il giornalino di gianburrasca

Di

4.0
(4458)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8809000676 | Isbn-13: 9788809000674 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Paperback , Tascabile economico , Cartonato per bambini , CD audio

Genere: Bambini , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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  • 3

    A momenti non sapevo se ridere, sapete, quei sorrisi che vengono spontanei davanti a certe birbonate talmente senza senso che un sorriso esasperato te lo strappano, oppure piangere.
    Non si può negare ...continua

    A momenti non sapevo se ridere, sapete, quei sorrisi che vengono spontanei davanti a certe birbonate talmente senza senso che un sorriso esasperato te lo strappano, oppure piangere.
    Non si può negare che in fondo qualche buona intenzione ci sia anche, che poi finisce in disastro nonostante tutto. Ma, per quanto vittima possa sembrare e per quanto alcune volte gli abbia anche dato ragione , "Gian Burrasca" è il classico monello che proprio non ce la fa a non combinarne qualcuna..buona intenzione o vendetta o semplice noia. Giocare a pallone in giardino invece di ficcare una canna da pesca con l'amo nella bocca di un vecchio che dorme, no? XD
    Non so se ad avercelo in casa l'avrei sopportato, probabilmente no.. XD

    ha scritto il 

  • 4

    Recensione di ‘Il giornalino di Gian Burrasca’ di Vamba

    Una storia romanzata, che è meglio riconosciuta come la goliardica avventura di una ‘peste’di ragazzino.
    Un libro ironico, divertente ed esilarante che farà sorridere grandi e piccini.
    Il protagonista ...continua

    Una storia romanzata, che è meglio riconosciuta come la goliardica avventura di una ‘peste’di ragazzino.
    Un libro ironico, divertente ed esilarante che farà sorridere grandi e piccini.
    Il protagonista, il cui vero nome è Giannino Stoppani, viene chiamato ‘Gian Burrasca’, proprio perché nel corso della sua vita ne combinerà di tutti i colori.
    Unico maschio in una famiglia composta da mamma, babbo e tre sorelle, a nove anni inizierà a scrivere nel diario, meglio chiamarlo ‘giornalino’ , che la madre gli regala per il suo compleanno.
    Lì comincerà ad annottare ogni singolo avvenimento e ogni sua più particolare’ bravata’.
    Fra le tante avventure,la volta in cui cadde nel fiume mentre pescava con una canna regalatagli dalle sorelle.
    E la più particolare viene descritta l’occasione in cui il protagonista ritrova alcune fotografie di conoscenti, che in tutti modi cerca di restituire ai proprietari uno per uno.
    La famiglia si ritroverà a dare una festa da ballo per rimediare al gesto impertinente del ragazzino.
    Per non parlare dell’episodio, in cui farà finta di pescare dalla bocca dello zio di suo cognato. L’uomo starnutendo inghiottirà l’amo e Gian Burrasca si accorgerà di avergli pescato un dente cariato.
    Ma la parte più movimentata, sarà il periodo in cui il ragazzo verrà rinchiuso in collegio e da lì darà ancora il meglio di sé, ma lascio ai lettori la curiosità e il divertimento di scoprire come la ‘pappa al pomodoro’ diventerà famosa attraverso la mitica storia di questo bambino.
    Comunque alla fine nonostante le numerose marachelle che Gian Burrasca ha combinato, la storia si conclude in parte a favore di questo personaggio squinternato e pazzerello.
    In fondo una ragione se la si sa leggere fra le righe c’è: Giannino dietro a quell’anima di ‘peste’, possiede un cuore tenero e buono, ma soprattutto la sua schiettezza e la sua sincerità riusciranno sempre a rivelare il finto perbenismo e l’odiosa ipocrisia della gente che gli sta intorno.
    Secondo me un po’ tutti dovremmo imparare tanto dal racconto che questo libro ci insegna.
    A volte bisognerebbe restare sempre bambini per riuscire ad interpretare nel modo più giusto la vita.

    Francesca Ghiribelli.

    ha scritto il 

  • 2

    Settembre 2008 (commento della libreria che ho perduto l'anno scorso)

    Non l’avevo mai letto. Sto leggendolo ora perché è uno dei compiti per le vacanze del mio terzogenito. Stiamo facendo entrambi una ...continua

    Settembre 2008 (commento della libreria che ho perduto l'anno scorso)

    Non l’avevo mai letto. Sto leggendolo ora perché è uno dei compiti per le vacanze del mio terzogenito. Stiamo facendo entrambi una fatica bestia ad arrivare alla fine. Lui perché odia leggere (scherzi del destino: tre su tre mi son venuti fuori così…), io perché ‘sto ragazzino e i suoi scherzi li trovo estenuanti e poi sono d’accordo con il commento di Tostoini. Gianburrasca è un bambino finto, noioso, è lo stereotipo del discolaccio dal cuore d’oro, pensato per intenerire il lettore adulto. Giannino è animato sempre da un finto candore e si esprime come un vecchio, cose che trovo decisamente irritanti. Il libro viene dato come trasgressione, sbeffeggio della letteratura moralista e grondante buoni sentimenti alla De Amicis, ma il moralismo alla fin fine c’è anche qui.
    P.S.
    In una trasmissione radiofonica di un paio d'anni fa dedicata a Gian Burrasca, a proposito dello sceneggiato televisivo del 1972 della Wetmuller con la Pavone, telefonarono molti ricordando quanto il programma fosse amato non tanto dai ragazzini, quanto dai genitori e dai nonni. Alla domanda dei conduttori: chi sono secondo voi i Gian Burrasca d'oggi? Gli ascoltatori hanno ovviamente risposto "Fiorello, Litizzetto, Valentino Rossi. Veri bricconi, birichini, discolacci". Naturalmente tutti adulti.

