Zingari di merda

Di

Editore: Effigie

3.7
(115)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 93 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8889416734 | Isbn-13: 9788889416730 | Data di pubblicazione: 

Fotografo: Giovanni Giovannetti

Genere: Scienze Sociali , Viaggi

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Descrizione del libro
Nel suo linguaggio irruente e abnorme, come abnorme è la realtà che descrive, Antonio Moresco trascina i suoi lettori fin dentro una delle contraddizioni più acute di questo secolo. Il racconto procede in un dialogo ininterrotto con i compagni di viaggio, l’occhio fisso sui marciapiedi della civiltà, dove gli zingari, uomini e donne che non stanno mai fermi, sono la nostra parte più miserabile e irriducibile: sono noi eppure sono anche assolutamente altro. Sono un enigma. Nella loro presenza c’è qualcosa di inspiegabile e sfuggente, di infinitamente arcaico eppure futuribile. È lì che ci porta il viaggio di Moresco, sulla soglia del silenzio e della morte. Dove arrivano anche le fotografie di Giovanni Giovannetti, che chiudono il libro.
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  • 2

    Dai Moresco, riscrivilo!

    Un mondo interessante quello degli zingari di merda, e l'inizio era persino promettente. Una scrittura agile, piacevole. Una curiosità bella viva a seguire il viaggio verso la Romania con lo scopo di ...continua

    Un mondo interessante quello degli zingari di merda, e l'inizio era persino promettente. Una scrittura agile, piacevole. Una curiosità bella viva a seguire il viaggio verso la Romania con lo scopo di compiere una sorta di indagine/reportage su questa strana gente che da millenni migra e rimigra da un paese ad un altro. Sempre uguale a se stessa.
    Ma Moresco a metà strada – del libro e del viaggio – si perde in una tirata pseudo saggistica che rimane superficiale e al contempo ripetitiva, e finisce con una fretta del diavolo.
    Molto curioso la comunità di zingari che vive sotto terra in un luogo vicino al confine con l’Ungheria. Una di quelle cose che si crede possano esistere solo nelle favole cattive.
    La Romania, desolata fredda povera da angoscia pura, come la descrive la Muller.
    Peccato, c’erano delle potenzialità.

    ha scritto il 

  • 3

    Come l’olio nell’acqua

    "Gli zingari sono gli invasori che non combattono. Per questo non perderanno.
    Non perderanno più di quanto non perderemo alla fine tutti quanti." (p.46)

    ha scritto il 

  • 2

    Una cronaca affidabile, ma non mi è servita a molto.

    Ho letto questo previssimo racconto di viaggio con lo scopo di capire qualcosa di più su questo popolo che è probabilmente il più vituperato che esista. Non ha nemmeno il diritto di proclamarsi vittim ...continua

    Ho letto questo previssimo racconto di viaggio con lo scopo di capire qualcosa di più su questo popolo che è probabilmente il più vituperato che esista. Non ha nemmeno il diritto di proclamarsi vittima del nazismo pur essendolo sicuramente stato, che la pietà viene riservata a tutti gli altri ma non a loro.
    Sotto questo aspetto il brevissimo libretto non mi è servito a quasi nulla: descrive solo dettagliatamente un viaggio, ma è un viaggio di cronaca, non di scoperta.
    Che vivano male già lo sapevo, che sono frutto di come siamo noi tanto di quanto loro sono loro stessi, pure, tra giudizi trancianti e altrettanto trancianti mitizzazioni di popolo libero per eccellenza. Certo qui si vede, e bene, che la libertà (se si può definire tale) ha un prezzo.
    Apprezzo l'obiettività del racconto. Meno il pistolotto che l'autore ficca in mezzo.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro è un viaggio, fatto a bordo di una vecchia Bmw da Antonio Moresco e Giovanni Giovannetti, da cui ne scaturisce un vero e proprio diario sviluppato su due piani, narrativo e visivo, fortem ...continua

    Questo libro è un viaggio, fatto a bordo di una vecchia Bmw da Antonio Moresco e Giovanni Giovannetti, da cui ne scaturisce un vero e proprio diario sviluppato su due piani, narrativo e visivo, fortemente intrecciati fra loro. Accompagnati da Dumitru, uno zingaro di merda (così si prendono affettuosamente in giro i Rom, chiamandosi con il nostro insulto). Un viaggio in Romania mosso da una semplice e logica domanda: capire perché. Perché tutta questa gente viene da noi accettando di vivere nelle condizioni più misere? Perché sta nei campi, in mezzo ai topi? In baracche? Il racconto risulta quindi tagliente, preciso, duro e commovente, mentre gli incontri sono terribili e bellissimi. E forse ci invita a guardare al di là del nostro naso...

    ha scritto il 

  • 4

    Reportage fra i rom di Romania. Il ritratto che ne esce non è certo edificante ma è la realtà. Moresco cerca di non giudicare anche se non si restare certo indifferenti leggendo le pagine di questo li ...continua

    Reportage fra i rom di Romania. Il ritratto che ne esce non è certo edificante ma è la realtà. Moresco cerca di non giudicare anche se non si restare certo indifferenti leggendo le pagine di questo libro.
    http://trecugggine.wordpress.com/2012/11/12/zingari-di-merda-antonio-moresco/

    ha scritto il 

  • 4

    "gli invasori che non combattono"

    un viaggio verso la Romania compiuto da due gagè ( Antonio Moresco e Giovanni Giovannetti)e Dimitru, uno degli zingari sgomberati dalla Snia.
    un viaggio piuttosto faticoso, pieno di imprevisti, devi ...continua

    un viaggio verso la Romania compiuto da due gagè ( Antonio Moresco e Giovanni Giovannetti)e Dimitru, uno degli zingari sgomberati dalla Snia.
    un viaggio piuttosto faticoso, pieno di imprevisti, deviazioni, incontri piuttosto pericolosi, alla scoperta dei Rom, in uno dei luoghi di partenza di questo popolo che vive ai margini delle nostre città.
    un'inchiesta che è un tentativo di demolire l'immagine di un blocco monolitico di questo popolo composto invece da classi sociali, con relative abitazioni (dalla pagoda manierista alle baracche e case sotterranee...), con professioni diverse, con una giustizia propria e abitudini millenarie.
    non viene tralasciato la parte più orribile, accenni ad episodi pedofili, il furto, la vendita di spose bambini, l'accattonaggio, i rapporti gerarchici e familiari che ci sono estranei.

    Moresco non rende esotici i Rom, non ne tratteggia un affresco da buon selvaggio, eppure cerca di capire questa massa di persone perennemente in movimento che non si integra nel nostro tessuto sociale ed urbanistico, che non si piega alla normalità diffusa ed accettata. uomini, donne, bambini che la società non riesca a comprendere e quindi ad accogliere.
    il nostro mondo che decide di selezionare all'entrara, "di non subire l'onda dei miserabili che si dirigono verso le zone più ricche"

    "accettano di vivere come nessun altro riuscirebbe a vivere però vanno avanti, con la loro irresistibile potenza riproduttiva gettata geneticamente allo sbaraglio, con la loro irriducibile e misteriosa identità. l'esistenza di un simile popolo non si spiega solo con i messanismi economici. ci sono strutture precedenti che non si sciolgono dentro l'acido totalizzante dell'economia e dell'infuenza ambientale..."

    per chi fatica a "digerire" questo popolo che non ha mai avuto uno stato, un esercito, mai dichiarato guerra a nessun atro popolo eppure in guerra contro l'intero mondo che li circonda.

    ha scritto il 

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