les Hauts de Hurle-Vent

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Editeur: LGF - Livre de Poche

4.2
(17587)

Language: Français | Number of pages: 413 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Portuguese , Chi traditional , Italian , Spanish , German , Korean , Chi simplified , Catalan , Swedish , Slovak , Norwegian , Polish , Dutch , Greek , Turkish , Hungarian , Czech , Macedonian

Isbn-10: 2253004758 | Isbn-13: 9782253004752 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Mass Market Paperback , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Description du livre
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  • 3

    Classico della letteratura inglese

    Ammetto che alla fine uno si dice che la vita era davvero dura all'epoca del romanzo, che ci si possono trovare mille contraddizioni e forse poco riscontro col presente (quando leggo mi immedesimo sem ...continuer

    Ammetto che alla fine uno si dice che la vita era davvero dura all'epoca del romanzo, che ci si possono trovare mille contraddizioni e forse poco riscontro col presente (quando leggo mi immedesimo sempre), ma è coinvolgente, a tratti tenebroso.
    L'ho ascoltato da un audiolibro, dove la lettrice sembrava una nonna che ti racconta la storia della sua vita...e mi ci sono persa dentro.

    dit le 

  • 5

    La rupe nella brughiera

    Questo romanzo su un amore travolgente e infelice - infelice in quanto ostacolato - deve la sua forza alla potenza con la quale è tratteggiato il personaggio di Heathcliff, misterioso trovatello, tizz ...continuer

    Questo romanzo su un amore travolgente e infelice - infelice in quanto ostacolato - deve la sua forza alla potenza con la quale è tratteggiato il personaggio di Heathcliff, misterioso trovatello, tizzone che incendia e sconvolge, "villain" ma allo stesso tempo protagonista, perno su cui ruota il libro.

    E' il Doppio - di Catherine, che a sua volta ha una "replica" nella figlia Cathy -, come sottolineato del resto dalla divisione della storia in due esatte metà. E' l'Orfano, il Bastardo (in ambo i sensi), il Sopravvissuto. E' il Soprannaturale, da intendersi come l'ha inteso A.L Zazo, ossia come Completamento-della-realtà, che trova una concretizzazione nel completamento dell'amore, dell'altra metà del cuore (ironicamente direi la meno dolce delle due, nel suo caso). E' la Creazione: del resto, è lui il "plotter" principale della storia. E' la personificazione del Paesaggio - quindi è la Natura, è il Selvatico, il Rozzo, l'Autentico - contrapposto alla compostezza salottiera borghese, o più precisamente alla compostezza e bigotteria vittoriane, se vogliamo riferirci alla metà del secolo, quando il romanzo uscì, oltre che ai decenni a cavallo dei secoli XVIII e XIX, epoca in cui il romanzo è ambientato. E' Tumulto atmosferico (e sentimentale), la Tormenta e il Tormento - "wuthering" tra l'altro è termine dialettale che rimanda ancora una volta al tema della selvatichezza -, Passione devastatrice. Ma, soprattutto, è quel che dice il suo stesso nome parlante: è una Rupe-nella-brughiera, "genius loci" come essa suggestiva, inquietante, e come essa ruvida, scabra.

    Aveva ragione Bataille, che nel 1957 ipotizzava: "Forse questo amore non era altro che la decisione di non rinunciare alla libertà di un'infanzia selvaggia, non corretta dalle norme della socievolezza e dell'educazione convenzionali, [...] sono le condizioni stesse della poesia". Ebbene, anche questo è Heathcliff: la Poesia, vista come contrapposta alla Non-Poesia in questa storia che vive di dualismi.

    D'altronde la Zazo, per citare ancora una volta il suo illuminante commento, ricorda che Emily Bronte nasce poetessa, e questo sguardo particolare sul mondo si coglie vividamente, così come una certa, profonda spiritualità, e non solo negli elementi spettrali, tipicamente gotici, che aprono e chiudono il romanzo.

    Il sogno di un Fantasma e il fantasma di un'Idea si confondono, sono indistinguibili, ed è nell'inseguimento di questo "fantasma"che consiste il senso di tutta una vita di un personaggio, Heathcliff, memorabile quant'altri mai.

    dit le 

  • 4

    Romantico ma niente affatto stucchevole.
    A volte perfino brutale, ruvido nell'esposizione dei sentimenti e dei caratteri che si contrappongono: forse è il segreto del suo successo.
    Interessante il con ...continuer

    Romantico ma niente affatto stucchevole.
    A volte perfino brutale, ruvido nell'esposizione dei sentimenti e dei caratteri che si contrappongono: forse è il segreto del suo successo.
    Interessante il confronto con la più introspettiva Jane Austen, ad esempio. Due pesi massimi della narrativa inglese.

    dit le 

  • 5

    Uno dei migliori classici

    Non c'è molto da dire se non il fatto che sono rimasta estremamente colpita dall'audacia di questa storia. Una passione così crudele e folle non si incontra così spesso nei classici della letteratura. ...continuer

    Non c'è molto da dire se non il fatto che sono rimasta estremamente colpita dall'audacia di questa storia. Una passione così crudele e folle non si incontra così spesso nei classici della letteratura. Per quanto riguarda i personaggi, poi, sono dipinti magistralmente, tutti così perfetti nella loro imperfezione. Infine una narrazione scorrevole e precisa. Cosa si può volere di più da un romanzo?

    dit le 

  • 4

    Vorrei ma non posso...

