Wovon ich rede, wenn ich vom Laufen rede

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Verleger: Dumont Buchverlag

3.9
(4725)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 164 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) Japanese , English , Chi traditional , Chi simplified , Galego , French , Italian , Dutch , Spanish , Catalan , Portuguese , Swedish , Czech , Polish

Isbn-10: 3832180648 | Isbn-13: 9783832180645 | Publish date:  | Edition 2., Aufl.

Auch verfügbar als: Paperback

Category: Biography , Health, Mind & Body , Sports, Outdoors & Adventure

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Buchbeschreibung
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  • 5

    Attraverso il Murakami corridore si scopre il Murakami scrittore e essere umano, ed è una scoperta magnifica per un’amante dei suoi libri. (Italian Book Challenge)

    gesagt am 

  • 4

    Bella biografia dello scrittore maratoneta giapponese

    Vi sembrerà strano ma invece di comprare 1Q84 di Murakami ho preso L'arte di correre. Perché? Prima di tutto perché mi attirava il titolo, in secundis perché non volevo iniziare un suo romanzo ma una ...weiter

    Vi sembrerà strano ma invece di comprare 1Q84 di Murakami ho preso L'arte di correre. Perché? Prima di tutto perché mi attirava il titolo, in secundis perché non volevo iniziare un suo romanzo ma una sua opera diciamo meno impegnativa come questa che è una sorta di diario di viaggio. Qui l'autore giapponese ci narra la sua personalissima esperienza di corridore e anche di scrittore, cose che entrambe lo affascinano e che nella sua vita combaciano in maniera perfetta. Mi è piaciuto. E molto. Murakami scrive senza censura, come se parlasse con se stesso, e in effetti ci rivela nella prima pagina "la regola vuole che un vero gentiluomo non parli delle sue ex fidanzate, né delle tasse che paga [...] Io, però, non sono un gentiluomo, quindi del galateo me ne infischio. Tuttavia provo un leggero imbarazzo a scrivere questo libro, benché non si tratti di un manuale di igiene fisico-mentale, ma di un testo sulla corsa a piedi [...] Voglio solo fare alcune riflessioni, o forse un soliloquio, su ciò che ha significato per me, per la mia persona, praticare la corsa per tutto questo tempo". Intanto scopriamo che Murakami, quando corre, ascolta la musica. Soprattutto i Lovin' Spoonful, Carla Thomas, Otis Redding, Eric Clapton, Rolling Stones, Vernon Duke, Brian Adams e molti altri.
    Il testo di Murakami fissa il periodo di tempo che va dall'estate del 2005 fino all'autunno del 2006. L'autore ci parlerà come un compagno di corsa, svelandoci la sua vita privata, i suoi gusti letterari, come sono nati i suoi primi romanzi, le fatiche e le gioie che gli ha riservato la vita. Ed è bello come ci descrive proprio il suo primo approccio alla scrittura: "Stavo per compiere trent'anni. Ero arrivato a un'età in cui non potevo più definirmi "un giovane". Così ho concepito il proposito di scrivere dei romanzi - una cosa che non mi era mai passata per la mente prima di allora. [...] Era il 1° aprile 1978, verso l'una e mezzo del pomeriggio. Quel giorno, seduto sulla gradinata dello stadio di Jingu, guardavo una partita di baseball bevendo una birra. [...] Hilton fece una battuta a terra lungo la linea sinistra del campo - il suono secco della palla contro la mazza risuonò nello stadio - poi a velocità pazzesca girò la prima base e si fermò sulla seconda. Ecco, fu in quel momento che mi colpì il pensiero 'voglio scrivere un romanzo'. [...] Mi recai in una cartoleria di Shinjuku, comprai una risma di fogli e una stilografica da circa mille yen. Un piccolo investimento di capitale. Questo succedeva in primavera, in autunno avevo finito di scrivere un'opera di duecento fogli da quattrocento caratteri. Mi sentivo molto soddisfatto. [...] E' il romanzo che venne poi pubblicato con il titolo Ascolta la canzone nel vento. Ciò che mi interessava era la scrittura in sé, non tanto che il libro vedesse o meno la luce".
    Adesso cito alcune frasi del libro che a me sono molto piaciute: "Ciò che mi interessa è se riesco o meno a raggiungere gli obiettivi che io stesso mi sono prefisso. [...] Scrivere un libro è un po' come correre una maratona, la motivazione in sostanza è della stessa natura: uno stimolo interiore silenzioso e preciso, che non cerca conferma in un giudizio esterno. [...] L'essenziale è superare anche di poco il livello raggiunto in precedenza. [...] Una persona riesce a costruire la propria personalità e a preservare la propria autonomia proprio perché è differente da tutte le altre. [...] Quando faccio qualcosa, qualunque essa sia, se non mi ci dedico anima e corpo non concludo nulla, sono fatto così. [...] Bene o male sono arrivato alla laurea, ma non rammento di aver mai trovato, nemmeno una volta, qualche attrattiva nello studio. [...] Non si può essere simpatici a tutti, la verità è questa".