    P.P.S.
    E lo so che è un libro edito in anni in cui la letteratura produceva autori per ragazzi che, come diceva De Santis, erano finalizzati a foggiare più animi pecorini che umani. E lo so che si scrivevano libri dai titoli terrificanti come "Favole sopra i doveri sociali" o "Il giovinetto drizzato alla bontà al sapere e all'industria"... ma penso a Salgari, Verne, Twain... e mi cascano gli zebedei.

    ha scritto il 

  • 3

    Per i ragazzi d'inizio novecento, il libro doveva certamente essere una boccata d'aria fresca, immersi com'erano nella nostrana pedagogia repressiva e moralistica. Il Giornalino, assai divertente, sar ...continua

    Per i ragazzi d'inizio novecento, il libro doveva certamente essere una boccata d'aria fresca, immersi com'erano nella nostrana pedagogia repressiva e moralistica. Il Giornalino, assai divertente, sarebbe ancor oggi una lettura notevole, se non fosse che:
    1 - è un mega plagio di A Bad Boy's Diary (1880);
    2 - le malefatte di Giannino risultano alla lunga assai ripetitive: forse sarebbe meglio centellinare la lettura;
    3 - premesso ed ammesso un sano spirito di ribellione all'autorità, caratteristica di ogni vera gioventù, Giovanni Stoppani è fondamentalmente un malvagio imbecille. Agisce senza posa per nuocere a chi gli è più prossimo e a chi gli fa del bene, o per vendicarsi delle sacrosante e assai commisurate punizioni che riceve. Giustifica costantemente il propio odioso operato, reputando se stesso una vittima delle circostanze e di adulti persecutori. Insomma: un normalissimo adolescente d'oggi.

    ha scritto il 

  • 5

    4.5

    Non dò il massimo solo perchè 5 stelle sono per i libri che colpiscono nel profondo.
    Gian Burrasca rimane un libro divertentissimo, da leggere a tutte le età.
    Me lo regalò e lesse mio padre da bambino ...continua

    Non dò il massimo solo perchè 5 stelle sono per i libri che colpiscono nel profondo.
    Gian Burrasca rimane un libro divertentissimo, da leggere a tutte le età.
    Me lo regalò e lesse mio padre da bambino, quasi 25 anni or sono: in questi giorni, man mano che proseguiva la rilettura mi tornavano in mente le varie vicende, e anticipavo le ghignate.
    Consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 5

    Riletto per curiosità di rivivere le pagine tanto amate da bambina. Non mi ha deluso, anzi, inaspettatamente mi son tornati alla memoria tutti i disegni contenuti nell'edizione che avevo io.

    ha scritto il 

  • 5

    Spassosa rilettura ascoltata

    E niente da dire... questo è un capolavoro sempre piacevole da rileggere e in questo caso da ascoltare.

    Da piccola ho letto questo libro con divertimento e piacere e in qu ...continua

    Spassosa rilettura ascoltata

    E niente da dire... questo è un capolavoro sempre piacevole da rileggere e in questo caso da ascoltare.

    Da piccola ho letto questo libro con divertimento e piacere e in questi giorni faticosi e stressanti ho deciso di fare una pausa dalle letture impegnate per riascoltarlo tramite il Podcast di Ad Alta Voce. Bravissimo Piero Baldini nell'interpretazione.

    Ovviamente Il Giornalino di Giamburrasca è anacronistico sotto molti aspetti, chissà se un bambino di oggi potrebbe riderne come ho riso io, chissà se può percepire certe storie o se gli sono troppo lontane... una cosa è certa, come in tutti i capolavori qualcosina di eternamente vero la offre anche questa storia per ragazzi ( dico ai ragazzi perchè gli adulti intendano), e questa citazione ne è la prova:

    Tu avendo il babbo socialista hai creduto nel tuo entusiasmo di dover mettere in pratica le sue teorie distribuendo i pasticcini a que' poveri ragazzi che non ne avevan mai assaggiati, e il tuo babbo ti ha punito... È inutile: il vero torto di noi ragazzi è uno solo: quello di pigliar sul serio le teorie degli uomini... e anche quelle delle donne! In generale accade questo: che i grandi insegnano ai piccini una quantità di cose belle e buone... ma guai se uno dei loro ottimi insegnamenti, nel momento di metterlo in pratica, urta i loro nervi, o i loro calcoli, o i loro interessi.

    ha scritto il 

  • 5

    È il libro che ho amato di più da bambina: letto e riletto tante di quelle volte da avere smontato le pagine. In occasione di una serata anobina l'ho ripreso in mano, un po timorosa a rileggerlo dopo ...continua

    È il libro che ho amato di più da bambina: letto e riletto tante di quelle volte da avere smontato le pagine. In occasione di una serata anobina l'ho ripreso in mano, un po timorosa a rileggerlo dopo tutti questi anni. Invece la simpatia travolgente di Giovannino ha colpito ancora: la sua ingenuità, la sua furbizia e la sua fantasia sfrenata mi hanno affascinata anche da adulta.

    ha scritto il 

  • 5

    L'ho ritrovato in PDF e me lo sono riletto e forse gustato per la prima volta. Ho il dubbio che sia un libro formativo nel pieno senso della parola e che la scuola l'abbia sempre poco usato proprio pe ...continua

    L'ho ritrovato in PDF e me lo sono riletto e forse gustato per la prima volta. Ho il dubbio che sia un libro formativo nel pieno senso della parola e che la scuola l'abbia sempre poco usato proprio per questo. A cominciare dal primo giorno del Diario : la presa di Porta Pia ! In un paese ancora schiavo del Concordato. Divertente ancora oggi, comunque : espressione di una borghesia contenta di sè, ma inquieta, ironica, capace di autocritica.

    ha scritto il 

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