    Assegnerei volentieri un punteggio inferiore a questo libro per la sofferenza che mi ha provocato nel leggerlo. 3/4 della storia è un susseguirsi di cattiverie, personaggi sgradevoli e ingiustizie che ...continuer

    Assegnerei volentieri un punteggio inferiore a questo libro per la sofferenza che mi ha provocato nel leggerlo. 3/4 della storia è un susseguirsi di cattiverie, personaggi sgradevoli e ingiustizie che lasciano nel lettore un senso d'impotenza a d'or poco terribile. Eppure non posso non lodare la sorella della mia amata Charlotte per la magistrale descrizione di sentimenti così forti e appunto, tempestosi, così come per la bravura nel dipingere con sole parole gli splendidi e selvaggi paesaggi in cui è ambientata la vicenda. Sebbene l'intera storia sia vagamente esasperata, così come i vari caratteri e l'happy e D decisamente troppo repentino, ho letteralmente divorato questo libro. Buon sangue (quello delle Brönte) non mente.

    dit le 

  • 0

    Malatissimo

    Da tempo volevo e dovevo leggerlo; poi, finalmente, è arrivato il momento giusto.
    In realtà c'è stato un periodo in cui mi tenevo a debita distanza da certi classici della letteratura inglese, di sicu ...continuer

    Da tempo volevo e dovevo leggerlo; poi, finalmente, è arrivato il momento giusto.
    In realtà c'è stato un periodo in cui mi tenevo a debita distanza da certi classici della letteratura inglese, di sicuro a causa di reminescenze scolastiche (eh, il liceo linguistico) non troppo felici, quando certe cose o le si amavano o le si detestavano; anche se, il più delle volte, tendevano a rimanere indifferenti.
    Non facevano eccezione i romanzi delle sorelle Bronte: e tra questi, Cime tempestose rappresentava l'unico squarcio di luce, malgrado fossi ancora ben lontano dal leggerlo e dall'amarlo per conto mio.
    Ora che sono passati tanti anni, ricongiuntomi con la cara Emilia, ho potuto apprezzare "Cime tempestose" per il capolavoro senza tempo qual è.

    Una narrazione magistrale, un cupo scorrere di gelosia, violenza, crudeltà, discriminazione, solitudine, lontananza, nel quale l'amore, anziché essere protagonista, diventa solo uno strumento nelle mani di Heatcliff per porre in atto la sua vendetta, covata e coltivata in tutto quel tempo passato negli anfratti più bui della vita. Anni spesi a subire ingiustizie e angherie, per poi arrivare a un capovolgimento della situazione, una inutile rivalsa che altro non è che il riproporsi e il reiterarsi della medesima inumanità.
    Il freddo isolamento di Wuthering Heights, luogo nei quali la natura è specchio di malattia e ossessione, di isolamento dalla civilità, che inevitabilmente porta a scenari mortiferi, lasciando poco spazio alla felicità e a una vita serena.

    Come lasciare ancora il segno e colpire il lettore, anche a distanza di centocinquant'anni.

    dit le 

  • 4

    Bello? No, sì, non lo so.

    Se devo considerarla una storia d'amore... no.
    Se devo commentare l'odiosa protagonista... decisamente no.
    Se devo ripensare alla cattiveria gratuita e premeditata... assolutamente un libro da evitar ...continuer

    Se devo considerarla una storia d'amore... no.
    Se devo commentare l'odiosa protagonista... decisamente no.
    Se devo ripensare alla cattiveria gratuita e premeditata... assolutamente un libro da evitare.

    Ma poi c'è Heathcliff. E c'è il mistero... perché, sì, il mistero che ruota attorno al protagonista è tanto: chi è? Da dove viene? Chi è la sua famiglia di origine? Il suo "male" è insito oppure soltanto provocato?
    C'è il suo odio per l'amore non realizzato: un odio terrificante, che non si può condonare, ma - da un certo punto di vista - si può capire.
    E poi c'è il finale. Finale che, nonostante tutto, mi mette in pace con il mondo di "Cime Tempestose".

    dit le 

  • 4

    Storia d'amore?

    Non credo che si possa definire una storia romantica, una storia d'amore classica come quelle che scriveva Charlotte (la sorella).
    Questo è un racconto intriso di odio, rancore che logora il proprio e ...continuer

    Non credo che si possa definire una storia romantica, una storia d'amore classica come quelle che scriveva Charlotte (la sorella).
    Questo è un racconto intriso di odio, rancore che logora il proprio essere e rovina la vita degli altri. Scritto benissimo, non sono comunque riuscito ad apprezzare nessuno dei personaggi.
    Li ho odiati! E questo non è per forza una cosa negativa.
    Una scrittura perfetta, bisogna leggerlo!

    dit le 

  • 2

    Non mi è riuscito apprezzarlo

    Pur essendo un testo molto rinomato e con molti estimatori, non l'ho digerito. Sentimenti eccessivi, desideri di vendetta, un amore distruttivo. Ho odiato entrambi i protagonisti cordialmente. Pur app ...continuer

    Pur essendo un testo molto rinomato e con molti estimatori, non l'ho digerito. Sentimenti eccessivi, desideri di vendetta, un amore distruttivo. Ho odiato entrambi i protagonisti cordialmente. Pur apprezzando quasi tutta la letteratura inglese del periodo, non riesco a immedesimarmi in queste eroine eccessive, e condivido il punto di vista della grande Jane Austen che prendeva di mira nelle sue opere autori e autrici che vivevano di misteri, tormenti, passioni inenarrabili, pericoli per la vita e per la virtù. Meglio un buon libro ironico, coi piedi per terra, e con sentimenti più comuni e più banali. Al di là di questa personale idiosincrasia, è un romanzo dal ritmo indiavolato e che ti prende. Ma mi ha lasciato un terribile senso di amaro in bocca, di cattiveria, ed è uno dei pochi che non rileggerei.

    dit le 

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