco, con incubi e risvegli notturni. Figuratevi che la prima sera, dopo averlo finito, mi sono svegliata di soprassalto e ho chiesto al mio compagno se la pesa sotto il letto, contava solo il mio peso o quello di tutti e due. Ero allucinata. Ovviamente stavo ancora dormendo ma non del tutto...

    Lia è una ragazza fragile e forte.
    Da un lato, insicura sul suo corpo, sul suo modo di vedersi e viversi. Non si accetta per ciò che è, non si vede con gli occhi giusti e quando sgarra, si punisce in ogni modo possibile. Dall'altro lato è forte, perchè lotta per la sua convinzione, anche se errata. Lia, al confronto di Cassie, resiste e lotta. Fino al giorno in cui tutto il suo mondo si gretola e dovrà scegliere se farla finita o cambiare.

    Mi rendo conto che ancora adesso non sono capace di trovare le parole adatte.
    Questo libro racconta una storia che tutti dovrebbero conoscere, grandi e piccini, perchè insegna molto.
    I grandi che non hanno mai vissuto questa esperienza, con questa lettura si possono avvicinare all'argomento e non dico capire ma almeno, immaginare cosa voglia dire vivere un disturbo del genere.
    I ragazzi, forse possono capire e riconoscere la nascita di un problema e chissà, magari combatterlo prima che si trasformi in tragedia.

    ha scritto il 

  • 4

    Wintergilrs

    Lia e Cassie sono amiche da sempre, in competizione tra loro per stabilire chi di loro sarà la più magra. Lia conta maniacalmente le calorie di tutto quello che mangia e di notte quando i suoi non la ...continua

    Lia e Cassie sono amiche da sempre, in competizione tra loro per stabilire chi di loro sarà la più magra. Lia conta maniacalmente le calorie di tutto quello che mangia e di notte quando i suoi non la vedono si sfinisce di ginnastica per bruciare i grassi. Si gonfia d’acqua per ingannare la bilancia nei giorni in cui la pesano. Quando eccede nel cibo ricorre ai lassativi e passa il tempo a leggere i blog di ragazze con disturbi alimentari che si sostengono a vicenda.
    E' un romanzo che narra la vita di una ragazzina anoressica, con tutte le sue fragilità e i motivi che la spingono a detestare il proprio corpo. É sicuramente un libro molto forte, scritto con un linguaggio talmente schietto da essere quasi crudele, soprattutto nel dettaglio delle motivazioni che portano Lia a maltrattare se stessa. É un romanzo che fa molto riflettere, su una problematica che quanto mai attuale, con tante ragazzine e non solo che si autolimitano, in tutto, pur di raggiungere un peso ideale, che mai però raggiungeranno. Quello che più colpisce e fa male è il rapporto di Lia con la madre, che, a sentir Lia, è una madre assente, che la trascura, che non la ritiene all'altezza e da cui la ragazza si discosta totalmente disconoscendola come madre, al punto da chiamarla la dottoressa Marrigan. Continuando la lettura si scopre invece che la Dottoressa Marrigan è una madre come tutte, che soffre per l'allontanamento della figlia, che farebbe qualsiasi cosa pur di salvare e guarire la sua bambina, a cui vuole immensamente bene, come qualsiasi altra madre.
    Altro fattore che colpisce sono le frasi scritte e poi barrate che fanno pienamente comprendere il contraddittorio che esiste nell'animo di queste ragazze, le ragazze d'inverno, che in realtà desidererebbero mangiare, che hanno fame, ma la cui testa glielo impedisce.
    Leggendo questo romanzo, se così lo vogliamo chiamare perché più che un romanzo mi è sembrato un documento tanto realistico è stato scritto, mi sono soffermata a pensare a quanto diamo per scontato tutto, i nostri affetti, i nostri valori, che sono li sempre pronti accanto a noi, ma non per tutti è così, non per tutti l'affetto di un genitore viene compreso fino in fondo, spesso viene frainteso, viene visto come una minaccia alla propria libertà.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Giorno 7 Luglio 2014 , mi sono buttata a capo fitto nella lettura di questo bellissimo libro..
    Non è il solito libro fantasy, che solitamente leggo, è un libro reale, che affronta argomenti veri, ma s ...continua

    Giorno 7 Luglio 2014 , mi sono buttata a capo fitto nella lettura di questo bellissimo libro..
    Non è il solito libro fantasy, che solitamente leggo, è un libro reale, che affronta argomenti veri, ma sopratutto che sono sulla "pelle" di molti adolescenti, io per fortuna mi escludo ..
    La Storia
    la storia è complessa, una ragazza, Lia, continua a voler dimagrire, fino a raggiungere i 42 chili, soprattutto dopo la misteriosa morte della sua "migliore amica" in un motel, stanza 113, Cassie.
    I suoi genitori sono divorziati, a causa del padre che cambia sempre donna, fino a quando non incontra Jennifer, una donna che lavora in una banca, si sposano avendo successivamente una figlia di 9 anni, Emma.
    Suo padre, David, è un professore e cerca di scrivere anche dei libri e per questo, viaggia molto.
    La madre, invece, è una dottoressa, Chloe , >
    Lia ha 18 anni, si tortura si dall'inizio del libro a delle chiamate a cui non ha risposto, alla quale avrebbe potuto salvare la vita a una persona .. almeno così crede lei..
    Tortura anche il suo corpo, oltre che la sua mente, si taglia, e non mangia, (forse per una scommessa forse per altro ).
    Il periodo in cui ci troviamo è il mese di Natale, e per lei è un vantaggio si copre così tanto di magliette e maglioni di suo papà ( dove vive, in quanto con la madre non ha più dialoghi sereni, ma solo urla e colpe che si sbattono a vicenda)...

    Lo Stile
    che dire dello stile, mi piace. e tanto anche, come suddivide i capitoli, la scrittura così semplice ed essenziale, non con cose superflue. Mi piace quando ricorda i tempi passati, o quando Lia sembra di parlarli da sola
    , perchè parla in 3 persona..

    Una lettura bella, emozionante, vera = lettura indicata sin dall'inizio dell'adolescenza, 14-15 e qui che si iniziano a fare le cavolate, e a farsi coinvolgere dai giudizi della società.. Lei si ripeteva spesso :

    VOTO FINALE = 4 su 4 (consigliato/bellissimo)

    Lettura iniziata il 7.07.2014
    Lettura terminata 14.07.2014

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Alla fine soprattutto,capisci molte cose

    Questo libro l'ho trovato per certi versi crudele e spietato, vorticoso e introspettivo. So di alcune ragazze pro-Ana che lo hanno preso come manuale. Più di tutta la storia è l'insegnamento finale ch ...continua

    Questo libro l'ho trovato per certi versi crudele e spietato, vorticoso e introspettivo. So di alcune ragazze pro-Ana che lo hanno preso come manuale. Più di tutta la storia è l'insegnamento finale che per me ha avuto un valore inestimabile: a volte rimaniamo intrappolati nelle nostre convinzioni, congelati in cose che ci fanno stare male senza pensare a quanto di bello si può fare nella vita,a come davvero se guardiamo la vita da un altra prospettiva le giornate diventano più leggere. Perché non è lo specchio,non è la bilancia e non sono nemmeno le parole dure delle persone a determinare chi siamo o chi vogliamo essere...e a volte sono i gesti infantili che ci fanno sorridere un po'di più come guardare attraverso un vetro di mare.

    ha scritto il 

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