World War Z

(Turtleback School & Library Binding Edition)

By

Publisher: Turtleback

4.0
(1731)

Language: English | Number of Pages: 352 | Format: Library Binding | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Chi traditional , French , Portuguese , Korean , German , Czech , Dutch , Greek

Isbn-10: 0606231722 | Isbn-13: 9780606231725 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , Paperback , Others , Mass Market Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
FOR USE IN SCHOOLS AND LIBRARIES ONLY. An account of the decade-long conflict between humankind and hordes of the predatory undead is told from the perspective of dozens of survivors--soldiers, politicians, civilians, and others--who describe in their own words the epic human battle for survival.
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  • 3

    Tutto sommato è un buon libro, la trovata di descrivere la guerra attraverso delle interviste è molto interessante e tiene benissimo per la prima metà del libro. Questa stessa struttura però si rivela ...continue

    Tutto sommato è un buon libro, la trovata di descrivere la guerra attraverso delle interviste è molto interessante e tiene benissimo per la prima metà del libro. Questa stessa struttura però si rivela anche un limite perché il libro non "decolla" nella parte finale restando sempre un resoconto giornalistico. Mi aspettavo qualcosa di più nella seconda parte, minata anche da parecchi refusi che potevano essere facilmente evitati con un editing più attento.

    said on 

  • 2

    Who has really read it to the end?

    A New York Times Bestseller. It was sold, but I wonder who read it to the end? The book tires you and you don't seem to find the reason to go on reading it. The contributions to the chronicle are ofte ...continue

    A New York Times Bestseller. It was sold, but I wonder who read it to the end? The book tires you and you don't seem to find the reason to go on reading it. The contributions to the chronicle are often on a similar pitch, action men talking slang, normal people who became heroes of an unconventional conflict, but everything does NOT add up to something. Almost nothing is really interesting. From my point of view, the only interesting concept is the idea of a World War against zombies, that is a story that goes beyond the usual narrative of local events seen from the point of view of a single person or a limited group of people. It is something like zombies leaking out of the movies, what happens next, or what happens globally, the view from above of the story normally narrated in the zombie movie. While conceptually the idea is appealing, so much that a successful movie could be derived from it, the narration provided by the book (I cannot call it novel because it is not novel) fails to be of any interest whatsoever from any point of view. It does not entertain, it does not touch, it does not surprise, you only want to come to an end and put the book away. On the contrary the movie entertained because a script with a real plot had to be written, a plot dealing with the mystery of the vaccine, how to cure or how to deal with the epidemic, and there is a consistent narration. In this sense the movie is far better than the book.
    A note: the epidemic starts in China. This is an interesting point. Almost all the zombie movies tell us about an apocalypse, and the cause is usually one of the recognised problems of humanity at the time of the release of the movie: nuclear radiations, chemicals, biochemical or biological threats. Brooks's book goes a step further, the apocalypse has a biological origin and starts in China. Ask yourself what it is that scares us the most nowadays, and you have the ingredients of this boring but successful book. I am convinced that the success of the book is amply due to the pre-existence of a Zombies fan base of cinematographic origin.

    said on 

  • 2

    Aburrido.

    Un libro lleno de historias inconexas, llenas de palabras técnicas armamentísticas que no llegas a entender nunca y contándote una y otra vez la misma historia pero con distintos escenarios.

    A mi punt ...continue

    Un libro lleno de historias inconexas, llenas de palabras técnicas armamentísticas que no llegas a entender nunca y contándote una y otra vez la misma historia pero con distintos escenarios.

    A mi punto de vista, un libro totalmente prescindible.

    said on 

  • 3

    World War Z

    Un romanzo di zombi in cui gli zombi hanno un ruolo marginale. Deludente?
    No se si considera che l'obiettivo di Brooks (figlio del grande Mel Brooks e di Anne Bancroft) non era quello di parlare dei n ...continue

    Un romanzo di zombi in cui gli zombi hanno un ruolo marginale. Deludente?
    No se si considera che l'obiettivo di Brooks (figlio del grande Mel Brooks e di Anne Bancroft) non era quello di parlare dei non-morti, bensì di analizzare le reazioni dell'umanità contemporanea all'eventualità di un flagello di proporzioni mondiali. E non sto parlando della tristemente attuale guerra che vediamo in tv, seduti comodamente nel nostro divano, nel calore della nostra casa e attingendo qualsivoglia genere di conforto da frigo pieno, parlo di un cataclisma globale che sradica le certezze e porta alla luce i limiti intrinseci del nostro quotidiano.
    Brooks punta il dito contro il nostro presente, contro le case farmaceutiche che mettono sul mercato prodotti inutili spacciandoli come miracolosi, contro i mezzi di comunicazione che governano le nostre vite attraverso la paura, contro le divisioni e l'indifferenza tra vicini di casa, tra razze, tra esseri umani, contro l'egoismo e la mancanza di solidarietà.
    Cosa succederebbe se una piaga di proporzioni bibliche radesse al suolo il presente come lo conosciamo oggi? Brooks suggerisce che forse l'uomo abbandonerebbe la bolla di individualismo che caratterizza i nostri giorni, per tornare alla fratellanza tra esseri umani (almeno per un po'), come accadde dopo i conflitti mondiali del secolo scorso. Ma davvero deve arrivare un'altra guerra per far sì che gli esseri umani tornino ad essere uomini e non zombi?