    gesagt am 

  • 5

    Un racconto autobiografico molto diretto ed autentico, incentrato sulla scrittura e la corsa. Con il consueto stile cristallino, Murakami riesce a trasmettere il suo amore per la corsa, descrivendola ...weiter

    Un racconto autobiografico molto diretto ed autentico, incentrato sulla scrittura e la corsa. Con il consueto stile cristallino, Murakami riesce a trasmettere il suo amore per la corsa, descrivendola come funzionale a dare il meglio come scrittore. Molto interessante.

    gesagt am 

  • 4

    Murakami descrive come si sente, cosa fa, come vive i giorni di preparazione per poi partecipare alle maratone e alle gare di triathlon. Sono interessanti alcuni parallelismi con la sua attività di sc ...weiter

    Murakami descrive come si sente, cosa fa, come vive i giorni di preparazione per poi partecipare alle maratone e alle gare di triathlon. Sono interessanti alcuni parallelismi con la sua attività di scrittore.

    gesagt am 

  • 4

    Non avevo mai letto nulla di Murakami e so che iniziare con questo libro è stato un po' strano ma per me ha sicuramente funzionato. È stato amore sin dalle prime righe. Che scrittura, che semplicità, ...weiter

    Non avevo mai letto nulla di Murakami e so che iniziare con questo libro è stato un po' strano ma per me ha sicuramente funzionato. È stato amore sin dalle prime righe. Che scrittura, che semplicità, che lucidità nel parlare di se stesso, dei propri limiti, delle proprie forze. L'arte di correre è una grande ispirazione per la corsa e per la vita. Un ottimo libro che consiglierei a chiunque, non solo ai corridori

    gesagt am 

  • 3

    Ero curioso di leggere qualcosa di personale di questo scrittore. Non sono uno a cui piace la corsa, men che meno la maratona. Preferisco le camminate: io e lui non andremmo d'accordo su questo punto. ...weiter

    Ero curioso di leggere qualcosa di personale di questo scrittore. Non sono uno a cui piace la corsa, men che meno la maratona. Preferisco le camminate: io e lui non andremmo d'accordo su questo punto.
    Il libro è un po' noioso perché ci sono ampie parti dedicate alla corsa in sé, alla preparazione atletica, ai problemi fisici, alle sensazioni provate. Ci sono però anche riflessioni più profonde: il parallelismo tra scrittura e corsa... squarci della sua visione del mondo...
    L'ho trovata una lettura tranquilla, e il Muramaki persona cordiale ed interessante.

    "Proprio nello sforzo enorme e coraggioso di vincere la fatica riusciamo a provare, almeno per un istante, la sensazione autentica di vivere. Raggiungiamo la consapevolezza che la qualità del vivere non si trova in valori misurabili in voti, numeri e gradi, ma è insita nell’azione stessa, vi scorre dentro. Quando tutto va bene."

    gesagt am 

  • 3

    - Il dolore non si può evitare, ma la sofferenza è opzionale.

    - Le ferite spirituali non rimarginate sono il prezzo che gli esseri umani devono pagare per la propria indipendenza.

    - Tuttavia non pens ...weiter

    - Il dolore non si può evitare, ma la sofferenza è opzionale.

    - Le ferite spirituali non rimarginate sono il prezzo che gli esseri umani devono pagare per la propria indipendenza.

    - Tuttavia non penso che una forte volontà basti a ottenere ciò che si vuole. Le cose non sono così semplici, a questo mondo.

    - Non esiste a questo mondo qualcosa che sia all'altezza dell'immagine illusoria che ce ne eravamo fatti quando avevamo perso la lucidità.

    - Sì, sono convinto che esistono processi che non subiscono variazioni, qualunque cosa accada. E, se li accettiamo così come sono, non ci resta che modificare noi stessi, trasformarci con l'esercizio ostinato e ripetitivo, fino ad assimilare quel processo nella nostra stessa personalità. Forza e coraggio!

    - E le persone tanto fortunate da non morire giovani hanno il privilegio di invecchiare con regolarità, cosa di cui dovrebbero essere grate. L'onore del declino fisico è in attesa. E' una verità che dobbiamo accettare, alla quale ci dobbiamo abituare.

    - Non ho intenzione di affermare a questo punto che ogni sforzo deve venire ricompensato equamente, so che non è così, ma se in cielo c'è un Dio, non potrebbe darci ogni tanto un piccolo segno della sua esistenza? Non potrebbe mostrarci almeno questa minima benevolenza?

    - Se non altro, fino alla fine non ha camminato.

    gesagt am 

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