    Il libro ha degli spunti di riflessione veramente interessanti, ma è minato da una frammentarietà dovuta al suo essere una specie di collage di interviste (alcune molto valide, altre francamente appena passabili) e da un'operazione di editing insufficiente da parte dell'editore Cooper (sono davvero tanti i refusi che si incontrano durante la lettura).

    said on 

  • 3

    Horror reale: contraddizione in termini?

    E' questo il dubbio che mi ha accompagnato lungo tutta la lettura: è possibile una narrazione realistica fino alla precisione delle fonti istituzionali sui dati demografici di un evento di per sé irre ...continue

    E' questo il dubbio che mi ha accompagnato lungo tutta la lettura: è possibile una narrazione realistica fino alla precisione delle fonti istituzionali sui dati demografici di un evento di per sé irreale come l'esistenza di un "non-morto"? Sì, perché Brooks è innegabilmente molto abile a costruire un mondo vero e a descriverne le reazioni davanti ad una invasione di zombi - quindi, la "suspension of disbelief" sembra quasi non necessaria, dato che ci racconta spazi e tempi di cui facciamo esperienza quotidiana. E però è proprio la forma "zombi" a non poter entrare nel reale: in effetti più volte ci si chiede nel libro - "come fanno a sopravvivere sott'acqua"? "da dove prendono la forza sovrumana"?. E quindi il pensiero razionale procede e arriva ad un paradosso quasi scientifico: ogni movimento, ogni processo ha bisogno di energia in qualche forma - l'energia stessa non si crea dal nulla. Ma gli zombi sembrano non averne bisogno…. E alla fine di questa abile e ben strutturata opera mi resta questo senso di "irrealistico" che finisce per cozzare con l'intenzione dell'autore, temo….
    E anche la tecnica narrativa mi sembra più abile che di alto livello - le brevi interviste permettono sì di mantenere un buon ritmo, ma anche di evitare una descrizione più profonda dei personaggi, anche se più difficile.

    Insomma qui qualcuno plaude all'assenza della metafora e del simbolo in questo libro, ma mi pare che la letteratura horror non possa farne a meno così facilmente: se mi racconti una storia irreale (e gli zombi sono irreali, in quanto impossibili!) per evitare una contraddizione continua, l'unico mezzo è tacitare le contestazioni della razionalità lisciando il pelo all'emotività del simbolico.
    O forse sono solo io che pecco di eccessivo razionalismo empirico nel guardare Zom….

    said on 

  • 4

    Ciò che colpisce di più del romanzo di Max Brooks è la sua solidissima struttura e il corposo lavoro che si intuisce esserci dietro. Infatti, per raccontare l'invasione globale degli zombi e la guerra ...continue

    Ciò che colpisce di più del romanzo di Max Brooks è la sua solidissima struttura e il corposo lavoro che si intuisce esserci dietro. Infatti, per raccontare l'invasione globale degli zombi e la guerra tra essi e gli umani, l'autore fa parlare in prima persona, attraverso lo strumento dell'intervista, medici, militari, contrabbandieri, cittadini di tutto il mondo. Questo comporta non solo il conoscere le tecniche militari e l'immaginarne di nuove e adatte alla peculiarità dei morti viventi, ma anche la conoscenza delle caratteristiche storiche, geografiche e sociali dei Paesi coinvolti. Quel che viene fuori dai frammenti di storie raccontate è, infatti, una sorta di ucronìa che, dal presupposto l'epidemia zombi (presupposto fittizio naturalmente, ma la particolarità di Brooks - presente anche nel suo Manuale per sopravvivere agli zombi - è quella di parlarne in maniera estremamente realistica), immagina non solo il modo di difesa e attacco degli umani, ma il cambiamento possibile della geopolitica terrestre che, pur con notevole fantasia, parte sempre da dati reali. Ma World War Z è anche un libro coinvolgente per le microstorie raccontate: frammenti, come detto, che lasciano intravedere molteplici retroterra e sviluppi che il lettore può solo immaginare.
    P.s. peccato per i troppi, troppi refusi dell'edizione Cooper.

    said on